icona Skitags: Mountain bike Dolomiti [13] Dolomiti di Fanes [10]

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Discussione: 22/07/06 - MTB Dolomiti: il giro più bello del mondo!!!

  1. #1

    Predefinito 22/07/06 - MTB Dolomiti: il giro più bello del mondo!!!

    Mountain Bike in Dolomiti: IL GIRO PIU' BELLO DEL MONDO

    Questo giro secondo me si può definire il più bel giro del mondo fattibile in MTB. Premetto che non ho fatto altri giri, ma mi piace chiamarlo così e ci sono buone probabilità che lo sia.

    Per capire la zona qui trovate una dettagliata cartina.
    Cartina giro MTB in Dolomiti
    http://www.skiforum.it/skiforum/uplo...992-123map.jpg

    In totale sono circa 55 km di cui, se si parte da Cortina d'Ampezzo centro, su asfalto saranno all'incirca 7-8 o forse meno. Il giro è molto lungo ed impegnativo e come scritto nelle guide è meglio farlo in due giorni.

    Personalmente l'ho fatto in un giorno beccando caldo, sole ed anche pioggia. In totale con la sosta pranzo e con numerose soste foto ci ho messo 7 ore giuste. Di queste circa 6.5 sono state in sella o spingendo la bici.

    I panorami sono infinitamente belli. La vista spazia sulle dolomiti del parco naturale d'Ampezzo e su quelle del Parco Sennes - Braies - Fanes. Sono montagne che non hanno strapiombanti pareti come le Dolomiti tipo Sella o Civetta per capirci. Sono molto più dolci e regolari ma altrettanto belle.

    Una breve descrizione la copio dal sito
    http://www.dolomiti.org/ita/Cortina/...gruppo=Tofana#
    qui sotto:
    L’itinerario completo è piuttosto lungo ed impegnativo, pertanto è consigliabile farlo in due giorni. Si parte da Cortina, seguendo l’ex-ferrovia (sent.208) in direzione nord. Un chilometro prima del passo Cimabanche, nei pressi della ex-polveriera, trovate a SX una mulattiera (sent.8) che sale costante verso il bosco di Val di Gotres, incassata tra le cime della Croda de r'Ancona e della Croda Rossa. Dopo un tratto in pendenza il paesaggio cambia, e si apre ai pascoli di Forcella Lerosa, per scendere poi con una discesa impegnativa a quelli di Ra Stua. In questa zona sono visibili numerose opere militari risalenti alla Prima Guerra Mondiale. Procedendo lungo il sent.6 si arriva al bivio di Campo Croce. Qui proseguire lungo la Val Salata (sent. 6).
    È un tratto molto duro e ripido e il fondo ghiaioso, fate attenzione. Poco prima di arrivare al Rif. Sennes svoltate a DX per il Rif. Biella, che sorge alle pendici della Croda del Becco.

    Ritorno al Rif. Sennes lungo lo stesso percorso. Vista la lunghezza dell'itinerario consigliamo di pernottare in uno di questi rifugi che si trovano più o meno a metà strada, così da godere pienamente dello splendore di queste montagne e del loro magico silenzio. Fissando ipoteticamente la prima tappa al Rif. Sennes, ripartiamo da qui il giorno dopo alla volta del Rif. Fodara Vedla (sent.7), e poi con una discesa impegnativa su strada sterrata (l'ultimo tratto con pendenza oltre il 20%) al Rif. Pederù (sent.9/7). Questa zona è raggiungibile anche in auto da San Vigilio di Marebbe. L'itinerario procede ora verso il passo di Limo, in un paesaggio costellato da laghetti e vette tondeggianti (sent.7/alta via delle dolomiti n.1). Prima di arrivare al lago di Limo troviamo il Rif. La Varella e il Rif. Fanes. Il passo di Limo traccia la congiunzione con la Val di Fanes: una lunga e piacevole discesa verso la conca d'Ampezzo (vedi itinerario n.7/sent.10). Questo tratto è caratterizzato da una varietà di scenari che spazia dai pascoli bucherellati dalle tane di marmotta, a laghetti e falsopiani, a passaggi stretti tra i pini mughi, al fitto bosco che custodisce la cascata di Fanes. Poco dopo la cascata troverete l'abisso di Ponte Outo (sent.10), per poi scendere dolcemente verso il Pian de Loa, nei pressi dell'entrata del Parco Naturale delle dolomiti d'Ampezzo (loc. Fiames).


    Ed ora il mio giro.


    Polveriera passo Cimabanche - Forcella Lerosa
    Ho parcheggiato l'auto nei pressi della vecchia polveriera poco sotto verso Cortina, di passo Cimabanche.
    Il sentiero parte subito in salita... non proprio leggerissima. Il fondo smosso e poco compatto rende ancora più difficoltosa la salita.

    Il sentiero da prendere è il numero 8. Dopo la polveriera militare trovate questa costruzione, il sentiero parte da li.



    Meglio prendere la salita con calma.
    I metri di dislivello da compiere sono molti ed il fondo del sentiero è smosso ed affatica molto.
    Siamo partiti da circa 1500 e dobbiamo salire ai circa 2000 della Forcella Lerosa attraversando la Val de Gotres.



    Il fondo con sassi smossi ti fa "sputare il cuore" per salire...



    E si sale e si sale e si sale.
    Questo primo pezzo non è in un ambiente da favola come per quasi tutto il resto del giro. Il sentiero in Val di Gotres corre in mezzo al bosco e non si vedono "grandi" panorami. E poi devi guardare dove metti la ruota per trovare il tratto di sentiero più compatto e senza grossi sassi.



    La sera precedente ho anche esagerato con la birra. Non che abbia esagerato in senso assoluto, ma per impegni di questo tipo è meglio arrivare alla partenza perfetti... Io invece mi sono addirittura svegliato con la lingua secca... Questo sicuramente mi ha fatto apparire la prima salita molto più tosta delle successive... ma lunga ed affaticamente lo è con o senza birra in corpo!



    Ohhhhhhh, finalmente fuori dal fitto bosco... Ma si vedono poche montagne ugualmente



    Finalmente i primi panorami. Queste sono le montagne nei pressi del Cristallo. Si riusciva anche a vedere la passerella della ferrata.



    Finalmente la salita si addolcisce ed anche il fondo diventa più compatto. Ed anche il panorama inizia a farsi interessante Ecco, da adesso il giro diventa superbo: un continuo susseguirsi di salite e discese con contorni panoramici da prima classe (ovviamente di treni non italiani ).



    E si iniziano a vedere le prime montagnole...




    Forcella Lerosa
    Ed eccomi arrivato alla Forcella Lerosa. Punto superpanoramico. Contemplazione della natura a 360°. E oltretutto arrivato su stavo davvero bene. Temperatura ideale. Zero mosche. Zero vento.
    E soprattutto i primi 500m di discesa che mi aspettavano



    Si, sono arrivato a casa...



    Questa Croda Rossa d'Ampezzo è una delle montagne più "spillose" che abbia mai visto. Centinaia di piccoli aghi che puntano al cielo messi in successione ordinata. Uno spettacolo della natura.
    E poi i colori... Arancioni e rossi così accesi, incandescenti, irreali, che sembrano produrre calore. Panorami che scaldano il cuore!!! (cavoli che svirgolata che m'è uscita...)



    Una vera e propria "grattugia" delle Dolomiti.



    E finalmente appare ai miei divini occhi la Croda del Becco. Inizialmente la mia "missione" era di arrivare al rif. Biella che sta proprio sotto a questo monte e di tornare indietro per la stessa strada.




    Ed arrivato qui sono rimasto senza fiato...



    Non vi avevo tenuto aggiornati delle condizioni sentieri. Allora usciti dai boschi della Val de Gotres il fondo diventa più compatto e con ghiaino fine, molto meno faticoso. Fino alla Forcella Lerosa si pedala molto piacevolmente.
    Questo sotto è il picchetto che indica che sei in Forcella Lerosa.



    Il panorama verso la Croda del Becco dalla Forcella Lerosa è incredibile. Il gioco di colori grigio/arancione è favoloso... In pratica la natura ha usato lo stesso schema di colori di Skiforum



    Dalla forcella Lerosa vedo anche dove devo arrivare per compiere metà giro. Per fortuna che non sapevo che si doveva arrivare fino a laggiù altrimenti avrei preso paura
    La freccia indica la posizione del rif. Sennes. La striscia bianca che vedete sotto è la strada per arrivarci. Ecco per la salita su quella strada la bici va portata per circa mezzo km in salita. Troppo ripida per farla in bici, forse anche con una biammortizzata.



    Nuvolosità in aumento... Stavolta mi becco la pioggia... E così sarà MA che figata scendere a cannoni sui sassi bagnati e la bici che ti parte ad ogni curva



    Ma che montagne



    Ma che Divinezza di montagna. Ma che spettacolo. Ma quando arriva sabato?
    Vabbè, metto solo le foto panoramiche più brutte. Ne ho fatte di davvero fiche! Peccato non poter registrare e trasmettere l'odore dell'aria che c'era.



    Discesa verso rfi. Ra Stua
    Bene inziamo a scendere verso il rif. Ra Stua. Il sito diceva che la discesa era tecnica... Io inoltre ho imboccato la scorciatoia e mi sono trovato a fare vero freeride nel bosco. Ad ogni sasso la ruota davanti mi partiva. La strada era talmente pendente che ero talmente indietro con il peso che avevo il sellino appoggiato al petto.
    Ma che figataaaa
    I tratti sotto i pini con l'erbetta corta e tutta a piccoli dossi è stata qualcosa di incredibile. 500 m di dislivello rigeneranti.



    Ecco, ognuno di quei sassi, si toglieva dal suolo al passaggio con la ruota frenata. Quindi io volevo frenare ma ogni volta il sasso sotto iniziava a rotolare. Bel panico a fermarsi... ma che figata!!! E poi la strada era incredibilmente pendente. L'ho chiamata strada, in realtà era la scorciatoia per chi sale a piedi
    Che dire, anche questo è freeride... e che freeride!!!



    Ed eccomi nei pressi del rif. Ra Stua. Ho preferito affrontare subito i 500m di dislivello per salire al Sennes.
    L'ambiente era di una rilassantezza Divina! Mucche al pascolo, bambini che corrono, paesaggio rotondo, suoni ovattati. Ho scoparto lati delle Dolomiti nuovi. Una tale atmosfera non si potrà mai raggiungere nelle località meglio servite (da strada o funivia che sia).



    Salita al rif. Sennes
    Inizamo la salita al rif. Sennes percorrendo la Val Salata.


    Il panorama da energia... per fortuna.




    Ehhh... la parte alta è davvero troppo ripida per farsela in sella...



    E questo ha avuto il coraggio di sorpassarmi mentre io scattavo foto... Mi avrebbe sorpassato anche sefossi stato in sella Che panorama ne?



    E qui abbiamo le prove che a Dio era Impressionista.
    L'ambiente sembrava davvero un quadro impressionista. Tocchi ed accenni di colori e di linee in contrasto tra di loro.
    L'irrazionalità dei colori...



    Il contrasto dei colori...



    Sono quasi al termine della Val Salata... Ed ho la certezza che mi prenderò un bel po' di acqua prima di sera. Ma non importa. Visto che sono al Sennes ed è mezzogiorno, decido, faccio il giro completo, quello da due gironi Sono sicuro che fisicamente ce la faccio senza problemi... Se pioverà forte... vabbè, lascerò che piova. E poi dovrebbe essere una pioggerella acquazzone di quelli da poche ore.
    Beh, avete presente quando vi trovate ogni possibile scusa per giustificarvi una scelta azzardata. Ecco stavo applicando quel procedimento



    Pufffff... Quella dovrebbe essere l'ultima salitella prima del Sennes. Pederù sarà il mio prossimo traguardo. Ma adesso voglio il rif. Sennes e soprattutto voglio un piattone di pasta ed una birrozza!



    Quello che si vede è il Cristallo. La freccetta indica dove ero poche ore prima, la Forcella Lerosa.



    Ed ecco il mio Mostro in un raro momento di riposo.



    Arrivatooooooo Sono alla mia prima meta. Mission per metà accomplished. E qui un bel piattone di pasta non me lo toglie nessuno.
    Osservazione. Dalle mie parti a mezzogiorno una qualsiasi bettola ti chiede circa 6 euro per un primo di medio/scarsa qualità. Il rifugio Sennes a2100 e passa metri, senza strade, in località turistica per un ottimo primo, abbondante, mi ha chiesto 5,50 euro. Lode la rifugio Sennes e fango alla mia zona
    E complimenti anche alla signorine. La figlia della capa in particolare era deliziosa. Bellissima e gentilissima... una ragazza giusta per me. Se leggi chiamami che ti vengo a trovare



    Molto numerosi sonorante tutto il giro le "edicole" con il Signore sempre rappresentato con una scultura in legno fatta a mano di ottima fattura.



    Mi sono fermato 5 minuti prima di iniziare la picchiata al Pederù. Mi sono allontanato dalla stradina e mi sono seduto a contemplare il panorama. Dopo pochi minuti i passanti avevano iniziato a fare la stessa cosa. Mi sentivo in armonia con l'ambiente. E li ho pensato che non riesco a capire come mai quando sono in questi posti riesco a sentirmi bene con poco. Non penso che l'uomo sia una pianta con le radici.



    E questo è sempre il mio mostro



    E quando si creano questi giochi di luce gli occhi non riescono a vedere oltre... si fermano alla realtà. Ed è sufficiente!




    Discesa verso il rif. Pederù
    Inizialmente la discesa al Pederù è su sterrato fino, compatto, perfetto!
    Poi ho commesso l'errore di non aver seguito la strada principale che porta a rif. Foldara Vedla proseguendo per la stradona. Mi sono invece buttato su una specie di scorciatoia. Il tratto intermedio era impossibile da fare in sella, sia per la pendenza che per la esposzione. Non ho rischiato. Se commetti un errore ti ritrovato 200m più sotto. Quindi sono sceso dalla bici e l'ho accompagnata per 40m.




    E dopo la discesina tecnica ecco iniziare la picchiata sul Rif. Pederù. Una strada con buon fondo con pendenze spesso sopra il 20%. Guduriosa!!! Sentivi proprio la forza di gravità che ti accelerava quando mollavi i freni.

    Ho dato la biada ad un paio di comitive con costose bici doppiamente ammortizzate e con freni a disco Anche nella bici come nello sci ci sono quelli che pensano che per fare uno sport e divertirsi servano i materiali più costosi. Io avevo paura che mi scoppiasse la camera d'aria. Mi sono fermato un paio di volte e toccando i cerchioni mi sono ustionato leggermente i polpastrelli. Temevo che la camera d'aria scoppiasse: sarei rimasto a piedi ma soprattutto avrei rischiato di farmi davvero male.
    LA strada pendente penso sia sui 300 m di dislivello.
    Alla fine avevo i polsi e gli avambracci senza sensibilità, ma che figata
    Qui sotto alcuni scatti fati durante la discesa per far riposare i freni.





    Ed ecco il rif. Pederù. Li la massa dei turisti c'è e fa casino



    Salita verso il rif. Fanes e Passo Limo
    A questo punto mi mancano solo altri 600m di dislivello di salita per arrivare al Passo Limo. Il mio corpo è senza energie. Ho scoperto che le unghie hanno iniziato ad accorciarsi... il mio fisico non sa più da dove reperire le calorie.

    Mi tolgo il caschetto, ingrano la marcia prima ed inizio la salita. La strada è molto buona e se non fossi in riserva me la godrai con qualche marcia più lunga. Ma so che 600m di dislivello dopo averne già fatti più di mille di salita su sterrato possono essere tanti.
    Inizia a piovere abbastanza forte. Ma non voglio mettermi il poncio. Il cielo sembra non essere nero e proseguo.
    Sudo. Ho la gocciolina dal naso e dal mento. Il sudore negli occhi mi fa male. Devo continuamente abbandonare il manubrio per asciugarmi. Dopo qualche minuto il corpo però riprende energia. Non so da dove la prendo. Forse stanno arrivando i Joule forniti dal Ragù. La strada non è mai eccessivamente pendente... ma non c'è un secondo di tregua.
    E continua a piovigginare.





    Bevo e sudo. Bevo e bevo. Finisco la scorta d'acqua e mi resta una bottiglietta da solo mezzo litro. Scopro con disgusto che è pure frizzante e calda. Beh, va bene lo stesso. Riempio la borraccia e riparto. Il fondo della strada è molto buono.
    Pedalo guardando in su e con uno spettacolo del genere è impossibile non guardare in su.




    Ancora uno sforzo e sono al rif. Fanes. Qui mi fermo. Ho addirittura le braccine che fanno le goccioline di sudore.
    Riparto e con l'ultima fatica erculea sono su al Passo Limo.




    Ed al passo mi fermo per ammirare questo panorama che già in parte conoscevo: http://www.skiforum.it/skiforum/viewtopic.php?t=6626



    LA DISCESA in Val di Fanes: qualcosa di incredibile
    Qui inizia a piovere forte e qui via di corsa per la discesa che so già essere meravigliosa, adrenalinica, entusiasmante, eccitante e ficherrima.

    Durante la discesa inizia a piovere di brutto e metto il poncio.
    I sassi sono bagnati, si formano le pozzanghere. Ma sono in preda all'adrenalina.
    Corro.
    La catena sferraglia. Mi sembra di essere un cretino che scende facendo un casino incredibile. Sorpasso qualche comitiva mooolto più prudente di me... Ma sono guidato dalla discesa. Non riesco a capire che i sassi sono scivolosi e corro.
    Nei tratti con sassi smossi fortunatamente la mano Divina mi fa frenare e li faccio lentamente.

    Durante la discesa vedo un raggio di sole che sale da sola per il sentiero ( sole, sale sola). E' una biondissima ragazza. E li freno. Non vorrei mai rovinare un raggio di sole.
    Le arrivo a tiro e mi sorride. Resto folgorato dalla sua bellezza. Non mi fermo e proseguo oltre. Che ********! Potevo simulare un errore ed investirla. La donna della mia vita: in montagna, sotto la pioggia e sorridente.

    Scendo e becco la pioggia. Dal cielo, dalla ruota anteriore che me la butta in faccia e dalla posteriore che me la butta nel pupu. Mi sporco. Lo le gambe zozze di terriccio. Ma si continuano a lavare. Ho sabbia in faccia, sulle braccine. Le scarpe zeppe di acqua.
    Faccio la discesa ridendo.

    Dopo ponte Outo inizia la pazzia. Con la marcia quasi più lunga inizio la discesa. Nei cunettoni pr l'acqua volo. La gente che mi sente arrivare si gira e si sposta paurosa. Ho un accenno di crampi ai polpacci... Non ora gambe, non vi ascolto... Poi potete reclamare, ora sono esaltato e non vi ascolto. Sento i sassolino che la ruota anteriore mi spara sugli stinchi. Sento quelli sparati in faccia. Sento freddo ai piedi. Salto e perdo il contatto con uno dei pedali. Stavolta mi faccio male. No per fortuna.

    Ed arrivo all'asfalto.
    Scendo fino al lido verde e li quasi mi metto a piengere.
    Mancano 5 km di salita per arrivare alla macchina.
    Ed il resto è storia.
    Vi ringrazio se siete riusciti a leggere fino a qui,


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  3. #2

    Predefinito

    posso dirti una cosa Fabio ??
    La bici quando si appoggia a terra non deve essere apoggiata verso il cambio ...
    bensì il cambio deve essere verso l'alto ..
    CIAO le foto sono bellissime

  4. #3

  5. #4

    Predefinito

    i tuoi racconti con la MTB stanno pian piano diventando più emozionanti e coinvolgenti dei racconti sugli sci
    non è che mi cambi il nome al forum

    grandissimo

  6. #5

    Predefinito

    Giro e foto stupende ma veramente massacrante. D'alltronde 55 km con quei dislivelli per quei pendii!!!
    Sei superallenato o incosciente

  7. #6

    Predefinito

    La tua descrizione è bella davvero: asolutamente all'altezza dei panorami e dell'impegno del giro.
    Sei un grande!
    Complimenti da un "biker" tuo consimile!

  8. #7

  9. #8

  10. #9

    Predefinito

    la grattuggia è favolosa! (il mio gatto pagherebbe oro per poterne usufruire 5 minuti per la schiena )

  11. #10

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Stroppolina
    bravissimo divy sei figy!!!anche se quel tuo autoscatto lascia un po' a desiderare...
    Ragazza, anzi ragazzina.
    Me lo sono fatto io tenendo in mano la digitale dopo 40 km di sterrato e non so quanto dislivello.

    Non sono super allenato ma quando sono in montagna riesco a non sentire tanto la fatica.
    Ho intenzione di rifarlo in agosto o a settembre.
    Troppo Divino come giro!

    ASSOLUTAMENTE da non fare nel senso contrario!!!!

  12. #11

  13. #12

    Predefinito

    forse lo provo anch'io a settembre con un pò più di allenamento.... comunque proprio bello: bravo

  14. #13

    Predefinito

    A settembre e forse a fine agosto lo rifaccio.
    Vorrei godermi la zona Pederù - salita al Limo con più calma e senza pioggierella.

  15. #14

  16. #15

    Predefinito

    si a pensarci bene sarebbe bello incontrarci ...

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