Posizione classifica anno 2018: 96/239 | Posizione in classifica generale: 1701/3393.
Mostra risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: Nani sulle spalle del Gigante: skialp al Cusna (7-8 aprile 2018)

  1. #1

    Predefinito Nani sulle spalle del Gigante: skialp al Cusna (7-8 aprile 2018)

    PARTE 1: La pancia del Gigante: la Piella. Canale dei Cervi e Canale del Ghiacciaio

    A Parma abbiamo superato i 20 gradi: i prati sono verdi, ricamati dal blu degli “occhi della Madonna” e dal giallo della colza, ma i pezzi da novanta dell'Appennino sono ancora là in fondo, bianchi come in pieno inverno, a fare da sirena a chi non si è ancora tolto la voglia di neve dopo questa stagione speciale!


    Il Cusna da Monteorsaro

    Sabato mattina partiamo presto, Alberto Federico ed io, destinazione Cusna. Siamo i primi a parcheggiare, verso le 8, al termine della strada asfaltata sotto Pian Vallese, poco dopo Febbio. Enormi valanghe di fondo – che con un buon binocolo forse si potevano vedere pure da Parma! - ci fanno da monito: oggi non si potrà scendere ovunque, e bisognerà rispettare un orario visto il caldo previsto nel pomeriggio.


    Grossa valanga zona Passone


    E' il primo weekend di chiusura degli impianti, forse i gestori non avrebbero scommesso, a inizio stagione, di restare aperti fino a Pasqua. Per noi è solo un vantaggio: più terreno vergine, meno traffico. Mettiamo subito le pelli risalendo il sentiero per il Passone, nella faggeta. A Pian Vallese (1200) l'innevamento è già abbondante. Un caratteristico cartello di divieto d'accesso con la scritta “PRETI AL MURO” ci indirizza sulla giusta traccia di salita. Usciti dal bosco, ci appare in tutta la sua severità il vallone sotto il Passone, dominato dalla parete nord ovest del Vallestrina: uno degli ultimi posti dove spiccozzare a fine stagione sul nostro Appennino.


    Il Vallestrina


    Ma oggi siamo qui per sciare, e dal Vallestrina – così come dal Passone – ci vogliamo tenere a debita distanza, viste le valanghe già cadute con la pioggia dei giorni scorsi e le crepe che segnano i pendii vicini. Optiamo che la soluzione più sicura sia portarci verso il crinale seguendo un costone molto ampio che scende a nord della Piella, il cosidetto “Pendio dell'Angelo” (fonte Wild Ski Appennino, di F. Gibellini).


    In salita lungo il Pendio dell'Angelo

    Risaliamo una valletta dolce portandoci alla base del pendio, già salito e sceso ieri. La neve è ancora abbastanza dura dopo il rigelo notturno; e specialmente nella seconda parte, dove le pendenze sono sostenute sui 35°, ci pensiamo un po' ad ogni inversione di sci... comunque siamo qui per imparare, l'esposizione non è così opprimente e riusciamo a raggiungere il crinale con le pelli senza troppi problemi. Incredibilmente, non c'è vento!


    Il crinalone del Cusna, vista verso nord est


    Zoommata sul gruppo Prado - Cipolla, con la "serraccata" sulla est del Cipolla


    Sono quasi le 11: il canale da cui intendiamo scendere – il Fosso della Piella o canale del Ghiacciaio – è già al sole da un bel po' e sembra piuttosto pelato nella parte alta... ci riserviamo di raggiungere la vetta della Piella e valutare altre discese. Se la cima del Cusna è la testa del Gigante, la Piella allora si presta bene per il ruolo della pancia! E' da qui che si percepisce meglio la vastità di questo vero e proprio altopiano sospeso tra pianura e mare.


    Vista verso la vetta del Cusna

    Alla riga d'erba sul filo della spartiacque, fanno da contraltare poderose cornici sul lato nord: quassù il vento nelle giornate migliori raggiunge una forza impressionante, tanto da fare andare in tilt molto spesso la stazione meteo posta all'arrivo della seggiovia 2000 di Febbio: la webcam - quando appunto funziona! - regala immagini magnifiche.





    Sullo sfondo a sinistra, la Pietra di Bismantova

    Ma torniamo alla Piella, che coi suoi 2070 metri è la terza cima dell'Appennino Tosco Emiliano. Appena sotto la sommità notiamo scendere a sud ovest il bellissimo canale dei Cervi, che ci sembra in condizioni ottime d'innevamento, con qualche traccia di ieri; la neve sarà un po' dura, visto l'orientamento, ma pazienza!


    La Piella vista dal Cusna col canale dei Cervi (foto scattata il giorno dopo la nostra discesa)


    All'imbocco

    Togliamo le pelli – che bello senza vento! - e compiendo un traverso ci portiamo allo sbocco naturale del canale: possibile anche scendere direttamente dalla cima. La neve come previsto è dura nella prima parte, ma poi molla a poco a poco regalandoci una sciata davvero divertente in questo simpatico toboga. Viste le grandi cornici sulla cresta a sinistra non ci fermiamo troppo a fare foto, ma qualcuna non resistiamo a scattarla!









    Luca/Asky se la gode (foto Federico)

    Arrivati in fondo al limite del bosco ci sembra di essere scesi molto poco, ma risalendo ci renderemo conto del malinteso... con un traverso nel bosco verso sinistra raggiungiamo la base del crestone a sud del canale, quello con le cornici. In un tratto un po' ripido e pelato ci tocca togliere gli sci, poi la cresta torna ampia e con la pendenza giusta, e senza troppa fatica raggiungiamo per la seconda volta la Piella. Consultando la cartina, scopriremo che il canale finiva a 1670 m!





    A questo punto ci tocca rifare i conti col canale del Ghiacciaio, che nel frattempo ha preso un'altra ora molto comoda di sole. Spelliamo e decidiamo di scendere di lì, alla fine è la soluzione più facile e rapida: il pendio dell'Angelo, quello da cui siamo saliti, è un po' troppo ripido ed esposto per le nostre capacità, e non è detto la neve abbia ancora mollato; mentre scendere a Rescadore di Febbio seguendo le piste da sci, oltre a un lungo raccordo in cresta, ci costringerebbe a camminare 1 km in salita per tornare all'auto. Le cornici sopra la prima parte il canale non sono il massimo ed è quasi l'una, ma vedremo di scendere senza troppi convenevoli.


    Il bellissimo canale del Ghiacciaio visto dall'alto...


    ...e dal basso!


    L'imbocco naturale del canale è troppo pelato, così scendiamo un po' lungo il crestone verso la Mongiardonda (a nord) per poi rientrare nel canale sotto il primo muro, con un traverso bruttino su neve cotta. Per fortuna dentro il canale la neve migliora un po', e ci godiamo la sciata fermandoci qualche volta a riprendere fiato sul lato sinistro, fuori dal tiro delle cornici. Purtroppo la cuccagna non può durare... e tutta la seconda parte del canale è ormai su neve papposa, nonostante le pendenze siano via via più dolci. Arrivati al limitare del bosco, vediamo che una traccia si infila dentro la parte bassa del canale, ma onde evitare spiacevoli sorprese seguiamo le altre, che traversano in direzione del sentiero percorso all'andata.

    Immagini della discesa sul Canale del Ghiacciaio (o Fosso della Piella)














    Sulla sinistra il canale dell'Angelo, ancora più a sinistra il bordo del Pendio dell'Angelo


    Raggiungiamo un piacevole pendio aperto nel bosco che però, naturalmente, termina nel bosco... e qui inizia il tratto chiave della discesa! Il naso ha da poco smesso di farmi male dopo un incontro ravvicinato con un faggio avuto 2 settimane fa in val Parma, quindi decido di muovermi con tutte le cautele del caso. All'inizio scendiamo più o meno dritti, poi capiamo che è meglio traversare di peso a destra per incrociare il prima possibile il sentiero per il Passone.


    Alle prese col ceduo

    Per fortuna il bosco si dirada un po' verso la fine, e una volta preso il sentiero la sciata torna ad essere più fluida. Da Pian Vallese i metri sulle gambe sono ormai 800 (più i 400 del canale dei Cervi!), e dopo lo slalom a rallentatore tra i faggi nella pappa, è un puro piacere lasciarsi andare sulla carrozzabile quasi pianeggiante battuta dal gatto dell'agriturismo! Non è passato praticamente nessuno e ci godiamo le millerighe con 14 gradi fino alla macchina (a parte 4 metri di strada senza neve).


    Mitico gatto!

    Una signora sciata, decisamente lunga per il contesto appenninico (la Piella è 2070, il parcheggio sotto pian Vallese poco più di 1000). Forse avremmo potuto giocarci diversamente le esposizioni di modo da trovare neve migliore durante le discese, ma alla fine è andata bene così, il giro ha avuto una sua logica... ad ogni modo, per essere inizio aprile c'è solo da levarsi il cappello di fronte a un Cusna così in forma!

    Assaggino della seconda parte del post (uscita di domenica 8 )...


    Continua...


  2. #2

  3. #1.5 ADS
    ADV SkiBot
    SkiBanner avatar promo
    Data registrazione
    Da Sempre

    Il forum degli sciatori

    Benvenuti nello Skiforum
    la community degli sciatori italiani sciatori e montagna


    Benvenuti nella community degli amanti degli sport invernali e della montagna. Nello skiforum si discute di:
     » sport invernali: tutti;
     » montagna estiva: escursionismo, alpinismo, mountain bike;
     » turismo: commenti su località e recensioni di hotel ed alloggi;
     » sociale: trova nuovi amici per le tue sciate.


    iscriviti sportivo R E G I S T R A T I allo skiforum


    Registrandoti avrai accesso a tutte le funzioni dello Skiforum e la navigazione sarà più veloce (non apparirà più questo messaggio di benvenuto). Per comunicazioni, commenti o altro: info@skiforum.it

        Buono skiforuming!


  4. #3
    Skifosissimo Skifoso
    Attrezzatura
    Spazzauovo DH 250cm r>∞, scarponi Cement 190 very hard, il mio disastrato fisico e una scimmia prepotente

    Predefinito

    Cacchio il Cusna da qualunque parte lo prendi è luuuungo.
    Primo perché gli avvicinamenti non sono semplicissimi e secondo è che è... lungo, cioè un 2000m messo però in orizzontale, se vuoi chiudere un giro ad anello o hai 2 macchine oppure cammini dalle 6 alle 20 e arrivi muerto.


    AskY ho notato altrove che apprezzi: facciamo un climb-raduno in Pietra?
    Tra l'altro ne hai di gas.. Italia '90 per la Variante 4 Mucche di Velluto Grigio, mica scherzi!

  5. #4

    Predefinito

    Bellissimo report appenninico,complimentoni

  6. #5

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da madflyhalf Vedi messaggio
    Cacchio il Cusna da qualunque parte lo prendi è luuuungo.
    Primo perché gli avvicinamenti non sono semplicissimi e secondo è che è... lungo, cioè un 2000m messo però in orizzontale, se vuoi chiudere un giro ad anello o hai 2 macchine oppure cammini dalle 6 alle 20 e arrivi muerto.


    AskY ho notato altrove che apprezzi: facciamo un climb-raduno in Pietra?
    Tra l'altro ne hai di gas.. Italia '90 per la Variante 4 Mucche di Velluto Grigio, mica scherzi!
    Ma no dai, lungo è lungo, però se parti da Febbio e fai tutto il giro dal Passone fino al Passo della Cisa non ci metti 14 ore ed è comunque un gran bell'anello!
    Se ne ho di gas? diciamo che ne ho espulso parecchio mentre facevo (da secondo) il tiro duro di Italia 90... appeso sullo strapiombo a culo per aria, lì si è disperso bene, il gas!! mentre la variante 4 mucche la conosco ma non la ho mai fatta, non so dove lo hai letto! Io sono un quintogradista, mi viene sì e no qualche 6b ben spittato e di placca. poi ora che mi è partito il trip dello scialpinismo temo salteranno tutte le uscite primaverili in falesia
    Comunque ci si potrebbe beccare davvero in Pietra!

    A breve arriva il continuo del post, mi scuso per l'OT!

  7. #6

    Predefinito PARTE II. Sulla testa del Gigante: Cusna per cresta NO e fosso di Prassordo

    Sabato rientro abbastanza presto a Parma e mi accordo per un altro giro di giostra la domenica. Obiettivo la vetta del Cusna, da cui intendiamo scendere per il superclassico Fosso di Prassordo: un canale enorme e abbastanza lungo esposto a nord, dove nelle annate migliori si scia da novembre fino a maggio. Amici scesi sabato ci confermano le condizioni ottime. Stavolta partiamo a un orario più tranquillo: arrivati al rifugio Monte Orsaro ci sono già diverse auto parcheggiate, e sulla cresta nord ovest del Gigante già si intravvedono piccole figure che salgono.


    Il versante nord del Cusna con il grande fosso di Prassordo

    La giornata è anche oggi meravigliosa e quasi senza vento. Ci incamminiamo sci in spalla lungo la sterrata per il passo della Cisa ma dopo neanche 100 metri possiamo pellare. Raggiungiamo comodamente il passo, da cui proseguiamo sempre su pendenze dolci fino alla fine del bosco. Ora la vista si apre finalmente sulla montagna e la sua cresta nord ovest, percorsa dalla via normale. Ho bei ricordi legati a questo itinerario: è stato forse la mia prima salita seria con picca e ramponi, 4 anni fa.

    Attraversiamo un ampio altopiano dalla morfologia molto dolce, per via del terreno argilloso: qui d'estate ci sono autentiche distese di sabbia, nera grigia rossastra... ora domina il bianco, ma sul versante spazzato dal vento restano lingue ormai discontinue di neve, e in un breve passaggio dobbiamo persino togliere gli sci... pochi minuti prima nel bosco ne avevamo due metri sotto le pelli!

    Sulla cresta nord ovest








    Per fortuna una volta sulla cresta la copertura nevosa torna ad essere totale, e procediamo tranquillamente in sci fino alla vetta, evitando i due passaggi un po' ripidi traversando sul versante Prassordo. Attorno alla croce c'è già una piccola folla di persone: snowboarders, ciaspolatori, escursionisti coi ramponi: il Cusna è una meta molto amata e frequentata, soprattutto ma non solo dai reggiani... e il panorama che oggi si gode giustifica tutto l'afflusso!

    La vetta del Cusna da varie angolazioni












    Sono le 11 passate ma la neve nell'ultima parte di salita era ancora abbastanza dura: sarei quasi tentato di scendere come ieri sul versante sud per trovare neve più molle, ma il mio socio è poco propenso a pellare a mezzogiorno per tornare su, e trovare poi tutta la seconda parte del Prassordo già in pappa... e tutto sommato anche io. Facciamo così una pausa un po' più lunga, godendoci il panorama. Nel frattempo però arrivano sempre più sciatori, il gruppo di snowboarders che ha temporeggiato come noi ormai si accinge a partire e vedo che Francesco scalpita... allora via!


    I tavolari si lanciano!

    Siccome la spalla della cima dove sale la normale (a nord ovest) è su neve ancora quasi ghiacciata, optiamo per scendere direttamente dal muro un po' più ripido a nord della vetta, che ha preso un po' di sole in più.


    La parte alta della "pala nord" del Cusna. Noi siamo scesi piuttosto a sinistra

    Le prime curve le faccio con molta circospezione e tipo saltando, siccome la neve è ancora duretta e l'esposizione un po' si fa sentire... poi però azzardiamo a spostarci ancora a destra, più vicini all'orlo del versante est, dove ci sono meno tracce e la neve è un po' più morbida.... la vista del pianoro sottostante, via via più vicino, mi incoraggia a lasciare un po' andare gli sci su pendenze che finora (cioè 4 anni fa) avevo affrontato solo in pista. Raggiunta la spianata alla fine dello spallone nord, la parte più tecnica della discesa è terminata, e comincia quella più godosa! Seguendo il muretto a sinistra ci lanciamo dentro il fosso di Prassordo, larghissimo e con molte possibilità di varianti. Gli snowboarders scendono più o meno in contemporanea con noi, e riusciamo quasi a intralciarci a vicenda le traiettorie nonostante tutto questo spazio! Così li lasciamo proseguire un po', godendoci l'ambiente e scattando qualche foto in più.

    Immagini della discesa dal fosso di Prassordo, la grande classica del Cusna








    Stando sul versante al sole del fosso, la neve è più morbida, e io mi trovo meglio da questa parte. A una biforcazione, teniamo il ramo di sinistra e dopo una curva il fosso si spiana decisamente. Dobbiamo comunque stare più attenti di prima, siccome il fiume ormai ha deciso di farsi spazio al centro del fosso e rivedere la luce! Le tracce seguono ponti di neve ancora solidi, ma cascare dentro il fiume equivarrebbe a farsi male vista l'altezza della neve... così preferiamo procedere con calma.

    la parte bassa del fosso di Prassordo (ramo sinistro)







    Arrivati al bosco, circa a quota 1500, rimettiamo le pelli per affrontare un breve raccordo in salita che ci riporta sulla sterrata dell'andata, poco sopra al passo della Cisa. Qui possiamo scendere con gli sci, un po' per un taglione su pendii aperti nel bosco, poi lungo la comoda carrozzabile a tornanti che ci riaccompagna fino al rifugio, dal quale proviene un ottimo profumo di grigliata.


    Tavolari tribolano!


    Sono le 13, ci sono avventori in auto, in moto, nonché gli escursionisti più mattutini... ma per fortuna troviamo ancora due posti fuori e ci godiamo il pranzo in maglietta (almeno finché non si alza il vento) al cospetto del Gigante, tutto bianco e luccicante al sole, che ci ha regalato una nuova ottima giornata di sci! I piatti si presentavano proprio bene, avrebbero meritato una foto ma si è preferito mangiarli in fretta prima che si raffreddassero!

    Ultimo giro di giostra appenninico? Speriamo proprio di no!

  8. Lo skifoso AskY ha 3 Skife:


-

Segnalibri

Segnalibri

Regole di scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •