ottimo articolo sullo spirito del freeride

In questo breve articolo non c'è neanche un rimando a una componente FONDAMENTALE: il rapporto unico, profondo, intimo che sia con la natura e con la montagna in particolare.
Detto questo detto tutto, si vede che chi lo ha scritto certe cose non arriva neanche a pensarle...
 
In questo breve articolo non c'è neanche un rimando a una componente FONDAMENTALE: il rapporto unico, profondo, intimo che sia con la natura e con la montagna in particolare.
Detto questo detto tutto, si vede che chi lo ha scritto certe cose non arriva neanche a pensarle...

Concordo. Spinge molto su alcuni aspetti tipo la ricerca dei propri limiti, "provare sensazioni forti", ecc. e trascura aspetti secondo me molto più importanti tipo il rapporto con la montagna e la semplice libertà di scegliere dove tracciare la propria linea - insomma, come se il freeride fosse un sport estremo per malati di adrenalina e basta. Mi sembra che chi lo ha scritto del freeride sappia solo quello che si vede in certi ski movie... :-?
 
Si anche io ho notato che non ha analizzato la parte emozionale verso la natura e il senso di libertà che ci da una discesa lontano dagli impianti.

Però stranamente sono d'accordo con un ariticolo che parla del nostro mondo. Di solito leggo una bella seguenza di assurdità ma in questo articolo bene o male mi ritrovo.
Alla fine, penso, che usciamo dalle piste batutte sia per il contatto con la natura che avete descritto anche voi, ma anche per le sensazione di "adrenalina" e ricerca dei nostri limiti che solo una discesa in fuoripista ci riesce a dare.
 
[SUP]solita cretinata tipo telegiornale che la butta sempre sul fatto della ricerca del limite, dell' estremo ecc ecc... solito commento stupido di chi non ne sa quasi niente e di chi vedendo una foto o un video la prima cosa che pensa e che esclama è "ma questo è pazzo!!"...[/SUP]
 

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...pero' non fa un'analisi superficiale del tipo "tutti pazzi" e basta. Mi sembra che l'articolo sottolinei contemporaneamante l'aspetto ricerca dei limiti e dell'adrenalina, ma attribuisca anche "sale in zucca" ai freeriders, che descrive come persone mediamente attrezzate e conoscitrici delle regole.

Mi associo pero' alla critica di Spino 71 e rbodini....l'aspetto rapporto con la natura non viene minimamente menzionato, dovrebbe essere al 1° posto.
Evidentemente il messaggio dei vari filmati di freeride batte sempre solo sulla spettacolarita'.
 
Io non sono un freerider(purtroppo e non ancora).. Da piccolino ho sempre cercato il fuoripista bordopista con neve immacolata perché mi piaceva scendere da quel pendio e poi arrivato a valle girarmi e guardare le mie linee, che a dispetto della pista, mi sembrava dicessero "questo sei tu...è il tuo spirito... E nessuno potrà mai cambiarlo.. Ne in bene ne in male"... Per quel che riguarda il rapporto intimo con la montagna per chi fa freeride credo sia l'aspetto più importante.. Al pari del rapporto che si crea tra il mare e il comandante in solitaria di una imbarcazione a vela...
Ecco questo è il mio pensiero..

Il tutto ovviamente senza dimenticare la sicurezza e una scrupolosissima valutazione dei rischi...prima durante e dopo..
 
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