apo
al mio segnale scatenate l'interno !
Dreiländereck 2.1.2018, panorami di confine.
Mattina del 2 gennaio, sc@zzo al top, vado non vado, e se vado dove vado ? Muovo l'auto alle 10.30: è tardi per i miei soliti luoghi carinziani e di andare a sciare in qualche polo del FVG non mi sconfiffera, dato che ho sentito di code ovunque. Decido quindi per il piccolo comprensorio di Arnoldstein, a una manciata di chilometri dal confine di Tarvisio, ovviamente in Austria. Passano due ore e un quarto dalla messa in moto che ho gli sci ai piedi, prendendo l'autostrada sotto casa e arrivando a destinazione praticamente in rettilineo.
Qualche cenno sul luogo. Il comprensorio che ora vedremo in realtà si chiama Dreiländereck, qui a Trieste diciamo impropriamente Arnoldstein perchè questo è il nome del paesotto sotto gli impianti. Il nome in tedesco vuol dire qualcosa tipo "frontiera dei tre stati", ed è il nome del rilievo in cui si incontrano i confini di Italia, Austria e Slovenia: in italiano monte Forno e in sloveno Peč (c'è anche il tedesco Ofen, ma non si usa). Per la cronaca siamo all'inizio delle Karawanken.
E' da vari anni che non ci metto piede e dato che ho iniziato una sorta di pellegrinaggio nelle stazioni invernali carinziane meno battute (qui la prima puntata http://www.skiforum.it/forum/showthread.php?t=89044&p=1967862&viewfull=1#post1967862 ), e questa è sicuramente fuori dal giro dei grandi comprensori del Land, ci torno molto volentieri.
Arrivato in paese dall'autostrada m'imbatto in questo cartello:
Proseguo verso gli impianti non senza rimuginare che c'è qualche lettera che non mi torna, sia nell'italiano che nell'inglese. Boh, sarà un errore di stampa...
Con una vecchia triposto (però ad ammorsamento, quindi veloce tuttosommato) si sale dalla base del comprensorio alle piste in quota:
Incrocio subito lo schuss finale della lunga pista che scende fino in paese:
La pista è lunga 4.5 km dichiarati e a mio avviso è veramente una gran bella pista, ma ci torniamo dopo:
La notte ha nevicato per bene, come sanno quelli che erano a Sella Nevea lo stesso giorno:
Si sale e comincia a filtrare un po' di luce (la pista di rientro e la seggiovia sono interamente a N):
Finalmente si vede la stazione di arrivo,
e si scende davanti a questa muraglia di vette:
Sono ovviamente le Giulie slovene, qui un po' più da vicino (da sin: Triglav, sullo sfondo, Razor e Prisojnik):
Del resto la Slovenia è qui davanti....(per chi non è delle nostre zone Kranjska Gora viene a stare più o meno oltre gli alberi della foto sopra)
Mi guardo un po' in giro: verso nord c'è la mole del Dobratsch, la montagnona di Villach, con Arnoldstein e l'autostrada verso l'Italia ai suoi piedi
Ma son qua per sciare, i panorami li guardiamo dopo. In alto ci sono vari skilift (6 in tutto il comprensorio più la seggiovia) e io mi dirigo verso l'ancora più a ovest, che in questi ultimi anni è sempre stata chiusa per la poca neve. Ci si arriva con questi due brevi skilift ed è posta sotto quel rilievo con le due antenne che altri non è che il monte che dà il nome al report, il Dreiländereck.
Ecco l'ancora che sbuca,
e, vista dall'alto, la bella pista che serve, con la valle del Gail in direzione Hermagor sullo sfondo:
Alla destra dell'impianto qualcuno galleggia felice:
E' incredibile, vien voglia di andare in neve fresca perfino a me ! Ma è solo un attimo di regressione che supero immediatamente....
Me ne torno alla zona della seggiovia per mazzingare giù per il bel pistone di rientro. Non senza qualche problema, dato che l'ancora si ferma varie volte....del resto ne ha viste di battaglie:
Ecco da lontano l'arrivo della seggiovia, con il comprensorio di Gerlitzen sulla sinistra. Sepolta dalla nebbia lì sotto c'è da qualche parte Villach:
Comincio la lunga pista verso valle, una goduria sublime....tutta in ombra con bellissima neve fino a due terzi e manto duro/lastrato alla fine:
Facendo un po' attenzione date le lamine non esattamente a specchio arrivo alla base della seggiovia. Ho un'oretta scarsa e voglio fare ancora qualche foto. Pare invece che la seggiovia non voglia più saperne di girare: un addetto esce e fa cenno che per oggi...fertig !
L'impianto ha i suoi anni, evidentemente....ma cazz, proprio adesso doveva inchiodarsi !
Colto da sincera disperazione per la magnifica luce che c'è in alto mi butto su questo skilift per bambini a fondovalle:
Improvvisamente vedo che la seggiovia si muove, vado a dare un'occhiata e il tipo mi fa cenno che è tutto ok, adesso va..."Es ist sicher ?" faccio io con un tedesco de noantri, "...ja, ja...keine probleme...", dice lui. Il dilemma è: rischiare di restare appeso per qualche ora con un freddo becco o salire e fare qualche ultimo scatto ? Lo skifoso è incapace di calcoli razionali, quindi risalgo senza esitazione.
Il monte Forno/Dreiländereck dalla seggiovia:
Nel frattempo hanno aperto l'ancora che porta al punto più alto del comprensorio (1552 m): mi ci fiondo dato il poco tempo che resta, per fare qualche scatto da lassù:
Arrivato, la lunga pista fino a valle parte da quassù:
Il panorama è magnifico, qui la parte alta degli impianti con la Gailtal sullo sfondo:
Qui verso la vallata di Tarvisio con Jof Fuart e Jof di Montasio sulla sinistra:
Un arrivederci alle montagne che amo di più e che da giovane ho battuto in lungo e in largo (perdonate il tono scioccamente lirico), le Alpi Giulie slovene
La giornata volge al termine,
e via da questi colori tra mezz'ora sarò dentro la nebbia perenne dei fondovalle carinziani....
Ecco la skimap, da bergfex.com:
Alla prossima.
Mattina del 2 gennaio, sc@zzo al top, vado non vado, e se vado dove vado ? Muovo l'auto alle 10.30: è tardi per i miei soliti luoghi carinziani e di andare a sciare in qualche polo del FVG non mi sconfiffera, dato che ho sentito di code ovunque. Decido quindi per il piccolo comprensorio di Arnoldstein, a una manciata di chilometri dal confine di Tarvisio, ovviamente in Austria. Passano due ore e un quarto dalla messa in moto che ho gli sci ai piedi, prendendo l'autostrada sotto casa e arrivando a destinazione praticamente in rettilineo.
Qualche cenno sul luogo. Il comprensorio che ora vedremo in realtà si chiama Dreiländereck, qui a Trieste diciamo impropriamente Arnoldstein perchè questo è il nome del paesotto sotto gli impianti. Il nome in tedesco vuol dire qualcosa tipo "frontiera dei tre stati", ed è il nome del rilievo in cui si incontrano i confini di Italia, Austria e Slovenia: in italiano monte Forno e in sloveno Peč (c'è anche il tedesco Ofen, ma non si usa). Per la cronaca siamo all'inizio delle Karawanken.
E' da vari anni che non ci metto piede e dato che ho iniziato una sorta di pellegrinaggio nelle stazioni invernali carinziane meno battute (qui la prima puntata http://www.skiforum.it/forum/showthread.php?t=89044&p=1967862&viewfull=1#post1967862 ), e questa è sicuramente fuori dal giro dei grandi comprensori del Land, ci torno molto volentieri.
Arrivato in paese dall'autostrada m'imbatto in questo cartello:
Proseguo verso gli impianti non senza rimuginare che c'è qualche lettera che non mi torna, sia nell'italiano che nell'inglese. Boh, sarà un errore di stampa...
Con una vecchia triposto (però ad ammorsamento, quindi veloce tuttosommato) si sale dalla base del comprensorio alle piste in quota:
Incrocio subito lo schuss finale della lunga pista che scende fino in paese:
La pista è lunga 4.5 km dichiarati e a mio avviso è veramente una gran bella pista, ma ci torniamo dopo:
La notte ha nevicato per bene, come sanno quelli che erano a Sella Nevea lo stesso giorno:
Si sale e comincia a filtrare un po' di luce (la pista di rientro e la seggiovia sono interamente a N):
Finalmente si vede la stazione di arrivo,
e si scende davanti a questa muraglia di vette:
Sono ovviamente le Giulie slovene, qui un po' più da vicino (da sin: Triglav, sullo sfondo, Razor e Prisojnik):
Del resto la Slovenia è qui davanti....(per chi non è delle nostre zone Kranjska Gora viene a stare più o meno oltre gli alberi della foto sopra)
Mi guardo un po' in giro: verso nord c'è la mole del Dobratsch, la montagnona di Villach, con Arnoldstein e l'autostrada verso l'Italia ai suoi piedi
Ma son qua per sciare, i panorami li guardiamo dopo. In alto ci sono vari skilift (6 in tutto il comprensorio più la seggiovia) e io mi dirigo verso l'ancora più a ovest, che in questi ultimi anni è sempre stata chiusa per la poca neve. Ci si arriva con questi due brevi skilift ed è posta sotto quel rilievo con le due antenne che altri non è che il monte che dà il nome al report, il Dreiländereck.
Ecco l'ancora che sbuca,
e, vista dall'alto, la bella pista che serve, con la valle del Gail in direzione Hermagor sullo sfondo:
Alla destra dell'impianto qualcuno galleggia felice:
E' incredibile, vien voglia di andare in neve fresca perfino a me ! Ma è solo un attimo di regressione che supero immediatamente....

Me ne torno alla zona della seggiovia per mazzingare giù per il bel pistone di rientro. Non senza qualche problema, dato che l'ancora si ferma varie volte....del resto ne ha viste di battaglie:
Ecco da lontano l'arrivo della seggiovia, con il comprensorio di Gerlitzen sulla sinistra. Sepolta dalla nebbia lì sotto c'è da qualche parte Villach:
Comincio la lunga pista verso valle, una goduria sublime....tutta in ombra con bellissima neve fino a due terzi e manto duro/lastrato alla fine:
Facendo un po' attenzione date le lamine non esattamente a specchio arrivo alla base della seggiovia. Ho un'oretta scarsa e voglio fare ancora qualche foto. Pare invece che la seggiovia non voglia più saperne di girare: un addetto esce e fa cenno che per oggi...fertig !
L'impianto ha i suoi anni, evidentemente....ma cazz, proprio adesso doveva inchiodarsi !
Colto da sincera disperazione per la magnifica luce che c'è in alto mi butto su questo skilift per bambini a fondovalle:
Improvvisamente vedo che la seggiovia si muove, vado a dare un'occhiata e il tipo mi fa cenno che è tutto ok, adesso va..."Es ist sicher ?" faccio io con un tedesco de noantri, "...ja, ja...keine probleme...", dice lui. Il dilemma è: rischiare di restare appeso per qualche ora con un freddo becco o salire e fare qualche ultimo scatto ? Lo skifoso è incapace di calcoli razionali, quindi risalgo senza esitazione.
Il monte Forno/Dreiländereck dalla seggiovia:
Nel frattempo hanno aperto l'ancora che porta al punto più alto del comprensorio (1552 m): mi ci fiondo dato il poco tempo che resta, per fare qualche scatto da lassù:
Arrivato, la lunga pista fino a valle parte da quassù:
Il panorama è magnifico, qui la parte alta degli impianti con la Gailtal sullo sfondo:
Qui verso la vallata di Tarvisio con Jof Fuart e Jof di Montasio sulla sinistra:
Un arrivederci alle montagne che amo di più e che da giovane ho battuto in lungo e in largo (perdonate il tono scioccamente lirico), le Alpi Giulie slovene
La giornata volge al termine,
e via da questi colori tra mezz'ora sarò dentro la nebbia perenne dei fondovalle carinziani....
Ecco la skimap, da bergfex.com:
Alla prossima.
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