icona Skitags: Situazione meteo - neve - impianti - piste [100] Carona - Foppolo - San Simone - Val Brembana [16]

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Discussione: Bremboski - situazione piste, strade, neve, impianti

  1. #601

  2. #1.5 ADS
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  3. #602

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    No news. Spero continui il clima piacevole di Natale.

    Invece per chi volesse il club Moonrider si ritrova al Montebello con la luna piena. Sabato 3 marzo.
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  4. #603

  5. #604

  6. #605

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    Citazione Originariamente scritto da ste1258 Vedi messaggio
    Sarebbero le armature della "costruenda" cabinovia quelle?
    Sì, della stazione di partenza.

  7. #606

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    da L'Eco di Bergamo

    Telecabina di Foppolo. Per la svolta serve l’asta
    Il progetto. I soldi per acquisto e attivazione ci sono. Attrezzature in vendita da Bss forse entro primavera

    I soldi ci sono (e tra questi i 750 mila euro stanziati dal Bim), per l’acquisto e per metterla in funzione. Si attende che, cabine e parte elettromeccanica, vengano messe all’asta, probabilmente entro la primavera, dal Fallimento della Brembo Super Ski (Bss), che ne è proprietaria. La «telenovela» della telecabina di Foppolo, iniziata nel 2012 quando la Brembo Super Ski (dei Comuni di Foppolo, Valleve e Carona, fallita un anno fa) l’acquistò dalla stazione di Corvara (Bolzano), per circa un milione di euro, potrebbe finalmente avere una svolta decisiva tra pochi mesi. Vanno, però, ricomposti una serie di tasselli. Manca, innanzitutto, l’autorizzazione al progetto del ministero dei Trasporti, che era attesa entro il settembre 2017. La curatela fallimentare ha sollecitato più volte l’ok, ma finora senza risposte. «L’ultima richiesta è di circa un mese fa – spiega Alberto Carrara, uno dei tre curatori che stanno “traghettando” la Brembo Super Ski alla prevista asta dei beni in primavera – ma non abbiamo ancora l’ok scritto, sebbene i nostri consulenti ci avessero detto che di problemi non ce n’erano. A breve, comunque, chiederemo un incontro con il ministero per avere certezze». Un passo indietro, nell’intricatissima vicenda della cabinovia: la parte edile, stazioni di partenza al piazzale Alberghi e arrivo al Montebello, e basi dei 18 piloni, è stata in parte già realizzata dal Comune di Foppolo tra settembre e novembre 2016. A oggi sono stati spesi circa due milioni di euro, con cui è stata pagata la bresciana Graffer che si era aggiudicata l’appalto.


    restito dalla Regione
    Il Comune (peraltro tra i principali creditori della Bss) per mettere in funzione la telecabina, ha 2,5 milioni di euro di prestito dalla Regione, che il futuro gestore dell’impianto dovrà restituire in vent’anni; dispone di 750 mila euro del Bim, di cui 156 mila già spesi per allacciamenti Enel; ci sono poi altri 500-600 mila euro che potrebbero arrivare dalla Regione in base a una convenzione sulle stazioni sci risalente al 2012. Per far funzionare la cabinovia la spesa prevista è di circa 3,5 milioni di euro; altri fondi che potrebbero arrivare (circa due milioni di euro che sponsor privati, in particolare imprenditori di Bergamo, e operatori turistici locali, si erano impegnati a portare), serviranno in una fase successiva per la realizzazione del magazzino delle cabine e per il centro servizi, di fatto, non necessari alla messa in funzione dell’impianto. Il Comune di Foppolo, dunque, è il primo interessato all’acquisto delle 54 cabine più la parte elettromeccanica, oggi di proprietà del Fallimento Brembo Super Ski. Resta, così, in attesa di sapere i dettagli e i costi dell’asta. «Valuteremo nelle prossime settimane se venderla da sola o in un pacchetto con gli altri impianti di risalita», spiega Carrara. Il Comune, quindi, i soldi per l’acquisto li avrebbe, considerando che il valore dovrebbe essere inferiore al milione di euro con cui venne portata a Foppolo sei anni fa. Non resta che attendere l’asta e gli scenari che questa aprirà, dove, inevitabilmente, giocheranno un ruolo decisivo anche i futuri acquirenti degli altri impianti in vendita a Carona e di chi gestirà quelli del Comune di Foppolo.

    Sei minuti di salita
    La telecabina (sei minuti di salita), infatti, nelle intenzioni della Brembo Super Ski (e ora del Comune), dovrà andare a sostituire la seggiovia del Montebello (da riposizionare eventualmente sul monte Toro) e quanto meno l’ultimo tratto della Quarta Baita (che risulterebbe quindi più corta, all’incirca all’altezza della «terza» baita, per consentire l’uso delle sole piste azzurre alle scuole sci). Costruita nel 1992 e usata sul Piz Boè di Corvara fino al 2012, potrebbe teoricamente funzionare ancora una ventina d’anni. In base alle nuove normative non vi è più una vita tecnica dell’impianto, che va invece adeguato alle eventuali norme di sicurezza che subentreranno negli anni.



    A Corvara festeggiano ancora ora, per la vendita del bidonvia...

  8. #607

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    da Corriere della Sera (Bergamo) di ieri 15/02/2018

    Foppolo, la Corte dei Conti ordina tagli drastici alle spese e bacchetta sulle consulenze

    In attesa del Piano di riequilibrio finanziario definitivo, i giudici contabili stringono sulla gestione delle risorse, anche di Valleve, ed evidenziano una nuova criticità legata agli incarichi esterni

    di Maddalena Berbenni

    Un’alternativa al dissesto c’è. È una spending review all’ennesima potenza che toglie temporaneamente alle amministrazioni di Foppolo e Valleve ogni potere di decisione sulla gestione delle rispettive risorse. Sono ammesse solo le uscite obbligatorie, cioè quelle strettamente necessarie alla sussistenza dell’ente.

    Lo ha disposto la sezione di controllo per la Lombardia della Corte dei Conti.Il 13 gennaio, a due giorni dall’ultimatum imposto dai giudici contabili, i due Comuni avevano presentato una memoria attraverso gli avvocati Stefano Zonca e Sara Colli (R&P Legal). La documentazione attestava l’avvio della procedura del Piano di riequilibrio finanziario e allegava una descrizione delle misure correttive in corso di definizione. Nell’arco dei prossimi vent’anni Foppolo (5,3 milioni di debito) conta di ripianare le sue esposizioni con 265 mila euro l’anno, da ottenere con l’introduzione di un pedaggio per chi accede ai parcheggi comunali (il famoso mountain ticket), di una tassa di soggiorno e grazie a tagli su dipendenti, indennità, costi della piscina e mutui (dal 2020). Se ciò non dovesse bastare, si ricorrerà al paracadute delle alienazioni. Valleve (1,1 milioni di debito) punta invece a incassare 56 mila euro l’anno, aggiustando la tassa rifiuti, vendendo parte delle sue baite e, in caso estremo, anche la legna dei suoi boschi. Nella loro ordinanza i giudici spiegano di non poter esprimere un giudizio nel merito sulle misure, cioè affermare in via preliminare se siano adeguate o meno. Diranno la loro, invece, sul Piano di riequilibrio finanziario definitivo. Nell’attesa che venga predisposto (il Comune ha 90 giorni di tempo) e poi esaminato e approvato, la Corte dei Conti ritiene che debbano essere adottati interventi immediati per tenere sotto controllo la gestione degli enti. La stretta sui conti, appunto, che preclude ogni programma di spesa di carattere discrezionale almeno fino al via libera del piano da parte della stessa Sezione. Dopo di che, sarà fatto un ulteriore approfondimento.

    A questa conclusione la Sezione arriva ricordando la situazione di grave squilibrio economico-finanziario dei Comuni, nel caso di Foppolo dovuta in particolare a «un significativo e protratto squilibrio di cassa», a un rilevante ammontare complessivo dell’indebitamento dell’ente e all’assenza di un Fondo crediti di dubbia esigibilità nonostante i circa 4 milioni e mezzo infilati nella Brembo Super Ski, fallita un anno fa. A questi aspetti, se ne sono aggiunti altri due che secondo i giudici rendono il quadro ancora più traballante. Primo. Dei soldi messi nella società di sci il Comune quasi sicuramente non vedrà un euro. A tal proposito, l’ordinanza fa riferimento alla relazione chiesta ai curatori fallimentari Alberto Carrara, Federico Clemente e Anna Maria Angelino. Foppolo è stato ammesso allo stato passivo in via chirografaria postergata per 5 milioni e 200 mila euro, ma proprio per quel tipo di credito i curatori ritengono che «non vi siano ragionevoli possibilità di alcun riparto dell’attivo».

    Secondo. Nel corso dell’istruttoria su Foppolo sono emerse ulteriori criticità relative all’attribuzione di incarichi e consulenze: 51 mila euro nel 2013, 47 mila nel 2014 e nel 2015, 57 mila nel 2016 e 41 mila nel 2017. C’è un po’ di tutto: si va dalla perizia sul valore degli immobili conferiti a Brembo Super Ski nel 2013 (3 mila euro al ragioniere Cristian Revera) a uno studio preliminare del traffico e della viabilità sovracomunale nel 2014 (6 mila euro alla società Bonometti&partners) e una relazione sugli aspetti turistici dello stesso anno (3 mila euro a tale Macchiavelli); dagli incarichi al tecnico comunale (15 mila euro l’anno all’architetto Massimo Vitali tra il 2014 e il 2016 e 11 mila euro a Roberto Goggia nel 2017) fino alla sfilza di parcelle a vari studi legali (soprattutto nel 2017). I giudici evidenziano come l’ente non abbia posto alcun limite di contenimento agli incarichi, affidati sempre in via diretta (per alcune tipologie la legge lo consente, per altre no) e senza il rispetto degli obblighi di pubblicità. La sezione «Amministrazione trasparente», sul portale online, è stata aggiornata solo a seguito di esplicita richiesta della stessa Corte dei Conti.



  9. #608

    Predefinito

    La giustizia va avanti, lentamente, ma va avanti.
    Certo che sì questo passo se mai arriverà un giudizio di reato, lo sarà su fatto di due anni fa, con in mezzo Decine di decisioni prese dagli stessi colpevoli su risorse pubbliche.

    A volte mi chiedo come si possa aspettare così tanto...


    Dal corriere della sera
    19 febbraio 2018

    ——————
    Inchiesta Foppolo, la testimone: «Brembo Super Ski falsificava le fatture per i rimborsi della Regione»


    Sono le 14.45 del 23 novembre 2016 quando alla caserma dei carabinieri di Zogno si presenta Laura Cattaneo, 30 anni, di Branzi. È il periodo in cui le indagini su Foppolo hanno ingranato la quarta, dopo il blitz di dieci giorni prima in municipio con il sostituto procuratore Gianluigi Dettori. Non è una testimone come tanti, Cattaneo. È l’impiegata che per quasi dieci anni ha lavorato negli uffici della Brembo Super Ski (Bss) al fianco di Roberta Valota, moglie del sindaco Giuseppe Berera. Parentesi: sono colleghe tuttora, la prima assunta dalla Bss commissariata, l’altra dalla Dp Invest degli imprenditori Giacomo Martignon e Massimo Moretti.

    Gli skipass sui conti del consorzio


    Il pm Gianluigi Dettori, titolare dell’inchiesta rientra a Bergamo il 21 febbraio, dopo sei mesi alla procura di Tempio Pausania
    Il pm Gianluigi Dettori, titolare dell’inchiesta rientra a Bergamo il 21 febbraio, dopo sei mesi alla procura di Tempio Pausania
    Cattaneo va dai carabinieri non per ripicca, fa mettere a verbale. Le sta a cuore che le cose cambino e che sia fatta chiarezza. Sull’incendio. Sulla presunta gara truccata. Sulla Bss con le ore contate. Ha di fronte due marescialli, che la ascoltano per tre ore e la interrompono solo per domande mirate. A loro spiega di essere stata assunta dal consorzio turistico Brembo Ski a novembre 2007 dopo un colloquio con Valota. Per un paio d’anni il suo ufficio era stato nella sede della proloco. Poi, l’avevano trasferita alla biglietteria ai piedi delle piste. Da allora aveva iniziato a notare gli strani rapporti economici tra la società di sci e il consorzio. Come se non ci fosse distinzione tra l’una e l’altro. Per esempio, racconta come gli accrediti degli skipass non sempre venissero effettuati sui conti della Bss. A volte, a discrezione del cliente, finivano su quelli del consorzio, a cui per anni, almeno dal 2014, la società pubblica aveva pagato anche diverse fatture, come le bollette di luce e gas. Lo stabiliva Valota e, se aveva dubbi, telefonava a Berera.

    Fatture modificate per avere i rimborsi

    Altre fatture finiscono nel verbale. Sono quelle, sostiene Cattaneo, dei rimborsi che la Bss otteneva dalla Regione Lombardia. Venivano falsificate, riferisce. Lo ha visto fare nel 2015: nomi dei fornitori, date, importi e descrizioni dei lavori, a suo dire, venivano aggiustati sia sul formato cartaceo sia al computer attraverso software in grado di modificare le immagini. Il tutto per allineare i dati ai requisiti richiesti. Se i lavori erano stati effettuati in periodi precedenti a quelli indicati dai bandi, si provvedeva a inserire date più attuali. Se erano di diversa tipologia, cambiava la descrizione. Sarebbero state taroccate persino le copie degli estratti conto della società, che alla Regione venivano mandate come giustificazione. Cattaneo ritiene che si trattasse di una prassi consolidata, anche se non sa dire con certezza se avvenisse per tutti i bandi. È sicura, però, che di mezzo ci fosse quello per la realizzazione della telecabina. Non lo specifica, ma con ogni probabilità si tratta del «Progetto integrato strategico per l’ammodernamento, potenziamento e valorizzazione dei comprensori sciistici della Val Brembana e Valsassina». Sottoscritto a fine 2011, per l’impianto di Foppolo prevedeva un milione e 800 mila euro di fondi regionali (tra il 2014 e il 2015 ne sono arrivati un milione e 200 mila). Lei stessa quell’anno ammette di aver dovuto cambiare le date di due fatture. Precisa che si era limitata a eseguire gli ordini di Valota e aveva poi manifestato il suo disagio all’allora direttore della stazione Andrea Bosco. Non ricorda gli importi, comunque erano ingenti.


    I 500 euro in monete da 1 e 2 euro

    Quanto a Berera, passava dalla biglietteria di frequente e controllava tutta la documentazione. Davanti a lei, mai una parola. Si chiudeva nell’ufficio della moglie, che spesso portava carte e pc a casa. Era sempre stato lui a tirare le fila, secondo la ragazza, anche quando presidente della Bss era diventato suo zio, il sindaco di Valleve Santo Cattaneo. Prima pagata dal consorzio, poi con assegni o bonifici della società, la segretaria alla fine si era ritrovata con 35 mila euro di arretrati. Quello era stato l’unico motivo di tensione con Berera. A inizio 2016, il sindaco le aveva proposto di accettare, come anticipo, 500 euro in monete da 1 e 2 euro, il fondo cassa della vendita degli skipass. A lei era sembrata un’elemosina e aveva rifiutato.

    Le domande su Lima

    I marescialli registrano e provano ad andare oltre. La interrogano sull’acquisto della telecabina a Corvara, poi sulla Graffer e su Sergio Lima, l’imprenditore bresciano tra gli indagati con i sindaci Berera e Cattaneo, e con Valota. Gli ultimi fuochi d’artificio dell’inchiesta risalgono all’interrogatorio di Berera un anno fa, nelle stanze della Finanza. Da allora gli inquirenti hanno proceduto sottotraccia, cercando riscontri, si intuisce, anche su altre ipotesi di reato oltre a quelle dell’incendio doloso e della turbativa d’asta. «Non capiamo come atti sui quali dovrebbe vigere il segreto istruttorio siano noti alla stampa e non alle difese», commenta l’avvocato di Berera, Enrico Pelillo.

  10. Skife per Bepiiii:


  11. #609

  12. #610

    Predefinito Bremboski - situazione piste, strade, neve, impianti

    Visto il largo uso di Photoshop per ‘correggere’ le fatture, suggerisco di usare lo stesso software per correggere le skimap che allego sotto (prese dal sito di Bremboski e visitFoppolo), trovo almeno

    - sciovia Toro (segnate come assenti dal Devil) e piste annesse
    - snow park in stato di abbandono (Terre rosse)
    - la seggiovia del paese basso mai attivata questo anno
    - cabinovia nemmeno lontanamente installata (e puntualmente presente sulle skimap)

    Almeno hanno avuto la decenza di togliere dalle mappe San Simone. Bravi

    Sito Bremboski


    Sito VisitFoppolo

  13. #611

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Bepiiii Vedi messaggio
    Visto il largo uso di Photoshop per ‘correggere’ le fatture, suggerisco di usare lo stesso software per correggere le skimap che allego sotto (prese dal sito di Bremboski e visitFoppolo), trovo almeno

    - sciovia Toro (segnate come assenti dal Devil) e piste annesse
    - snow park in stato di abbandono (Terre rosse)
    - la seggiovia del paese basso mai attivata questo anno
    - cabinovia nemmeno lontanamente installata (e puntualmente presente sulle skimap)

    Almeno hanno avuto la decenza di togliere dalle mappe San Simone. Bravi
    Hai parlato presto...

    Dal Corriere di sabato 17/02:

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    Pronta l’asta della Brembo Super Ski: 7 milioni per il pacchetto Carona
    Entro una decina di giorni l’avviso, i beni della società fallita suddivisi in lotti funzionali. Il nodo della telecabina e l’alternativa del concordato fallimentare

    di Maddalena Berbenni

    Il 24 febbraio 2017 la Brembo Super Ski (Bss) fallisce. Un anno dopo si prepara a cedere i suoi beni al migliore offerente e soddisfare i suoi creditori. I curatori Anna Maria Angelino, Alberto Carrara e Federico Clemente stanno rifinendo i dettagli dell’asta, che dovrebbe essere indetta entro dieci giorni.

    Dichiarazioni non ne fanno, ma ormai sembra chiaro come imposteranno la vendita. Fermo restando che l’obiettivo (il sogno?) è trovare un acquirente che compri in blocco, i beni saranno suddivisi in pacchetti funzionali. Il più corposo sarà quello che comprende le piste e le tre seggiovie di Carona (Alpe Soliva, Conca Nevosa e Valgussera), oltre agli immobili, ai mezzi e alle attrezzature necessari per fare girare la giostra. Il prezzo di partenza dovrebbe avvicinarsi ai 7 milioni di euro. Potranno essere acquistate a parte le proprietà a San Simone (qualche terreno e attrezzatura) e quelle a Foppolo, come il tapis roulant alle Foppelle, alcuni immobili, la seggiovia di arroccamento (da anni inutilizzata) e la telecabina. Bel problema, quello. Il cantiere, fermo da novembre 2016, è del Comune, che però al momento, anche volendo, non può acquisire l’impianto perché la Corte dei Conti ha bloccato le spese. Le autorizzazioni, inoltre, sono scadute e nessuna proroga ancora è stata concessa.

    Acquistata in seconda mano da Corvara nel 2013 per 600 mila euro, la telecabina è a bilancio per 3 milioni e mezzo. È il costo per lo smontaggio, il deposito e le manutenzioni che la Bss avrebbe dovuto pagare in parte alla Marconi Industrial Services di Mantova, nei cui capannoni tuttora è depositata. Proprio la società, specializzata nella progettazione e revisione di veicoli corazzati usati dalle forze militari e dalla protezione civile, ha chiesto un accesso agli atti del fallimento. Tra le possibilità che sta valutando c’è quella del concordato fallimentare. Dopo un anno dal fallimento, è una strada che i creditori possono battere, rinunciando ai loro soldi in cambio dei beni. Ma bisogna vedere se il gioco vale la candela. «Vogliamo analizzare la documentazione più che altro per comprendere bene la nostra posizione, ce lo ha suggerito il nostro legale (l’avvocato Stefano Zonca, R&P Legal, ndr)», dichiara Carlo Montini, a capo della società. La Marconi è stata ammessa al passivo per 1,3 milioni con un credito privilegiato solo sulla telecabina. «Ero amico del sindaco Berera — prosegue Montini —, mi ero fatto convincere da lui pensando che in questo modo avrei potuto accreditare l’azienda anche per questo tipo di interventi. Ora, spero solo di chiudere in fretta questo capitolo».



  14. #612

    Predefinito

    E allora perché non segnano la ex pista da fondo di branzi?

    Non è che se un comune vuole promuoversi può mostrarsi con un FALSO sul depliant turistico...

    Siamo alla commedia dell’assurdo. Il comune di Valleve nominerà uno studio legale per valutare azioni (costo 3.000€+iva) e la Corte dei Conti dirà fra due anni che tale incarico era illegittimo e non coperto finanziariamente.

    Inoltre gli impianti sono del quarti. Forse... e il comune li gestiva a sua insaputa.

    Siamo al ridicolo.

    ——-

    Cabinovia e azienda di Mantova.
    Certo che come Promoter in valle sono dei fenomeni. Con le amicizie rifilano bidoni a destra e manca!!!

  15. #613

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    Secondo me sono scaduti i tempi tecnici entro il quale è possibile riposizionare l'impianto in Italia...

  16. Skife per fla5:


  17. #614

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da fla5 Vedi messaggio
    Secondo me sono scaduti i tempi tecnici entro il quale è possibile riposizionare l'impianto in Italia...
    lo sospetto anche io,
    ma in teoria i lavori sono partiti e poi stati bloccati, quindi potrebbero avere l'ennesima proroga.

    certo che sarebbe il colmo,
    se penso a quanti milioni hanno buttato ed elemosinato per provare a montare quel bidone di cabinovia...

  18. #615

    Predefinito

    ...e quanti ne butteranno per farla funzionare, un impianto fermo da 6 anni

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