Autonomia didattica maestri italiani

suxkaka

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Lo scorso weekend ho passato 3 giorni a Madesimo ed ho avuto modo di vedere all'opera alcuni maestri.
Da qui mi viene una domanda/dubbio su quanto sia standardizzata la didattica della scuola sci italiana e quanto resti all'autonomia del singolo maestro.
Ho visto infatti due maestri della stessa scuola comportarsi (a mio parere) in modo molto diverso con allievi al mio occhio più o meno dello stesso livello (argento medio).
Il primo scendeva con dietro l'allieva con degli "hop" che accompagnavano grandi distensioni seguite dalla frase:"gira bene con i piedi!"
Il secondo invece l'ho visto fermo a centro pista a spiegare e far vedere da fermo movimenti di presa di spigolo, parallelismo di tibie e spostamento del bacino ad interno curva. Poi ha fatto un tratto di pista facendo quello che l'allieva avrebbe dovuto ripetere e si è fermato aspettando che facesse l'esercizio (senza bastoni e con mani sui fianchi).
Come si può spiegare, allo stesso livello, un così differente approccio con l'uso dello spigolo e la conduzione?
C'è da dire che ho visto all'opera i due maestri per pochi minuti e che il primo si trovava su una pista più pendente.
 
Sai che pure io ho visto un maestro che faceva fare curve con piegamento e distensione..era a Cervinia nella pista che porta alla seggiovia per Valtournanche...
 
In linea generale, imho ritengo che sia un bene che venga insegnato il pilotaggio, è un po' come avere sulla macchina il caro vecchio freno a mano (quello a leva, non quello elettrico), che in tante situazioni difficili può aiutarti a trarti d'impaccio. Non mi esprimo sulla distensione verticale...

Pilotare sul corto raggio su un pendio ripido penso che sia tutt'altro che disdicevole. Poi è vero che bisogna cercare di farlo il meno possibile...
 
Lo scorso weekend ho passato 3 giorni a Madesimo ed ho avuto modo di vedere all'opera alcuni maestri.
Da qui mi viene una domanda/dubbio su quanto sia standardizzata la didattica della scuola sci italiana e quanto resti all'autonomia del singolo maestro.
Ho visto infatti due maestri della stessa scuola comportarsi (a mio parere) in modo molto diverso con allievi al mio occhio più o meno dello stesso livello (argento medio).
Il primo scendeva con dietro l'allieva con degli "hop" che accompagnavano grandi distensioni seguite dalla frase:"gira bene con i piedi!"
Il secondo invece l'ho visto fermo a centro pista a spiegare e far vedere da fermo movimenti di presa di spigolo, parallelismo di tibie e spostamento del bacino ad interno curva. Poi ha fatto un tratto di pista facendo quello che l'allieva avrebbe dovuto ripetere e si è fermato aspettando che facesse l'esercizio (senza bastoni e con mani sui fianchi).
Come si può spiegare, allo stesso livello, un così differente approccio con l'uso dello spigolo e la conduzione?
C'è da dire che ho visto all'opera i due maestri per pochi minuti e che il primo si trovava su una pista più pendente.

Mah, quando ho imparato a sciare con la maestra, ogni tanto mi diceva di seguirla e mi guidava con gli "hop" in curva e ogni tanto mi aspettava in fondo a un tratto di pista dopo avermi spiegato l'esercizio che dovevo fare.
Non mi sono mai posto dubbi sulla sua autonomia didattica, anche perché erano vent'anni fa e a quell'età non mi ponevo tante domande.
Probabilmente se me le fossi poste sarei cresciuto sciisticamente complessato.

Ciao,

ROAR
 
Io ho preso 1h di lezione a san martino di castrozza l'altro ieri ed ho notato quello che avete notato voi.
Prima ha chiesto di seguirlo ed accentuava i movimenti di flessione/estensione verticali
Poi mi ha detto di guardarlo e quando si fermava (300 metri più a valle), dovevo partire io
Si, insegnano il pilotaggio, cercano di farti aumentare in sensibilità con i piedi
 

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Lo scorso weekend ho passato 3 giorni a Madesimo ed ho avuto modo di vedere all'opera alcuni maestri.
Da qui mi viene una domanda/dubbio su quanto sia standardizzata la didattica della scuola sci italiana e quanto resti all'autonomia del singolo maestro.
Ho visto infatti due maestri della stessa scuola comportarsi (a mio parere) in modo molto diverso con allievi al mio occhio più o meno dello stesso livello (argento medio).
Il primo scendeva con dietro l'allieva con degli "hop" che accompagnavano grandi distensioni seguite dalla frase:"gira bene con i piedi!"
Il secondo invece l'ho visto fermo a centro pista a spiegare e far vedere da fermo movimenti di presa di spigolo, parallelismo di tibie e spostamento del bacino ad interno curva. Poi ha fatto un tratto di pista facendo quello che l'allieva avrebbe dovuto ripetere e si è fermato aspettando che facesse l'esercizio (senza bastoni e con mani sui fianchi).
Come si può spiegare, allo stesso livello, un così differente approccio con l'uso dello spigolo e la conduzione?
C'è da dire che ho visto all'opera i due maestri per pochi minuti e che il primo si trovava su una pista più pendente.

Non entro in merito all'analisi degli esercizi o alla esecuzione degli stessi ma vorrei concentrarmi sulla domanda : quanta autonomia didattica resta al maestro ? Secondo me praticamente infinita perché non esiste in pratica un sistema d'insegnamento:shock:. Mi spiego meglio con un esempio portato con altro sport, la subacquea ; io da istruttore posso rilasciare un brevetto owd ( primo livello) se l'allievo ha studiato un manuale, ha visto un video, ha fatto una serie di esercizi e li ha effettuati senza problemi....all'interno di questo sistema sta a me istruttore trovare la soluzione migliore per far apprendere l'esercizio, unirlo ad altri, far trovare soluzioni diverse per arrivare ad effettuare l'esercizio in maniera completa e magari unendolo ad altri.Poi accompagno l'allievo in immersione e vedo come si comporta e vedo come supera i primi momenti di difficoltà. Nello sci tutto questo non esiste, non esiste un sistema che possa dire ad un maestro quell'allievo è un bronzo base o avanzato; esiste solo l'occhio del maestro che vede e percepisce lo standard qualitativo dell'allievo dopodiché il maestro agisce di conseguenza. Tale autonomia, infinita, la si vede sulla formazione delle classi: 2,4,6,8,10,12.......due anni fa ho visto all'Alpe di Siusi un maestro con dietro 18 allievi!quest'anno al Kron Platz ho trovato una scuola dove il numero massimo è di 4 persone...non esiste uno standard che dica ad esempio : livello bronzo massimo 4 allievi, argento 6, oro 8.Non esiste un video dove gli allievi possano vedere gli esercizi,( solo una volta ho trovato una scuola che dava agli allievi un video da vedere in albergo/casa che spiegava e rifaceva vedere gli esercizi svolti), non esiste nemmeno un manualetto dove siano spiegati gli esercizi con 4 foto.....In pratica si diventa maestri dopo aver superato delle selezioni, dopo aver fatto un corso di 90 giorni dove si cerca di insegnare ad insegnare, ci sono anche richiami periodici per aggiornamenti ma nulla viene dato al maestro che poi possa essere trasmesso all'allievo; gli stessi maestri hanno tra loro standard di sciata completamenti diversi: prendete un maestro della Val Gardena ed uno della Basilicata, ma anche del Veneto guardate la posizione delle braccia del primo e degli altri due completamente diverse.Secondo me è come la scuola di inizio secolo XX, i maestri sapevano, gli allievi non avevano spesso che un misero abecedario, il resto era trasmissione orale da parte del maestro, soltanto nei livelli più alti c'erano i libri così come accade alla scuola sci italiana; avete mai provato a cercare il manuale dove studiano i futuri maestri di sci italiani??? Io sì e non ho trovato alcunché, neanche sul sito istituzionale sono specificati gli standard di qualità e gli standard di esecuzione.. Secondo me una volta diventati maestri di sci e fatti i dovuti aggiornamenti il maestro è stra libero di fare quello che vuole e come vuole, sia da un punto di vista degli esercizi che della progressione didattica.......stessa cosa avviene poi ai livelli superiori, tant'è che si giostrano le selezioni come meglio credono.....................
So di aver scatenato un polverone..............HIHIHIHIHIHI

Buone sciate

:MUCCA
 
Non entro in merito all'analisi degli esercizi o alla esecuzione degli stessi ma vorrei concentrarmi sulla domanda : quanta autonomia didattica resta al maestro ? Secondo me praticamente infinita perché non esiste in pratica un sistema d'insegnamento:shock:. Mi spiego meglio con un esempio portato con altro sport, la subacquea ; io da istruttore posso rilasciare un brevetto owd ( primo livello) se l'allievo ha studiato un manuale, ha visto un video, ha fatto una serie di esercizi e li ha effettuati senza problemi....all'interno di questo sistema sta a me istruttore trovare la soluzione migliore per far apprendere l'esercizio, unirlo ad altri, far trovare soluzioni diverse per arrivare ad effettuare l'esercizio in maniera completa e magari unendolo ad altri.Poi accompagno l'allievo in immersione e vedo come si comporta e vedo come supera i primi momenti di difficoltà. Nello sci tutto questo non esiste, non esiste un sistema che possa dire ad un maestro quell'allievo è un bronzo base o avanzato; esiste solo l'occhio del maestro che vede e percepisce lo standard qualitativo dell'allievo dopodiché il maestro agisce di conseguenza. Tale autonomia, infinita, la si vede sulla formazione delle classi: 2,4,6,8,10,12.......due anni fa ho visto all'Alpe di Siusi un maestro con dietro 18 allievi!quest'anno al Kron Platz ho trovato una scuola dove il numero massimo è di 4 persone...non esiste uno standard che dica ad esempio : livello bronzo massimo 4 allievi, argento 6, oro 8.Non esiste un video dove gli allievi possano vedere gli esercizi,( solo una volta ho trovato una scuola che dava agli allievi un video da vedere in albergo/casa che spiegava e rifaceva vedere gli esercizi svolti), non esiste nemmeno un manualetto dove siano spiegati gli esercizi con 4 foto.....In pratica si diventa maestri dopo aver superato delle selezioni, dopo aver fatto un corso di 90 giorni dove si cerca di insegnare ad insegnare, ci sono anche richiami periodici per aggiornamenti ma nulla viene dato al maestro che poi possa essere trasmesso all'allievo; gli stessi maestri hanno tra loro standard di sciata completamenti diversi: prendete un maestro della Val Gardena ed uno della Basilicata, ma anche del Veneto guardate la posizione delle braccia del primo e degli altri due completamente diverse.Secondo me è come la scuola di inizio secolo XX, i maestri sapevano, gli allievi non avevano spesso che un misero abecedario, il resto era trasmissione orale da parte del maestro, soltanto nei livelli più alti c'erano i libri così come accade alla scuola sci italiana; avete mai provato a cercare il manuale dove studiano i futuri maestri di sci italiani??? Io sì e non ho trovato alcunché, neanche sul sito istituzionale sono specificati gli standard di qualità e gli standard di esecuzione.. Secondo me una volta diventati maestri di sci e fatti i dovuti aggiornamenti il maestro è stra libero di fare quello che vuole e come vuole, sia da un punto di vista degli esercizi che della progressione didattica.......stessa cosa avviene poi ai livelli superiori, tant'è che si giostrano le selezioni come meglio credono.....................
So di aver scatenato un polverone..............HIHIHIHIHIHI

Buone sciate

:MUCCA

Alcuni concetti che hai espresso sono condivisibili: non tutti i maestri sciano così bene e moderno, soprattutto alcuni non hanno voglia di lavorare e la loro unica preoccupazione è far passare le ore.

Il manuale/il testo di riferimento esiste ed è "Sci italiano 2010". E' corredato di esercizi standard e criteri per la classificazione dell'allievo, video e immagini.

Sul fatto che le selezioni siano truccate è un'affermazione pesante e che lascia il tempo che trova. Se uno scia bene non ha problemi a passarla.
 
stessa cosa avviene poi ai livelli superiori, tant'è che si giostrano le selezioni come meglio credono....................
So di aver scatenato un polverone..............HIHIHIHIHIHI


:MUCCA

Ma se le selezioni sono tutto un "magna,magna" come mai alcuni maestri fanno l'esame in collegi esotici e marini ?? :D
 
Non entro in merito all'analisi degli esercizi o alla esecuzione degli stessi ma vorrei concentrarmi sulla domanda : quanta autonomia didattica resta al maestro ? Secondo me praticamente infinita perché non esiste in pratica un sistema d'insegnamento:shock:. Mi spiego meglio con un esempio portato con altro sport, la subacquea ; io da istruttore posso rilasciare un brevetto owd ( primo livello) se l'allievo ha studiato un manuale, ha visto un video, ha fatto una serie di esercizi e li ha effettuati senza problemi....all'interno di questo sistema sta a me istruttore trovare la soluzione migliore per far apprendere l'esercizio, unirlo ad altri, far trovare soluzioni diverse per arrivare ad effettuare l'esercizio in maniera completa e magari unendolo ad altri.Poi accompagno l'allievo in immersione e vedo come si comporta e vedo come supera i primi momenti di difficoltà. Nello sci tutto questo non esiste, non esiste un sistema che possa dire ad un maestro quell'allievo è un bronzo base o avanzato; esiste solo l'occhio del maestro che vede e percepisce lo standard qualitativo dell'allievo dopodiché il maestro agisce di conseguenza. Tale autonomia, infinita, la si vede sulla formazione delle classi: 2,4,6,8,10,12.......due anni fa ho visto all'Alpe di Siusi un maestro con dietro 18 allievi!quest'anno al Kron Platz ho trovato una scuola dove il numero massimo è di 4 persone...non esiste uno standard che dica ad esempio : livello bronzo massimo 4 allievi, argento 6, oro 8.Non esiste un video dove gli allievi possano vedere gli esercizi,( solo una volta ho trovato una scuola che dava agli allievi un video da vedere in albergo/casa che spiegava e rifaceva vedere gli esercizi svolti), non esiste nemmeno un manualetto dove siano spiegati gli esercizi con 4 foto.....In pratica si diventa maestri dopo aver superato delle selezioni, dopo aver fatto un corso di 90 giorni dove si cerca di insegnare ad insegnare, ci sono anche richiami periodici per aggiornamenti ma nulla viene dato al maestro che poi possa essere trasmesso all'allievo; gli stessi maestri hanno tra loro standard di sciata completamenti diversi: prendete un maestro della Val Gardena ed uno della Basilicata, ma anche del Veneto guardate la posizione delle braccia del primo e degli altri due completamente diverse.Secondo me è come la scuola di inizio secolo XX, i maestri sapevano, gli allievi non avevano spesso che un misero abecedario, il resto era trasmissione orale da parte del maestro, soltanto nei livelli più alti c'erano i libri così come accade alla scuola sci italiana; avete mai provato a cercare il manuale dove studiano i futuri maestri di sci italiani??? Io sì e non ho trovato alcunché, neanche sul sito istituzionale sono specificati gli standard di qualità e gli standard di esecuzione.. Secondo me una volta diventati maestri di sci e fatti i dovuti aggiornamenti il maestro è stra libero di fare quello che vuole e come vuole, sia da un punto di vista degli esercizi che della progressione didattica.......stessa cosa avviene poi ai livelli superiori, tant'è che si giostrano le selezioni come meglio credono.....................
So di aver scatenato un polverone..............HIHIHIHIHIHI

Buone sciate

:MUCCA

Prima di scrivere dovresti informarti, il testo di riferimento esiste come ti hanno detto ed è corredato di video e immagini e la divisione in livelli è molto chiara. Finiti i 90 giorni devi superare 3 esami pratici e teorici durante i quali un 5-10% degli aspiranti viene segato e una parte consiste proprio nell'osservare uno sciatore e stabilirne il livello.
 
Secondo me però il sistema dovrebbe prevedere anche per i maestri di sci una osservazione valutazione per sviluppare poi crediti o certificazioni... Insomma qualcuno ne valuta le capacità didattiche e non solo quelle sciistiche.... E poi qualcuno va a vedere i risultati con gli allievi e i loro progressi? Io dico di no.... Mentre in altre professioni questo avviene quotidianamente.... va bene avere autonomia perché sono dei professionisti ma io sono il cliente... Devo solo fidarmi o qualcun altro garantisce , controllando, la mia spesa?
 
Secondo me però il sistema dovrebbe prevedere anche per i maestri di sci una osservazione valutazione per sviluppare poi crediti o certificazioni... Insomma qualcuno ne valuta le capacità didattiche e non solo quelle sciistiche.... E poi qualcuno va a vedere i risultati con gli allievi e i loro progressi? Io dico di no.... Mentre in altre professioni questo avviene quotidianamente.... va bene avere autonomia perché sono dei professionisti ma io sono il cliente... Devo solo fidarmi o qualcun altro garantisce , controllando, la mia spesa?

I più bravi vanno avanti, diventanto allenatori e istruttori.
Il problema è che vi sono molti maestri che in realtà non praticano o lo fanno solo nei we per arrotondare, o si sono messi a farlo solo dopo essere andati in pensione.
Ma per carità, non creiamo altra burocrazia
 
Secondo me però il sistema dovrebbe prevedere anche per i maestri di sci una osservazione valutazione per sviluppare poi crediti o certificazioni... Insomma qualcuno ne valuta le capacità didattiche e non solo quelle sciistiche.... E poi qualcuno va a vedere i risultati con gli allievi e i loro progressi? Io dico di no.... Mentre in altre professioni questo avviene quotidianamente.... va bene avere autonomia perché sono dei professionisti ma io sono il cliente... Devo solo fidarmi o qualcun altro garantisce , controllando, la mia spesa?

Da una parte sono d'accordo con te, mi piacerebbe addirittura che gli aggiornamenti fossero uno sbarramento con esamino finale. Ad oggi un maestro potrebbe non praticare per 20 anni, pagando semplicemente l'iscrizione al collegio e partecipando all'aggiornamento e mantenere il diritto di insegnare: non mi sembra sensato. Poi però penso che anche il medico, passato l'esame di Stato, non smette di essere medico purché paghi l'iscrizione all'Ordine. E così temo anche per altre professioni. Quindi in realtà, per quanto giusto, sarebbe discriminatorio. Oppure bisognerebbe estendere il concetto a tutte le professioni. Però anche a me nessuno viene a chiedere se son capace o no a fare il mio mestiere...
 
Alcuni concetti che hai espresso sono condivisibili: non tutti i maestri sciano così bene e moderno, soprattutto alcuni non hanno voglia di lavorare e la loro unica preoccupazione è far passare le ore.

Il manuale/il testo di riferimento esiste ed è "Sci italiano 2010". E' corredato di esercizi standard e criteri per la classificazione dell'allievo, video e immagini.

Sul fatto che le selezioni siano truccate è un'affermazione pesante e che lascia il tempo che trova. Se uno scia bene non ha problemi a passarla.

Vero il manuale esiste, ma è un manuale istruttore, non un manuale allievo vi è spiegato come insegnare, come impostare un esercizio, non è spiegato ad un livello bronzo come impostare correttamente una curva o un filmato che lo dimostri.....
Non dico che le selezioni siano truccate, dico solo che non essendoci uno standard definito tali selezioni anche involontariamente possono essere diverse da selezione a selezione, per esempio i valutatori sono differenti e non esiste una squadra di valutatori imparziali, normale che se io Istruttore Nazionale porto due/tre candidati alla selezione e poi traccio il gigante di valutazione è ovvio che cercherò di farlo il più idoneo alle loro caratteristiche.In Italia, esistono regioni che hanno test di ammissione e progressione nella qualifica differente dalle altre( Alto Adige- Valle d'Aosta ). Quindi come ho scritto non esistono standard ben definiti e chiari perciò la discrezionalità è la norma.

Buone sciate

:MUCCA
 
Vero il manuale esiste, ma è un manuale istruttore, non un manuale allievo vi è spiegato come insegnare, come impostare un esercizio, non è spiegato ad un livello bronzo come impostare correttamente una curva o un filmato che lo dimostri.....
Non dico che le selezioni siano truccate, dico solo che non essendoci uno standard definito tali selezioni anche involontariamente possono essere diverse da selezione a selezione, per esempio i valutatori sono differenti e non esiste una squadra di valutatori imparziali, normale che se io Istruttore Nazionale porto due/tre candidati alla selezione e poi traccio il gigante di valutazione è ovvio che cercherò di farlo il più idoneo alle loro caratteristiche.In Italia, esistono regioni che hanno test di ammissione e progressione nella qualifica differente dalle altre( Alto Adige- Valle d'Aosta ). Quindi come ho scritto non esistono standard ben definiti e chiari perciò la discrezionalità è la norma.

Buone sciate

:MUCCA

La discrezionalità può stare sugli archi, un gigante dove la tolleranza è del 10% del tempo mi fa ridere che possa essere tracciato in favore dell'uno o dell'altro... la prova a tempo è sicuramente oggettiva, per quanto (secondo me) abbastanza inutile. Meglio gli archi, e meglio i collegi dove è prevista la prova di freeride.
Detto ciò, il tema principale non era tanto la discrezionalità di giudizio, quanto quella di insegnamento: ecco, io non ho mai letto il testo ufficiale, ma mi viene il dubbio che nno lo abbiano fatto neanche "alcuni" maestri o che comunque non sia poi così chiaro a fornire le linee guida: perché è indubbio che ognuno insegna un po' a suo modo, chi ci mette l'esperienza, chi ci mette la voglia, chi ci mette il talento e chi non ci mette quasi niente. Però, come dicevo prima, è un problema comune a tutte le professioni, mica solo a quella dei maestri di sci..

si potrebbe parlare dei magistrati, ad esempio...
 
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