Ecco la seconda testimonianza orobica di questo stranissimo finale d'anno 2015. Forse ancora più strana perchè lambisce montagne più "vere", quote più alte della precedente escursione al Pizzo Baciamorti, di soli due giorni prima. Sembra proprio che questo 30 Dicembre sia l'ultima cartuccia prima delle perturbazioni, e infatti sarà così come testimonieranno le temperature in diminuzione, seppure assurde per il periodo.
Ma ad essere assurda è la quantità di neve guardando giù verso il Passo della Presolana e i presunti campi di sci, salendo verso la Malga Cassinelli. Zero. Salvo un piccolo fazzoletto di neve sparata, peraltro inutilmente. Non è tempo di sciare, è tempo di esplorare le terre alte al cospetto della Regina orobica.
Si parte in diagonale, sulla variante in partenza dal Passo della Presolana che taglia i boschi meridionali del Pizzo Plagna. In poco tempo si guadagna la più ariosa dorsale sulla quale poggia non solo la splendida Malga Cassinelli - naturalmente aperta anche d'inverno - ma anche tutto il sentiero che ci porterà su verso il M. Visólo e che normalmente in questa stagione è già preda degli scialpinisti più precoci.
La rampa per il Visólo tende a incutere un certo rispetto, lunga ed esposta a Sud com'è. La fatica si pregusta tutta e tanto più nella stagione calda, dove è meglio affrontarla veramente presto al mattino. L'unico sollievo è la vicinanza della Presolana, che eleva il "viaggio" a qualcosa di mistico, a una sorta di venerazione per chi - come noi - a Lei è devoto, da sempre.
Qual momento migliore per salire che in pieno inverno e perdipiù senza neve?
Al congiungimento tra la variante 32 e i classici 315 e 316 in approdo alla Baita Cassinelli. Il costone e la vista fino in cima.
Indicazioni di cui diffidare
Sorvoliamo quindi la Baita Cassinelli e a tornantini dapprima più fastidiosi e poi più ampi prendiamo quota fino al punto in cui si inizia il deciso traverso verso destra. La direzione è il punto di cresta, più che mai suggestivo, tra i prativi verdi meridionali e i terrificanti baratri orientali del massiccio della Presolana, che qui vede il suo estremo.
Ed è proprio da questo estremo che quindi si apra la vista a Oriente. Inizialmente a concedersi è lo splendido gruppo del Pizzo Camino e il ripiano di Borno variopinto dalle brine mattutine.
La splendida Baita Cassinelli ancora tranquilla a quest'ora
Il costone percorso precipita sull'ombreggiato Passo della Presolana e le strutture sciistiche del M. Scanapà. Dietro il Monte Pora.
Si traversa verso la linea di cresta
Sguardo verso il vallone che è il centro delle frequentazioni della zona, con la Cappella Savina, il Bivacco Città di Clusone, la Grotta dei Pagani e la normale alla Presolana Occidentale
Pizzo Camino e accanto l'altopiano di Borno fanno da confine con la Valle Camonica
Saliamo in solitaria ma vediamo che avanti a noi c'è già gente che è alle prese con le rampe sommitali. Intanto ci godiamo questa splendida sezione che conduce con scenari sempre più suggestivi al crestone semipianeggiante e anche Marti e Franklyn si concedono ripetute effusioni.
Franklyn con la lingua fuori
Ecco, così è meglio
Begli scenari attorno a quota 2000, l'occhio attento noterà la comparsa dell'Adamello
Il semipianeggiante costone erboso sospeso sulla Valle di Scalve
La cima da qui sembra vicina ma vi assicuro che chi conosce il percorso sa quanto ci sia ancora da penare. Difatti dopo aver risalito il crestone il sentiero piega inaspettatamente a destra e va a prendere un nuovo profilo di cresta che spunta più lontano. Da qui si iniziano ad intuire i caratteristici profili del versante Nord della Presolana, che ora fanno da contorno sugli ultimi tornanti che si dilungano un po' nel condurci in vetta.
Una volta girati a destra ecco uno sguardo sul profilo appena percorso
Lassù la cima, inizio anche del Sentiero della Porta
Uno dei miei particolari preferiti delle Orobie, le Quattro Matte. Dietro la Corna sono nascosti i tremila orobici.
Incrocio con due viandanti in discesa
Giunti in cima l'affaccio sulla Presolana Orientale è regale, anche se subito noi e altri due "sioretti" notiamo quattro figure scendere da essa. Due paiono bambini, uno piccolo. Cavoli, che fegato... sembrano anche in conserva corta i bimbi.
Il mistero si svela non appena si avvicinano e ci raggiungono in cima, effettivamente il più esperto dei due adulti (con patacche CAI) teneva in conserva i due bimbi, in particolare con attenzione verso il più piccolo che se ricordo bene aveva 8 anni. Ok, non è niente di che la traccia per la Presolana Orientale, ma dopo 1200-1300m di dislivello affrontarla per un bimbo... CHAPEAU!
Tornando a noi, togliersi da qui è veramente un crimine. Il cielo è terso più che mai, lo scenario - si spera - irripetibile al 30 di Dicembre. Un po' di arietta mitiga il caldo. Dopo una lunga pausa decidiamo che è ora di muoverci, anche perchè il nostro pasto è previsto giù alla Baita.
La Presolana Orientale con la sua via di accesso puntinata dalla cordata sull'esposta cengia discendente
La conca della Cappella Savina e dietro l'evidente Passo Pozzera
Due ragazzi scenderanno per il sentiero di raccordo alla Cappella Savina
Ancora la vista sulle Quattro Matte e l'uscita della Ferrata della Porta
Un po' di Zoom a Oriente
Marti sul M. Visólo
Arieccola
Il rosso sioretto appollaiato sulla Val di Scalve
Un taciturno giovane arriva su in braghette corte (quasi mutande) e uno zaino da 90 litri. Tutti ci siamo chiesti dove fosse mai diretto, per che razza di traversata plurigiornaliera. Forse pensavamo che fosse matto, uno squilibrato.
Mentre noi riprendevamo la nostra lunga e noiosetta discesa verso la Baita però in pochi secondi lo vediamo scomparire sotto. Per poi capire che, alla fine, aveva ragione lui.
Decollo
Godimento
Invidia
Anche oggi mangeremo fuori, sulla terrazza della Baita Cassinelli. Però, per onestà, servira eccome la felpa diversamente da due giorni prima. Qualcosa sta cambiando.
DSL: quasi 1100m, difficoltà sulla via normale E.
Chiedo venia per le foto, ho dovuto usare il cellulare causa scaricamento della macchina alla terza foto.
Ma ad essere assurda è la quantità di neve guardando giù verso il Passo della Presolana e i presunti campi di sci, salendo verso la Malga Cassinelli. Zero. Salvo un piccolo fazzoletto di neve sparata, peraltro inutilmente. Non è tempo di sciare, è tempo di esplorare le terre alte al cospetto della Regina orobica.
Si parte in diagonale, sulla variante in partenza dal Passo della Presolana che taglia i boschi meridionali del Pizzo Plagna. In poco tempo si guadagna la più ariosa dorsale sulla quale poggia non solo la splendida Malga Cassinelli - naturalmente aperta anche d'inverno - ma anche tutto il sentiero che ci porterà su verso il M. Visólo e che normalmente in questa stagione è già preda degli scialpinisti più precoci.
La rampa per il Visólo tende a incutere un certo rispetto, lunga ed esposta a Sud com'è. La fatica si pregusta tutta e tanto più nella stagione calda, dove è meglio affrontarla veramente presto al mattino. L'unico sollievo è la vicinanza della Presolana, che eleva il "viaggio" a qualcosa di mistico, a una sorta di venerazione per chi - come noi - a Lei è devoto, da sempre.
Qual momento migliore per salire che in pieno inverno e perdipiù senza neve?
Al congiungimento tra la variante 32 e i classici 315 e 316 in approdo alla Baita Cassinelli. Il costone e la vista fino in cima.
Indicazioni di cui diffidare
Sorvoliamo quindi la Baita Cassinelli e a tornantini dapprima più fastidiosi e poi più ampi prendiamo quota fino al punto in cui si inizia il deciso traverso verso destra. La direzione è il punto di cresta, più che mai suggestivo, tra i prativi verdi meridionali e i terrificanti baratri orientali del massiccio della Presolana, che qui vede il suo estremo.
Ed è proprio da questo estremo che quindi si apra la vista a Oriente. Inizialmente a concedersi è lo splendido gruppo del Pizzo Camino e il ripiano di Borno variopinto dalle brine mattutine.
La splendida Baita Cassinelli ancora tranquilla a quest'ora
Il costone percorso precipita sull'ombreggiato Passo della Presolana e le strutture sciistiche del M. Scanapà. Dietro il Monte Pora.
Si traversa verso la linea di cresta
Sguardo verso il vallone che è il centro delle frequentazioni della zona, con la Cappella Savina, il Bivacco Città di Clusone, la Grotta dei Pagani e la normale alla Presolana Occidentale
Pizzo Camino e accanto l'altopiano di Borno fanno da confine con la Valle Camonica
Saliamo in solitaria ma vediamo che avanti a noi c'è già gente che è alle prese con le rampe sommitali. Intanto ci godiamo questa splendida sezione che conduce con scenari sempre più suggestivi al crestone semipianeggiante e anche Marti e Franklyn si concedono ripetute effusioni.
Franklyn con la lingua fuori
Ecco, così è meglio
Begli scenari attorno a quota 2000, l'occhio attento noterà la comparsa dell'Adamello
Il semipianeggiante costone erboso sospeso sulla Valle di Scalve
La cima da qui sembra vicina ma vi assicuro che chi conosce il percorso sa quanto ci sia ancora da penare. Difatti dopo aver risalito il crestone il sentiero piega inaspettatamente a destra e va a prendere un nuovo profilo di cresta che spunta più lontano. Da qui si iniziano ad intuire i caratteristici profili del versante Nord della Presolana, che ora fanno da contorno sugli ultimi tornanti che si dilungano un po' nel condurci in vetta.
Una volta girati a destra ecco uno sguardo sul profilo appena percorso
Lassù la cima, inizio anche del Sentiero della Porta
Uno dei miei particolari preferiti delle Orobie, le Quattro Matte. Dietro la Corna sono nascosti i tremila orobici.
Incrocio con due viandanti in discesa
Giunti in cima l'affaccio sulla Presolana Orientale è regale, anche se subito noi e altri due "sioretti" notiamo quattro figure scendere da essa. Due paiono bambini, uno piccolo. Cavoli, che fegato... sembrano anche in conserva corta i bimbi.
Il mistero si svela non appena si avvicinano e ci raggiungono in cima, effettivamente il più esperto dei due adulti (con patacche CAI) teneva in conserva i due bimbi, in particolare con attenzione verso il più piccolo che se ricordo bene aveva 8 anni. Ok, non è niente di che la traccia per la Presolana Orientale, ma dopo 1200-1300m di dislivello affrontarla per un bimbo... CHAPEAU!
Tornando a noi, togliersi da qui è veramente un crimine. Il cielo è terso più che mai, lo scenario - si spera - irripetibile al 30 di Dicembre. Un po' di arietta mitiga il caldo. Dopo una lunga pausa decidiamo che è ora di muoverci, anche perchè il nostro pasto è previsto giù alla Baita.
La Presolana Orientale con la sua via di accesso puntinata dalla cordata sull'esposta cengia discendente
La conca della Cappella Savina e dietro l'evidente Passo Pozzera
Due ragazzi scenderanno per il sentiero di raccordo alla Cappella Savina
Ancora la vista sulle Quattro Matte e l'uscita della Ferrata della Porta
Un po' di Zoom a Oriente
Marti sul M. Visólo
Arieccola
Il rosso sioretto appollaiato sulla Val di Scalve
Un taciturno giovane arriva su in braghette corte (quasi mutande) e uno zaino da 90 litri. Tutti ci siamo chiesti dove fosse mai diretto, per che razza di traversata plurigiornaliera. Forse pensavamo che fosse matto, uno squilibrato.
Mentre noi riprendevamo la nostra lunga e noiosetta discesa verso la Baita però in pochi secondi lo vediamo scomparire sotto. Per poi capire che, alla fine, aveva ragione lui.
Decollo
Godimento
Invidia
Anche oggi mangeremo fuori, sulla terrazza della Baita Cassinelli. Però, per onestà, servira eccome la felpa diversamente da due giorni prima. Qualcosa sta cambiando.
DSL: quasi 1100m, difficoltà sulla via normale E.
Chiedo venia per le foto, ho dovuto usare il cellulare causa scaricamento della macchina alla terza foto.
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