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Discussione: L'affare Foppolo (topic sull'affaire Foppolo, responsabile "chi metto?")

  1. #796

    Predefinito

    cosa non si fa per il bene della valle

  2. #1.5 ADS
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  3. #797

    Predefinito L'affare Foppolo (topic sull'affaire Foppolo, responsabile "chi metto?")

    Leggo dal corriere che ci è una nuova strada da esplorare.

    Comune di carona che compra la giostra di arroccamento e conca nevosa, con soldi propri (pubblici) e del Bim (che non era nella sala, altri soldi pubblici, tolti ad altri progetti)
    Non ho capito se con esproprio o con una gara pubblica che fino a ieri era impedita su singoli pezzi del BSS.

    Monte poieto che prende tutto il resto dell’ex BSS e si aggiudica la gestione delle giostre di Foppolo.

    Nel brevissimo termine una soluzione.
    Nel medio termine una palla al piede enorme per il nuovo proprietario del comprensorio...

    EDIT
    E intanto la nuova amministrazione di Foppolo cosa fa?
    Nulla. Non fa nulla.

    Aspetta che si risolva la gestione delle giostre lati Carona e... aspetta aspetta...
    Foppolo potrebbe aprire, basta emettere il bando. Invece no. Si aspetta Carona e un salvatore e soldi pubblici. Che se poi alla fine Carona non si risolve Foppolo viene tirata dentro e non apre.

    Chi troppo vuole nulla stringe.
    Frase da mettere sotto la lapide al piromane ignoto
    Ultima modifica di Bepiiii; 20-10-2019 alle 11:41 AM.

  4. #798

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da testataecassa Vedi messaggio
    in effetti sono molteplici i resort sciistici che investono i soldi pubblici in aziende di dubbia fama ad hong kong
    Citazione Originariamente scritto da Bepiiii Vedi messaggio
    Ema. E dici poco.
    Le indagini dicono che Brembo Super Ski ha bruciato soldi pubblici per anni, usandoli in modo improprio e ricevendoli in modalità pilotate fuori dalla legge.

    Richiamare questi concetti ora che BBS è fallita e imprenditori cercano di farla ripartire ANCORA con soldi pubblici non si può sentire...

    Poi se il nuovo imprenditore riesce ad accedere in modo onesto e trasparente a fondo pubblici ok, ma partire esigendo soldi pubblici non si può proprio sentire.... almeno per ora è per i prossimi anni...
    Quello che scrivete è vero, ma è in assoluta e totale armonia con quello che ho detto io.
    Ciò che dite, non presuppone che non ci debbano mai più essere soldi pubblici a Foppolo, ma semplicemente, mai più con le modalità viste negli ultimi 10 anni.

    Direi che sono concetti molto diversi.


    Ed essendo la verità dei fatti, si può sentire sempre, adesso, domani, ieri.

    Quello che chiedono gli "imprenditori" è un'altra cosa ancora, e che poco c'entra con la mia affermazione di massima, quindi non andrebbe mischiata.

  5. #799

    Predefinito

    ema, la mail a frase era a sostegno di quanto scrivevi non il contrario

    invece sul tema soldi pubblici io sarei per un paio di lustri di ostracismo finanziario, a monito per l'intera valle, perché da quello che so legge recentemente, secondo me non hanno capito bene ...

  6. #800

    Predefinito

    da L'Eco di Bergamo

    Val Carisole, strada in salita per l’apertura. L’obiettivo: alleanza tra pubblico e privato

    Alta Valle Brembana. Ieri l’incontro tra enti locali, curatori e la società che si è fatta avanti per la gestione
    Criticità per il sostegno economico chiesto dai proponenti, il confronto resta aperto. Domani in Regione


    Nessuno per ora pensa di gettare la spugna: troppo importante cercare, pur al fotofinish, di salvare la stagione sciistica in alta valle. Ma dall’incontro di ieri è emerso con chiarezza che dei nodi da sciogliere, non marginali, ci sono. Sul tavolo la proposta di Stefano Dentella della «Sviluppo Monte Poieto», che ha avanzato un’ipotesi di affitto con opzione di acquisto cauzionata della seggiovie di Val Carisole (Valgussera, Conca Nevosa e Alpe Soliva), col relativo impianto di innevamento artificiale: oggi il tutto è in mano al Fallimento Brembo Super Ski. Ieri se ne è parlato con i curatori fallimentari, il presidente della Comunità montana Valle Brembana Jonathan Lobati e i sindaci di Carona Giancarlo Pedretti e di Foppolo Gloria Carletti. All’uscita, da parte di tutti, poche parole e l’intento di profondire. I nodi sembrano soprattutto due. Il primo sarebbe la richiesta, da parte del privato, di un contributo pubblico a sostegno dell’operazione. A fronte di 100 mila euro di affitto stagionale e 300 mila di cauzione (da lasciare alla curatela in caso di mancato acquisto, a fine stagione e dopo le valutazioni del caso, degli impianti), la «Sviluppo Monte Poieto» chiederebbe agli enti 150 mila euro. Ci sarebbe inoltre la richiesta di ottenere una riduzione dell’affitto per gli impianti di Foppolo (Quarta Baita e Montebello), che la stessa società vorrebbe prendere in gestione nell’ottica, condivisa dal territorio, di mantenere unito il comprensorio.

    La società mista
    Quello del contributo pubblico appare il passaggio più delicato: gli enti (in primis il Comune di Carona, direttamente coinvolto) sarebbero a dir poco perplessi sulla possibilità, prima di tutto sul piano normativo, di dare fondi a un progetto privato senza un bando. Tra le alternative sollevate ieri ci sarebbe quella (già Mperaltro tentata quest’estate dal Comune di Carona) di mettere invece in campo una società mista pubblico-privata, che tra l’altro avrebbe anche maggiore facilità, è l’ipotesi, nell’intercettare finanziamenti da altri enti. Il tutto però va verificato nella pratica, a partire dalle disponibilità dei soggetti in campo e soprattutto dei tempi, che certo non sono abbondanti. Anche uno «sconto» di rilievo su Foppolo è tutto da verificare: il Comune ha affittato negli anni scorsi, tramite bando, a 140 mila euro annui, e non vuole incorrere in possibili contestazioni. Insomma, la via è stretta, e forse a confermarlo è anche il «no comment» dal sentore un po’ scoraggiato, a fine riunione, di Lobati. L’intenzione di fare tutto il possibile è comunque confermata dai sindaci dei due Comuni più direttamente coinvolti. «Dobbiamo capire come trovare la quadra, ci riaggiorneremo già all’inizio della prossima settimana», spiega Carletti. «L’incontro, di approfondimento delle linee guida della proposta, è stato molte utile. Ora sarà necessaria una valutazione attenta - puntualizza Pedretti - cercando di affrontare le criticità, nel rispetto dei paletti normativi. Certo l’impegno è tutto diretto a far partire la stagione sciistica». La disponibilità resta anche da Dentella, dalle cui parole traspare però come gli esiti non siano scontati: «Pur non avendo verificato all’incontro odierno la indispensabile convergenza di tutte le parti interessate - precisa infatti - confermo la sostanza della mia proposta e la convinzione che solo la gestione integrata di tutte le stazioni della valle sia economicamente sostenibile, oltre che volano di sviluppo con il potenziamento dell’offerta ed il recupero delle stazioni oggi chiuse (San Simone e Torcola Soliva di Piazzatorre)».

    I timori per la chiusura
    Le possibili, pesanti conseguenze di una chiusura della stazione erano state evidenziate pochi giorni fa anche in una delibera della giunta della Comunità montana, in cui si osservava come lo stop «anche solo per una stagione invernale, causerebbe riflessi economico-sociali disastrosi per l’intera valle, con lo spostamento definitivo della clientela abituale verso altre località sciistiche con ripercussioni durature e difficilmente quantificabili». Anche se non manca chi fa notare che, fin qui, la reazione del territorio e degli operatori a questo rischio è apparsa un po’ tiepida, forse nella convinzione che alla fine una soluzione si troverà. Un’altra occasione per discutere gli scenari arriverà domani, quando è prevista un’audizione proprio sul tema degli impianti sciistici in Commissione Montagna, alla presenza anche dell’assessore regionale Massimo Sertori. Interverranno i sindaci di Foppolo e Carona, Lobati per la Comunità montana, i curatori fallimentari e Massimo Fossati per l’Anef, l’associazione nazionale enti funiviari.


    -------------------------------------

    da Corriere Bergamo
    L’uomo del Monte Poieto e il ruolo chiave di Carona Le seggiovie sono un rebus


    Tempi stretti e accordo in salita dopo l’incontro tra enti, curatori e Dentella


    Maddalena Berbenni

    Sarebbe la quinta perfetta per chiudere il cerchio, la Green house di Zogno. È dove i curatori fallimentari della Brembo Super Ski, i commercialisti Alberto Carrara e Federico Clemente, si palesarono per la prima volta a giugno 2017, pochi mesi dopo il finale nero della società sciistica. La missione, agli allora Stati generali della montagna, era testare il terreno della politica più o meno locale. Si è poi capito, con i fuochi d’artificio di carabinieri e Guardia di finanza, che dovevano cambiarne di cose prima di ingranare verso la ripartenza. Ci si prova ora. Con un tempo da lupi che, fosse neve, sarebbe un sogno, alle 8.30 Stefano Dentella e la sua proposta sono al centro dell’attenzione. E il cerchio non si chiude per niente.


    Nella sala riunioni al pianoterra, curatori e aspirante salvatore si confrontano con i sindaci di Foppolo e Carona Gloria Carletti e Giancarlo Pedretti, la prima accompagnata dall’avvocato Francesco Sansegolo, l’altro dal consigliere Angelo Bagini. I toni sono pacati fino a quando non si arriva al punto debole dell’offerta, i 150 mila euro che l’imprenditore di Selvino (proprietario del rifugio Monte Poieto per il 56% delle quote e in attesa di soddisfare l’amministrazione di Aviatico con il pagamento del resto) chiede a Carona come contribuito. «Non è che non vogliamo, non possiamo», risponde Pedretti. È vero che nelle ultime tre stagioni la stazione ha aperto anche con il sostegno economico dell’ente, «ma l’interlocutore era la curatela — fa presente Bagini —. Siamo disposti a mettere 350 mila euro, anche di più, ma per una società mista finalizzata all’acquisto».


    Obiezione prevedibile. E allora il presidente della Comunità montana Jonathan Lobati, nel ruolo di mediatore, butta lì uno «spunto di riflessione» che ha più l’aria di un piano B ben studiato: «Carona potrebbe acquistare le seggiovie sul suo territorio». Sono la Conca Nevosa e l’Alpe Soliva, la seconda di arroccamento, la meno appetibile visti i quasi 40 anni di vita tecnica. La Valgussera, più strategica, andrebbe al privato. «Valgono sui 900 mila euro — sono i calcoli di Lobati —: 350 mila li avete già a bilancio, 550 mila possono essere richiesti al Bim come fondi straordinari da restituire con rate a tasso zero. Così avreste i vostri impianti a rischio zero». Un’ipotesi sostenibile, sulla carta, e dal doppio risvolto: sbloccherebbe l’empasse nell’immediato e, dall’altro lato, dimezzerebbe i costi per l’investitore, sia Dentella, che i soldi li dovrà chiedere alle banche, sia un soggetto alternativo, dovesse lui farsi da parte. L’imprenditore l’accoglie a braccia aperte: «Una proposta congiunta è l’unica via percorribile», è la sua conclusione. Pedretti e Bagini sono gelidi: valuteranno se è praticabile.


    Si ragiona sulle cifre e sui tempi circolati in questi giorni: 300 mila euro di cauzione e 70 mila di affitto da versare subito; il resto di 2 milioni e 100 mila da pagare entro fine settembre 2020. Ai curatori sta bene, escludono di rivedere il prezzo ora o in futuro. Lo ribadiscono al punto da ventilare la vendita a parte di alcune attrezzature, come l’innevamento: «È l’extrema ratio — precisa Carrara —, sarebbe una sconfitta anche per noi, visto che ci siamo impegnati con fatica per offrire un lotto funzionale. Ma dobbiamo tutelare gli interessi dei creditori». Il dibattito include altri temi. I terreni sciabili sono della Devil Peak, la curatela ha avviato una causa per espropriarli in nome della pubblica utilità. A prescindere da come finirà, la società è disposta a metterli a disposizione «come sempre abbiamo fatto dal 2009», ricorda, interpellato, l’ex amministratore Giacomo Martignon. Sembra fattibile anche l’accordo con Foppolo per la gestione di Quarta Baita e Montebello: l’affidamento diretto sta in piedi, manca la quadra sul canone ma si è capito che c’è la volontà di trovarla (con la Corte dei Conti sul chi-va-là, il Comune dai conti in rosso non può andare sotto i 140 mila euro degli ultimi bandi). Tirando le somme, resta una domanda: anche con il sì di Carona, anche col resto risolto, ci sono i tempi per salvare la stagione? Alla spicciolata, prima delle 11.30, se ne vanno tutti con poca voglia di parlare e il dubbio che sia davvero troppo tardi.

  7. #801

    Predefinito

    Il comune di Carona che potrebbe dare fondi pubblici senza bando
    Il comune di foppolo che potrebbe dare in affidamento diretto le seggiole con riduzione, pure, del canone d’affitto

    Basta leggere queste sue ipotesi per capire che o si cambia subito il tono della collaborazione pubblico privato o tra poco le manette faranno tin-tin per altri amministratori in alta valle.

  8. #802

    Predefinito L'affare Foppolo (topic sull'affaire Foppolo, responsabile "chi metto?")

    Intanto la minoranza di Foppolo giustamente incalza la maggioranza.

    Ma veramente Devil Peak non ha versato i 200.000€ dovuti al comune di Foppolo per l’affitto degli impianti di alcune stagioni fa???

    Insomma. La solita melma dell’alta valle

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    Ultima modifica di Bepiiii; 20-10-2019 alle 02:15 PM.

  9. #803

    Predefinito

    e meno male che con la nuova giunta ci doveva essere più trasparenza,
    ora capisco perchè anche loro bannano in tempo zero, le verità scomode fanno sempre male.

    - - - Updated - - -

    Citazione Originariamente scritto da Ema93 Vedi messaggio
    No beh, questo non è vero. Gli unici resort che campano con le loro gambe, sono quelli americani e canadesi.
    In Europa non esistono, ed è pacifico.
    Il problema non sono i soldi pubblici, ma come vengono assegnati.
    Esistono bandi, a cui tutte le stazioni possono partecipare, esistono leggi regionali, esistono stanziamenti regolari.
    Il problema di Foppolo è invece l'aver ricorso a procedure anomale, con la scusa dell'emergenza, a prestiti ad hoc, istituiti appositamente per la stazione e solo per lei etc etc.
    Quindi il problema non sono i soldi pubblici, ma il loro uso e la loro assegnazione, che deve seguire modalità ordinarie, legali, e pensate non ad hoc, ma per tutto il comparto neve e a cui tutte le stazioni possano accedere secondo modalità e criteri stabiliti a monte.
    Dai Ema,
    cerca di essere oggettivo, ogni anno a Foppolandia è sempre la stessa storia.
    Si va a piangere in regione,
    ogni autunno per cercare di aprire la stagione invernale, sempre ad elemosinare soldi ovviamente PUBBLICI,
    il problema e che sarà almeno 10 anni che si buttano all’aria soldi pubblici per Foppolandia, i risultati sono sotto l’occhio di tutti.
    Fino a quando rimarranno certi local a gestire la baracca, la situazione sarà sempre la stessa ed i fatti lo dimostrano.

    Mi auguro che questa stagione, rimangono chiusi
    È l’unico modo per farli svegliare una volte per tutte, di beneficenza ne hanno ricevuto fin troppa.

    #foppolonlyskialp

  10. #804

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Ema93 Vedi messaggio
    No beh, questo non è vero. Gli unici resort che campano con le loro gambe, sono quelli americani e canadesi.
    In Europa non esistono, ed è pacifico.
    Il problema non sono i soldi pubblici, ma come vengono assegnati.
    Esistono bandi, a cui tutte le stazioni possono partecipare, esistono leggi regionali, esistono stanziamenti regolari.
    Il problema di Foppolo è invece l'aver ricorso a procedure anomale, con la scusa dell'emergenza, a prestiti ad hoc, istituiti appositamente per la stazione e solo per lei etc etc.
    Quindi il problema non sono i soldi pubblici, ma il loro uso e la loro assegnazione, che deve seguire modalità ordinarie, legali, e pensate non ad hoc, ma per tutto il comparto neve e a cui tutte le stazioni possano accedere secondo modalità e criteri stabiliti a monte.
    Non e’ affatto vero. Anzi, direi che i resort nordamericani funzionano grazie all’immobiliare. Cioè fino a che hanno terreni da sviluppare e vendere tutto bene. Quando non hanno più terreni disponibili a volte chiudono ( e chi ha comprato se la prende nel didietro ) . Le Dolomiti, quasi tutte, vanno bene senza aiuti.

  11. #805

    Predefinito

    Le Dolomiti, quasi tutte, vanno bene senza aiuti.
    Scusa????? Le Dolomiti sicuramente hanno dei paesaggi e delle caratteristiche naturali e logistiche fantastiche...ma per quanto rigurarda le infrastrutture (anche per il turismo della neve) godono di laute agevolazioni e contributi a fondo perduto elargiti dalle provincie autonome di Trento e Bolzano..oltre ad avere particolari agevolazioni a livello normativo che noi ce le sogniamo!! Un esempio? La scadenza vita tecnica degli impianti a fune nelle province di Trento Bolzano non è mai esisitita.

  12. #806

    Predefinito L'affare Foppolo (topic sull'affaire Foppolo, responsabile "chi metto?")

    Incontro in regione avvenuto.
    Assessori (classe politica che quando c’era da inaugurare un cantiere assurdo in alta quota brandiva Prosecco e mangiava patatine) assenti.

    Massimo sertori e Lara Magoni.
    Ma Lara Magoni fa ancora la sciatrice o ha cariche politiche???

    La regione fredda su mettere soldi
    Tra l’altro regione che aspetta ancora i 2,5 milioni dati a foppolo a fondo perduto (l’assessore di allora non diceva che c’erano le garanzie? Vadano a prendere i manufatti in cemento, sono lì, a garanzia...)

    Dentella del Monte Poieto che rilancia senza soldi pubblici. Altro tempo che passa... farà una offerta come i curatori di BSS chiedono DA MESI o ancora sottodimensionata???

    Intanto il comune di foppolo attende. Bando delle giostre fermo chissà dove. Quali sono i tempi tecnici di un bando? Si trovano tornelli e tecnologie skipass in giro?

    Pazzie da alta valle. E albergatori di foppolo in silenzio.

    ———-

    Dall’eco


    «Purtroppo non c’è la consapevolezza della gravità della situazione - aggiunge un’imprenditrice di Carona - . Chi vuole investire non viene aiutato. Nell’immediato, forse, non ci sarà un tracollo, ma a forza di togliere servizi e opportunità i nostri paesi andranno a morire».

    Chi dovrebbe aiutare?
    Il comune, la comunità montana o la regione????

    Un po’ d purgatorio mi sa che serve. Me che i giovani (e diversi dal passato) si facciano sentire. Sono i loro padri ad averli portati qui, i. Questo bel posto chiamato CRISI
    Ultima modifica di Bepiiii; 22-10-2019 alle 09:29 AM.

  13. #807

    Predefinito

    Assurdo, non conoscono la vergogna.
    Si sono affossati da soli nel corso degli anni,
    prendendo vagonate di soldi pubblici e facendo scelte scellerate e pretendono ora per l’ennesima volta, che vengano aiutati ovviamente con soldi pubblici, ma basta è ora di finirla con questo teatrino dei ricatti e della solita scusa altrimenti la valle muore.
    Ci vuole minimo un anno di purgatorio per schiarire le idee.
    #foppolo19/20onlyskialp

  14. #808

    Predefinito Un arrivederci che vorrebbe essere un addio

    Come già commentato sono un malcapitato proprietario di una casa a Foppolo.
    Assiduo frequentatore, con 3 figli agonisti in uno sci club locale che, viste le difficoltà imposte dalla gestione Salusso/curatela, già negli ultimi due anni ci aveva propinato siti di allenamento alternativi per almeno il 50% delle uscite.
    Chiaramente quest'anno saranno 100%....
    Essendo di Milano siamo stati obbligati ad una scelta radicale legata alla congiuntura negativa della stazione ma anche alle impostazioni "logistiche" dello sci club che erano per noi inaccettabili.
    Ritorniamo ai miei posti di origine, il VCO, dove stazioni delle dimensioni di Foppolo stanno mantenendosi attive e, in molti casi, migliorando la loro offerta.
    Non tutto quello che luccica è oro ma almeno non sono arrivati al punto di BSS.
    Come ho commentato in un altro post, il mio vorrebbe essere un addio di quelli crudi per la vergognosa arroganza degli amministratori e per l'omertà collusa di tanti abitanti che, sotto la bandiera del "per il bene della valle", hanno rubato, violato leggi e piegato alla chiusura questa stazione.
    Provo un senso di disagio e disgusto nel vedere gli sguardi attoniti di tanti che sono falliti, stanno fallendo o soffriranno. Sentimenti duri e senza compassione perché tutti sapevano e pochi si sono opposti.
    Arrivo persino a pensare all'intelligenza di organizzazioni criminali che, nel mungere ogni moneta, hanno l'accortezza di non uccidere la vacca.
    In questa realtà non solo sono peggio dei mafiosi, ma non sono nemmeno intelligenti.
    Domenica, mentre svuotavo casa incazzato come un bufalo, ho ricevuto il commento di un calabrese che vive a Foppolo da 20 anni: se fossero stati dalle mie parti sarebbero già stati in pasto ai cinghiali...
    E nell'onestà intellettuale di un principio astratto dove, se scegli di essere un criminale devi accettare la legge criminale, possiamo non essere d'accordo?
    No, certo, perchà la società, anche quella sana, deve pagare per questa arroganza. Quella di una congrega di cui fa parte un sindaco che nei giorni scorsi era al suo paese facendo ancora lo spaccone come se fosse intoccabile e non fosse successo nulla.
    Ora è tempo di guardare avanti e soffrire ancora per la passione e il valore di uno sport che spero lasci qualcosa ai miei figli.
    Certo che, come tutti voi avete detto, chi abbandona, o avrà la possibilità di farlo, non tornerà indietro.
    Ultima modifica di Andino; 22-10-2019 alle 01:07 PM.

  15. Lo skifoso Andino ha 4 Skife:


  16. #809

    Predefinito

    Grande intervento di Andino...

    Qui l’intervento sullo stesso tema del partito di maggioranza relativa in Italia. Ancora per poco di maggioranza assoluta nelle valli bergamasche.

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  17. #810

    Predefinito

    E si ritorna come sempre alle origini,
    Tutti in regione a piangere per il bene della valle ovviamente, fino a quando il pubblico salverà sempre le chiappe a questi personaggi non impareranno mai.


    Mozione in Regione: stagione sci da salvare

    Val Carisole
    Ok dal Consiglio affinché la giunta valuti come intervenire per garantire l’avvio delle seggiovie

    Con 66 sì, tre astenuti e nessun contrario, il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato ieri una mozione urgente, a primo firmatario il consigliere leghista brembano Alex Galizzi, che invita la Giunta a «valutare iniziative per favorire l’avvio della stagione sciistica» nel comprensorio di Brembo Ski. È il primo risultato dell’audizione che lunedì in Commissione Montagna ha visto illustrare la difficile situazione delle stazioni sci di Carona e Foppolo, con la Val Carisole, in particolare che, da dicembre, rischia concretamente di restare ferma. I tempi stringono - mancano ormai una quarantina di giorni all’avvio canonico della stagione - e si cerca di accelerare. «Siamo consapevoli che la strada non è facile - dice zi - ma cerchiamo di essere ottimisti. Il Consiglio ora ha impegnato la Giunta a prendere in esame la situazione e a cercare di trovare una soluzione per far partire la stagione sci. Gli interlocutori saranno ovviamente la Curatela fallimentare ma anche il Comune di Carona».

    Proprio nella mozione si fa presente come il Comune dell’alta valle sia disposto a mettere sul piatto 700 mila euro dei 2,1 milioni di euro chiesti dalla Curatela per la vendita dell’azienda in Val Carisole (ovvero seggiovie Valgussera, Conca Nevosa e Alpe Soliva). Nell’operazione, quindi, potrebbero entrare enti pubblici (la Regione) ma anche privati. Tutto è ancora da valutare anche «compatibilmente con il quadro normativo e con la disponibilità di bilancio», specifica la mozione. Ergo: bisogna capire se la Regione può e vuole aiutare economicamente il Comune di Carona. Ne discuterà la Giunta. Resta il fatto che i tempi sono sempre più stretti e le seggiovie che si vorrebbe riavviare in Val Carisole - sostengono gli addetti ai lavori - necessitano di interventi di manutenzione, stimati anche oltre i 200 mila euro. E, in caso di nevicate ocomunque di maltempo, le difficoltà di intervento diventeranno sempre maggiori. Quindi, il messaggio della mozione, è anche quello di intervenire «con urgenza». Sul tavolo dei Curatori, intanto, resta anche la proposta della «Sviluppo Monte Poieto» società amministrata da Stefano Dentella che ha già in gestione le seggiovie di Piazzatorre. Dopo aver chiesto un aiuto al Comune di Carona («non praticabile», dicono dall’Amministrazione), ha riformulato la proposta offrendo per l’affitto stagionale congiunto di Foppolo-Carona 400 mila euro, di cui 250 da scomputare in caso di successivo acquisto. Così come sul tavolo c’è la proposta della Garum di Termoli (Campobasso), con un’offerta irrevocabile di acquisto di un milione e 200 mila euro. Nel frattempo il Comune di Foppolo sarebbe pronto a pubblicare il bando per affittare le sue due seggiovie (Quarta Baita e Montebello), di sua proprietà in virtù di un esproprio fatto a suo tempo per pubblica utilità. Strada che, finora, il Comune di Carona, invece, ha più volte ribadito di non voler seguire.

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