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Discussione: Resort Energeticamente Autonomi

  1. #1

    Predefinito Resort Energeticamente Autonomi

    Ho visto questo:
    http://www.tetongravity.com/video/ne...t-in-the-world

    Interessante. Ma che dite ce la faranno?
    L'unico altro resort che sapevo avesse uno proprio impianto energetico era Whistler. In Italia non ce ne sono?

  2. #2

    Predefinito

    Non credo abbiano l'indipendenza energetica ma hanno raggiunto l'indipendenza finanziaria (fanno oltre 2milioni/anno di utile in €):

    http://www.delbeneedelbello.it/beni/...droelettriche/

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  4. #3

    Predefinito

    Wind farm in zona ghiacciaio, alberghi wood pellet....

    E noi che siamo ancora fare un referendum nazionale sulle 14 piattaforme petrolifere che abbiamo.

  5. Skife per sigigno7:


  6. #4

    Predefinito

    fuffa demagogica.
    il giorno che si staccheranno dalla rete crederò "all'autonomia energetica", fino ad allora son solo chiacchiere.

  7. Lo skifoso marco10 ha 2 Skife:


  8. #5

    Predefinito

    L'intero TAA produce il 150% della corrente che consuma. E non possedendo centrali elettriche che non siano idroelettrche, direi che tutti i resort della regione sono energicamente autonomi.

  9. Skife per gigiotto98:


  10. #6

    Predefinito

    Attenzione che finora non si riesce ad accumulare l'energia elettrica (per scale grosse, non parlo su piccola scala; c'è un po' di accumulo idroelettrico ma ritengo sia poca cosa). Questo comporta che è necessario che istante per istante sia necessario consumare quanto si sta producendo ovvero produrre quanto si sta richiedendo.
    Riuscire a soddisfare questo richiede sforzi tecnologici molto grandi e costosi.

    Avere grandi impianti a fonti rinnovabili come solare ed eolico è ovviamente una buona cosa ma attenzione che non è diretto sinonimo di indipendenza energetica. Così come avere centrali idroelettriche che nei bilanci energetici aggregati mostrano surplus di produzione non è sinonimo di indipendenza energetica. Mi spiego con un esempio, avere a disposizione 730 pizze margherita per un giorno non ci rende indipendneti dal cibo perchè riusciremo a mangiarne 5-6 per quel giorno ma poi se non le possiamo accumulare siamo frittti (magari ne riusciamo a conservare altre 10 manon di più senza altri dispositivi). Ma se guardiamo il bilancio annuale vediamo che abbiamo avuto a disposizione 730 pizze.

    Altro fattore da considerare è la qualità dell'energia che ci arriva. Quasi tutti i dispositivi elettronici che abbiamo richiedono una energia elettrica di una certa qualità. Questo è ottenuto con investimenti sulla rete decisamente imponenti. Che un comune abbia una centrale idroelettrica che guardando i dati aggregati produce 10 volte il consumo di quel comune è un bel dato ma non è sinonimo di "potremmo essere indipendenti". Che ci arrivi energia a 40 Hz e 200 V non ce ne facciamo quasi nulla.

    Tutto questo per dire: comuni, province, regione energeticamente indipendenti nel senso aggregato del termine ce ne sono e non sono poche. Ma considerando la qualità dell'energia e il fatto che è necessario soddisfare sempre in ogni istante domanda/offerta, di indipendneti ce ne sono penso poche (spero nessuna visto che, pensando al proverbio, per lavare le mani servono appunto 2 mani).

    Trascuro il pippone del prezzo dell'energia che ha dinamiche di mercato con tutti i pro e contro che ci sono. Oggi siamo a http://www.mercatoelettrico.org/it/ ad occhio 38 €/MWh.

    A chi interessa, il bilancio del Trentino Alto Adige si trova qui: http://statistiche.terna.it/statisti...trentino14.pdf 6,5 TW è la richiesta, e oltre 8 è l'export verso altre Regioni. Ma il dato va visto non con questa ottica altrimenti non si va da nessuna parte. Ci sono servizi di bilanciamento e di formazione del prezzo che sono nazionali. Il bilancio energetico aggregato dice quello ed è un ottimo dato, molto positivo ma la rete ha complessità che non si fermano alla lettura del bilancio aggregato della sola generazione energetica. Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia, Toscana sono tutte regioni in forte debito energetico. Ma ragionamenti sui massimi sistemi di un Paese oggi vanno fatti con visioni sistemiche e integrate a livello eruopeo (al minimo).

  11. Lo skifoso Fabio ha 3 Skife:


  12. #7

    Predefinito

    Chiaro che è' un sistema integrato. Ma se ipoteticaente tagliassero tutte le connessioni del TAA, tutto continuerebbe a funzionare, senza neanche dover utilizzare un grammo di petrolio.

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  14. #8

    Predefinito

    Certo, ragionando in termini teorici sì, energeticamente funzionerebbe. Ma se tagliano le connessioni il sistema pur producendo e consumando correttamente non sarebbe stabile. Gestionalmente non funzionerebbe.
    Accadrebbe che appena uno mette il telefonino in carica, probabilmente salta il trasformatore, uno prova ad accendere la tv e questa non va. Solo le applicazioni che non richiedono energia di qualità o la accettano di scarsa qualità potrebbero funzionare. Altrimenti, per bilanciare la micro-rete trentina sarebbero necessari investimenti enormi. Per capirci, sarebbero necessari degli speciali volani elettrici in grado di smorzare il funzionamento poco programmabile delle fonti rinnovabili. E mentre per i sistemi meccanici per fare questi volani basta un disco pieno di cemento, per le cose elettriche è più complicato. Tenendo sempre a mente che sarebbero necessari investimenti esagerati in sistemi di accumulo. Sarebbe come avere dei motori da 1000 cavalli messi a servizio di biciclette.
    Ecco, mi è venuto in mente un esempio calzante: sarebbe come avere continui colpi d'ariete elettrici chesi propagano per la rete andando a far esplodere dispositivi ogni volta che un grosso carico stacca dalla rete. Marangoni spegne una fornace e salta il data center di trentino sviluppo.

    Il grammo di petrolio non verrebbe bruciato, bella cosa, ma tutto il sistema energetico locale si fermerebbe per la troppa instabilità (brutta cosa).
    Argomento tanto affascinante e complesso quanto poco in mano a chi lo gestisce ma pilotato da capricci politici di breve termine

  15. #9

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Fabio Vedi messaggio
    che nei bilanci energetici aggregati mostrano surplus di produzione non è sinonimo di indipendenza energetica. .
    Citazione Originariamente scritto da gigiotto98 Vedi messaggio
    Ma se ipoteticaente tagliassero tutte le connessioni del TAA, tutto continuerebbe a funzionare, senza neanche dover utilizzare un grammo di petrolio.
    cvd
    quando si inizia una frase con "se ipoteticamente..." il confronto è defunto

  16. #10

    Predefinito

    Non riesco a capirti.

    Se mi dai la definizione precisa di cosa intendi per un "resort indipendente energicamente" allora forse si puo chiarire.

    Dal mio punto di vista un resort idioendente e' uno che in ogni condizione e' in grado di prodursi la corrente che utilizza.
    Ma della corrente in eccesso, se ne ha, cosa dovrebbe farci se non venderla sul mercato?

    Beh, il TAA in un certo senso fa questo.
    Producendo la corrente tramite grandi impianti idroelettrici con bacino di accumulo puo modulare perfettamente la produzione in base alle richieste della rete. Per cui oltre che produrre piu della corrente che serve alla rete locale, e' anche in grado di coprire in ogni istante la richiesta.
    E l'eccesso della corrente lo vende in rete.

    Probabilmete la stessa cosa avviene nella maggior parte delle zone alpine.
    Per esempio la VDA, o la provincia di Sondrio o di Belluno, o i cantoni svizzeri piu alpini. Niente di fantasmagorico. Solo tanta acqua e tante montagne.

  17. #11

    Predefinito

    Ma da quello che ho capito il problema della gestione dell energia da rinnovabili da noi in Italia è che come produttori vendiamo l'eccesso e poi dobbiamo riacquistarla dal gestore mentre all estero la produzione in eccesso viene resa gratuitamente, cioè se produco 50 e consumo 20 , il giorno in cui non riesco a produrre a sufficienza la rete mi torna una parte dei 30 che ho prodotto il giorno prima, ovviamente gratuitamente, è corretto?

  18. #12

    Predefinito

    al produttore della rinnovabile conviene eccome.
    Se il mio pannello produce 5kw, ma ne consumo solo 2, i 3kw in eccesso in quel momento li metto in rete.
    La rete me li paga a peso d'oro, per legge.
    Ma se la notte necessito di corrente a che tariffa la pago? Al peso d'oro che viene pagata la mia, o alla tariffa standard?
    Se io potessi scegliere preferirei vendere la mia a peso d'oro, e riacquistarla al prezzo standard quando mi serve.

  19. #13

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da gigiotto98 Vedi messaggio
    Non riesco a capirti.

    Se mi dai la definizione precisa di cosa intendi per un "resort indipendente energicamente" allora forse si puo chiarire.
    .
    significa che un azienda si produce tutta l'energia che usa come se fosse stand alone.
    il tuo esempio del TAA non ha senso perchè parli di una regione al cui interno esistono società varie che producono energia e Ncentinaia di società funiviarie di cui pochissime hanno una produzione diretta di energia e nessuna ne produce bene e abbastanza per i propri bisogni.
    senza poi voler aggiungere che non ha molto senso considerare le regioni come isole a se stanti e che la somma prodotta non è molto interessante ma quando e come (il solare solo di giorno, l'idroelettrico molto d'estate e poco d'inverno, il cippato d'autunno, ecc. e quali tensioni si producono)

  20. #14

    Predefinito

    secondo me si puo anche vedere il TAA come un unico grande resort che lavora in rete. Dove anche la proprietà degli impianti, perlopiu delle comunita locali, è in qualche modo incrociata anche con le centrali.

    Che poi la corrente la producano tizio piuttosto che caio, che differenza fa? O se plan de Corones si acquistasse direttamente la centrale di Rio Pusteria questo lo renderebbe un resort autonomo?

  21. #15

    Predefinito

    Matematicamente l'indipendenza c'è: produco più energia di quella che vendo quindi matematicamente sono indipendente. Ma riesco ad apparire indipendente solo perchè riesco a sfruttare le risorse che ho.
    Se ci caliamo nella realtà e introduciamo i vincoli tecnici, ovvero, se immaginiamo di staccare fisicamente la rete del trentino alto adige dalla rete nazionale essa non è più indipendente. Il perchè non va ricercato nella mera produzione energetica: la capacità di produrre l'energia c'è ancora, c'era prima e ci sarà dopo l'ipotetico "isolamento". Viene a mancare la capacità di gestirla. C'è troppo poco volano "elettrico" interno alla micro-rete del trentino e questo causerebbe l'impossibilità di farla funzionare.

    Faccio un esempio sciocco ma che rende l'idea. Un forno elettrico di un'acciaieria di Rovereto entra in funzione, la rete vede che c'è domanda e inizia a turbinare a Drò. Mentre il forno si scalda, richiede energia, la turbina di Drò sente il "freno" richiesto dal carico del forno e tutto funziona. Succede un imprevisto nel forno, questo si stacca di colpo, la turbina di Drò non ha più freno e (ripeto esempio sciocco) va fuori giri e si spacca tutto. Questo per la gestione delle potenze.
    C'è anche un fatto di qualità da rispettare e la micro-rete trentina non sarebbe in grado di farlo. Magari la turbina di Drò, invece di spaccarsi, continua a turbinare, aumenta leggermente i giri = energia elettrica con caratteristiche differenti. Risultato: all'ospedale di Bolzano si fulminano le protezioni della TAC perchè la frequenza va su a 55 Hz. E così via.

    Per chi ha mai elaborato i motorini, staccare la rete trentina dalla rete nazionale perchè indipendente è come quando montavamo il volano allegerito sul vespino 130 cc. Tanta ripresa in più per 15 giorni, poi l'albero motore si spaccava, le vibrazioni avevano rotto gli specchietti e il motore nel frattempo ha grippato.

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