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Discussione: Auto elettriche: dite la vostra

  1. #2701

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    è un po' che non ho più un amico insider in fiat, ma il fatto che non le spingano sul mercato non vuol dire che non stiano facendo ricerca e test, per cui quando sarà il momento facilmente avranno già qualcosa di pronto

    certamente ora come ora, l'elettrico è tanta fuffa e poca sostanza, per cui capisco che vogliano stare un po' a vedere come procede; come dicevo prima si erano già scottati con l'idrogeno dove avevano investito in ricerca senza concludere nulla di fatto

    certo, in termini di immagine potrebbe essere uno svantaggio rispetto a chi sta sulla bocca di tutti, ma fanno sempre in tempo a comprarsi tesla quando fallirà e sfruttare marchio e ricerca effettuata...

    del resto, non conosco il trend manageriale post marchionne, ma di certo prima non era concepibile avere sul mercato automobili sfacciatamente in perdita... non è compatibile con lo spirito sabaudo dell'esageruma nen.

  2. #2702

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    vedremo...
    tutte le altre case maggiori stanno andando in una determinata direzione.

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  4. #2703

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da testataecassa Vedi messaggio
    certamente ora come ora, l'elettrico è tanta fuffa e poca sostanza, per cui capisco che vogliano stare un po' a vedere come procede; come dicevo prima si erano già scottati con l'idrogeno dove avevano investito in ricerca senza concludere nulla di fatto
    ...
    ma di certo prima non era concepibile avere sul mercato automobili sfacciatamente in perdita... non è compatibile con lo spirito sabaudo dell'esageruma nen.
    riesci a dire una cosa e il contrario nello stesso post..

    A parte l'idrogeno, restato a livello di pochi prototipi, FIAT aveva investito e tanto proprio nelle auto elettriche e in particolare nella Seicento Elettra, con tanto di centro ricerche (poi chiuso).
    Sprecando tanti soldi sia loro che nostri (auto vendute esclusivamente a enti pubblici...)

    Allora era prematuro, anche a causa delle batterie al Pb (avessero scelto batterie più performanti forse....) ma FIAT era all'avanguardia.

    Adesso è il contrario, tutti ci lavorano tranne FIAT...forse quello che dovrebbero capire è che fare diversamente da tutti gli altri può andar bene per vincere un gran premio nel quale non sei il favorito, non per strategie a lungo termine

  5. #2704

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    non capisco in cosa mi contraddico. il piano industriale di FCA è chiaro, poi uno può condividerlo o meno.
    il fatto che in un lontano passato fiat abbia investito nell'elettrico e poi si sia fermata, non fa che confermare il loro attuale approccio...

    è un peccato che una persona con una vision così innovativa come te non si sia potuta candidare alla successione di Marchionne, perché avresti potuto garantire un futuro prospero per il gruppo

    hai provato a candidarti come external advisor?

  6. Skife per testataecassa:

    pat

  7. #2705

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da richiurci Vedi messaggio
    riesci a dire una cosa e il contrario nello stesso post..

    A parte l'idrogeno, restato a livello di pochi prototipi, FIAT aveva investito e tanto proprio nelle auto elettriche e in particolare nella Seicento Elettra, con tanto di centro ricerche (poi chiuso).
    Sprecando tanti soldi sia loro che nostri (auto vendute esclusivamente a enti pubblici...)

    Allora era prematuro, anche a causa delle batterie al Pb (avessero scelto batterie più performanti forse....) ma FIAT era all'avanguardia.

    Adesso è il contrario, tutti ci lavorano tranne FIAT...forse quello che dovrebbero capire è che fare diversamente da tutti gli altri può andar bene per vincere un gran premio nel quale non sei il favorito, non per strategie a lungo termine
    Intanto bisogna distingure tra brand e tecnologia
    Fiat è un marchio che ha non ha problema a garantire la vendita di un'auto elettrica anche se è arrivata dopo..se esce la nuova 500 elettrica della fiat non è che non l'acquisto perchè le altre hanno iniziato a vendere auto elettriche prima..il marchio ha cmq la forza per vendere
    Dal punto di vista tecnologico saranno partiti in ritardo ma non credo che si tratti di una tecnologia così complessa dal gap irrecuperabile..tant'è che sono pronti a introdurre la loro city car elettrica dal 2020..segno che poi a mettere in campo una linea di auto elettrica non è poi così problematico..anche perchè leggevo che si avvale di patner per la tecnologia delle batterie..nel caso specifico le batterie sono prodotte in collaborazione con la samsung
    Il ritardo è frutto di una scelta strategica che credo sia stata dettata tenendo conto del core business del mercato delle vendite fiat..nei mercati più dinamici dell'auto elettrica come quello cinese o quello del nord europa fiat difficilmente anche presentandosi ai nastri di partenza iniziali avrebbe potuto dire la sua..in francia si privilegiano le case nazionali..in germania si devono sfidare i colossi tedeschi.
    Alla fine il mercato dell'elettrica per fiat direi principalmente gli U.S,A dove si è fatta avanti..il mercato italiano comincia ad avviarsi ora e fiat si propone ora..dimmi che numeri ha perso sul nostro mercato fiat finora se la quota dell'elettrico sta allo 0,30%?
    Fiat ha aspettato finchè conveniva aspettare..poi al crescere dei numeri ha deciso di affrontare il mercato..e con la forza del suo marchio può benissimo competere con le lepri iniziali,,che hanno venduto nei territori dove il loro marchio garantiva numeri..che fiat lì non avrebbe fatto..in quanto non competitiva per tradizione in quei mercati.. là dove viaggia l'auto elettrica... nei paesi scandinavi oppure anche se in misura minore nei paesi bassi o in francia o in germania fiat anche presentandosi prima sarebbe stata dietro alle solite case automobilistiche che vendono tradizionalemte là..avrebbe pagato cmq un'imparità di brand.
    Percui ha cominciato la sua avventura senza fretta eccessiva..senza sopportare tra l'altro eccessive vendite in perdita...il problema di fiat è sempre uno..come nel campo delle auto termiche..fare delle auto stilisticamente decenti..il suo classico tallone d'achille si chiama design..non ho mai capito il perchè ma a differenza delle concorrenti per la fiat fare macchine esteticamente belle salvo rare eccezioni è sempre stata un'impresa titanica.
    Ultima modifica di missouri; 18-06-2019 alle 01:15 AM.

  8. #2706

  9. Lo skifoso giofreddi85 ha 2 Skife:


  10. #2707

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    Auto elettriche: in Svezia va in crisi il sistema
    14 giugno 2019 - L'ambizioso piano governativo di puntare sulle vetture a zero emissioni per ridurre l’impatto dei trasporti sull’ambiente si scontra con la difficoltà di garantire la ricarica elettrica nelle principali città

    Auto elettriche: in Svezia va in crisi il sistema
    Grazie al sostanzioso contributo statale, che si accompagna ad una politica chiaramente orientata alla limitazione delle vetture con motore termico (vedi qui), in Svezia le vendite di vetture elettriche si sono impennate di ben il 253% nei primi cinque mesi dell’anno; ma la festa potrebbe essere già finita, ancor prima che sia davvero cominciata.


    Tutta colpa dell’accresciuta richiesta di energia elettrica, a Stoccolma e in altre città, che sta mettendo in crisi la capacità di produzione, costringendo i gestori a inventarsi nuove strategie per fronteggiare la domanda in crescita esponenziale, come quella di potersi agganciare alla rete che fornisce energia alle linee della metropolitana.

    La domanda nelle principali città è cresciuta più rapidamente del previsto e ci vorranno almeno dieci anni per costruire una nuova ed efficiente rete di distribuzione sul territorio.


    I problemi non sono solo in città: l'obiettivo del governo di diventare carbon neutral entro il 2045 presuppone che in Svezia circolino non meno di 2,5 milioni di veicoli ibridi plug-in ed elettrici puri entro la fine del prossimo decennio; e se molti di essi verranno utilizzati in ambito urbano e quindi per trasferimenti brevi, per viaggi più lunghi come quelli di lavoro dei tassisti e degli autisti dei furgoni, è necessaria una rete capillare di stazioni di ricarica.

    Le famose infrastrutture: «Per convincere la gente a fare il grande passo ed acquistare un'auto elettrica, non dovrebbero essere costretti a fare lunghe deviazioni per trovare una stazione di ricarica», ha detto Tobias Henmark, capo dell'unità svedese di Fortum Charge and Drive, che gestisce 740 centraline di ricarica veloce.

    Affinché l'aumento dei veicoli elettrici sia gestibile nonostante la mancanza di capacità di potenza, è arrivata la proposta di incentivi in denaro ai proprietari che mettano a disposizione del sistema l’energia elettrica presente della propria vettura; se un numero sufficiente di auto fosse connesso e disposto a condividere le proprie batterie con la rete, si potrebbe se non risolvere quantomeno alleggerire il problema.

    Il mercato dell’auto in Svezia sta conoscendo una stagione difficile: dall’inizio dell’anno, le vendite sono diminuite del 14,4% e questo malgrado le buone performance delle vetture elettriche.


    La speciale top ten delle “zero emissioni“ nei primi cinque mesi dell’anno vede al primo posto la Tesla Model 3 con 1.649 unità, seguita dalla Renault Zoe (1.072) e dalla Kia Niro (948); a seguire, Nissan Leaf (681), BMW i3 (600), Tesla Model S (355) e Hyundai Kona (284); a chiudere la classifica, Hyundai Ioniq (208), Volkswagen Golf (208) ed Audi e-tron (195).

  11. Skife per alessio90:


  12. #7.5 ADS
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  13. #2708

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    Scusate, ma con questa è la terza volta che postate la stessa cosa che aveva già postato boletus .... (post 2672)

  14. Skife per bisfra65:

    pat

  15. #2709

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    Citazione Originariamente scritto da bisfra65 Vedi messaggio
    Scusate, ma con questa è la terza volta che postate la stessa cosa che aveva già postato boletus .... (post 2672)
    peccato allora..pensavo fosse roba genuina...

  16. #2710

  17. #2711

    Predefinito

    In realtà FCA sta già lavorando sull elettrico da qualche anno , con uno dei suoi marchi più prestigiosi ( non faccio nomi 😀 ) , cosa volete che sia trasferire parte di quel know how agli altri marchi? ( son ironico , so che non è cosi semplice , però , effettivamente almeno l ibrido in casa fca c è già da qualche anno)

    Comunque trovo molto ironico che un paese come la Svezia , che gestisce un fondo monetario a nome del proprio popolo finanziato dai proventi del petrolio che vende al resto del mondo voglia diventare zero emissioni.

  18. #2712

    Predefinito

    Il paese che "... gestisce un fondo monetario a nome del proprio popolo finanziato dai proventi del petrolio che vende al resto del mondo" e che vuole "diventare zero emissioni" è la Norvegia.
    Delle caratteristiche della economia norvegese ne abbiamo già parlato.

  19. Skife per PaoloB3:


  20. #2713

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da PaoloB3 Vedi messaggio
    Il paese che "... gestisce un fondo monetario a nome del proprio popolo finanziato dai proventi del petrolio che vende al resto del mondo" e che vuole "diventare zero emissioni" è la Norvegia.
    Delle caratteristiche della economia norvegese ne abbiamo già parlato.
    vedere pag 109 ad esempio---

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    Citazione Originariamente scritto da missouri Vedi messaggio
    stiamo parlando di un paese dove esistono molti incentivi all'auto elettrica ( fortissimi sgravi di prezzoi,parcheggio gratis,no pedaggio autostradale,molti punti di ricarica) e molte penalizzazioni per le auto tradizionali
    Inoltre in norvegia gli incentivi all'elettrico e lo sviluppo delle rinnovabili sono paradossalmente finanziati con la vendita delle ricche riserve di idrocarburi...Quelle auto elettriche in pratica le sta finanziando il resto d'europa acquistando il loro gas e petrolio.



    . Il fondo della Norvegia è il più ricco al mondo con un valore di più di mille miliardi di dollari, mentre le sue attività del settore “oil and gas”, che toccano quota 37 miliardi, comprendono un po’ tutte le “major” mondiali. Si tratta del 2% in Bp, Royal Dutch Shell e Total, dell’1% circa in Exxon Mobil e Chevron e anche di una quota nell’italiana Eni, pari a circa l’1,6%. In questa fase però il fondo partirà da un lotto di società focalizzate sull’E&P (134 appunto) che valgono all’incirca 8 miliardi di dollari.




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    Citazione Originariamente scritto da missouri Vedi messaggio
    IL FONDO PENSIONI DA OLTRE MILLE MILIARDI DI DOLLARI


    Norvegia, il super fondo diventa più «green»: inizia il taglio agli investimenti in petrolio e gas

    La svolta del Government Pension Fund di Oslo (gestito dalla banca centrale): venderà le azioni di 134 compagnie petrolifere e del gas, risparmiando per ora le quote nelle major. Gestisce partecipazioni per oltre mille miliardi di dollari ed è il più ricco al mondo

    Dopo il bando al carbone, avvenuto nel 2015, oggi anche quello di una larga fetta di compagnie del petrolio e del gas. La raccomandazione del governo norvegese al suo poderoso fondo sovrano è chiara, anche se frutto di tanti contrasti interni. Il Government Pension Fund Global» di Oslo (gestito dalla banca centrale per conto del ministero delle Finanze) dovrà vendere le azioni possedute in compagnie petrolifere e del gas. Ma non di tutte. Si inizia per ora con un primo passo che riguarda 134 società attive solo nell’esplorazione e nella produzione, risparmiando i “big” che coprono tutta la catena del valore, dal pozzo al distributore, perché molti di loro hanno già avviato attività nelle energie rinnovabili.

    Il fondo più ricco al mondo

    Non di poca cosa si tratta, comunque. Il fondo della Norvegia è il più ricco al mondo con un valore di più di mille miliardi di dollari, mentre le sue attività del settore “oil and gas”, che toccano quota 37 miliardi, comprendono un po’ tutte le “major” mondiali. Si tratta del 2% in Bp, Royal Dutch Shell e Total, dell’1% circa in Exxon Mobil e Chevron e anche di una quota nell’italiana Eni, pari a circa l’1,6%. In questa fase però il fondo partirà da un lotto di società focalizzate sull’E&P (134 appunto) che valgono all’incirca 8 miliardi di dollari. C’è da aspettarsi che la mossa produca uno scossone sui mercati finanziari? Di certo non tranquillizza gli operatori, anche se il disinvestimento — hanno subito precisato a Oslo — non sarà immediato e si prolungherà per tempi necessariamente lunghi. Nessuno vuole perderci montagne di denaro. Però la tendenza è fissata, e non mancherà di influenzare anche le scelte di tanti altri investitori.




    I fondi sovrani più ricchi al mondo (dati in miliardi di dollari)

    L’addio al carbone nel 2015

    Un precedente a cui rifarsi in effetti esiste, ed è stato lo stesso fondo norvegese a crearlo quando nel 2015 dovette sottostare a un’altra raccomandazione governativa, quella di uscire dalle società attive nel carbone. L’adozione della regola seconda la quale avrebbe dovuto cedere le quote in aziende che ricavavano più del 30% del giro d’affari dalla vendita di carbone non ha però impedito che quattro anni dopo restino nel portafoglio del fondo giganti del trading come Glencore e gruppi attivi nell’attività mineraria come BHP. Un fatto che proprio di recente ha causato la denuncia e le proteste di alcune organizzazioni ambientaliste e di partiti dell’opposizione.

    Questione di business

    È proprio sul fronte dell’ambiente, peraltro, che la decisione presa oggi su petrolio e gas da Oslo presta il fianco alle critiche e incorpora diverse contraddizioni. A differenza di quanto fatto con il carbone, il governo norvegese è infatti lungi dal sostenere che ci si debba allontanare da investimenti nel settore degli idrocarburi perchè il futuro dell’energia gioca contro petrolio e gas. Il motivo principale della decisione è proprio il contrario: visto che gli incassi dello Stato dipendono fortemente dal settore petrolifero è meglio che il fondo sovrano ne prenda le distanze, per evitare che in periodi di crollo delle quotazioni del barile (come nel 2014) il danno per le casse pubbliche si raddoppi. Più di business che non di ambiente si tratta dunque: la Norvegia è il maggior produttore di petrolio europeo con circa 2 milioni di barili al giorno, il terzo maggior esportatore mondiale di gas naturale dopo Russia e Qatar, e il 40% del suo export e più del 15% del suo Pil dipendono proprio dagli idrocarburi.
    L’attenzione all’ambiente resta un punto controverso per il Paese scandinavo, che deve il suo benessere allo sfruttamento di giacimenti marini di fonti fossili come petrolio e gas, mentre sulla terraferma produce elettricità quasi esclusivamente da fonti pulite come l’idroelettrico e, sempre grazie alle entrate da petrolio e gas, eroga sostanziosi incentivi all’auto elettrica. Talmente favorevoli da rendere la Norvegia il Paese leader nel mondo: nel 2018 le vendite sono salite del 40% e la quota sul mercato era del 31,2% per cento, un veicolo su tre è elettrico. Le contraddizioni dell’energia.

    Stanno cominciando appena ora a dismettere quote azionarie in petrolio e gas gli amici del paese elettrico green..prima si sono finanziati l'auto elettrica (e tutto il resto...) con il fossile..
    ah ingegnere,..se leggi bene la vendita di quote non è fatta per cuore green...ti sottolineo il passaggio..

    A differenza di quanto fatto con il carbone, il governo norvegese è infatti lungi dal sostenere che ci si debba allontanare da investimenti nel settore degli idrocarburi perchè il futuro dell’energia gioca contro petrolio e gas. Il motivo principale della decisione è proprio il contrario: visto che gli incassi dello Stato dipendono fortemente dal settore petrolifero è meglio che il fondo sovrano ne prenda le distanze, per evitare che in periodi di crollo delle quotazioni del barile (come nel 2014) il danno per le casse pubbliche si raddoppi. Più di business che non di ambiente si tratta

    Quindi se devi portare acqua al tuo mulino lascia perdere la norvegia che si è finanziata da sempre con il fossile..in pratica un paese che finanzia il green nazionale vendendo il suo inquinamento all'estero..ambientalmente e globalmente dovresti spiegarmi cosa cambia.



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  21. #2714

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da PaoloB3 Vedi messaggio
    Il paese che "... gestisce un fondo monetario a nome del proprio popolo finanziato dai proventi del petrolio che vende al resto del mondo" e che vuole "diventare zero emissioni" è la Norvegia.
    Delle caratteristiche della economia norvegese ne abbiamo già parlato.
    Ah ecco , bon siam li dai , una faccia una razza dicono in Grecia no , varrà anche lassù?

  22. #2715

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da mckenzie Vedi messaggio
    Ah ecco , bon siam li dai , una faccia una razza dicono in Grecia no , varrà anche lassù?
    Mah, una volta i norvegesi erano sotto la dominazione svedese ed erano messi talmente male che nel 1905 gli è stata concessa l'indipendenza.
    E hanno continuato a essere messi male, con tanto di emigrazioni massicce e, come gran finale, una bella occupazione tedesca durante la seconda guerra mondiale.

    Poi il petrolio ha fatto il miracolo ed ora sono gli svedesi che emigrano in Norvegia: Durante un giro in Norvegia riassunto la situazione con una frase "In Norvegia ora chi ha i soldi sono i Norvegesi e chi lavora sono gli Svedesi"

    Diciamo che sono dinamiche che normalmente un pò di conflitti li genera

  23. Skife per Manfri:


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