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Discussione: L'affare Foppolo (topic sull'affaire Foppolo, responsabile "chi metto?")

  1. #1

    Predefinito L'affare Foppolo (topic sull'affaire Foppolo, responsabile "chi metto?")

    Dall’eco di oggi
    (Eco su tutte le tracce... si sa mai che salti fuori un connubio giornalisti-amministratori locali...)

    La Regione Lombardia si costituisce parte civile. Secondo me il neo presidente dovrebbe fare qualche domanda ai politici (con la sua stessa casacca) che hanno elargito senza pensarci i milioni di euro... molti rieletti e ancora lì (soggetti che figurati se ora fanno dichiarazioni.... politici...)

    ———-

    Foppolo, caccia ai soldi all’estero Su L’Eco tutte le piste dell’inchiesta

    Dall’Europa all’Asia. Seguendo le tracce di movimenti bancari sospetti nella vicenda di Brembo Super Ski che ha portato ai domiciliari i sindaci di Foppolo e Valleve la Procura ha chiesto rogatorie internazionali verso Hong Kong, Lussemburgo, Inghilterra, Lettonia e Malta.

    «Noi siamo parte lesa perché siamo stati truffati», dice il sindaco Berera, interrogato, riguardo al più corposo degli affari finiti male, quello da 700 mila euro a Hong Kong. Chi indaga ipotizza invece un «utilizzo consapevole di schermi societari stranieri da inserire nella gestione degli impianti sciistici». Nel frattempo dalla Regione, ente che sarebbe stato truffato, il neo presidente Fontana dice: «Siamo pronti a costituirci parte civile, ma prima vediamo le carte». I campioni della neve sono convinti che «Foppolo si rialzerà». E martedì si è discusso del caso anche in Comunità montana. Quattro pagine di approfondimento su L’Eco di Bergamo.

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  3. #2

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Bepiiii Vedi messaggio

    La Regione Lombardia si costituisce parte civile. Secondo me il neo presidente dovrebbe fare qualche domanda ai politici (con la sua stessa casacca) che hanno elargito senza pensarci i milioni di euro... molti rieletti e ancora lì (soggetti che figurati se ora fanno dichiarazioni.... politici...)
    Lo volevo scrivere ieri....attendiamo che la regione si costituisca quando la parola giusta sarebbe "favoreggiamento"

  4. #3

    Predefinito

    Corriere Berbenni.
    Il 99% era già scritto nel NOSTRO famoso thread... ma non riuscivamo a fare intercettazioni telefoniche (anche se la nostra ricostruzione delle call era coerente!!!)

    ————-

    Foppolo e l’appalto sospetto: nelle telefonate il pressing per la telecabina «decrepita»

    L’arresto del sindaco Beppe Berera (LaPresse/Tiziano Manzoni)
    Il nome di Sergio Lima, l’imprenditore della Val Trompia che sulle piste di Foppolo ha fatto lavori per anni, entra nell’inchiesta in una busta. La ricevono i carabinieri della stazione di Branzi che si sono attivati per le indagini sull’incendio doloso alle seggiovie tra il 7 e l’8 luglio 2016. Un anonimo li invita a fare accertamenti sull’eclettico manager della neve, 59 anni, domicilio a Sirmione, residenza a Lugano e società sparse ovunque.

    Oggi, Lima è indagato per associazione a delinquere e turbativa d’asta. Nulla, allo stato delle indagini, lo lega alle fiamme sul Montebello. E sul suo conto il gip Bianca Maria Bianchi non vede gravi indizi, tanto che ha respinto la richiesta del carcere avanzata dal pm. Tuttavia attorno all’appalto sospetto vinto dalla sua Graffer, quando lui ancora non compariva nella compagine societaria, è un pullulare di telefonate, Sms, mail. Il materiale raccolto dagli inquirenti mostra il fermento delle settimane del dopo incendio, della gara da indire, dell’inizio del cantiere anche senza l’affidamento formale dei lavori per fare bella figura con la politica, che ha mandato fondi. Tanto per cambiare. Emerge anche la determinazione del sindaco Giuseppe Berera a volere a tutti costi puntare sulla telecabina, persino quando si capisce che sarà impossibile installarla in tempo per la stagione sciistica e l’ipotesi più sensata diventa quella di sistemare gli impianti bruciati. I contatti tra Berera e Lima, attraverso centinaia di chiamate e messaggi, sono costanti e si allargano agli altri imprenditori del giro: dall’impresario Mauro Regazzoni, a cui sono affidate le opere in subappalto, all’amico di vecchia data Carlo Montini, di Bergamo, che come Lima è originario della Val Trompia, fino all’ingegnere Andrea Semperboni, accusato di avere pilotato, per assicurarselo, l’appalto da 98 mila euro per la direzione del cantiere.

    «Io avevo detto a Sergio (Lima, ndr) che se posso dargli il mio consiglio di dimenticare il piano B», dice Montini a Berera intercettato il 21 ottobre 2016, il giorno che precede il sopralluogo con rinfresco a Foppolo. È coinvolto perché con la sua Marconi, specializzata in mezzi militari, ha eseguito la revisione sull’impianto e la Brembo Super Ski non lo ha pagato per oltre un milione di euro (è tra i creditori). «Dopo si corre a finirla — prosegue — dammi retta almeno tutti sono focalizzati a finirla, e ci arrivi, Natale sì». D’altronde, aggiunge «tu adesso la giochi sulla credibilità, hai mobilitato il mondo». Anche Lima vuole il piano «A», cioè la telecabina. Per l’accusa ci stava lavorando almeno dal 18 luglio, quando si è fatto trasmettere la relazione generale del progetto di riposizionamento.

    Di seguito alcune conversazioni intercettate tra luglio e ottobre 2016, dopo l’incendio e quando partono i lavori per la telecabina.

    I fondi per la telecabina

    Il 19 luglio 2016, 11 giorni dopo l’incendio, il sindaco di Foppolo Giuseppe Berera si scambia messaggi con l’imprenditore Sergio Lima, titolare della Graffer, sui fondi per l’installazione della telecabina: «Fatti dare anche qualsiasi cifra dai locali», scrive Lima. E ancora: «E gli amici imprenditori?». I calcoli sono già chiari: «20.000 euro per ogni cabina + 2 stagionali x 10 anni. Però versano subito».

    I lavori iniziati prima dell’appalto

    Lima viene contattato da un amico del settore, che gli domanda se hanno iniziato i lavori. Comunica che la stazione di monte è quasi finita. La procedura per l’affidamento dei lavori, però, si è conclusa da poche ore.
    Amico: Avete già cominciato voi?
    L: Pota ciao cominciato.
    Amico: Ah non lo sapevo.
    L: C’è già su, di 18 plinti ce n’è giù 10 (...). E la stazione di Monte è quasi finita.

    Mazzoleni e la visita al cantiere

    Il 19 ottobre 2016 Berera contatta il presidente della Comunità montana Alberto Mazzoleni per la visita al cantiere.
    M: È... e... per sabato, e... io m... no... non cioè noi non è che abbiamo fatto una raccolta delle persone che vengono.
    B: No ?
    M: Però... possiamo anche mandare una mail di nuovo a tutti per sollecitare eventualmente le adesioni, se serve.
    B: Ma, potrebbe essere interessante allora. Due aspetti, uno capire se siamo in 50 o in 20 è importante insomma, no? Anche perché io pensavo poi di fare un bel rinfresco...
    M: Sì, sì...
    B: ...e... ecco... due, l’altra cosa importante invece capire chi viene di quelli che contano, insomma che... non lo so, di Regione o robe del genere, tu hai avuto segnali da qualcuno?
    M: É.... allora... io e... ero rimasto rispetto a... al...Parolo che gli facevo sapere se poteva annunciare che avremmo com... completato la... avrebbero completato la cabinovia, siccome dubito che si possa far questo (...)
    B: Io ho paura di no.

    La cautela di Semperboni

    Il 19 ottobre 2016 l’ingegnere Andrea Semperboni, neo direttore dei lavori, invita Berera a essere cauto durante la visita con le istituzioni in quanto ufficialmente i lavori non sono ancora partiti.
    B: Sabato mattina, ciò qui un po’ di sindaci, un po’ la comunità montana, il Bim un po’ di balle... che fanno una sorta di...facciamo una...una un po’ un aggiornamento...su... su sto cantiere.
    (...) S:È... sì...cioè...tieni conto che lì ufficialmente sai che non è partito niente è? Perché non c’è ne... cioè ufficialmente non abbiamo fatto l’inizio lavori, non abbiamo fatto la notifica, non abbiamo fatto niente.

    Lima e Montini sul piano «B»

    Alle 14.20 del 21 ottobre 2016, Sergio Lima e l’amico imprenditore Giancarlo Montini parlano dell’invito a presentarsi ai carabinieri di Zogno ricevuto da Lorena Palmira, la titolare della Fenix. Poi la conversazione verte sull’ipotesi che in seguito al dissequestro delle seggiovie incendiate, si possa decidere di ricorrere a un «piano B», cioè alla sistemazione di queste ultime. Montini consiglia a Lima di stare attento alle scelte operate perché potrebbero avvalorare le ipotesi degli investigatori.
    (...) L: No, l, lunedì 9.30 la Lorena deve esser a Zogno.
    M: Va be oh eh staranno facendo tutte le loro cose.
    L: No ho capito però mi dispiace per lei perché adesso è sotto sopra (...)
    M: Ma sì ma, vedrai che sarà.
    L: Se si.
    M: Vogliono capire quel giro la, che avete fatto del come si chiama del, che ha fatto il…
    L:So che è tutto fatto secondo me, oltre che in buona fede anche fatto bene però è sempre una rottura di *******i, poi siamo sotto pressione per i lavori con tutto poi ho difficoltà va be dai, niente e poi c’è, stan discutendo di che cosa domani dire, sai ci sono riunioni domani su che dicono allora se c’è il piano B, i soldi per la A non servono più.
    M: Io non farei il piano B te l’ho detto, piuttosto tengo ferma.
    L: Eh pota, adesso c’è stato il dissequestro ne oggi.
    M: Ah, io lo smonterei.
    L: Eh.
    M: Guarda che vai ad incasinarti, anche per l’altro motivo per tutto *****.
    L: Certo, certo, certo.
    (...) M: Se posso darti un consiglio non sprecare energie risorse per il piano B...
    L: Sì, sì, sì.
    M: Vai ad avvalorare tutte le tesi.
    L: Ho capito.
    M: Che non son vere poi per...
    L: Appunto, appunto, appunto.

    «Questa telecabina era decrepita»

    Sempre il 21 ottobre Lima chiama la compagna e si «bulla» dell’operazione telecabina.
    L: Le chiacchiere stanno a zero, hai visto lì.
    Compagna: Hai ragione.
    L: La cabina come si fa a far la cabina.
    Compagna: Questa l’hai fatta tu.
    L: No ho preso, ho fatto di meglio perché questa aveva 20 anni ed era decrepita.
    Compagna: Ma roba da matti.
    L: Queste cabine qua, vent’anni di vita erano brutte non le guardava più nessuno eccetera.
    Compagna: E tu le hai rimesse in queste condizioni?
    L: Le ho rimesse in queste condizioni e le montiamo su a Foppolo 50 nuove di zecca.
    Compagna: Bella, questa operazione è bella, anche tu che ti lamenti che fai delle cose geniali (...)
    L: E mi lamento perché son poco riconosciute, dovrebbero darmi il Nobel.

    L’attenzione di Lima col telefono

    Dopo la deposizione dai carabinieri della segretaria Elena Zaccarini, l’8 novembre 2016, Lima va dal suo avvocato a Bergamo. La sua compagna è preoccupata perché per 4 ore non risponde alle chiamate, lui la rassicura dicendole di aver lasciato i telefoni in macchina per motivi di sicurezza.
    Compagna: Ma è proprio per questo amore perché so che c’è in corsooo... preoccupata anch’io perché non rispondi... (...)
    L:Noo ma mi rispondi... quando mi sono messo in macchinaaa ho lasciato i telefoni, perché i telefoni li devo lasciare lontanoo.
    Compagna: Okey okeyyy...
    L:Per ovvi motivi.
    Compagna: Non mi direeee... non mi dire niente va bene okey non c’è problema.
    L:Hai capitoo e allora dopo quanto.

  5. #4

    Predefinito

    Il cantiere aperto fisicamente ma ufficialmente non aperto

    Il tempo del montaggio incoerenti

    La telecabina bidone

    Sta emergendo tutto!
    Fabio, mandami il pdf in privato....

    (Chi ha il coraggio di riproporre - non qui - la foto del Brindisi con la frase ‘glielo abbiamo.... ...o!’ ????)

    La Berbenni premio Pulizer!!!!

  6. #5

    Predefinito

    mi metto in coda x il pdf...

    sono stati truffati

    certo che con tutti i soldi che giravano, potevano almeno comprare una cabinovia nuova


    mi stupisce il fatto che Salusso non se ne sia ancora andato...

    - - - Updated - - -

    «Questa telecabina era decrepita»

    Sempre il 21 ottobre Lima chiama la compagna e si «bulla» dell’operazione telecabina.
    L: Le chiacchiere stanno a zero, hai visto lì.
    Compagna: Hai ragione.
    L: La cabina come si fa a far la cabina.
    Compagna: Questa l’hai fatta tu.
    L: No ho preso, ho fatto di meglio perché questa aveva 20 anni ed era decrepita.
    Compagna: Ma roba da matti.
    L: Queste cabine qua, vent’anni di vita erano brutte non le guardava più nessuno eccetera.
    Compagna: E tu le hai rimesse in queste condizioni?
    L: Le ho rimesse in queste condizioni e le montiamo su a Foppolo 50 nuove di zecca.
    Compagna: Bella, questa operazione è bella, anche tu che ti lamenti che fai delle cose geniali (...)
    L: E mi lamento perché son poco riconosciute, dovrebbero darmi il Nobel.

  7. #6

    Predefinito

    il problema è che son 3/4 d'italia ad esser così.. a qualsiasi livello ed in qualsiasi settore..

    occhio.. non esagerate a dar troppo risalto alla vicenda.. vorrete mica fare la figura dei giustizialisti ?!

  8. Skife per brigas pride:


  9. #7

    Predefinito

    da bergamonews
    http://www.bergamonews.it/2018/04/18...dietro/280452/


    “Rilancio di Foppolo? Ci prendiamo una pausa, non escludiamo un passo indietro”

    L'imprenditore di origine bergamasca: "È l'ultima cosa che vorrei, ma non dobbiamo lottare contro i mulini a vento. Servono chiarezza e condivisione"


    Gli ultimi clamorosi sviluppi nelle indagini su Foppolo sembrano averlo sorpreso parecchio. “In negativo, ma non c’è bisogno di sottolinearlo” le parole di Massimo Moretti, imprenditore impegnato nel rilancio del comprensorio sciistico dell’alta Valle Brembana.
    Insieme al collega e amico Giacomo Martignon, amministratore della Devil Peak Investment, lo scorso 20 ottobre si è aggiudicato il bando per la gestione delle seggiovie di Foppolo.
    I recenti fatti di cronaca non sembrano lasciare indifferente l’imprenditore di origini bergamasche, in passato direttore generale dell’Inter, che culla l’ambizione di rilanciare a 360° il turismo del comparto neve: “Innanzitutto vogliamo capire con esattezza cosa succederà a livello amministrativo – commenta Moretti -, se e con quali modalità il Comune di Foppolo proseguirà la sua attività”.

    In seguito all’ennesimo scossone giudiziario che ha riguardato l’alta valle e in particolare il Comune guidato dal sindaco Giuseppe Berera, ora agli arresti domiciliari con pesanti accuse a suo carico (leggi qui), Moretti confessa un po’ di incertezza: “In settimana abbiamo in programma una serie di incontri per fare il punto della situazione. Questo è per noi un momento di pausa, di necessaria riflessione”.

    ----------------------------------------------------------------------------


    Ma come?! Per un imprenditore serio che vuole investire su questo territorio non sarebbe un vantaggio il fatto che sia stata sgominata una associazione a delinquere per truffa aggravata???

  10. #8

    Predefinito

    Anche secondo me la situazione per DevilPeak è migliore ora (attendendo sentenze) che a dicembre 2017...

    Ma sai. Nessuno ha traccia dei dialoghi tra la società e il comune di Foppolo... nessuno...
    (O no?)

    - - - Updated - - -

    Il cantiere.... anche questa presa e affondata!!!


    "La cautela di Semperboni

    Il 19 ottobre 2016 l’ingegnere Andrea Semperboni, neo direttore dei lavori, invita Berera a essere cauto durante la visita con le istituzioni in quanto ufficialmente i lavori non sono ancora partiti.
    B: Sabato mattina, ciò qui un po’ di sindaci, un po’ la comunità montana, il Bim un po’ di balle... che fanno una sorta di...facciamo una...una un po’ un aggiornamento...su... su sto cantiere.
    (...)
    S:È... sì...cioè...tieni conto che lì ufficialmente sai che non è partito niente è? Perché non c’è ne... cioè ufficialmente non abbiamo fatto l’inizio lavori, non abbiamo fatto la notifica, non abbiamo fatto niente."

  11. #9

    Predefinito

    Matteo Oriani, “un cittadino innamorato delle nostre valli” interviene sulla vicenda giudiziaria che ha colpito Foppolo e Valleve.

    L’evoluzione delle vicende giudiziarie di Foppolo e del comprensorio Bremboski impone una riflessione più ampia che superi le notizie di stampa e giudiziarie.
    Rimango convintamente garantista e non commenterò i risultati dell’indagine, ma è indubbio che sulla vicenda degli impianti sciistici dell’alta valle brembana vi siano responsabilità più o meno gravi, quantomeno di una gestione non coerente con i principi del buon padre di famiglia. Tuttavia tali responsabilità non vorrei divenissero l’alibi, per alcuni, per scaricare la colpa sui soli indagati.

    Ritengo, invece, che ciò che ha portato al disastro di Foppolo sia un problema di sistema.
    Mentre Bremboski e l’alta valle andavano incontro alla rovina, organizzativa e finanziaria e a ben più complesse vicende penali, negli stessi anni Ponte di Legno si rilanciava con investimenti 4 volte superiori.

    Mi si obietterà che le due realtà non sono paragonabili, che Ponte di Legno e il Tonale sono altra cosa, ma non concordo.

    A Ponte di Legno è stato scelto un metodo di business che ha visto il più ampio coinvolgimento di tutti i soggetti di un sistema: dagli operatori degli impianti, ai ristoratori, agli albergatori, agli stessi proprietari di seconde case. Questo modello di business ha permesso importanti investimenti, l’accesso al credito, pubblico o bancario, e ad una gestione fortemente attrattiva.

    In Valle Brembana si è preferito caricare solo gli enti pubblici della gestione, facendo investimenti indebitando le realtà comunali (perché alcuni investimenti negli anni sono stati fatti e sarebbe ipocrita negarlo: nuova seggiovia valcarisole, nuova seggiovia valgussera, nuove piste adeguate ai nuovi standard di richiesta turistica). Si è privilegiata una gestione eccessivamente personalistica, invece di coinvolgere e aprire ad altri soggetti.

    Negli anni Foppolo, come altre realtà sciistiche lombarde, ha richiesto fondi pubblici regionali ed è emerso che questi non siano stati investiti in maniera conforme al dichiarato. Se saranno dimostrate le accuse, mi chiedo: dove fosse Regione Lombardia quando prestava soldi ad una società già in perdita, fortemente indebitata, non in regola con gli aspetti contributivi? Dove erano i controlli? Dove le verifiche? Su quali presupposti fu fatto, ad esempio, l’ultimo prestito, ormai già azzerato dalla situazione debitoria, visto che la società era già in evidente stato di crisi? La politica non può non farsi un serio esame di coscienza. Soprattutto quei politici che, tronfi, annunciarono di aver salvato la valle con i prestiti e che ora, alla luce di quanto accaduto, tacciono.

    Da questa vicenda bisogna saper ripartire auspicando, anzi sollecitando, la piena attuazione della legge regionale degli impianti di risalita approvata a dicembre 2017 dal Consiglio Regionale. Regione Lombardia dovrà, da un lato, trovare le formule corrette per finanziare gli impianti di risalita, tutti in crisi, e dall’altro garantire che i prestiti non si disperdano in inutili rivoli ma siano investiti utilmente per il rilancio delle nostre valli.

    Al contempo, la valle dovrà mutare mentalità. Il modello di business utilizzato fino ad oggi ha portato al tracollo. Ora è necessario aprire, sperimentare, apprendere da altre realtà e fare sistema coinvolgendo la più ampia platea possibile. Solo così facendo si potrà avere un vero rilancio.

    Gli uomini soli al comando li abbiamo già provati, ora è tempo di altro

  12. Lo skifoso alessio90 ha 2 Skife:


  13. #10

    Predefinito

    Concordo sostanzialmente con i contentui della lettera.
    Tuttavia mi sento di aggiungere che il problema sta nel "sistema", ovvero nel fatto che la situazione faceva comodo a tutti.
    Nessuno si è mai lamentato della insostenibilità della situazione (lascio perdere i sospetti di reato) e tutti godevano dei benefici di BSS nonostante la società stesse andando in fallimento.
    Ho letto pochi giorni fa che un "cittadino" ha comunque detto che BSS e la amministrazione ha fatto il bene della valle.

    Questo secondo me è il punto centrale, a parte i reati ascrivibili ai singoli.
    La valle ha coperto con grande omertà il tutto. Anche quando i sospetti erano evidenti, pochissimi sindaci (alcuni lo hanno fatto) hanno alzato la mano e tentato di fermare il tutto o rendere evidenti le criticità.
    Gli inquirenti lo hanno scritto: le indagini si sono svolte in un clima omertoso e di grande opacità. Nessuna collaborazione.

    Questo è il problema. OMERTA'...
    E di questo non si puo' dare la colpa al sindaco o al consiglio del comune...

    Bepi

  14. #11

  15. Lo skifoso pat ha 2 Skife:


  16. #12

    Predefinito

    A proposito di Regali-a-tè

    da Corriere di oggi

    Foppolo, la nuova accusa: «Tangenti in Austria»
    Sospetti su 75 mila euro usciti dalle società di Lima. La procura: pagava Berera per gli appalti conquistati

    di Maddalena Berbenni

    La parola chiave era «Aurelius». Bastava comunicarla, anche per telefono, ed era il lasciapassare per i soldi. La prima tranche di denaro, comunque, Giuseppe Berera l’aveva ritirata di persona. Il 16 agosto 2011. Viaggio a Innsbruck e ritorno in valle con 30 mila euro in contanti. C’è anche la corruzione tra le accuse che il pm Gianluigi Dettori ha formulato nei confronti del sindaco di Foppolo, 49 anni, da lunedì ai domiciliari e da ieri formalmente sospeso su disposizione della Prefettura. È una vicenda che porta gli investigatori in Austria e ipotizza una triangolazione tra Berera e i due imprenditori amici Giancarlo Montini, detto Carlo, 55 anni, di Bergamo, e Sergio Lima, 59, casa a Sirmione e residenza a Lugano. Il primo si sarebbe prestato ad aprire un conto in una banca di Innsbruck per «appoggiare» la presunta mazzetta partita da società riconducibili al secondo, circa 75 mila euro in tutto: 60 mila depositati a inizio agosto 2011 e 15 mila a febbraio 2013. La tesi degli inquirenti è chiara: quella era la stecca per le numerose commesse che Berera, nella veste di amministratore della Brembo Super Ski (Bss), aveva assicurato a Lima con appalti diretti.

    Lo spunto arriva dalla documentazione bancaria che i carabinieri della compagnia di Zogno sequestrano nella villa di Berera durante la perquisizione del 24 gennaio 2017. Poi, ci lavorano gli uomini del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf. La Procura dispone una rogatoria, il cui esito arriva a marzo. Sul conto corrente austriaco di Montini risulta che siano avvenute due sole operazioni in entrata, quelle dalle società di Lima, e quattro in uscita: la prima dei 30 mila euro riscossi da Berera, le altre tre attraverso il codice «Aurelius»: una nel 2011, le altre nel 2013 e 2015. La deduzione degli inquirenti è che il conto sia stato creato ad hoc per fare da ponte sicuro alla presunta tangente. Al di là delle limitate operazioni, quando Montini lo apre, a inizio agosto 2011, porta con sé Berera. Vanno in Austria e si presentano insieme in filiale, dove l’imprenditore firma una delega che autorizza il sindaco a usare i soldi anche nel caso della sua morte. Altra stranezza, per i finanzieri. Quando poi si concentrano sui soldi depositati, chiudono quasi il cerchio dei loro sospetti: arrivano da una società austriaca rappresentata da Lima e da una ditta di Covo specializzata in piccoli lavori nei condomini. Formalmente non è intestata all’imprenditore della neve, ma è nella sua orbita, svelano gli accertamenti.

    I passi successivi sono chiarire se esistano rapporti d’affari tra Lima e Montini tali da giustificare i pagamenti. I due si conoscono dall’infanzia, sono entrambi originari della Val Trompia e hanno mantenuto vivo nel tempo il rapporto di amicizia. Montini agli inquirenti riferisce di un’operazione condivisa in Camerun per vendere alberi di eucalipto per biomassa, ma sarebbe successiva al 2011. In più, la società di Covo, dalle cui casse è uscita la seconda parte del denaro, gli è sconosciuta. Tra i due bresciani non c’è business. A Foppolo, invece, sì. Nei suoi dieci anni di vita, tra il 2006 e il 2016, la Bss ha affidato i lavori sulle piste e agli impianti con continue assegnazioni dirette, giocando ogni volta la carta dell’urgenza. Molti degli interventi sono stati assegnati alle società di Lima, come la Snowstar. In particolare, a febbraio 2013, nei giorni del secondo deposito di denaro in Austria, tramite un giro largo a Covo incassano soldi della Bss. C’è una fattura con oggetto: opere a «Foppolandia».

    La casa in Città Alta di Montini, come la Marconi Industrial Services Spa di Curtatone, sono state perquisite a maggio 2017. L’azienda, specializzata in mezzi per l’esercito e amministrata dall’imprenditore un tempo a capo della Bremach fallita, ha eseguito la revisione della telecabina al centro dell’inchiesta. Ha fatto lavori per 1,3 milioni di euro mai pagati ed è tra i creditori della Bss. Montini risulta indagato per riciclaggio, Berera e Lima per corruzione. È un capitolo a parte rispetto alle accuse inserite nell’ordinanza che ha fatto scattare i domiciliari. Ma è l’ombra più pesante sul sindaco che voleva rilanciare la valle.


  17. #13

  18. #14

    Predefinito

    Urgenza -> affidamento diretto.

    Anche questa l'abbiamo presa, visto che SPESSO non vi era urgenza, ma era un modo per evitare il bando pubblico e affidare lavori direttamente ad amici.
    Lo stesso bando per la cambinovia era stato fatot in procedure d'urgenza, quando urgenza non vi era...

  19. #15

    Predefinito

    da L'Eco di Bergamo

    di Giovanni Ghisalberti

    Si è dimesso il Consiglio di Valleve
    La crisi in Alta valle. Lasciano gli ultimi consiglieri, il vicesindaco non è disponibile. Il Comune sarà commissariato
    L’Amministrazione di Foppolo invece va avanti: per noi Berera è ancora sindaco, diamo un segnale positivo al paese


    Valleve è senza consiglio comunale. Ieri, a mezzogiorno, hanno rassegnato le dimissioni tutti e sette i consiglieri ancora in carica: il vicesindaco Marco Cattaneo,
    quindi i consiglieri Delia Midali, Pietro Igino Midali, Cristian Midali, Alessandro Cattaneo, Luisa Carla Piredda e Mario Mainetti.
    L’inchiesta su Brembo Super Ski (che lunedì ha portato agli arresti domiciliari il sindaco di Foppolo Beppe Berera e di Valleve Santo Cattaneo), travolge, quindi, l’Amministrazione comunale di Valleve.
    Sempre ieri la prefettura ha comunicato la sospensione dalla carica di sindaco di Berera e Cattaneo, sostituiti dai rispettivi vice.
    Nel frattempo, però, a Valleve, i consiglieri comunali avevano già formalizzato le proprie dimissioni, facendo di fatto decadere definitivamente anche dalla carica il sindaco Santo Cattaneo. Negli scorsi anni, avevano già rassegnato le dimissioni altri tre consiglieri.
    «Avremmo comunque avuto i numeri sufficienti per proseguire l’attività amministrativa – spiega l’assessore dimissionario Pietro Igino Midali – ma la situazione era diventata ormai insostenibile: purtroppo il nostro vicesindaco Marco ha problemi di salute e io non me la sento di prendere le redini del Comune, come mi era stato chiesto». «A ciò - continua Midali - si aggiunge la difficile situazione economica del Comune, con il blocco delle spese imposto dalla Corte dei Conti. Oggi (ieri per chi legge, ndr) dovevamo comunicare le dimissioni, ma il computer del municipio era guasto. E non possiamo acquistarne uno nuovo. L’abbiamo
    ordinato ugualmente. Eventualmente lo pagheremo noi. Ci dispiace per quanto accaduto, ci dispiace per Santo (il sindaco, ndr) che resta nostro amico ma, per qualcuno di noi, la pressione psicologica di questi mesi era diventata difficile da sopportare».
    In arrivo, quindi, un commissario (la nomina dovrebbe essere formalizzata oggi o domani, fanno sapere dalla prefettura) che dovrà guidare nell’ordinaria amministrazione Valleve fino alla primavera 2019, quando ci saranno nuove elezioni. Sul tavolo il debito da risanare di un milione e 150 mila euro: il Consiglio, settimana scorsa, ha approvato il piano di rientro, ora all’esame della Corte dei Conti. E poi la «grana» degli impianti di risalita di San Simone, con contenziosi legali in corso.
    Se Valleve è rimasto senza sindaco e consiglio comunale, proseguirà, invece, nell’attività amministrativa Foppolo. «Andiamo avanti - dice il consigliere Paolo Frassoni -. Ci siamo confrontati e, vista la disponibilità del nostro vicesindaco Marco Cattaneo a prendere in mano le redini del Comune, si è deciso insieme di non abbandonare. Beppe resta ancora il nostro sindaco, anche se sospeso. Penso che la decisione di continuare nel nostro impegno, di non farci travolgere dagli eventi in una situazione così difficile come questa, possa essere vista come un segnale positivo per il paese».
    Anche qui ci sono il debito da iniziare a risanare (5,3 milioni di euro in 20 anni) con un piano di rientro alla Corte dei Conti. Quanto alle seggiovie (Quarta Baita e Montebello, di proprietà comunale), in autunno si dovrà preparare il bando per il nuovo affitto.

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