Discussione: Abruzzo: situazione neve, piste, aperture impianti, strade, etc.

  1. #7006

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    Speriamo speriamo veramente sennò stagione a rotoli

  2. #7007
    Magggica!ɐɔıƃƃƃɐɯ Skifoso
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    Citazione Originariamente scritto da saba Vedi messaggio
    Speriamo che nella notte e domani la pioggia diventi neve.....
    ma di quando sono le foto?

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  4. #7008

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    Citazione Originariamente scritto da skiss,skiss Vedi messaggio
    ma di quando sono le foto?
    di giovedì scorso.....era tutto così bello!

  5. #7009

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    Citazione Originariamente scritto da skiss,skiss Vedi messaggio
    ma di quando sono le foto?
    Mercoledì scorso non giovedì a Prati di Tivo......il buon Saba, un pó disorientato nel tempo, ci ha scorrazzato un pò.

  6. #7010

  7. #7011

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    Citazione Originariamente scritto da Doctor407 Vedi messaggio
    Mercoledì scorso non giovedì a Prati di Tivo......il buon Saba, un pó disorientato nel tempo, ci ha scorrazzato un pò.
    Vivendoci praticamente tutto l`inverno,perdo il conto dei giorni!....ho visto...alla grande ad alagna!

  8. #7012

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    Citazione Originariamente scritto da saba Vedi messaggio
    Speriamo che nella notte e domani la pioggia diventi neve.....
    Intanto la notte niente neve mi pare... e giù di bestemmia...

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  10. #7013

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    Citazione Originariamente scritto da saba Vedi messaggio
    Vivendoci praticamente tutto l`inverno,perdo il conto dei giorni!....ho visto...alla grande ad alagna!
    Si Saba è andata di lusso per tipologia di escursione e neve, peccato la visibilità del primo giorno......ma considerato il potenziale rischio in altre zone delle alpi direi che as
    Alagna il fine settimana è statoperfetto......già ora le condizioni neve son cambiate e rischio valanghe aumentato.

  11. #7014

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    Riassumo le ordinanze di divieto fuoripista:

    comune di Lucoli: il sindaco ha ritirato l'ordinanza
    comune di Rocca di Cambio, dove risiede la stazione di Campo Felice: divieto di fuoripista
    comune de L'Aquila: ordinanza ritirata
    comune di Roccaraso: divieto di fuoripista

  12. #7015

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    Citazione Originariamente scritto da cdf1 Vedi messaggio
    Riassumo le ordinanze di divieto fuoripista:

    comune di Lucoli: il sindaco ha ritirato l'ordinanza
    comune di Rocca di Cambio, dove risiede la stazione di Campo Felice: divieto di fuoripista
    comune de L'Aquila: ordinanza ritirata
    comune di Roccaraso: divieto di fuoripista
    Ehm, ma c'è neve?

    Ora fanno il divieto fuoripista per frane se continua così.

  13. #7016

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    ragazzi per campo imperatore dite sia meglio andare domani o venerdi??? domani da cielo coperto e possibile nevischio al 60% per venerdi da invece sereno...la cosa però che mi preoccupa è che il meteo dice che da domani dovrebbe tornare mal tempo e non vorrei che saltando domani venerdi poi sia peggio...

  14. #7017

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    mi meraviglio che nessuno abbia postato questo capolavoro!!


    Pubblichiamo la lettera scritta da Stefano Ardito, autore di decine di libri di montagna, una delle voci più autorevoli in Italia.




    Per Massimo Cialente, sindaco de L’Aquila.
    Per Mauro Di Dalmazio, assessore al turismo della Regione Abruzzo.

    Come tutti gli appassionati di montagna ho appreso con dolore della morte di Mario Celli, travolto da una slavina mentre sciava fuori pista sul Gran Sasso.

    Ho saputo dell'intervento dei soccorsi (CNSAS, Forestale, Guardia di Finanza), rapidi e bravi come al solito anche se l’esito non è stato positivo. Poi ho saputo dell’ordinanza che vieta il fuoripista emessa dal Comune de L’Aquila, prontamente scimmiottato da altre amministrazioni dei dintorni.

    Ho l’impressione, ma per questo ci vorrebbe un legale, che vietare di andare in montagna fuori dagli impianti e dalle piste dopo un incidente mortale causato da una slavina sia illegittimo. Sono certo che iniziative del genere dimostrino una profonda lacuna culturale da parte di chi le prende.

    Temo che siano anche un segno di opportunismo politico. Cosa di più facile che andare alla ricerca di consenso presso i benpensanti additando al pubblico ludibrio “quei giovinastri anarchici” che sciano fuori pista, arrampicano o camminano fuori dai sentieri segnati? Salvo scoprire che i “giovinastri” sono professionisti, professori, dirigenti, e spesso tutt’altro che giovani?

    Sono convinto che provvedimenti di questo tipo siano prima di tutto inutili. Vietare di entrare in acqua da una spiaggia non evita i morti annegati. Proibire di circolare in auto o in moto non elimina gli incidenti mortali. Nella storia dell’alpinismo sono stati vietati il Cervino, la parete Nord dell’Eiger, la parete di El Capitan nel parco americano di Yosemite. Non è servito a nulla.

    Ho conosciuto il sindaco Cialente cinque anni fa, alla presentazione a L’Aquila di una monografia sull’Abruzzo, da me curata e pubblicata da Alp. So bene che il sindaco da allora ha avuto molte e terribili gatte da pelare. Ma speravo che qualcosa di quella sera, in cui si è parlato di montagna e libertà, gli fosse rimasto. Peccato.

    L’Abruzzo è una terra di montagne. E il senso dell’andare in montagna, o per mare, sta nella libertà di sfidare la natura (la roccia, la neve, le onde..), un clima e delle condizioni che possono cambiare in pochi minuti. Non si tratta di sfide alla cieca, ma di sfide intelligenti, ispirate al rispetto, alla conoscenza dell’ambiente, alla valorizzazione dell’esperienza propria e degli altri. Chi teme di andare in montagna oltre i propri limiti sa di potersi affidare a un amico più esperto, a una scuola del CAI, a una guida alpina.

    Migliaia di appassionati di tutta l’Italia centrale, tutto l’anno, fanno questo sulle rocce, sulle vette e sulle nevi dell’Abruzzo. Altri, numerosi anche loro, arrivano da più lontano. Tutti portano reddito agli abruzzesi che lavorano in fondovalle e ad alta quota nelle aree più selvagge di questa splendida terra. Non lo sa l’assessorato regionale al turismo? Non lo sa l’assessore Di Dalmazio?

    Sono convinto che emettere divieti a casaccio, secondo i quali l’infrazione può essere punita con 25 euro di multa (vale così poco una vita umana a Lucoli, caro sindaco?) non serva a salvare nessuno. Credo che i poliziotti, vigili, carabinieri e forestali che dovranno farli osservare, e ai quali va tutto il mio rispetto, rischiano di sprecare il loro tempo. Un tempo, tra l’altro, pagato da tutti noi.

    Credo che la cosa giusta da fare, in Abruzzo come altrove, sia informare, informare, informare. Costerebbe molto, nelle stazioni sciistiche abruzzesi, tenere corsi brevi di fuoripista e freeride, sistemare dei campi ARVA dove imparare a disseppellire un compagno, fornire gratis i tracciati GPS dei percorsi migliori? L’ho visto fare nella valle di Stubai, appena fuori dai confini italiani, so che si fa in altri posti. Perché non a Roccaraso, ai Prati di Tivo o a Ovindoli?

    Costerebbe molto fermare, con il tono di un amico e non con quello di un poliziotto, i gitanti che partono d’estate e d’inverno senza un equipaggiamento adeguato? Quando il CAI e il Soccorso Alpino lombardo lo hanno fatto sulle Grigne ha funzionato egregiamente. Perché non si fa all’Arapietra o a Campo Imperatore, dando informazioni a chi parte per la Direttissima o la Danesi con i sandali infradito o poco più?

    Ma si può fare ancora di meglio. Immagino che il sindaco di una città di montagna e l’assessore di una regione di montagne conoscano l’Office de la Haute Montagne di Chamonix, la cittadina francese che si vanta non a torto del titolo di “capitale mondiale dell’alpinismo e dello sci”.

    Un ufficio, e un utilissimo sito, presidiati per qualche ora ogni giorno da professionisti o volontari in grado di dare, in più lingue, informazioni precise e aggiornate. La frana che due giorni fa ha reso pericoloso un sentiero. Le soste schiodate di una via. Le condizioni della neve non su un intero massiccio (il neo delle ottime informazioni del Meteomont è questo!) ma in un singolo pendio o canalone, sulla Direttissima, nella Rava del Ferro, nei Valloni. O nello Scontrone, come sarebbe stato utile spiegare a Mario Celli.

    Fare queste cose sarebbe utilissimo, e non costerebbe molto. Si potrebbe utilizzare la professionalità delle guide alpine abruzzesi, molte delle quali già lavorano con il Soccorso Alpino. Si potrebbero mettere in rete le relazioni degli appassionati, che spesso escoono in tempo reale sui siti specializzati. Si potrebbero sfruttare le esperienze dei capi-gita del CAI, degli accompagnatori di media montagna, dei guardiaparco e dei forestali dei parchi. E perfino quelle di chi, come me, scrive e pubblica itinerari.

    Eliminare le vittime è impossibile, ma ridurle seriamente si può, come può spiegare qualunque esperto di incidenti stradali o sul lavoro. Mi piacerebbe vedere i sindaci e gli assessori dell’Abruzzo fare delle cose concrete, e non della propaganda inutile.

    Mi scuso per la lunghezza, e resto in attesa, con fiducia.


    Stefano Ardito

  15. #7018

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    Citazione Originariamente scritto da jaws66 Vedi messaggio
    mi meraviglio che nessuno abbia postato questo capolavoro!!


    Pubblichiamo la lettera scritta da Stefano Ardito, autore di decine di libri di montagna, una delle voci più autorevoli in Italia.




    Per Massimo Cialente, sindaco de L’Aquila.
    Per Mauro Di Dalmazio, assessore al turismo della Regione Abruzzo.

    Come tutti gli appassionati di montagna ho appreso con dolore della morte di Mario Celli, travolto da una slavina mentre sciava fuori pista sul Gran Sasso.

    Ho saputo dell'intervento dei soccorsi (CNSAS, Forestale, Guardia di Finanza), rapidi e bravi come al solito anche se l’esito non è stato positivo. Poi ho saputo dell’ordinanza che vieta il fuoripista emessa dal Comune de L’Aquila, prontamente scimmiottato da altre amministrazioni dei dintorni.

    Ho l’impressione, ma per questo ci vorrebbe un legale, che vietare di andare in montagna fuori dagli impianti e dalle piste dopo un incidente mortale causato da una slavina sia illegittimo. Sono certo che iniziative del genere dimostrino una profonda lacuna culturale da parte di chi le prende.

    Temo che siano anche un segno di opportunismo politico. Cosa di più facile che andare alla ricerca di consenso presso i benpensanti additando al pubblico ludibrio “quei giovinastri anarchici” che sciano fuori pista, arrampicano o camminano fuori dai sentieri segnati? Salvo scoprire che i “giovinastri” sono professionisti, professori, dirigenti, e spesso tutt’altro che giovani?

    Sono convinto che provvedimenti di questo tipo siano prima di tutto inutili. Vietare di entrare in acqua da una spiaggia non evita i morti annegati. Proibire di circolare in auto o in moto non elimina gli incidenti mortali. Nella storia dell’alpinismo sono stati vietati il Cervino, la parete Nord dell’Eiger, la parete di El Capitan nel parco americano di Yosemite. Non è servito a nulla.

    Ho conosciuto il sindaco Cialente cinque anni fa, alla presentazione a L’Aquila di una monografia sull’Abruzzo, da me curata e pubblicata da Alp. So bene che il sindaco da allora ha avuto molte e terribili gatte da pelare. Ma speravo che qualcosa di quella sera, in cui si è parlato di montagna e libertà, gli fosse rimasto. Peccato.

    L’Abruzzo è una terra di montagne. E il senso dell’andare in montagna, o per mare, sta nella libertà di sfidare la natura (la roccia, la neve, le onde..), un clima e delle condizioni che possono cambiare in pochi minuti. Non si tratta di sfide alla cieca, ma di sfide intelligenti, ispirate al rispetto, alla conoscenza dell’ambiente, alla valorizzazione dell’esperienza propria e degli altri. Chi teme di andare in montagna oltre i propri limiti sa di potersi affidare a un amico più esperto, a una scuola del CAI, a una guida alpina.

    Migliaia di appassionati di tutta l’Italia centrale, tutto l’anno, fanno questo sulle rocce, sulle vette e sulle nevi dell’Abruzzo. Altri, numerosi anche loro, arrivano da più lontano. Tutti portano reddito agli abruzzesi che lavorano in fondovalle e ad alta quota nelle aree più selvagge di questa splendida terra. Non lo sa l’assessorato regionale al turismo? Non lo sa l’assessore Di Dalmazio?

    Sono convinto che emettere divieti a casaccio, secondo i quali l’infrazione può essere punita con 25 euro di multa (vale così poco una vita umana a Lucoli, caro sindaco?) non serva a salvare nessuno. Credo che i poliziotti, vigili, carabinieri e forestali che dovranno farli osservare, e ai quali va tutto il mio rispetto, rischiano di sprecare il loro tempo. Un tempo, tra l’altro, pagato da tutti noi.

    Credo che la cosa giusta da fare, in Abruzzo come altrove, sia informare, informare, informare. Costerebbe molto, nelle stazioni sciistiche abruzzesi, tenere corsi brevi di fuoripista e freeride, sistemare dei campi ARVA dove imparare a disseppellire un compagno, fornire gratis i tracciati GPS dei percorsi migliori? L’ho visto fare nella valle di Stubai, appena fuori dai confini italiani, so che si fa in altri posti. Perché non a Roccaraso, ai Prati di Tivo o a Ovindoli?

    Costerebbe molto fermare, con il tono di un amico e non con quello di un poliziotto, i gitanti che partono d’estate e d’inverno senza un equipaggiamento adeguato? Quando il CAI e il Soccorso Alpino lombardo lo hanno fatto sulle Grigne ha funzionato egregiamente. Perché non si fa all’Arapietra o a Campo Imperatore, dando informazioni a chi parte per la Direttissima o la Danesi con i sandali infradito o poco più?

    Ma si può fare ancora di meglio. Immagino che il sindaco di una città di montagna e l’assessore di una regione di montagne conoscano l’Office de la Haute Montagne di Chamonix, la cittadina francese che si vanta non a torto del titolo di “capitale mondiale dell’alpinismo e dello sci”.

    Un ufficio, e un utilissimo sito, presidiati per qualche ora ogni giorno da professionisti o volontari in grado di dare, in più lingue, informazioni precise e aggiornate. La frana che due giorni fa ha reso pericoloso un sentiero. Le soste schiodate di una via. Le condizioni della neve non su un intero massiccio (il neo delle ottime informazioni del Meteomont è questo!) ma in un singolo pendio o canalone, sulla Direttissima, nella Rava del Ferro, nei Valloni. O nello Scontrone, come sarebbe stato utile spiegare a Mario Celli.

    Fare queste cose sarebbe utilissimo, e non costerebbe molto. Si potrebbe utilizzare la professionalità delle guide alpine abruzzesi, molte delle quali già lavorano con il Soccorso Alpino. Si potrebbero mettere in rete le relazioni degli appassionati, che spesso escoono in tempo reale sui siti specializzati. Si potrebbero sfruttare le esperienze dei capi-gita del CAI, degli accompagnatori di media montagna, dei guardiaparco e dei forestali dei parchi. E perfino quelle di chi, come me, scrive e pubblica itinerari.

    Eliminare le vittime è impossibile, ma ridurle seriamente si può, come può spiegare qualunque esperto di incidenti stradali o sul lavoro. Mi piacerebbe vedere i sindaci e gli assessori dell’Abruzzo fare delle cose concrete, e non della propaganda inutile.

    Mi scuso per la lunghezza, e resto in attesa, con fiducia.


    Stefano Ardito
    Grazie Jaws66!

    Una lettera accorata ed emozionante. Pensavo esattamente le stesse cose e ne parlavo con un amico appena pochi giorni fa, una scuola di montagna nella quale accogliere non le professionalità, ma le passioni dietro di queste .. un centro di documentazione per coloro che vogliono declinare la montagna in tutti i modi possibili, dalla passeggiata alla grande avventura.

  16. #7019

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    Concordo pienamente con la lettera, anzi vi dirò che conosco più di una persone che se ci fossero corsi non troppo impegnativi nelle note località sul freeride-sci alpinismo li seguirebbe volentieri!


    Situazione meteo ribaltata, ritrattamento GFS della scaldata e possibile botta molto intensa per il periodo 9-13 feb
    Visto il movimento degli spaghi potrebbe uscire una cosa bella grossa.
    Tutto dipenderà dalle temperature: se verrano limate ancora di 1-2 gradi sarebbe la gioia di tutti, altrimenti potrebbe essere la lavata finale!

    Keep Calm and Wait for the Snow


  17. #7020

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    Citazione Originariamente scritto da fla5 Vedi messaggio
    Concordo pienamente con la lettera, anzi vi dirò che conosco più di una persone che se ci fossero corsi non troppo impegnativi nelle note località sul freeride-sci alpinismo li seguirebbe volentieri!


    Situazione meteo ribaltata, ritrattamento GFS della scaldata e possibile botta molto intensa per il periodo 9-13 feb
    Visto il movimento degli spaghi potrebbe uscire una cosa bella grossa.
    Tutto dipenderà dalle temperature: se verrano limate ancora di 1-2 gradi sarebbe la gioia di tutti, altrimenti potrebbe essere la lavata finale!

    Keep Calm and Wait for the Snow

    cosa intendi per botta molto intensa?
    poichè sei un esperto tra il 12 e il 15 mi conviene andare a campo felice o a campo imperatore?

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