Ciao a tutti,
premesso che finalmente ho potuto aprire la mia stagione, con un'infrasettimanale a Spiazzi di Gromo, e che quindi sicuramente sono molto fuori allenamento sia fisico che tecnico (niente presciistica quest'anno), ho potuto apprezzare le peculiari condizioni di questo periodo nella suddetta località:
Le piste sono in parte battute, ma non tirate a biliardo e presentano numerosi avvallamenti e increspature della superfice, ben ghiacciata su buona parte del tracciato.
Intendiamoci, non ci sono lastre, ma il fondo è molto duro in tutte le sue asperità.
Premetto anche che questa è la mia terza stagione, faccio le rosse larghe, dovrei avere un discreto parallelismo e sto cercando di implementare il movimento del bastoncino per iniziare a serpentinare sullo stretto. Più facile a dirsi che a farsi. Per l'occasione, oggi non c'erano maestri disponibili quindi ho assaggiato le piste così com'erano, senza consigli.
Detto questo, dopo un paio di ore avevo le gambe in fiamme: come sempre provavo ad abbassare il corpo ad ogni curva dando presa alla lamina esterna, ma ogni volta dopo poco dovevo risollevarmi e derapare un po' per via della durezza del tracciato. Gli sci prendevano la traiettoria, ma la stessa era troppo gibbosa e dura e con la velocità mi pareva pericolosa oltrechè faticosissima.
Insomma, alla terza ora, dopo un panino, ho mollato.
Da qui la domanda: esiste una maniera particolare di affrontare fondi duri e sconnessi?
premesso che finalmente ho potuto aprire la mia stagione, con un'infrasettimanale a Spiazzi di Gromo, e che quindi sicuramente sono molto fuori allenamento sia fisico che tecnico (niente presciistica quest'anno), ho potuto apprezzare le peculiari condizioni di questo periodo nella suddetta località:
Le piste sono in parte battute, ma non tirate a biliardo e presentano numerosi avvallamenti e increspature della superfice, ben ghiacciata su buona parte del tracciato.
Intendiamoci, non ci sono lastre, ma il fondo è molto duro in tutte le sue asperità.
Premetto anche che questa è la mia terza stagione, faccio le rosse larghe, dovrei avere un discreto parallelismo e sto cercando di implementare il movimento del bastoncino per iniziare a serpentinare sullo stretto. Più facile a dirsi che a farsi. Per l'occasione, oggi non c'erano maestri disponibili quindi ho assaggiato le piste così com'erano, senza consigli.
Detto questo, dopo un paio di ore avevo le gambe in fiamme: come sempre provavo ad abbassare il corpo ad ogni curva dando presa alla lamina esterna, ma ogni volta dopo poco dovevo risollevarmi e derapare un po' per via della durezza del tracciato. Gli sci prendevano la traiettoria, ma la stessa era troppo gibbosa e dura e con la velocità mi pareva pericolosa oltrechè faticosissima.
Insomma, alla terza ora, dopo un panino, ho mollato.
Da qui la domanda: esiste una maniera particolare di affrontare fondi duri e sconnessi?
