icona Skitags: Situazione meteo - neve - impianti - piste [101] Carona - Foppolo - San Simone - Val Brembana [17]

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Discussione: Bremboski - situazione piste, strade, neve, impianti

  1. #481

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    Citazione Originariamente scritto da Mazzo Vedi messaggio
    Guarda, da un lato io vedo un piano serio che prende forma e prosegue, nonostante tutto.
    Dall’altro, vedo solo un gran casino!

    Poi oh, come si dice a Londra: “sperèm chèl fiòche❄️!
    Anche io vedo ‘un gran casino’ da un lato, con tre commissari e un direttore che cercano di mettere pezze dove per anni i locali hanno fatto danni.

    Ti riferisci a questo vero?
    Siamo allineati!!!

    Che poi sono gli stessi soggetti che hanno permesso di costruire il Belmont.

    Allineati ale. Allineati!!!

    Ma vinceremo!!!

  2. #482

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    Bepi...immagino che il lato che intende sia l'altro, il progetto serio che dice è quello della Devil Peak..
    speriamo, il banco di prova sarà l'asta per il fallimento BSS...poi tutto sarà come dici "più normale".. forse

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  4. #483

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    Certo che il lato ‘con casino’ è Carona. (Troppo implicito il mio scritto). E certo che i commissari cercano di ridurre il casino... o no?

    O siamo qui a dire che la colpa del casino sono i commissari???? Nessuno lo ha mai detto, o no???
    (Forse sono troppo sottile)

    Intanto anche le iniziative FreeStyle hanno subito uno scossone. Le esperienze di San Simone e Carona (mega jump del TerreRosse) traslocano a Foppolo sotto la eccellente supervisione del Mazzo.

    Spero proprio arrivi veloce la stagione prossima, inverno 2018/19. Credo che il rilancio della alta valle possa essere finalmente pieno.
    Speriamo, anche se l’eredità del passato, lontano e recente, sarà una grossa zavorra difficile da alleggerire...

    Ma sperem!

  5. #484

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    da L'Eco di Bergamo

    Nasce lo snow park di Foppolo Freestyle. Sarà allestito dai due campioni italiani
    Il freestyle sci a Foppolo cala il poker: saranno quattro le aree dedicate ai nuovi sport della neve, sulle piste servite dalle seggiovie Quarta Baita e Montebello. Il progetto, allestito con la collaborazione della società di gestione degli impianti, è opera di Alessandro Mazzoleni di Gorle e Giorgia Bertoncini di Bergamo, la scorsa primavera vincitori della Coppa Italia di freestyle sci, quindi Gianluca Perletti, Andrea Gazzini e Nicholas Garattini. Snow park e fun park per bambini, che saranno allestiti non appena la neve sarà sufficiente, fondono le rispettive esperienze decennali di Mazzoleni all’Iron park di Val Carisole e l’Orobik snowpark di San Simone, strutture ferme e ora sostituite dall’unico parco snow di Foppolo. «Foppolo Freestyle – spiegano –vuole creare un unico snowpark in alta valle, unendo forze e competenze, con un progetto comune mirato alla crescita del freestyle nella bergamasca. Il tutto sarà svolto in collaborazione con il progetto “RiaccendiAMOfoppolo”. Unire le forze per creare qualcosa di ancora più bello per ragazzi e bambini, ci dà un’enorme soddisfazione e una grande carica. Le aree sono già state individuate, sfrutteranno spazi lato pista o comunque generalmente non utilizzate dagli sciatori». Nel frattempo il comprensorio di Brembo Ski, si prepara ad aprire seggiovie e piste a partire da venerdì, giorno dell’Immacolata. A Foppolo è prevista l’apertura di Quarta Baita e (forse) del Montebello, mentre Carona, stante le difficoltà di innevamento delle piste più a monte, da venerdì a domenica si limiterà ad aprire la seggiovia di arroccamento e il tapis roulant del campo scuola (con giornaliero a dieci euro).

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    da Corriere Bergamo

    Siccità, poca neve e contenziosi
    La stagione dello sci parte in salita


    A Colere comprati cannoni e un super gatto delle nevi, ma manca l’acqua per l’innevamento artificiale. Si salvano Valtorta e il Pora, a Carona impianto guasto

    di Maddalena Berbenni

    Davano neve per venerdì. E invece gli ultimi bollettini meteo hanno raffreddato le speranze di un ponte dell’Immacolata in bianco. Per lo sci la partenza vera slitta a Natale, salvo eccezioni. Ai Piani di Bobbio le seggiovie girano dal 2 dicembre con mille persone sabato e 2 mila domenica. «Da lunedì — dichiara il direttore di Itb Massimo Fossati — siamo sulle 400 al giorno. Stanno funzionando le piste principali e verso Valtorta la Tre Signori, a cui nel weekend contiamo di aggiungerne un’altra».

    È previsto freddo, questo sì. Consentirà di ricominciare a sparare a pieno regime dopo la parentesi «mite». Anche il Monte Pora, grazie al recente restiling con impianti in grado di fabbricare neve a temperature più alte (già a -2), offre le prime sciate. «Sabato abbiamo aperto la Termen — spiega il direttore Lorenzo Pasinetti —, giovedì procederemo con la Cima Pora, mentre in Presolana ci saranno sciovia e tappeto del campo scuola». La stazione della Val Seriana, gestita da Irta Spa, che significa Angelo Radici (è tra i soci), può contare su un lago artificiale da 40 mila metri cubi. Fa la differenza. A Colere, ad esempio, con gli investimenti che portano il nome del presidente di Sirpa Luigino Ruffini, si sono fatti acquisti importanti. Come lance, cannoni e un gatto delle nevi super performante. Ma gli addetti ai lavori fanno notare che è un po’ come avere una Ferrari con il serbatoio di una 500, perché per innevare la pista principale servono 12 mila metri cubi d’acqua e il loro bacino ne contiene 4 mila. «Per ora siamo riusciti a preparare tre quarti del tracciato — dice il caposervizio Silvio Rossi —, ma a causa della siccità Unacque limita l’approvvigionamento. Partiamo con la seggiovia di arroccamento e il campo scuola. Appena sarà possibile, procederemo col resto». Dopo un confronto con il sindaco Benedetto Maria Bonomo, Ruffini ha anche assicurato le paghe dei tre dipendenti che hanno arretrati di tre mesi. A Valbondione, invece, domani si inaugurano ostello e pista di fondo. Per la discesa, la Nuova Lizzola sta valutando l’apertura del campo scuola e delle due piste servite dalla triposto.


    Capitolo Foppolo-Carona. I ritardi sull’acqua, con l’accordo di una settimana fa, hanno inciso: per il comprensorio se ne riparla a Natale. Sul fronte Brembo Super Ski, i test sull’innevamento della Conca Nevosa hanno fatto passare brutti momenti al direttore Vittorio Salusso. La rete era stata installata due anni fa dalla società bresciana Aenergia, a cui il Comune di Foppolo aveva affidato i lavori senza poi pagarli (c’è un contenzioso). L’anno scorso l’impianto non è stato usato, quest’inverno sarà strategico. Ma, appunto, sono state individuate varie perdite, che adesso si punta a riparare entro il nuovo abbassamento delle temperature, quando partiranno anche i cannoni sul Valgussera. In ogni caso, da venerdì, funzioneranno l’Alpe Soliva e il tappeto per i bambini. Quanto a Foppolo, è sicura l’apertura della Quarta Baita (già dal 7 dicembre, a 16 euro gli adulti e 5 euro i bambini) «e forse anche della Montebello — precisa Massimo Moretti —. Sarà un’anticipazione per chi sale ad aprire la casa. Il bello verrà a Natale». Tra i progetti si è aggiunto il freestyle con uno snowpark alla portata di tutti, anche dei più piccoli, per i quali saranno organizzati corsi ad hoc. Sarà gestito da Gianluca Perletti, dell’ Orobik Snowpark San Simone, e Alessandro Mazzoleni, vincitore della Coppa Italia Freeski e ideatore dell’Iron Snowpark Foppolo. A bordo pista, da questo weekend la pizza di Mimmo al Cristallo e la riapertura della discoteca Grizzly.

  6. #485

  7. #486

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    Le idee dei nuovi arrivati non mi dispiacciono.

    Ma alcune loro espressioni mi lasciano veramente stupito!!!!

    Eco intervista Moretti
    ——-
    Il fatto che il sindaco sia indagato nell’inchiesta sul rogo doloso della seggiovia e per l’asta della cabinovia rappresenta un problema?
    «Se avesse portato via un euro, sarebbe un ladro, e se è stato un cattivo amministratore, non lo eleggeranno più... ma io gli rimarrei amico. Dal punto di vista personale e professionale, l’inchiesta non rappresenta un problema».
    ——-

    In pratica la ricettazione non è reato.
    Boh.
    (Ok la vista personale, non si discute... ma professionale?!?!?)

  8. #487

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    Una conquista di questi mesi?
    «Sembrerà banale, ma ho fatto sedere allo stesso tavolo Beppe Carletti della scuola Sci 90 e Paolo Frassoni della scuola sci Alta Val Brembana per pensare a un progetto comune. In alta valle, non è così scontato».

    questa ultima frase dice tutto su come siano rimasti ai tempi delle pietra a Foppolandia....

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  10. #488

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    da L'Eco di Bergamo di ieri 07/12/2017

    «La mia Foppolo può tornare grande con i bambini


    L’intervista. Dall’Inter all’impegno per i ragazzi poveri nel mondo. Il «ritorno a casa» di Massimo Moretti «Da sempre il luogo dei baby-sciatori, tornerà a esserlo»

    La novità più significativa del circo bianco orobico, quest’anno, si chiama Massimo Moretti e ha 63 anni. Inutile girarci attorno: la sua discesa in campo, a giugno, ha lasciato tutti in un misto di incredulità e scetticismo. Eppure, nel corso dei mesi, il progetto dell’ex ad dell’Inter, bergamasco originario di Pignolo (e che a Pignolo, dopo molte peregrinazioni, è tornato con la sua famiglia), ha preso forma. E il primo obiettivo di Moretti si è realizzato: cambiare lo sguardo su Foppolo, lasciare da parte le delusioni e le tensioni degli ultimi anni e tornare a guardare con positività all’alta valle. Detto in due parole: ricominciare a sognare...

    ... Con i piedi per terra, però, vero Moretti?
    «Vede, credo che ci siano almeno 150 modi diversi per investire nel mercato immobiliare in senso profittevole, e Foppolo non è tra questi. Ma noi vogliamo che torni ad esserlo».

    E come?
    «Mi sono dato cinque anni di tempo. Mi aspetto che sarà faticoso, ma so anche che non devi fermarti alle prime difficoltà, io ci metto tutto l’impegno possibile».
    Chi ci ha provato prima di lei non ha avuto molta fortuna... «Ne sono consapevole, conosco molto bene la situazione di Foppolo (che viene da quattro fallimenti). E a Foppolo mi conoscono tutti. Ci venivo da ragazzino a sciare, è stata la mia seconda casa».

    Viene spontanea la domanda: chi gliel’ha fatto fare?
    «È quello che mi ha detto il mio commercialista Paolo Cesaroni, quando gli ho annunciato che volevo investire su Foppolo... Poi è diventato il principale attore della difficile trattativa con i curatori».

    Pare che il suo entusiasmo abbia qualcosa di contagioso, è riuscito a coinvolgere anche Roberto Amaddeo di «Mimmo» nel rilancio della ristorazione e Simone Moro per le attività all’aperto...
    «Nel mio lavoro ho sempre messo davanti a tutto l’ascolto dei miei interlocutori. Ho portato lo scudetto a Milano, con l’hockey, ho partecipato alla privatizzazione dello stadio di San Siro, ho realizzato il forum di Assago, il primo palasport nel senso moderno del termine...»

    E poi c’è stato l’Inter.
    «Sì, di quella stagione mi piace ricordare l’impegno speso come presidente del progetto sociale Inter Campus, carica che ho lasciato tre anni fa. Ho girato tutto il mondo, dalle discariche del Paraguay alle favelas del Brasile, da Israele e Palestina al Libano degli Hezbollah, fino agli orfanotrofi della Romania. Non andavamo a caccia di talenti, ma il nostro obiettivo era cercare di dare un contributo ai problemi che incontravano i bambini nella vita di tutti i giorni. Ne abbiamo incontrati 20 mila, in 22 Paesi del mondo. L’ho fatto per mia figlia Marta, morta due anni fa dopo 25 anni trascorsi a letto. Da lei ho capito che ogni esistenza ha un senso. Questa, in breve, è la mia storia, ritengo sia fondamentale per capire come mi stia muovendo a Foppolo».

    Lei ha vissuto molti anni in Brasile, cosa l’ha spinta a tornare a Bergamo?
    «Vorrei stare vicino a mia madre anziana. E poi sono legato alle mie radici. A Foppolo ho trovato lo stesso paesaggio di quando ero ragazzino, ma tutto molto più desolato e vuoto. Allora c’erano Celentano, Mike Bongiorno... I bergamaschi che sciavano dicevano “vado a Celerina” o “vado a Foppolo”... Oggi di Foppolo quasi ci si vergogna».

    È stato il sindaco Beppe Berera a chiederle di intervenire?
    «Beppe è un amico, suo padre era il mio maestro di sci, lo conosco da una vita. Mi ha chiesto di incontrare Giacomo Martignon (titolare del Belmont, ndr) e devo dire che con Giacomo è nata subito un’intesa perfetta, siamo tutti e due legati alle nostre famiglie. Tutto è partito dal salvataggio del Belmont (un’operazione da sei milioni di euro, ndr) per permettere di continuare i lavori. Ma quello è stato solo l’inizio».

    Il fatto che il sindaco sia indagato nell’inchiesta sul rogo doloso della seggiovia e per l’asta della cabinovia rappresenta un problema?
    «Se avesse portato via un euro, sarebbe un ladro, e se è stato un cattivo amministratore, non lo eleggeranno più... ma io gli rimarrei amico. Dal punto di vista personale e professionale, l’inchiesta non rappresenta un problema».

    Ci spieghi il suo progetto di rilancio.
    «L’obiettivo è creare un prodotto diverso dall’Alto Adige, ma che allo stesso tempo possa essere più competitivo. È chiaro che un albergo, per quanto bello, non cambia le sorti di una località...».
    Per questo ha deciso di puntare sulle seconde case? «A Foppolo la speculazione è stata fatta, come in tutte le valli bergamasche. Oggi ci troviamo con 1.300 appartamenti, la metà dei quali completamente “spenti”. Come Devil Peak (la società del Belmont in cui è subentrato, ndr), potremmo costruire altri quattro alberghi, ma a che scopo? Preferisco cercare di utilizzare quello che c’è. Abbiamo già incontrato 200 persone, titolari di seconde case: proponiamo di gestire gli alloggi per quattro anni e con 16 mila euro per ognuno li ammoderniamo e li rendiamo appetibili per i turisti. Tra quattro anni o li riscattiamo, o i proprietari se li riprendono, rimessi a nuovo. Stesso schema di acquisto abbiamo utilizzato per l’albergo Cristallo. Un conto è arrivare dagli operatori con qualche decina di posti letto, un altro arrivare con un pacchetto di 400 posti, a quel punto diventiamo interessanti, soprattutto se riusciamo a offrire prezzi concorrenziali, magari proponendo pagamenti a rate, in Brasile è una realtà, in Italia ancora non si usa». Bene, ci sono i posti letto, ma rimane la domanda di fondo: perché uno dovrebbe andare a Foppolo?

    «Esatto, perché?
    È proprio quello che stiamo costruendo. Innanzitutto gli impianti: dopo aver rilevato (per 200 mila euro) dal Comune la gestione di Quarta Baita e Montebello, non potevamo non arrivare a un accordo con i curatori per arrivare a uno skipass unico. Non è stato conveniente per noi, e francamente non ho sempre capito l’atteggiamento dei curatori, ma in caso contrario la gente non ci avrebbe seguito. Ma le piste non bastano, naturalmente, bisogna pensare innanzitutto a chi frequenta Foppolo. E Foppolo è sempre stato il luogo dei bambini».

    E quindi? «E quindi penso innanzitutto a loro, come target. Per questo ho deciso di rinunciare a fare la spa al Belmont, ma vorrei realizzare un grande parco giochi al chiuso, su una superficie di 700 metri quadrati. Per la spa c’è già San Pellegrino, che senso avrebbe un altro impianto in valle? Io voglio che Foppolo diventi parte di una rete, voglio che questo territorio si apra al mondo. Basta con le chiusure e i personalismi. Io ho fatto accordi con Angelo Radici (Monte Pora) e l’ho trovato disponibilissimo, mi ha chiamato anche Giorgio Gori e mi ha detto che secondo lui Foppolo è un quartiere di Bergamo, e lo penso anch’io».

    E poi sono arrivati Amaddeo e Moro... «Proprio così, ma voglio essere chiaro: sono professionalità che arricchiranno il territorio, non si sostituiranno a coloro che già operano qui, ma li renderanno protagonisti». C’è molta curiosità sul ruolo di Moro «Forse già a dicembre faremo la simulazione di un vero e proprio campo base a Foppolo, con tende per i ragazzi, l’igloo, le tecniche per sciogliere la neve... Si useranno le stesse tende di Simone. Magari verranno in sei o magari saranno in 600, ma offriamo una cosa che non c’è, una cosa diversa, nuova».

    Altri progetti in programma? C’è ne uno al quale tengo particolarmente: un luogo per le donne: immagino una sfera di vetro nel bosco, magari dove si arriva con le ciaspole, immersa nella natura, dedicata allo yoga, alla meditazione, al silenzio... Per ora è solo un’idea, o forse qualcosa di più».

    Una conquista di questi mesi?
    «Sembrerà banale, ma ho fatto sedere allo stesso tavolo Beppe Carletti della scuola Sci 90 e Paolo Frassoni della scuola sci Alta Val Brembana per pensare a un progetto comune. In alta valle, non è così scontato».

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    da L'Eco di Bergamo di oggi 08/12/2017

    San Simone, il comitato propone l’acquisto delle seggiovie di Quarti

    Valleve. Portavoce dei cittadini il vicesindaco Cattaneo Il proprietario ribatte : «Ma è proprio il Comune che non fa chiarezza sullo sviluppo da noi sollecitato»

    «Siamo disposti ad acquistare gli impianti della San Simone Evolution, ovvero la seggiovia Colla e i due skilift Arale. Così come siamo disponibili ad acquistare, a prezzo di esproprio, i terreni della società su cui sono state installate le partenze delle seggiovie Camoscio e Sessi». Così il vicesindaco di Valleve Marco Cattaneo, che si fa portavoce dei suoi compaesani riunitisi ancora mercoledì sera per affrontare la problematica degli impianti di risalita di San Simone, dopo il fallimento della Brembo Super Ski (società che li aveva gestiti nell’ultimo decennio, prima dello stop dello scorso anno). A fine novembre commercianti, cittadini e pensionati del paese, tramite la Pro loco - partecipe anche il parroco - avevano raccolto le adesioni per l’acquisto della seggiovia Sessi (leasing Mediocredito italiano), di fatto arrivando a 17 mila euro, solo 3.000 euro in meno rispetto ai 20 mila chiesti dalla banca. I fondi sarebbe stati girati al Comune per l’acquisto. L’accordo sembrava raggiunto. Ma sullo sfondo c’è il dissidio tra la proprietà e il Comune, mai sanato: oggetto del contendere, la restituzione degli impianti, gestiti da Brembo Super Ski (ma di fatto nella disponibilità del Comune) alla legittima proprietà, la San Simone Evolution. Per tutelare l’attività, Quarti ha presentato un ricorso al Tar per chiedere un risarcimento danni e la restituzione dei terreni su cui sorgono le stazioni di partenza sia della Sessi, sia della Camoscio (quest’ultima di Alba Leasing). Quando la Brembo Super Ski iniziò i lavori per le seggiovie, infatti, il Comune occupò d’urgenza i terreni, ma non eseguì mai l’esproprio. Ora Quarti, tramite ricorso al Tar di Brescia, chiede la restituzione dei terreni come erano, di fatto con lo spostamento delle due partenze degli impianti. Il ricorso è contro il Comune, le due società di leasing e il Fallimento Brembo Super Ski. La vendita della seggiovia Sessi al Comune di Valleve, quindi, per il momento resta bloccata. «Da parte del Comune e della popolazione che si è riunita in questi giorni – prosegue il vicesindaco – c’è la ferma volontà di tentare la riapertura, dalla prossima stagione, della stazione sciistica. Ma abbiamo bisogno di conoscere le intenzioni della San Simone Evolution. I terreni delle seggiovie Sessi e Camoscio possiamo acquistarli a prezzo di esproprio, ovvero 2.000 euro. Quanto agli impianti Colla (necessario per poter accedere anche alle seggiovie di monte, Sessi e Camoscio, e quindi far funzionare tutta la stazione, ndr) e Arale siamo disposti all’acquisto». La stima per l’acquisto (compreso impianto innevamento), le revisioni e la rimessa in moto della stazione, secondo il comitato, è di circa 500-600 mila euro. «Non una cifra impossibile – prosegue Cattaneo – per questo ci siamo messi in gioco prima di dire addio definitivamente al turismo invernale a San Simone». «Qualsiasi proposta va inviata nei modi e nei tempi corretti e non tramite la stampa, altrimenti non posso rispondere nel modo corretto. Aspetto quindi proposte serie scritte e contenuti chiari da discutere in un eventuale incontro – replica Franco Quarti, titolare della San Simone Evolution –. La nostra posizione è chiarissima, non mi sembra tale quella dell’amministrazione comunale. Avrò inviato una quarantina di “pec” senza mai avere risposta. Per partecipare a un incontro (convocato dal comitato per il 12 dicembre, ndr) devo conoscere l’argomento, per sapere se venire con consulenti e legali: se, sulla lettera di invito, mi scrivono che si parlerà “della situazione impianti” per me è aria fritta. A questo punto dovrò valutare con i miei legali se essere presente all’incontro. Deve essere chiaro a tutti che non sono io a bloccare la ripresa di San Simone, al contrario la mia società ha sempre e solo chiesto che le venisse autorizzato il progetto di sviluppo per attuare davvero il rilancio di San Simone. Ad oggi invece è ancora tutto bloccato e si continua nel solco già visto negli ultimi dieci anni». Quarti, inoltre, puntualizza che «dopo l’annullamento da parte del Tar della requisizione degli impianti e la riconsegna avvenuta nel 2009, e quando ormai erano state costruite le seggiovie Sessi e Camoscio, se avessimo voluto creare il contrasto avremmo potuto non autorizzare il Comune a gestire gli impianti dal 2009 a oggi. Invece in virtù di una promessa di acquisto da parte del Comune abbiamo anche pattuito un “canone amichevole”. Tale acquisto non è mai stato effettuato ed evidentemente ora sono cambiati gli scenari».

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    da Corriere Bergamo di oggi 08/12/2017

    Seggiovie, Valleve tenta l’accordo con Quarti: «Pronti a comprare i suoi impianti»
    Il vicesindaco: ci sono privati interessati all’acquisto. L’imprenditore: stessi metodi fallimentari di Brembo Super Ski

    di Maddalena Berbenni

    Il fallimento della Brembo Super Ski (Bss), con i suoi 30 milioni di debiti, lascia in eredità all’Alta Valle una scia di fatiche, di situazioni confuse, di responsabilità che andranno accertate ma che difficilmente non ricadranno sugli amministratori pubblici. Di nodi che uno dopo l’altro vengono al pettine. Il più ingarbugliato è stretto attorno alla stazione di San Simone, dove quest’inverno non si scia e per il futuro chissà. Non è che per gli impianti di Valleve si sia investito poco: due seggiovie sostituite tra il 2007 e il 2010, il laghetto e l’impianto per la neve artificiale, le piste rifatte, il nuovo rifugio Camoscio costruito dopo l’incendio doloso di dieci anni fa. Ora il Comune prova ad affrontare l’imprenditore Franco Quarti, proprietario di terreni, piazzale, albergo e di una parte degli impianti. È lo snodo decisivo per risalire la china, perché senza i suoi skilift e la sua seggiovia non si va da nessuna parte: si trovano all’inizio delle piste, sono fondamentali per il collegamento con il resto della stazione. E perché suoi sono anche i terreni alla partenza delle altre due seggiovie, le più recenti, quelle ritirate dalle società di leasing che la Bss non ha mai finito di pagare.

    Per la Sessi la pro loco sta finendo di raccogliere tra i cittadini, parroco compreso, i 20 mila euro che il Comune ha concordato di versare al Microcredito italiano. «Ma se vogliamo salvare la stazione come ci chiede la popolazione dobbiamo trovare un accordo con Quarti — spiega il vicesindaco Marco Cattaneo —. Lo abbiamo invitato a una riunione con il consiglio comunale e gli investitori della Sessi, ma prima ci ha risposto che non era riuscito a liberarsi, poi, quando gli abbiamo proposto di fissare una data entro il 7 dicembre, che non era opportuno incontrarsi senza sapere prima gli argomenti. Ora gli abbiamo lanciato un’ultima data: il 12 dicembre. Se riceveremo un altro “no”, lasceremo perdere tutto, anche l’acquisto della Sessi. Non avrebbe senso andare oltre». Una proposta per l’imprenditore l’amministrazione l’ha in mente: «Acquistare a prezzo di esproprio i terreni alla partenza delle seggiovie e a un prezzo stabilito da un perito i suoi impianti». Il Comune è a rischio dissesto, però. «Siamo convinti di trovare privati interessati a investire — dice Cattaneo —, non si tratta di cifre impossibili». Proprio legato ai terreni l’imprenditore, però, ha aperto di recente l’ultimo contenzioso con il Comune: un ricorso al Tar per chiederne lo sgombero. Erano stati occupati d’urgenza per realizzare la Sessi e la Camoscio, il Comune aveva 5 anni di tempo per espropriarli ma non lo ha mai fatto.

    «Non mi esprimo — replica Quarti — su una proposta fatta a mezzo stampa, dico solo che questo non è il modo di condurre una trattativa. Ci vedo gli stessi metodi che hanno portato alla situazione fallimentare della Bss. Solo negli ultimi mesi, ho inviato decine di pec al Comune e non ho mai avuto una risposta. La San Simone evolution non è il nemico da combattere, ma un operatore da vent’anni sul territorio per fare sviluppo turistico. Cosa che non ci hanno mai permesso di fare, ostacolandoci in tutti i modi. Ora l’amministrazione si assuma le sue responsabilità e, se cerca un confronto, lo faccia in maniera seria».

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    da Corriere Bergamo di oggi 08/12/2017

    Ponte: la montagna sorride, a Bergamo i melomani tedeschi

    Il circo bianco cresce del 20 per cento, in calo solo Foppolo. Messa (Cooraltur): in Presolana aumentano in particolare svizzeri, inglesi e polacchi. Zambonelli (Ascom): più 10 per cento nel capoluogo


    L’opera lirica e la bellezza del lago, i mercatini di Natale e il trenino della Presolana. Le attrattive della stagione invernale, appena inaugurata, spingono sempre più persone a visitare Bergamo e Provincia. In alcune zone, come evidenziano i dati raccolti da Ascom, si registra un aumento dei turisti del 10 o del 20% rispetto allo stesso periodo del 2016. L’unica area in calo è Foppolo. «Le prenotazioni non mancano, ma per quel che ci riguarda, al momento segniamo un calo del 20%» dice Gianfranco Invernizzi, proprietario dell’Hotel des Alpes e consigliere del Gruppo albergatori Ascom. I motivi, secondo Invernizzi, sono da individuare «nel ritardo con cui sono arrivati gli skipass, che abbiamo ricevuto solo una settimana fa, probabilmente per ragioni interne di gestione». Anche se, sottolinea: «Non vorrei forzare la correlazione tra questi fatti e il calo delle prenotazioni. Probabilmente ha inciso anche la mancanza di neve dello scorso anno, che non ha spinto a tornare». In conclusione, «In questo primo weekend sulla neve non rinunciano i clienti affezionati provenienti da tutta la Lombardia. Le prenotazioni per Capodanno vanno bene. A Natale invece arrivano sempre a ridosso data».

    Passando alla città, questo weekend registra il 10% di prenotazioni in più a paragone con l’anno scorso. «Sono attesi molti stranieri dal Nord Europa, che arrivano tramite l’aeroporto — dice il presidente del Gruppo albergatori Ascom Giovanni Zambonelli —. Vengono soprattutto i tedeschi, richiamati dalla stagione dell’opera di Donizetti, di cui sono grandi estimatori».


    Numerosi positivi anche per la Valle Seriana, che questi giorni vanta il tutto esaurito a Castione della Presolana, con il 20% in più di presenze. Ad attirare i turisti sono le piste da sci sulla Presolana e sul Monte Pora, già innevate, ma anche le iniziative legate al Natale, come i mercatini, la «casa degli elfi» e il trenino. I visitatori non sono solo milanesi, ma c’è anche un 10% di stranieri, in particolare da Svizzera, Regno Unito e Polonia, come rileva Cooraltur, il Consorzio albergatori e operatori turistici di Castione. «Con i mercatini di Natale — dice il presidente del consorzio Cristian Messa —, già a partire da metà novembre abbiamo avuto un’ottima risposta». E continua facendo qualche previsione per Capodanno: «Sono numerose le permanenze di tre giorni: l’obiettivo è il tutto esaurito».

    Questo weekend ci sono buone prospettive per il lago d’Iseo, che sfrutta ancora l’onda lunga dell’effetto Christo. Il trend è in crescita da 2 anni e ora registra un 10% in più rispetto al 2016. Nell’hotel Moderno di Piazza Tredici Martiri, come afferma Antonella Arrigoni, «abbiamo tutte le camere occupate in questi giorni, e ci stiamo avviando al tutto esaurito anche per Capodanno». I visitatori di Lovere sono «stranieri, tranne qualche italiano che però viene qui per lavoro e non per le vacanze».

    A Sarnico le camere sono quasi tutte occupate per questo weekend e per Capodanno, mentre per Natale ce ne sono ancora molte libere. Solitamente chi trascorre fuori casa questa festa lo decide all’ultimo minuto (o all’ultimo secondo). A differenza dell’altro punto di riferimento del lago, a Sarnico i turisti sono soprattutto italiani. «Arrivano — spiega Mario Marini del Cocca Hotel, consigliere del Gruppo albergatori Ascom — da Lombardia, Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Piemonte. Novità di quest’anno: i turisti dal Ticino».

    di Gisella Laterza


    Ultima modifica di Walter.75; 08-12-2017 alle 04:02 PM.

  11. #489

  12. #490

    Predefinito

    Taragna Republic (mi pice questo accostamento alla repubblica delle banane...)

    Dall’eco. Evitare di perderci più di 1 minuto. Impossibile capire la logica dietro a questa storia.

    ———-
    A fine novembre commercianti, cittadini e pensionati del paese, tramite la Pro loco - partecipe anche il parroco - avevano raccolto le adesioni per l’acquisto della seggiovia Sessi (leasing Mediocredito italiano), di fatto arrivando a 17 mila euro, solo 3.000 euro in meno rispetto ai 20 mila chiesti dalla banca. I fondi sarebbe stati girati al Comune per l’acquisto. L’accordo sembrava raggiunto. Ma sullo sfondo c’è il dissidio tra la proprietà e il Comune, mai sanato: oggetto del contendere, la restituzione degli impianti, gestiti da Brembo Super Ski (ma di fatto nella disponibilità del Comune) alla legittima proprietà, la San Simone Evolution. Per tutelare l’attività, Quarti ha presentato un ricorso al Tar per chiedere un risarcimento danni e la restituzione dei terreni su cui sorgono le stazioni di partenza sia della Sessi, sia della Camoscio (quest’ultima di Alba Leasing). Quando la Brembo Super Ski iniziò i lavori per le seggiovie, infatti, il Comune occupò d’urgenza i terreni, ma non eseguì mai l’esproprio. Ora Quarti, tramite ricorso al Tar di Brescia, chiede la restituzione dei terreni come erano, di fatto con lo spostamento delle due partenze degli impianti. Il ricorso è contro il Comune, le due società di leasing e il Fallimento Brembo Super Ski. La vendita della seggiovia Sessi al Comune di Valleve, quindi, per il momento resta bloccata.
    ———-

  13. #491

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    buona nevicata a Foppolandia,

    riusciranno ad aprire tutto i nostri erori???

    peccato che con questa neve non possono andare avanti con i lavori per la bidonvia.

  14. #492

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    Scusate ma i siti di riferimento degli impianti quali sono? Bremboski penso sia quello delle societa commissariata ,lato Foppolo? Grazie

  15. #493

  16. #494

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    Ma la Montebello e collegamenti sono aperti?

  17. #495

    Predefinito

    Si.dal loro sito danno aperto anche quello con skipass totale. Lato Foppolo dovrebbe aprire da domani per tutti i giorni .lato carona solo weekend.. poi dal 23 tutti i giorni anche loro.

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