E' il 26/09/15, la sessione autunnale di esami è finita, le temperature si abbassano e le zecche cominciano ad avere la pancia piena... Inizia così la stagione delle ravanate!
Io e un amico ci accordiamo per salire al Monte Coro per il Boral del Ors!
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[/FONT]In Rosso salita, Blu discesa.
Partiamo di buon'ora dal bar La Stanga 429m, lungo la statale agordina! Qui subito dietro il rifugio imbocchiamo il sentiero CAI 505 che porterrebbe a F.lla Oderz lungo la selvaggia Val de Piero; noi lo abbandoneremo dopo pochissimo per prendere una traccia sulla sinistra nei pressi di una costruzione di cemento. La traccia comunque ben segnata si alza velocemente a picco sulla statale Agordina trasformandosi in breve in cengia espostissima ma larga e facile, entriamo così in Val Ru da Molin dove in breve scendiamo sul fondo (ruderi). Attraversiamo il torrente e seguiamo la traccia sul versante opposto sempre buona anche se si perde in alcuni punti (segni rossi più che sufficienti).
Arriviamo dopo un ora circa allo sbocco della valle che scende dalla F.lla della Spirlonga, qui 780m circa.
Da qui la traccia si fa più incerta, quella originale correrebbe in questo versante ma è continuamente interrotta da frane, conviene così seguire qualche bollo che ci indirizza nel letto del torrente che seguiremo per un tratto con scomoda camminata in mezzo a enormi macigni fino a quando sulla destra troviamo una traccia che permette di alzarsi fra mughi e bosco (poco evidente l'imbocco) che ci permette di muoverci più rapidamente. Dopo un buon tratto si ritorna nel greto con scomoda camminata e brevi passi di arrampicata per superare i macigni più grandi; dopo circa 2, 2:15 arriveremo nei pressi della Crosera 950m, dove il torrente si biforca nel Ru de le Pale Magre e Ru de Porta.
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[/FONT]Svetta il Burel dai pressi della Crosera.
Poco prima della Crosera in versante destro orografico si individua una buona traccia segnalata a ometti e bolli rossi, si segue il buon sentierino a tornanti per un buon tratto in faggeta, qui però cominceranno i nostri problemi!!
Le relazioni che avevamo studiato dicevano che andava seguito il sentiero sempre buono fino ad arrivare in un punto di lamiere abbandonate, apparentemente senza alcun problema di orientamento (non so a quando sia datata la relazione).
Noi dopo un po di tornanti in salita (teroicamente abbiamo abbandonato il "sentiero" senza accorgercene) e abbiamo seguito una traccia che tagliava a destra (probabilmente di animali) arrivando poi in un punto dove scompariva totalmente. Iniziamo così a salire un po a caso cercando di puntare all'ipotetica direzione in cui si trovava il boral (invisibile causa fitta vegetazione), vaghiamo per un'ora abbondante senza trovare un segno umano e iniziamo a scoraggiarci dal momento che non avevamo idea di dove fossimo. Così dopo poco decidiamo di mangiare e tornare a casa, mentre decidavamo questo guardandomi intorno noto nel bosco un'innaturale ripiano così decido di andare a vedere cosa fosse. Troviamo i ruderi di un piccolo ricovero e li, appena di fianco su un grosso faggio una sbiaditissima freccia con scritto BO (boral del ors). Gioia immensa e botta di culo INCREDIBILE!!
Siamo riusciti a recuperare completamente a caso la traccia!!
Esaltati dal fatto cominciamo a salire velocemente arrivando alle fantomatiche lamiere abbandonate, da qui seguiremo un valloncello erboso che ci conduce fin sotto le pareti del Coro, tagliamo a destra fino a individuare un ripido canalino erboso- roccioso (esposto, attenzione!!) che va risalito, alla sua sommità si segue una cengia verso sinistra che ci porta in un bellissimo van dall'atmosfera surreale, qui sostiamo un po ad ammirare e contemplare questo posto!
Dopo la pausa lo risaliamo fin quasi sotto le pareti soprastanti, deviamo a sinistra, scendiamo leggermente e arriviamo al vero e proprio Boral del Ors, un canale erboso ce sale sempre più ripido fino all'omonima forcella. Percorso libero. Dopo un tempo imprecisato giungiamo alla F.lla del Boral del Ors 1790m, qui passa il sentiero CAI 537 che porta alla cima del monte Coro 1985m, per facile percorso. In cima troveremo le prime persone in tutta la giornata.
Il panorama che dalla cima sarebbe fantastico è ovviamente coperto da nuvole che coprono la cima! :grrr::grrr::grrr:
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[/FONT]Inizio del Boral.
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[/FONT][FONT="]
[/FONT]Ultimo tratto di Boral.
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[/FONT]L'inizio della cengia dei Camorz.
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[/FONT]Crestone finale del Coro.
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[/FONT]Il Cordevole.
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[/FONT]Cima.
Mangiamo e scendiamo velocemente per noiosissimo sentiero quasi tutto nel bosco fino al Rifugio Bianchet 1245m, dove mangiamo di nuovo e iniziamo a scendere per la noiosissima stradina e inizierà a piovere.
La pioggia ci accompagnerà fin quasi alla macchina.
Giro bellissimo e molto avventuroso, unica nota negativa è la discesa dal Coro veramente lunga e monotona!!
Io e un amico ci accordiamo per salire al Monte Coro per il Boral del Ors!
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[/FONT]In Rosso salita, Blu discesa.
Partiamo di buon'ora dal bar La Stanga 429m, lungo la statale agordina! Qui subito dietro il rifugio imbocchiamo il sentiero CAI 505 che porterrebbe a F.lla Oderz lungo la selvaggia Val de Piero; noi lo abbandoneremo dopo pochissimo per prendere una traccia sulla sinistra nei pressi di una costruzione di cemento. La traccia comunque ben segnata si alza velocemente a picco sulla statale Agordina trasformandosi in breve in cengia espostissima ma larga e facile, entriamo così in Val Ru da Molin dove in breve scendiamo sul fondo (ruderi). Attraversiamo il torrente e seguiamo la traccia sul versante opposto sempre buona anche se si perde in alcuni punti (segni rossi più che sufficienti).
Arriviamo dopo un ora circa allo sbocco della valle che scende dalla F.lla della Spirlonga, qui 780m circa.
Da qui la traccia si fa più incerta, quella originale correrebbe in questo versante ma è continuamente interrotta da frane, conviene così seguire qualche bollo che ci indirizza nel letto del torrente che seguiremo per un tratto con scomoda camminata in mezzo a enormi macigni fino a quando sulla destra troviamo una traccia che permette di alzarsi fra mughi e bosco (poco evidente l'imbocco) che ci permette di muoverci più rapidamente. Dopo un buon tratto si ritorna nel greto con scomoda camminata e brevi passi di arrampicata per superare i macigni più grandi; dopo circa 2, 2:15 arriveremo nei pressi della Crosera 950m, dove il torrente si biforca nel Ru de le Pale Magre e Ru de Porta.
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[/FONT]Svetta il Burel dai pressi della Crosera.
Poco prima della Crosera in versante destro orografico si individua una buona traccia segnalata a ometti e bolli rossi, si segue il buon sentierino a tornanti per un buon tratto in faggeta, qui però cominceranno i nostri problemi!!
Le relazioni che avevamo studiato dicevano che andava seguito il sentiero sempre buono fino ad arrivare in un punto di lamiere abbandonate, apparentemente senza alcun problema di orientamento (non so a quando sia datata la relazione).
Noi dopo un po di tornanti in salita (teroicamente abbiamo abbandonato il "sentiero" senza accorgercene) e abbiamo seguito una traccia che tagliava a destra (probabilmente di animali) arrivando poi in un punto dove scompariva totalmente. Iniziamo così a salire un po a caso cercando di puntare all'ipotetica direzione in cui si trovava il boral (invisibile causa fitta vegetazione), vaghiamo per un'ora abbondante senza trovare un segno umano e iniziamo a scoraggiarci dal momento che non avevamo idea di dove fossimo. Così dopo poco decidiamo di mangiare e tornare a casa, mentre decidavamo questo guardandomi intorno noto nel bosco un'innaturale ripiano così decido di andare a vedere cosa fosse. Troviamo i ruderi di un piccolo ricovero e li, appena di fianco su un grosso faggio una sbiaditissima freccia con scritto BO (boral del ors). Gioia immensa e botta di culo INCREDIBILE!!

Siamo riusciti a recuperare completamente a caso la traccia!!Esaltati dal fatto cominciamo a salire velocemente arrivando alle fantomatiche lamiere abbandonate, da qui seguiremo un valloncello erboso che ci conduce fin sotto le pareti del Coro, tagliamo a destra fino a individuare un ripido canalino erboso- roccioso (esposto, attenzione!!) che va risalito, alla sua sommità si segue una cengia verso sinistra che ci porta in un bellissimo van dall'atmosfera surreale, qui sostiamo un po ad ammirare e contemplare questo posto!
Dopo la pausa lo risaliamo fin quasi sotto le pareti soprastanti, deviamo a sinistra, scendiamo leggermente e arriviamo al vero e proprio Boral del Ors, un canale erboso ce sale sempre più ripido fino all'omonima forcella. Percorso libero. Dopo un tempo imprecisato giungiamo alla F.lla del Boral del Ors 1790m, qui passa il sentiero CAI 537 che porta alla cima del monte Coro 1985m, per facile percorso. In cima troveremo le prime persone in tutta la giornata.
Il panorama che dalla cima sarebbe fantastico è ovviamente coperto da nuvole che coprono la cima! :grrr::grrr::grrr:
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[/FONT]Inizio del Boral.
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[/FONT]Ultimo tratto di Boral.
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[/FONT]L'inizio della cengia dei Camorz.
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[/FONT]Crestone finale del Coro.
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[/FONT]Il Cordevole.
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[/FONT]Cima.
Mangiamo e scendiamo velocemente per noiosissimo sentiero quasi tutto nel bosco fino al Rifugio Bianchet 1245m, dove mangiamo di nuovo e iniziamo a scendere per la noiosissima stradina e inizierà a piovere.
La pioggia ci accompagnerà fin quasi alla macchina.
Giro bellissimo e molto avventuroso, unica nota negativa è la discesa dal Coro veramente lunga e monotona!!