icona Skitags: Situazione meteo - neve - impianti - piste [101] Carona - Foppolo - San Simone - Val Brembana [17]

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Discussione: Bremboski - situazione piste, strade, neve, impianti

  1. #451

    Predefinito

    Il problema è che a Carona non hanno sciclub e quindi non hanno il flusso (enorme per la località) di principianti e corsi.

    Ma le scuole sci di Carona? Sono separate o unite a Foppolo?

    (Che domanda....)

  2. #452

    Predefinito

    da Corriere di oggi

    «Danneggiamenti e boicottaggi»: Foppolo, il rapporto in Procura

    I curatori da Mapelli, lucchetti all’impianto di innevamento. Risolta la disputa sull’acqua, Paolo Franco: «La concessione è nostra, venderemo il troppo pieno alla Brembo Super Ski e alla Dp Invest»

    di Maddalena Berbenni

    Sperando che anche il cielo faccia la sua parte (non solo meteorologicamente parlando), a Foppolo e Carona da ieri i cannoni per la neve artificiale hanno iniziato a funzionare con il benestare di Uniacque. Significa che, a meno di scherzi del termometro, l’obiettivo dello sci per l’Immacolata sarà rispettato e che nei otto giorni che restano bisognerà mettere ogni sforzo nelle piste, negli impianti, nei preparativi. E nei sorrisi. Per la serie: lasciamoci alle spalle le liti e proviamo a partire come Dio comanda. Certo, per arrivare a questo punto, la salita è stata bella impegnativa e per capire il clima basta un fatto: dopo i presunti danneggiamenti denunciati da un mese a questa parte, i curatori della Brembo Super Ski (Bss) in fallimento, Anna Maria Angelino, Alberto Carrara e Federico Clemente pensano a un servizio di vigilanza sulle piste.

    L’ultimo capitolo della saga ha visto, in particolare, Carrara e Clemente sul Montebello, martedì sera, col buio, in jeep con catene, per scoprire di persona che qualcuno aveva bloccato il pozzetto da cui dipende la rete dell’innevamento, mettendo un lucchetto e asportando la manopola che serve ad aprire le condotte. Era già capitato tra lunedì e martedì che la fornitura dell’acqua presa dal lago Moro venisse interrotta con la chiusura del rubinetto. Il direttore Vittorio Salusso, confermato dal tribunale per la gestione delle seggiovie della Bss, aveva iniziato quella notte i primi test per verificare che l’impianto funzionasse. Per la cronaca: è stata individuata una perdita sulla pista Conca Nevosa. Andrà riparata il prima possibile visto che è da lì che si parte a sparare, oltre che sul Montebello. Se a Foppolo sono convinti che il pozzetto in questione sia del Comune, perché si tratta della valvola che devia l’acqua anche nelle tubature del paese, secondo i curatori i lucchetti erano su beni nella loro disponibilità. Li hanno asportati e altre sorprese, da qui in avanti, non dovrebbero presentarsi. Se non altro perché adesso sembra chiaro a chi fa capo l’acqua.



    Anche qui, faccenda che poteva filare liscia ma che si è complicata strada facendo. Sulla base di una delibera del Comune di Foppolo, la Dp Invest, la società degli imprenditori Giacomo Martignon e Massimo Moretti, sosteneva, avendo vinto il bando per la gestione delle seggiovie Quarta Baita e Montebello, di averne la concessione. «È esclusivamente di Uniacque — afferma invece Paolo Franco, presidente della società del servizio idrico —. Abbiamo proposto e già firmato sia con i curatori sia con la Dp Invest due convenzioni che garantiranno l’acqua a entrambi. Non era dovuto, ma ci teniamo a confermare il nostro impegno per la montagna. Ricordo che solo in Val Brembana abbiamo investito 30 milioni». L’accordo prevede che per i prossimi cinque mesi, con un prezzo calmierato (circa 10 mila euro a testa) perché non si tratta di acqua potabile, il comprensorio possa utilizzare il «troppo pieno» per la neve artificiale. L’anno prossimo se ne riparlerà coi Comuni, a cui ieri mattina Franco ha illustrato la situazione in una riunione con i sindaci Giancarlo Pedretti (Carona) e Giuseppe Berera (Foppolo). Presenti anche Carrara e Angelino arrivati direttamente dalla Procura. Hanno incontrato il procuratore Walter Mapelli sulla cui scrivania è arrivata la loro ultima relazione per il tribunale. Poche pagine per riferire sui danneggiamenti e sulle difficoltà nell’avviare la stagione. Mentre tutto tace sull’inchiesta per l’incendio doloso e il bando sospetto (sei indagati tra cui Berera e il sindaco di Valleve Santo Cattaneo), Mapelli commenta così i fatti più recenti: «Ne prendiamo atto e siamo seriamente preoccupati. Faremo quanto è possibile».

    ------------------------------------------------------------



    L’EDITORIALE


    Foppolo e quei silenzi vandalici

    I presunti danneggiamenti denunciati dai tre curatori e l’inchiesta sull’incendio doloso di cui non si sa più nulla: giustizia e politica stanno a guardare?

    di Armando Di Landro

    Tra i lidi della politica proiettata verso una lunga stagione elettorale (sostanzialmente già iniziata) e quelli della giustizia senza troppe risorse, per quanto spesso impegnata e volenterosa, qualcuno si è accorto di cosa sta accadendo in alta Valle Brembana? Da circa un mese si susseguono presunti atti vandalici e boicottaggi che non sembrano affatto colpire nel mucchio. No, colpiscono solo la società fallita Brembo Super Ski, che ha ottenuto il via libera dal tribunale a operare in esercizio provvisorio, per salvare il salvabile. Sistemi di sicurezza e motori degli impianti danneggiati o acqua chiusa di soppiatto, con tanto di lucchetti ai pozzetti, con l’innevamento già in corso. E non si tratta di episodi che si ripetono da tempo, ma, guarda caso, accadono ora, a ridosso dell’inizio della stagione. Come se qualcuno si stesse «divertendo» a mettere il bastone tra le ruote di una società già insolvente che comunque (volenti o nolenti gli autori di certi gesti) il tribunale ha designato come soggetto ancora in gioco, nel circo bianco bergamasco.

    La giustizia sta a guardare? E soprattutto, dov’è finita l’inchiesta della Procura di Bergamo che prometteva di far luce sulla precedente gestione di Brembo Ski e sulla posizione dei due sindaci di Foppolo e Valleve (Comuni soci), Beppe Berera e Santo Cattaneo? La realtà corre veloce e rischia di sfuggire di mano. Anzi, a tratti, sembra già essere sfuggita di mano a quella politica che urlava allo scandalo dopo il rogo doloso degli impianti di Foppolo, a luglio 2016, e ora, in silenzio, pare abbia scelto un comodo ritiro rispetto allo scomodissimo caso che rischia di affossare una valle.

    ----------------------------------------------------------------------------



    Commento mio: pazzesco che si assista ancora a sabotaggi. Segno evidente di un territorio in mano alle cosche. E le istituzioni tutte, mute!

    Editoriale, invece, coraggioso e magistrale.

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  4. #453

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Bepiiii Vedi messaggio
    Il problema è che a Carona non hanno sciclub e quindi non hanno il flusso (enorme per la località) di principianti e corsi.

    Ma le scuole sci di Carona? Sono separate o unite a Foppolo?

    (Che domanda....)
    La Sci 90 è privata di Carletti, e fa base a Foppolo (non ha sede a Carona). La Scuola Sci Alta Valle Brembana, che è una società, univa Carona, Foppolo e Piazzatorre. Non so se Piazzatorre è ancora dentro, ma Carona sicuramente, e ha anche la sua sede là. Ma la sede che lavora di più e con più corsisti è sempre stata Foppolo.

  5. #454

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Walter.75 Vedi messaggio
    da Corriere di oggi

    «Danneggiamenti e boicottaggi»: Foppolo, il rapporto in Procura

    I curatori da Mapelli, lucchetti all’impianto di innevamento. Risolta la disputa sull’acqua, Paolo Franco: «La concessione è nostra, venderemo il troppo pieno alla Brembo Super Ski e alla Dp Invest»

    di Maddalena Berbenni

    Sperando che anche il cielo faccia la sua parte (non solo meteorologicamente parlando), a Foppolo e Carona da ieri i cannoni per la neve artificiale hanno iniziato a funzionare con il benestare di Uniacque. Significa che, a meno di scherzi del termometro, l’obiettivo dello sci per l’Immacolata sarà rispettato e che nei otto giorni che restano bisognerà mettere ogni sforzo nelle piste, negli impianti, nei preparativi. E nei sorrisi. Per la serie: lasciamoci alle spalle le liti e proviamo a partire come Dio comanda. Certo, per arrivare a questo punto, la salita è stata bella impegnativa e per capire il clima basta un fatto: dopo i presunti danneggiamenti denunciati da un mese a questa parte, i curatori della Brembo Super Ski (Bss) in fallimento, Anna Maria Angelino, Alberto Carrara e Federico Clemente pensano a un servizio di vigilanza sulle piste.

    L’ultimo capitolo della saga ha visto, in particolare, Carrara e Clemente sul Montebello, martedì sera, col buio, in jeep con catene, per scoprire di persona che qualcuno aveva bloccato il pozzetto da cui dipende la rete dell’innevamento, mettendo un lucchetto e asportando la manopola che serve ad aprire le condotte. Era già capitato tra lunedì e martedì che la fornitura dell’acqua presa dal lago Moro venisse interrotta con la chiusura del rubinetto. Il direttore Vittorio Salusso, confermato dal tribunale per la gestione delle seggiovie della Bss, aveva iniziato quella notte i primi test per verificare che l’impianto funzionasse. Per la cronaca: è stata individuata una perdita sulla pista Conca Nevosa. Andrà riparata il prima possibile visto che è da lì che si parte a sparare, oltre che sul Montebello. Se a Foppolo sono convinti che il pozzetto in questione sia del Comune, perché si tratta della valvola che devia l’acqua anche nelle tubature del paese, secondo i curatori i lucchetti erano su beni nella loro disponibilità. Li hanno asportati e altre sorprese, da qui in avanti, non dovrebbero presentarsi. Se non altro perché adesso sembra chiaro a chi fa capo l’acqua.



    Anche qui, faccenda che poteva filare liscia ma che si è complicata strada facendo. Sulla base di una delibera del Comune di Foppolo, la Dp Invest, la società degli imprenditori Giacomo Martignon e Massimo Moretti, sosteneva, avendo vinto il bando per la gestione delle seggiovie Quarta Baita e Montebello, di averne la concessione. «È esclusivamente di Uniacque — afferma invece Paolo Franco, presidente della società del servizio idrico —. Abbiamo proposto e già firmato sia con i curatori sia con la Dp Invest due convenzioni che garantiranno l’acqua a entrambi. Non era dovuto, ma ci teniamo a confermare il nostro impegno per la montagna. Ricordo che solo in Val Brembana abbiamo investito 30 milioni». L’accordo prevede che per i prossimi cinque mesi, con un prezzo calmierato (circa 10 mila euro a testa) perché non si tratta di acqua potabile, il comprensorio possa utilizzare il «troppo pieno» per la neve artificiale. L’anno prossimo se ne riparlerà coi Comuni, a cui ieri mattina Franco ha illustrato la situazione in una riunione con i sindaci Giancarlo Pedretti (Carona) e Giuseppe Berera (Foppolo). Presenti anche Carrara e Angelino arrivati direttamente dalla Procura. Hanno incontrato il procuratore Walter Mapelli sulla cui scrivania è arrivata la loro ultima relazione per il tribunale. Poche pagine per riferire sui danneggiamenti e sulle difficoltà nell’avviare la stagione. Mentre tutto tace sull’inchiesta per l’incendio doloso e il bando sospetto (sei indagati tra cui Berera e il sindaco di Valleve Santo Cattaneo), Mapelli commenta così i fatti più recenti: «Ne prendiamo atto e siamo seriamente preoccupati. Faremo quanto è possibile».

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    L’EDITORIALE


    Foppolo e quei silenzi vandalici

    I presunti danneggiamenti denunciati dai tre curatori e l’inchiesta sull’incendio doloso di cui non si sa più nulla: giustizia e politica stanno a guardare?

    di Armando Di Landro

    Tra i lidi della politica proiettata verso una lunga stagione elettorale (sostanzialmente già iniziata) e quelli della giustizia senza troppe risorse, per quanto spesso impegnata e volenterosa, qualcuno si è accorto di cosa sta accadendo in alta Valle Brembana? Da circa un mese si susseguono presunti atti vandalici e boicottaggi che non sembrano affatto colpire nel mucchio. No, colpiscono solo la società fallita Brembo Super Ski, che ha ottenuto il via libera dal tribunale a operare in esercizio provvisorio, per salvare il salvabile. Sistemi di sicurezza e motori degli impianti danneggiati o acqua chiusa di soppiatto, con tanto di lucchetti ai pozzetti, con l’innevamento già in corso. E non si tratta di episodi che si ripetono da tempo, ma, guarda caso, accadono ora, a ridosso dell’inizio della stagione. Come se qualcuno si stesse «divertendo» a mettere il bastone tra le ruote di una società già insolvente che comunque (volenti o nolenti gli autori di certi gesti) il tribunale ha designato come soggetto ancora in gioco, nel circo bianco bergamasco.

    La giustizia sta a guardare? E soprattutto, dov’è finita l’inchiesta della Procura di Bergamo che prometteva di far luce sulla precedente gestione di Brembo Ski e sulla posizione dei due sindaci di Foppolo e Valleve (Comuni soci), Beppe Berera e Santo Cattaneo? La realtà corre veloce e rischia di sfuggire di mano. Anzi, a tratti, sembra già essere sfuggita di mano a quella politica che urlava allo scandalo dopo il rogo doloso degli impianti di Foppolo, a luglio 2016, e ora, in silenzio, pare abbia scelto un comodo ritiro rispetto allo scomodissimo caso che rischia di affossare una valle.

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    Commento mio: pazzesco che si assista ancora a sabotaggi. Segno evidente di un territorio in mano alle cosche. E le istituzioni tutte, mute!

    Editoriale, invece, coraggioso e magistrale.
    E i cittadini non organizzano nemmeno una fiaccolata!!!
    Ma chi è il Don di Foppolo?

  6. #455

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Walter.75 Vedi messaggio


    Commento mio: pazzesco che si assista ancora a sabotaggi. Segno evidente di un territorio in mano alle cosche. E le istituzioni tutte, mute!

    Editoriale, invece, coraggioso e magistrale.

    benvenue en italie !

    Citazione Originariamente scritto da Bepiiii Vedi messaggio
    E i cittadini non organizzano nemmeno una fiaccolata!!!
    Ma chi è il Don di Foppolo?
    don pietro savastano..

  7. #456

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Bepiiii Vedi messaggio
    E i cittadini non organizzano nemmeno una fiaccolata!!!
    Ma chi è il Don di Foppolo?
    Il Don di Foppolo è lo stesso di Carona e Valleve, e vive a Carona. Poi viene un sacerdote del Seminario di Bergamo a dare una mano solo nei giorni festivi.

  8. #457

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Ema93 Vedi messaggio
    Il Don di Foppolo è lo stesso di Carona e Valleve, e vive a Carona. Poi viene un sacerdote del Seminario di Bergamo a dare una mano solo nei giorni festivi.
    Non mi hai risposto!!!
    Il Don. Non il Don...

    Ema!?!?!?!?

  9. #7.5 ADS
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  10. #458

    Predefinito

    Hahahahahahaha ho capito adesso..... pensavo che ti riferissi al parroco... infatti non capivo la domanda...

  11. #459

  12. #460

  13. #461

    Predefinito

    "La gestione dei comuni ha rivoluzionato lo sci in val brembana "


    soldi pubblici a fondo perduto, piagnistei per i fondi del bim e prestiti vari, una valle piena di debiti ( con soldi pubblici) e si parla di rivoluzione

    7 anni per costruire la bidonvia e nemmeno l'hanno finita.....


    l'anno scorso erano tutti con sallusso
    quest'anno gli remano tutti contro, visto che ha fatto lo sgarbo dello skipass di valle.

    Foppolandia che ha sempre comandato ora subisce da Carona.

  14. #462

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Bepiiii Vedi messaggio
    http://milano.repubblica.it/cronaca/...del-182633924/

    Ma dite che si parlerà anche della Val Brembana?
    Solo se romaladrona decidera` di convertire il Belmont in un centro migranti!!!!!

  15. #463

    Predefinito

    Infami quelli che hanno voluto far fallire bss ... Che ingiustizia!!! Bisognerebbe fare una statua sul piazzale alberghi per questi santi...hanno salvato la valle...hanno fatto le seggiovia...l'innevamento...allargato le piste...per un pelo non hanno installato una funivia quasi nuova...santi subito!
    Poi....cosa volete che siano 20 milioni di debito...alla fine sono soldi pubblici...l'importante è salvare la valle!

  16. #464

    Predefinito

    Wax. Ho letto anche io queste parole. Sono schifato!!!

    Il fine NON giustifica i mezzi.

    Con tutta l’opacita nella gestione, prestanome, fantocci messi a Presidente e amministratori ombra che facevano il bello e cattivo tempo.
    Nessuna cura per contratti, fornitori, tutela di mercato e soldi pubblici.

    A proposito, la ditta che ha fatto movimento terra (scavi partenza e arrivo) e manufatti in cemento per stazioni e plinti è stata pagata? Perché mi risultava di no, questa estate...

    Impianti di innevamento non pagati, lavori non pagati, operai assunti e non pagati... andiamo avanti?

    E cabinovia finanziata con soldi pubblici della quale non si ha ancora la proprietà?

    Ma in valle a certe persone basta che una coltre bianca copra il fango sottostante e tutto sembra bello. Poi viene il disgelo e inizia puzza e melma... ‘ma se ci fossero temperature rigide tutto l’anno sarebbe tutto apposto!’

    Inutile spiegare come vanno le cose nel resto del mondo.

  17. #465

    Predefinito

    Se poi insinuano che la situazione finanziaria di BSS sia uguale a quella di tutte le altre stazioni lombarde, forse non conoscono bene la situazione...
    Innanzitutto i loro colleghi lecchesi, vanno in attivo. Ponte di Legno/Tonale i fornitori li paga, e così anche Bormio. Livigno macina utili, e Madesimo non ne ho idea. Il Pora è a gestione privata e investe, nonostante un clima ed una esposizione sfavorevole. Piazzatorre e Colere sembra che timidamente vogliano uscire dal letargo... che dire...

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