28 Dic 15 // Pizzo Baciamorti (BG)

Mac751

Old school supporter
Facciamo un salto indietro di tre mesi, che è un po' come fare un salto avanti di altri tre, forse.

Sì, perchè sappiamo bene che quest'inverno - fino ad un certo punto - è stato memorabile. Non per la neve, ma per la non neve.
Tra i tanti contro c'è stato però il pro di averci regalato la possibilità di gite "estive" in pieno inverno meteorologico. Quasi c'era timore riverenziale nell'andare sopra un certo dislivello, o oltre certe quote, tanto era strano.

Prima di Capodanno gli ultimi scampoli orobici di tempo stabile ci hanno permesso un paio di belle gite anche se non lunghissime, questa è la prima delle due. E' voluta essere la sostanziale replica di una gita dell'anno prima dove in cima avevamo trovato nebbia e pioggerella, suggestivo ma limitante.
E così abbiamo avuto la meritata rivincita, in una giornata talmente splendida che ho fatto fatica a gestire nelle foto la troppa luce, bassa essendo pieno inverno.

I Piani di Quindicina sono stupendi. Ci vedrei bene qui un ristoro a basso impatto per valorizzarli ulteriormente, ma per ora l'assenza viene ben compensata dalla meravigliosa gestione del poco distante Rifugio Gherardi, verso il quale ci incamminiamo.

Dai Piani di Quindicina la giornata si preannuncia niente male
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I Piani illuminati dal caldo sole di FINE DICEMBRE
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Sul 120 in direzione Rifugio Gherardi
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Qualche punta di colore salendo verso la Baita di Foppa Lunga
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Marti e Franklyn in arrivo alla Baita di Foppa Lunga
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Laggiù, sopra le brine, il Resegone
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Resegù
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Sopra la Baita di Foppa Lunga, un breve pendio più in piedi immette nei veri e propri piani d'Alben, punteggiati da diverse baite di cui una - stupenda - gode di un affaccio superlativo sulla catena orobica. I piani d'Alben sono davvero un luogo ideale per il relax. Ampi, prativi, lievi. In perfetta sintonia con il Rifugio CAI che ne è stato messo a guardia e in perfetta sintonia con i magnifici gestori del Mato Grosso, che ne garantiscono l'apertura anche in queste giornate invernali.

Il superbo affaccio sulle Orobie, tra cui spicca il Diavolo di Tenda
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In arrivo al Rifugio Gherardi
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Ripartiamo immediatamente verso le terre più alte, costeggiando subito il semigelato laghetto e il roseo ex rifugio Cesare Battisti, per poi salire ora su terreno meno pianeggiante e bucolico verso la Bocchetta di Regadur, dove incontriamo due giovani Amstaff con padroni al seguito. Vogliono giocare, ma Franklyn ci tiene ai suoi spazi e mostra il suo ghigno un po' ridicolo e un po' cattivo ad uno di loro. Il gruppo si dirige verso i Piani di Artavaggio, noi invece voltiamo a destra in direzione della dorsale Araralta-Baciamorti.

Il laghetto a pochi passi dal rifugio Gherardi
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Il mitico Albergo Sciatori alla forcella d'Artavaggio
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Bocchetta di Regadur: Piz Bernina e suoi fratelli
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Badile e Cengalo sopra Passo Salmurano
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Sorriso amichevole
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Disgrazia sopra il Passo San Marco
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Anche Franklyn affacciato sulle Retiche
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Poker di stambecchi sopra la Bocchetta di Regadur
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Questo primo tratto è molto suggestivo e scavalla un paio di volte il profilo di cresta, un po' a Sud e un po' a Nord, fino a giungere su di un altro ampio ripiano con tanto di baita Cabretondo e pozza. Da qui lo scenario è ancora una volta magnifico e lo si perde solo per qualche istante scendendo ad una vaga selletta che anticipa il ripido crinale verso il M. Aralalta.

Oltre la Bocchetta Regadur, sullo sfondo il M. Venturosa
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Il ripiano della Baita Cabretondo
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Lo sguardo si perde fino - all'estrema destra - alla Presolana
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Franklyn è contento!
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Il borgo di Ornica in lontananza
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Marti in arrivo sulla vetta over 2000 del M. Aralalta
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E io pure sulla cresta finale
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WLF sulle Alpi Bernesi
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Le due cime di M. Aralalta e Pizzo Baciamorti sono talmente vicine, simili e di quota quasi identica da essere spesso confuse. Certo il Baciamorti ha più fascino, forse per il nome e forse per la madonnina sulla vetta, quindi optiamo per una pausa lì. Sopraggiungono anche 4 giovani ragazzi arrivati dal crinale SE che sale dal P.so Baciamorti con cui scambiamo qualche chiacchiera e grazie ai quali riusciamo a farci fare un paio di foto. Ok, le gite vanno bene, ma la nostra preghiera alla Madonnina è per la powder.

Il Pizzo Baciamorti visto dal vicino M. Aralalta
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Lo sguardo si perde fino agli Appennini e oltre (la macchina fotografica non mi aiuta ma a occhio nudo vedevo il mare). La triste pianura lombarda è invece avvolta dalla nebbia.
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Ci sorvola qualcuno
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La preghiera per la polvere
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Foto di vetta al Pizzo Baciamorti
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Ora di scendere, vogliamo pranzare sulla terrazza del Gherardi. Lo faremo assieme a un tavolo di ragazzi che sembra abbiano passato lì la notte, e lo faremo inaspettatamente in t-shirt, ahimè. A 1650m, il 28 di Dicembre. Chi l'avrebbe mai detto?

Si scende!
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Scendendo dalla Bocchetta di Regadur
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In arrivo al roseo ex rifugio Cesare Battisti
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Marti al Cesare Battisti
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Bel gruppo di cavalli appena fuori dal rifugio Gherardi
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Dettaglio
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Il Pizzo del Diavolo di Tenda
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Ancora i cavalli sui Piani d'Alben
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Targa del rifugio
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Ciao ciao
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Ultima modifica:
ottima descrizione bravo marco peccato l'assenza della neve ma se ci fosse stata probabilmente non avresti fatto questo giro
 
Signore e signori, sono tornati i report orobici di Mac751 :PPINK

Stessi scenari e stessa luce del giro che ho fatto io un mese e mezzo prima, identico nella prima parte, solo che alla bocchetta del Regadur ho girato a sinistra e sono salito sul Sodadura per poi tornare al Gherardi passando da Artavaggio.

Nota personale sul rifugio: tu parli di gestione meravigliosa, io invece ho trovato il personale un po' freddo e al limite della scortesia con i forestieri (della serie "mezz'ora davanti alla cassa e nessuno ti caga, e quando lo fa sembra di farti un piacere") cosa che mi è capitata raramente nei rifugi orobici.

Ma il Battisti come mai è stato chiuso e "sostituito" dal Gherardi?
 
Le fotografie sono splendide.
Ed il giro, molto bello (peccato manchi una cartina, per chi come me non conosce bene quelle zone).
Grazie.
 

.

Bellisimo report Mac. Anche noi lo stesso giorno, mentre i nostri figli facevano il corso di sci su una lingua di neve a Foppolo, eravamo a spasso a maniche corte per le Orobie.

Vi siete presi una giornata di libertà senza pargolo vedo :D:D

Ciao
 
Nota personale sul rifugio: tu parli di gestione meravigliosa, io invece ho trovato il personale un po' freddo e al limite della scortesia con i forestieri (della serie "mezz'ora davanti alla cassa e nessuno ti caga, e quando lo fa sembra di farti un piacere") cosa che mi è capitata raramente nei rifugi orobici.

Ma il Battisti come mai è stato chiuso e "sostituito" dal Gherardi?

Sul Gherardi: io mi trovo sempre molto bene nei rifugi gestiti dall'associazione OMG ( http://www.rifugi-omg.org/ ), e il cui ricavato, nel caso del Gherardi è destinato al sostegno dell’ospedale di Chacas, in Perù, fortemente voluto da Padre Ugo perché i poveri possano ricevere assistenza e cure del tutto gratuite.

Magari potremo non riscontrare una professionalità indiscussa, ma buoni piatti e tanta umanità sono presenti e - che io ricordi - sempre trasferiti nel rapporto con i clienti. Idem con patate - anzi forse ancora meglio - il mio feedback sul Laeng, altro rifugio gestito dall'OMG.

Sul perchè il Battisti sia stato "sostituito": non ne ho la più pallida idea, su internet non si trovano informazioni facilmente e comunque il Gherardi esiste già da quando io camminavo lì da piccolo, lo ricordo anche nei primi anni '90 sicuramente (edit: inaugurato nel 1987, infatti). Potrei provare a informarmi di persona quest'estate da qualche memoria storica in zona.

Sul giro ricordo che lo avevi fatto (ne avevi parlato mi pare), e d'altronde non potevano sfuggire queste zone così bucoliche a chi come te è attento osservatore e studioso degli itinerari, nonchè amante del terreno "non difficile"! ;)
 
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