Crespeina
❄️
Alta Venosta & Bassa Engadina: Via dei Contrabbandieri della Gola d'Uina e Fuorcla Sesvenna
Gli obbiettivi di questo giro sono 2 : la Gola Uina e la forcella Sesvenna, circa 25 km, dislivello assoluto (differenza tra il punto più basso e quello più alto) = 1100m, quello variabile (la somma di tutte le volte che si sale) = non lo so
Abbiamo scelto di fare il giro più facile e quindi non è un annello, ma si percorrono 2 sentieri in due direzioni diverse.
Qui Cartina della prima parte: Slingia - Gola Uina
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Si parte dal parcheggio nei pressi del Centro di Sci di Fondo di Slingia a quota circa 1717m. Come riferimento di paesi vicini più grandi abbiamo Malles e Burgusio.
Fin dall'inizio Valle di Slingia infonde un senso di tranquillità mai visto.
In circa mezzoretta si arriva alla Malga di Fuori "Alp Planbell"
Oltrepassata anche la Malga di Dentro, si inizia a salire di quota con il panorama della Croda Nera dalla quale scende una piccola cascata che a tratti regala un arcobaleno:
Saliti sulla Croda Nera (2100m circa) si apre un vasto altopiano che si estende fino al confine Svizzero. Qua e là si incontrano strane statue, fatte, dicono, con la motosega.
Poco prima del Rifugio Sesvenna c'è l'ex rifugio Pforzheim abbandonato nel secondo dopoguerra, in fase di restauro:
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con accanto l'omonimo laghetto al centro del quale c'è una statua raffigurante una donna in legno che prega:
Alla nostra sinistra invece abbiamo il Rifugio Sesvenna, in alto a sinistra si intravvede lateralmente il Föllakopf.
Lasciamo stare per ora il rifugio Sesvenna e continuiamo dritti in direzione Passo Slingia sul sentiero 18 che attraversa le torbiere del biotopo Torbiera bassa Uina.
Vista davanti in direzione Passo Slingia:
A sinistra: Piz Schadler e Piz Rims
Il punto più alto di questa vasta distesa pianeggiante è al Passo Slingia a 2300m dove c'è anche il confine Italo-Svizzero. Il Passo di Slingia costituisce anche il naturale spartiacque dove possiamo osservare il destino dell'acqua: da una parte va verso l'Adige e l'Adriatico, dall'altra finisce nell'Inn e nel Mar Nero.
Valichiamo il confine e diamo uno sguardo indietro alla Venosta sovrastata da nuvole:
Ed eccoci in Val d'Uina:
Dal Passo di Slingia il sentiero scende verso il l'Alp Sursass a circa 2150m dove c'è un bivio:
a sinistra si va in direzione Laghetti di Rims e Rifugio Lischana:
Noi invece andiamo a destra in direzione Uina Dadaint e Sur En.
Il sentiero che stiamo percorrendo veniva un tempo utilizzato dai contrabbandieri, per portare, si dice, zucchero dalla Svizzera in Italia e sigarette dall'Italia in Svizzera.
Un cartello avvisa chi è in bici di scendere e di portarla a mano o spingerla:
La valle si chiude fra le rocce e già ci troviamo sul sentierino scavato nella roccia di una parete alta 800 metri, all'ombra, imponente e impressionante, il tutto accompagnato dal roboante frastuono del torrente in fondo al dirupo.
Uno sguardo indietro:
Il sentiero a tratti ha la protezione dalla parte del dirupo, in altri tratti la protezione manca ma in cambio c'è un cavo d'acciaio sul muro che in caso può darci sicurezza:
Piano piano la visuale si apre sempre di più:
Ancora uno sguardo indietro alle pareti "vellutate":
A tratti si incontrano gallerie:
Siamo quasi arrivati alla fine della gola.
Davanti a noi si apre la lucente e selvaggia Val d'Uina, una valle laterale nella Bassa Engadina, dove in lontananza sentiamo già i campanacci delle mucche che pascolano sui prati in fiore nei pressi del maso Uina Dadaint ai piedi dell'imponente Piz S-chalambert.
Ecco la nostra panchina dove ci fermiamo per un panino e thè:
Mangiamo e riposiamo con questa bellissima vista :
Sono le 12:30, siamo partiti alle 9:15 dal parcheggio di Slingia, se torniamo indietro ora verso il Rifugio Sesvenna, forse abbiamo tempo per fare anche la Fuorcla Sesvenna!!!!
Il sentiero della Gola d' Uina fatto al contrario a tratti mi è parso più impressionante che all'andata:
Comunque il sentiero, nonostante l'esposizione e parziale mancanza di protezioni è abbastanza largo, quindi alla fine non si rischia nulla.
In in mezzoretta siamo già all'uscita dalla Gola:
Continuiamo per lo stesso sentiero pianeggiante dell'andata godendoci la vista del Föllakopf 2878 e col pensiero che presto saremo lì, davanti a Lui e ai Suoi piedi:
Continua a breve con la seconda puntanta: Rifugio Sesvenna – Fuorcla Sesvenna.....
Gli obbiettivi di questo giro sono 2 : la Gola Uina e la forcella Sesvenna, circa 25 km, dislivello assoluto (differenza tra il punto più basso e quello più alto) = 1100m, quello variabile (la somma di tutte le volte che si sale) = non lo so
Abbiamo scelto di fare il giro più facile e quindi non è un annello, ma si percorrono 2 sentieri in due direzioni diverse.
Qui Cartina della prima parte: Slingia - Gola Uina
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Si parte dal parcheggio nei pressi del Centro di Sci di Fondo di Slingia a quota circa 1717m. Come riferimento di paesi vicini più grandi abbiamo Malles e Burgusio.
Fin dall'inizio Valle di Slingia infonde un senso di tranquillità mai visto.

In circa mezzoretta si arriva alla Malga di Fuori "Alp Planbell"

Oltrepassata anche la Malga di Dentro, si inizia a salire di quota con il panorama della Croda Nera dalla quale scende una piccola cascata che a tratti regala un arcobaleno:

Saliti sulla Croda Nera (2100m circa) si apre un vasto altopiano che si estende fino al confine Svizzero. Qua e là si incontrano strane statue, fatte, dicono, con la motosega.

Poco prima del Rifugio Sesvenna c'è l'ex rifugio Pforzheim abbandonato nel secondo dopoguerra, in fase di restauro:
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con accanto l'omonimo laghetto al centro del quale c'è una statua raffigurante una donna in legno che prega:

Alla nostra sinistra invece abbiamo il Rifugio Sesvenna, in alto a sinistra si intravvede lateralmente il Föllakopf.

Lasciamo stare per ora il rifugio Sesvenna e continuiamo dritti in direzione Passo Slingia sul sentiero 18 che attraversa le torbiere del biotopo Torbiera bassa Uina.
Vista davanti in direzione Passo Slingia:

A sinistra: Piz Schadler e Piz Rims

Il punto più alto di questa vasta distesa pianeggiante è al Passo Slingia a 2300m dove c'è anche il confine Italo-Svizzero. Il Passo di Slingia costituisce anche il naturale spartiacque dove possiamo osservare il destino dell'acqua: da una parte va verso l'Adige e l'Adriatico, dall'altra finisce nell'Inn e nel Mar Nero.
Valichiamo il confine e diamo uno sguardo indietro alla Venosta sovrastata da nuvole:

Ed eccoci in Val d'Uina:

Dal Passo di Slingia il sentiero scende verso il l'Alp Sursass a circa 2150m dove c'è un bivio:

a sinistra si va in direzione Laghetti di Rims e Rifugio Lischana:

Noi invece andiamo a destra in direzione Uina Dadaint e Sur En.
Il sentiero che stiamo percorrendo veniva un tempo utilizzato dai contrabbandieri, per portare, si dice, zucchero dalla Svizzera in Italia e sigarette dall'Italia in Svizzera.

Un cartello avvisa chi è in bici di scendere e di portarla a mano o spingerla:

La valle si chiude fra le rocce e già ci troviamo sul sentierino scavato nella roccia di una parete alta 800 metri, all'ombra, imponente e impressionante, il tutto accompagnato dal roboante frastuono del torrente in fondo al dirupo.



Uno sguardo indietro:

Il sentiero a tratti ha la protezione dalla parte del dirupo, in altri tratti la protezione manca ma in cambio c'è un cavo d'acciaio sul muro che in caso può darci sicurezza:

Piano piano la visuale si apre sempre di più:

Ancora uno sguardo indietro alle pareti "vellutate":


A tratti si incontrano gallerie:


Siamo quasi arrivati alla fine della gola.
Davanti a noi si apre la lucente e selvaggia Val d'Uina, una valle laterale nella Bassa Engadina, dove in lontananza sentiamo già i campanacci delle mucche che pascolano sui prati in fiore nei pressi del maso Uina Dadaint ai piedi dell'imponente Piz S-chalambert.

Ecco la nostra panchina dove ci fermiamo per un panino e thè:

Mangiamo e riposiamo con questa bellissima vista :

Sono le 12:30, siamo partiti alle 9:15 dal parcheggio di Slingia, se torniamo indietro ora verso il Rifugio Sesvenna, forse abbiamo tempo per fare anche la Fuorcla Sesvenna!!!!
Il sentiero della Gola d' Uina fatto al contrario a tratti mi è parso più impressionante che all'andata:

Comunque il sentiero, nonostante l'esposizione e parziale mancanza di protezioni è abbastanza largo, quindi alla fine non si rischia nulla.

In in mezzoretta siamo già all'uscita dalla Gola:

Continuiamo per lo stesso sentiero pianeggiante dell'andata godendoci la vista del Föllakopf 2878 e col pensiero che presto saremo lì, davanti a Lui e ai Suoi piedi:

Continua a breve con la seconda puntanta: Rifugio Sesvenna – Fuorcla Sesvenna.....
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