M
MAXINMARE
Guest
L'abitare nella Capitale ha tanti svantaggi, ma da anche qualche piccolo vantaggio.
Uno di questi è quello di avere davvero tante località a poca distanza, raggiungibili, partendo presto, in un ora o poco più.
Al sabato ... dopo l'immonda lavata del giorno prima, comincia a nevicar bene su tutto l'abruzzo. Dopo una giornata a sbirciare le webcam, le previsioni danno tempo bello per il mattino dopo... quindi, in serata, metto a nanna il pargolo più grande dicendogli: metti il pigiama, lava i denti e... prepara la tua roba da sci che domani si va su
La scelta ricade su Campo Felice che le webcam vedevano oltremodo premiata dalla dama bianca e che volevo ripassare avendola frequentata pochissimo a scapito delle altre località abruzzesi.
L'avvicinamento, quando eravamo ancora vicini alla capitale, promette non bene.. di più... :shock: e, per giunta, dopo l'iniziale nebbione spunta anche un bel sole, come da programma.
Arriviamo davvero presto in pista cosa che, nonostante la copiosa nevicata del giorno prima, ci consente di scendere su piste con il millerighe... ed ancora letteralmente intonse (in alcuni impianti, apriamo proprio noi le danze)
Alcune zone del bosco, apparivano quasi spettrali e, essendo in ombra, conservavano la neve sui rami per l’intera giornata.
Arrivati in cima, alcuni scatti, nonostante la fregola del ragazzo che non ne voleva sapere di perdere neanche pochi secondi, erano d'obbligo... il panorama era notevole, per giunta valorizzato da una giornata stupenda.
Da lassù ci godiamo anche una fenomenale veduta sulla bellissima conca dei Piani di Pezza... oltrepassata la quale c'è la vicinissima (e, in un futuro che resta difficile da materializzarsi, si spera collegabile) Ovindoli.
Tornati a valle ci spostiamo sul lato sinistro del comprensorio e, dopo aver provato e scartato la bellissima Vergine (pista che mi piace molto ... ma era inspiegabilmente l'unica piena di sassi) ritorniamo indietro e proviamo la già gobbutissima nera Gigi Panei, lasciata praticamente non battuta. Risalendo ancora, troviamo chiusa la Capricorno, ci dicono temporaneamente... ed allora poi, attraverso un panoramico skiweg... in cresta ed in salita.. saliamo ancora e poi ce ne torniamo giù dall'altra parte dalla divertente rossa Sagittario.
Nel frattempo, giungeva un elicottero.... che mi faceva presagire che sulla Capricorno qualcuno s'era fatto male.
Cos'era davvero successo, oggi, lo sanno in molti, ma io in quel momento ancora no. Per chi non lo sapesse, ve ne accennerò a fine report...
In ogni caso, proseguiamo la giornata... Essendo domenica e stante la giornata, c'era il pienone (si parla di oltre 6000 persone) e, stante la tanta neve non acora compattata ed i tantissimi passaggi, le piste avevano cominciato a segnarsi... per il ragazzo, nessun problema, faceva saltini in continuazione, per me non era il massimo (va be che sto bene ma non posso essere ancora al 100%).
Fortunatamente ero stato previdente e mi ero portato i BBR che con neve morbida, solchi e gobbe vanno a nozze e che ho provato anche il dolci pendenze a bordo pista (quantomeno in quei 20-30 cm present in loco li ho trovati fenomenali, galleggiano da soli, senza indurti ad arretrare e restando facilissimi da girare pure in fresca). Peraltro, nonostante i BBR siano un progetto ormai antico (e PURTROPPO abbandonato) evidentemente a queste latitudini non si sono mai diffusi, visto che, per tutto il giorno, hanno destato la curiosità di un sacco di persone che mi fermavano o mi interrogavano all'arrivo in seggiovia per capire che sci fossero mai... più di una persona rimaneva delusa dal fatto che non siano più in produzione. Avessi portato i kneissl avrei smesso di sciare alle 12.30....
Finalmente arriva l'ora della pausa pranzo che, vista la bella giornata, trascorriamo fuori, davanti allo Chalet del Lago.
Proseguiremo poi la giornata sino a chiusura stando sempre sul lato destro, ripetendo innumerevoli volte le piste ariete, toro ed innamorati.
A fine giornata, percorrendo la piana di Campo felice per tornare giù... avevo l'istinto di cogliere questo scatto che sintetizza la giornata... bella ... eppure in chiaroscuro e con qualche nuvola ....
Molti già lo sanno: proprio quel giorno, in mattinata, con quel clima di festa ... con una giornata splendida e tante, tante persone ... era accaduta una tragedia.
Una valanga caduta in zona anfiteatro (conca naturale che sovrasta la forbice tra le seggiovie cisterna e monterotondo) ha travolto tre persone, uccidendone due.
Ho avuto piena contezza della tragica sorte di quelle persone già in tarda mattinata, quando ho avvicinato un impiantista in cima alla Cisterna per chiedere se la Capricorno fosse nuovamente transitabile perchè non mi andava di rifarmi la gobbuta panei, ormai già con dune da sahara al posto delle gobbe (e, in effetti, ci ha consentito di scendere)
Avrei preferito non sapere... e son rimasto combattuto sul da farsi.
Dire o non dire dell'esito delle ricerche al ragazzo... restare o andar via??
Scendiamo dalla Capricorno e, giunti al luogo del fattaccio, risalgo un attimo il lato della pista e mi affaccio sulla conca: faccio due sbrigative foto alla valanga... e solo a quella... mentre il ragazzo attendeva a centro pista e poi andiamo a valle.
Ho preferito restare e tacere per un po... dicendogli che stavano ancora cercando nel bosco.... non mi andava di tranciargli la giornata a metà... e farlo tornare impaurito.
Sorvolati gli esiti, lasciati "sospesi", "mi limito a spiegare al ragazzo come e perchè fosse caduta la valanga e come mai la situazione di quella giornata fosse pericolosa per il fuoripista: c'era stata la pioggia e la gelata il venerdì e, il sabato, ci aveva nevicato sopra sino alle prime ore della mattinata di domenica... la neve non poteva aver legato ed anzi sicuramente c'era uno scivolo sotto la neve nuova.
Poi c'era stato anche tanto vento: la cornice l'avevamo già notata in primissima mattinata (proiettava un ombra davvero lunga), ed incuteva una certa paura.
Gli dirò solo poi dell’esito delle ricerche…anche per evitare che lo sentisse da altri. Anche perché, dopo un po di tempo, la notizia s’era sparsa e cominciavano a parlarne in tutta la stazione.
Sulla vicenda in se mi sono già espresso nel thread abruzzese: personalmente, anche in condizioni tranquille, e anche se fossi stato equipaggiato, non mi sarei avventurato senza una guida esperta dei luoghi... gli unici tratti dove siamo usciti per poche decine di metri erano quasi in piano... affianco alle piste blu.
Le persone coinvolte, invece, i luoghi li conoscevano a menadito, pur non essendo (da che ho capito) propriamente usi al freeride…
Però, in quelle condizioni, che peraltro avevano generato un espressa ordinanza di divieto, emanata il giorno prima, fatico ancora adesso a spiegarmi come mai abbiano deciso di scendere comunque da li... se non, forse, col fatto che la giornata era stupenda, la conca era intonsa e la neve fresca brillava... costituendo un attrazione difficile da ignorare.
In ogni caso, il destino ha voluto così e non si può cambiare... si può solo cercare di imparare dagli errori altrui.
Del resto, come ho detto anche altrove, il destino fa come cacchio gli pare... e che il FP è un attività che, con tutti i suoi rischi, resta molto meno pericolosa dell'attraversare la strada a piedi, col verde e sulle strisce.
Un abbraccio va alle famiglie degli scomparsi.. ho pensato spesso a loro in questi giorni, anche se non li conoscevo (ma qualcuno nel forum invece si). Non sapevo nemmeno se fare o meno questo report.. ma alla fine, evidentemente, avevo in qualche modo bisogno di parlarne.
Erano, penso, persone con la ns. stessa passione, che hanno avuto l'unico grande torto di fare un errore nel momento sbagliato... ma è anche vero che, durante la ns. vita, gli errori li facciamo tutti... anche quelli che abitualmente poi puntano il dito... solo che tante volte va bene... e spesso si inganna se stessi facendo finta di non aver sbagliato mai.
In sintesi faccio ancora fatica ad interpretare la giornata ed i sentimenti ad essa connessi: ho sciato e mi sono divertito con mio figlio... poi il contorno è diventato sconcertante... eppure ho deciso di proseguire... e come me praticamente l'intera stazione. Sono, ancora adesso, un po perplesso... anche se so che sono cose che succedono e la vita va avanti.
Uno di questi è quello di avere davvero tante località a poca distanza, raggiungibili, partendo presto, in un ora o poco più.
Al sabato ... dopo l'immonda lavata del giorno prima, comincia a nevicar bene su tutto l'abruzzo. Dopo una giornata a sbirciare le webcam, le previsioni danno tempo bello per il mattino dopo... quindi, in serata, metto a nanna il pargolo più grande dicendogli: metti il pigiama, lava i denti e... prepara la tua roba da sci che domani si va su

La scelta ricade su Campo Felice che le webcam vedevano oltremodo premiata dalla dama bianca e che volevo ripassare avendola frequentata pochissimo a scapito delle altre località abruzzesi.
L'avvicinamento, quando eravamo ancora vicini alla capitale, promette non bene.. di più... :shock: e, per giunta, dopo l'iniziale nebbione spunta anche un bel sole, come da programma.
Arriviamo davvero presto in pista cosa che, nonostante la copiosa nevicata del giorno prima, ci consente di scendere su piste con il millerighe... ed ancora letteralmente intonse (in alcuni impianti, apriamo proprio noi le danze)
Alcune zone del bosco, apparivano quasi spettrali e, essendo in ombra, conservavano la neve sui rami per l’intera giornata.
Arrivati in cima, alcuni scatti, nonostante la fregola del ragazzo che non ne voleva sapere di perdere neanche pochi secondi, erano d'obbligo... il panorama era notevole, per giunta valorizzato da una giornata stupenda.
Da lassù ci godiamo anche una fenomenale veduta sulla bellissima conca dei Piani di Pezza... oltrepassata la quale c'è la vicinissima (e, in un futuro che resta difficile da materializzarsi, si spera collegabile) Ovindoli.
Tornati a valle ci spostiamo sul lato sinistro del comprensorio e, dopo aver provato e scartato la bellissima Vergine (pista che mi piace molto ... ma era inspiegabilmente l'unica piena di sassi) ritorniamo indietro e proviamo la già gobbutissima nera Gigi Panei, lasciata praticamente non battuta. Risalendo ancora, troviamo chiusa la Capricorno, ci dicono temporaneamente... ed allora poi, attraverso un panoramico skiweg... in cresta ed in salita.. saliamo ancora e poi ce ne torniamo giù dall'altra parte dalla divertente rossa Sagittario.
Nel frattempo, giungeva un elicottero.... che mi faceva presagire che sulla Capricorno qualcuno s'era fatto male.
Cos'era davvero successo, oggi, lo sanno in molti, ma io in quel momento ancora no. Per chi non lo sapesse, ve ne accennerò a fine report...
In ogni caso, proseguiamo la giornata... Essendo domenica e stante la giornata, c'era il pienone (si parla di oltre 6000 persone) e, stante la tanta neve non acora compattata ed i tantissimi passaggi, le piste avevano cominciato a segnarsi... per il ragazzo, nessun problema, faceva saltini in continuazione, per me non era il massimo (va be che sto bene ma non posso essere ancora al 100%).
Fortunatamente ero stato previdente e mi ero portato i BBR che con neve morbida, solchi e gobbe vanno a nozze e che ho provato anche il dolci pendenze a bordo pista (quantomeno in quei 20-30 cm present in loco li ho trovati fenomenali, galleggiano da soli, senza indurti ad arretrare e restando facilissimi da girare pure in fresca). Peraltro, nonostante i BBR siano un progetto ormai antico (e PURTROPPO abbandonato) evidentemente a queste latitudini non si sono mai diffusi, visto che, per tutto il giorno, hanno destato la curiosità di un sacco di persone che mi fermavano o mi interrogavano all'arrivo in seggiovia per capire che sci fossero mai... più di una persona rimaneva delusa dal fatto che non siano più in produzione. Avessi portato i kneissl avrei smesso di sciare alle 12.30....
Finalmente arriva l'ora della pausa pranzo che, vista la bella giornata, trascorriamo fuori, davanti allo Chalet del Lago.
Proseguiremo poi la giornata sino a chiusura stando sempre sul lato destro, ripetendo innumerevoli volte le piste ariete, toro ed innamorati.
A fine giornata, percorrendo la piana di Campo felice per tornare giù... avevo l'istinto di cogliere questo scatto che sintetizza la giornata... bella ... eppure in chiaroscuro e con qualche nuvola ....
Molti già lo sanno: proprio quel giorno, in mattinata, con quel clima di festa ... con una giornata splendida e tante, tante persone ... era accaduta una tragedia.
Una valanga caduta in zona anfiteatro (conca naturale che sovrasta la forbice tra le seggiovie cisterna e monterotondo) ha travolto tre persone, uccidendone due.
Ho avuto piena contezza della tragica sorte di quelle persone già in tarda mattinata, quando ho avvicinato un impiantista in cima alla Cisterna per chiedere se la Capricorno fosse nuovamente transitabile perchè non mi andava di rifarmi la gobbuta panei, ormai già con dune da sahara al posto delle gobbe (e, in effetti, ci ha consentito di scendere)
Avrei preferito non sapere... e son rimasto combattuto sul da farsi.
Dire o non dire dell'esito delle ricerche al ragazzo... restare o andar via??
Scendiamo dalla Capricorno e, giunti al luogo del fattaccio, risalgo un attimo il lato della pista e mi affaccio sulla conca: faccio due sbrigative foto alla valanga... e solo a quella... mentre il ragazzo attendeva a centro pista e poi andiamo a valle.
Ho preferito restare e tacere per un po... dicendogli che stavano ancora cercando nel bosco.... non mi andava di tranciargli la giornata a metà... e farlo tornare impaurito.
Sorvolati gli esiti, lasciati "sospesi", "mi limito a spiegare al ragazzo come e perchè fosse caduta la valanga e come mai la situazione di quella giornata fosse pericolosa per il fuoripista: c'era stata la pioggia e la gelata il venerdì e, il sabato, ci aveva nevicato sopra sino alle prime ore della mattinata di domenica... la neve non poteva aver legato ed anzi sicuramente c'era uno scivolo sotto la neve nuova.
Poi c'era stato anche tanto vento: la cornice l'avevamo già notata in primissima mattinata (proiettava un ombra davvero lunga), ed incuteva una certa paura.
Gli dirò solo poi dell’esito delle ricerche…anche per evitare che lo sentisse da altri. Anche perché, dopo un po di tempo, la notizia s’era sparsa e cominciavano a parlarne in tutta la stazione.
Sulla vicenda in se mi sono già espresso nel thread abruzzese: personalmente, anche in condizioni tranquille, e anche se fossi stato equipaggiato, non mi sarei avventurato senza una guida esperta dei luoghi... gli unici tratti dove siamo usciti per poche decine di metri erano quasi in piano... affianco alle piste blu.
Le persone coinvolte, invece, i luoghi li conoscevano a menadito, pur non essendo (da che ho capito) propriamente usi al freeride…
Però, in quelle condizioni, che peraltro avevano generato un espressa ordinanza di divieto, emanata il giorno prima, fatico ancora adesso a spiegarmi come mai abbiano deciso di scendere comunque da li... se non, forse, col fatto che la giornata era stupenda, la conca era intonsa e la neve fresca brillava... costituendo un attrazione difficile da ignorare.
In ogni caso, il destino ha voluto così e non si può cambiare... si può solo cercare di imparare dagli errori altrui.
Del resto, come ho detto anche altrove, il destino fa come cacchio gli pare... e che il FP è un attività che, con tutti i suoi rischi, resta molto meno pericolosa dell'attraversare la strada a piedi, col verde e sulle strisce.
Un abbraccio va alle famiglie degli scomparsi.. ho pensato spesso a loro in questi giorni, anche se non li conoscevo (ma qualcuno nel forum invece si). Non sapevo nemmeno se fare o meno questo report.. ma alla fine, evidentemente, avevo in qualche modo bisogno di parlarne.
Erano, penso, persone con la ns. stessa passione, che hanno avuto l'unico grande torto di fare un errore nel momento sbagliato... ma è anche vero che, durante la ns. vita, gli errori li facciamo tutti... anche quelli che abitualmente poi puntano il dito... solo che tante volte va bene... e spesso si inganna se stessi facendo finta di non aver sbagliato mai.
In sintesi faccio ancora fatica ad interpretare la giornata ed i sentimenti ad essa connessi: ho sciato e mi sono divertito con mio figlio... poi il contorno è diventato sconcertante... eppure ho deciso di proseguire... e come me praticamente l'intera stazione. Sono, ancora adesso, un po perplesso... anche se so che sono cose che succedono e la vita va avanti.
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