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Discussione: Cortina 2021 - monitoriamo i lavori in corso

  1. #616
    Skifosissimo Skifoso
    Attrezzatura
    Spazzauovo DH 250cm r>∞, scarponi Cement 190 very hard, il mio disastrato fisico e una scimmia prepotente

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    Forse la fai un po’ troppo pesante... meno formaggi e più frutta.

  2. Lo skifoso madflyhalf ha 2 Skife:


  3. #617

  4. Lo skifoso testataecassa ha 2 Skife:


  5. #1.5 ADS
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  6. #618
    In pausa Skifoso
    Attrezzatura
    Stockli Laser SL, Dynastar Cham 97 HM, Tecnica Mach1 110, 120, Scarpa Maestrale RS

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    Citazione Originariamente scritto da testataecassa Vedi messaggio
    può darsi, ma mi fa sboccare anche a digiuno... bile e succhi gastrici
    Slow this e slow that. Non è solo CAI's mantra, ne fa uso e abuso pure il TCI.

    (Brothers in arms)

    PS: FAI notabile per la sua assenza in questo rispetto. Ma diamo tempo al tempo; ci arriveranno pure loro... slowly.

  7. #619

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    ciao a tutti, faccio il medico e quindi non ho le competenze tecniche per prendere una posizione netta e chiara sulla vicenda, ma sono socio Cai da una vita, leggo M360 quando mi arriva e riconosco certamente al CAI il merito di provare (durissima!) a civilizzare l'accesso degli italiani in alta e media montagna.
    Penso però che questa storia delle correnti anti impiantiste sia una corbelleria clamorosa, se reale (io francamente non ho analizzato a fondo degli articoli che leggo di volata nei pochi momenti tranquilli che ho nella mia giornata)!
    La popolazione autoctona che vive nelle nostre montagne, in questo caso venete, trentine e altoatesine, ha solo due scelte: o vivere di agricoltura fin che può o quantomeno integrare o passare del tutto al settore turistico, con le mansioni più congeniali alle possibilità di ciascuno in termini economici o di competenza.
    Quindi, dallo sviluppo del turismo montano dipende il benessere della popolazione autoctona, a meno che, come nell'alta valle dell'adige (bolzano) diventi possibile vivere di altro (terziario? tecnologico?).
    Ora MI CHIEDO: ma come si può concepire un incremento del turismo, se i clienti non vengono attirati da : attrazioni, impianti moderni, comfort (tra cui non fare code e star comodi e sicuri agli impianti) ristorazione e servizi alberghieri all'altezza nei vari segmenti (stelle)?
    Tutto questo è stato possibile realizzarlo nell'area delle dolomiti altoatesine (non in tutte le valli altoatesine il turismo è diffuso nello stesso modo...), molto meno in veneto o trentino (che però è in recupero, almeno quelle valli che afferiscono al DS), perchè in queste zone sono stati edificati i migliori alberghi, installati gli impianti più confortevoli e moderni, realizzati degli avanzamenti tecnologici in tutti i campi (come il WIFI, che attira molti turisti esteri che lavorano di regola in smart working, da ben prima della pandemia covid) .
    Se vi è una valle in cui il turismo è florido, là vi sono impianti all'altezza.
    Hanno costruito un carosello di impianti modernissimi in posti che prima potevano contare i turisti sulle dita delle mani (è un'iperbole provocatoria, lo so che sul kronplatz e sul monte elmo il turismo esisteva già....) e i turisti sono arrivati a frotte.
    Vent'anni fa chi a parte i locali e qualche turista old time come me sapeva di arabba? oggi è un nodo sciistico e turistico invernale importante e anche d'estate la gente la riempie.....non cito apposta gardena e badia, che sono il top,ma permettetemi di citare, in negativo, una valle bellissima come quella di cortina, dove alberghi e impianti sono rimasti invariati per anni...ora si capisce che un rilancio passa dall'ammodernamento di entrambi.
    Credo che abbiate colto il punto: se si vuole sopravvivere non si può fare a meno del turismo e occorre approntare quello che i turisti chiedono, se no vanno altrove e si rimane in povertà e fallimento...occorre farlo con sale in zucca, certo, ma non si può agitare i vessilli dell'antiquesto e antiquello, del mountain wilderness a tutti i costi. bisogna saper cambiare e regolare il cambiamento...questo si, ma come si dice, QUANDO SOFFIA IL VENTO DEL CAMBIAMENTO, C'E' CHI ALZA I MURI E CHI COSTRUISCE MULINI !

  8. Lo skifoso hammer1969 ha 6 Skife:


  9. #620
    Skifosissimo Skifoso
    Attrezzatura
    Spazzauovo DH 250cm r>∞, scarponi Cement 190 very hard, il mio disastrato fisico e una scimmia prepotente

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    Ma gli impianti VANNO RINNOVATI.

    Tassativamente.
    Cortina in questo senso è imbarazzante e così anche parte di Ski Civetta, per rimanere in Veneto.

    Ciò che non va fatto è scempio delle montagne, come si parla in altri topic.

    Ma qui ragazzi il rinnovo degli impianti non è per me in discussione, ma nemmeno per il CAI, se leggete gli articoli: io sono intervenuto per dire ocio che il CAI ha posizioni molto più morbide rispetto ad altri enti o rispetto alle idee che certi utenti pensano che il CAI abbia.
    Ultima modifica di madflyhalf; 08-09-2020 alle 03:11 PM.

  10. #621

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    Citazione Originariamente scritto da hammer1969 Vedi messaggio
    ciao a tutti, faccio il medico e quindi non ho le competenze tecniche per prendere una posizione netta e chiara sulla vicenda, ma sono socio Cai da una vita, leggo M360 quando mi arriva e riconosco certamente al CAI il merito di provare (durissima!) a civilizzare l'accesso degli italiani in alta e media montagna.
    Penso però che questa storia delle correnti anti impiantiste sia una corbelleria clamorosa, se reale (io francamente non ho analizzato a fondo degli articoli che leggo di volata nei pochi momenti tranquilli che ho nella mia giornata)!
    La popolazione autoctona che vive nelle nostre montagne, in questo caso venete, trentine e altoatesine, ha solo due scelte: o vivere di agricoltura fin che può o quantomeno integrare o passare del tutto al settore turistico, con le mansioni più congeniali alle possibilità di ciascuno in termini economici o di competenza.
    Quindi, dallo sviluppo del turismo montano dipende il benessere della popolazione autoctona, a meno che, come nell'alta valle dell'adige (bolzano) diventi possibile vivere di altro (terziario? tecnologico?).
    Ora MI CHIEDO: ma come si può concepire un incremento del turismo, se i clienti non vengono attirati da : attrazioni, impianti moderni, comfort (tra cui non fare code e star comodi e sicuri agli impianti) ristorazione e servizi alberghieri all'altezza nei vari segmenti (stelle)?
    Tutto questo è stato possibile realizzarlo nell'area delle dolomiti altoatesine (non in tutte le valli altoatesine il turismo è diffuso nello stesso modo...), molto meno in veneto o trentino (che però è in recupero, almeno quelle valli che afferiscono al DS), perchè in queste zone sono stati edificati i migliori alberghi, installati gli impianti più confortevoli e moderni, realizzati degli avanzamenti tecnologici in tutti i campi (come il WIFI, che attira molti turisti esteri che lavorano di regola in smart working, da ben prima della pandemia covid) .
    Se vi è una valle in cui il turismo è florido, là vi sono impianti all'altezza.
    Hanno costruito un carosello di impianti modernissimi in posti che prima potevano contare i turisti sulle dita delle mani (è un'iperbole provocatoria, lo so che sul kronplatz e sul monte elmo il turismo esisteva già....) e i turisti sono arrivati a frotte.
    Vent'anni fa chi a parte i locali e qualche turista old time come me sapeva di arabba? oggi è un nodo sciistico e turistico invernale importante e anche d'estate la gente la riempie.....non cito apposta gardena e badia, che sono il top,ma permettetemi di citare, in negativo, una valle bellissima come quella di cortina, dove alberghi e impianti sono rimasti invariati per anni...ora si capisce che un rilancio passa dall'ammodernamento di entrambi.
    Credo che abbiate colto il punto: se si vuole sopravvivere non si può fare a meno del turismo e occorre approntare quello che i turisti chiedono, se no vanno altrove e si rimane in povertà e fallimento...occorre farlo con sale in zucca, certo, ma non si può agitare i vessilli dell'antiquesto e antiquello, del mountain wilderness a tutti i costi. bisogna saper cambiare e regolare il cambiamento...questo si, ma come si dice, QUANDO SOFFIA IL VENTO DEL CAMBIAMENTO, C'E' CHI ALZA I MURI E CHI COSTRUISCE MULINI !
    Mi permetto di fare al tuo intervento un piccolo appunto. Bisogna rinnovare gli impianti, bisogna rinnovare gli alberghi, bisogna rinnovare l’offerta turistica ma questo deve andare di pari passo con la conservazione del territorio che passa dalla silvicoltura, dall’agricoltura e dall’allevamento che devono essere valorizzate ed anche implementate perché per mantenere un territorio come quello montano sono basilari se vuoi attirare turisti soprattutto nel periodo primavera -estate. Ma lo sviluppo della montagna non passa dalla costruzione massiva di impianti di risalita ma da un equilibrio tra zone "con"e zone "senza" . In alcune zone si è andato un po’ oltre, ma questi discorsi esulano dal 3D in oggetto.
    Torniamo in topic?

  11. Skife per Sperem:


  12. #622

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    Citazione Originariamente scritto da Ale71 Vedi messaggio
    Hai detto bene; una politica a 360 gradi. Zoldo ha montagne stupende attorno, puoi sciare sul Civetta o 5 torri, però forse il paese non ti trasmette quella sensazione di montagna che il turista cerca. La mia morosa non guarda le piste o le vette ma l'atmosfera, e quella in trentino alto adige è diversa.

    PS: al Weissensee vorrei toglierli quelli che raccontano a mogli, fidanzate o genitori che si scia in un comprensorio tranquillo (e si rintanano nei centri benessere di Villach!)
    Noi abbiamo una politica per tutte le stagioni, e dato che le stagioni sono quattro, le ns politiche sono costantemente a 90 gradi ognuna.

  13. #7.5 ADS
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