Discussione: Abruzzo: situazione neve, piste, aperture impianti, strade, etc.

  1. #27931
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    @skicenttal

    Hai fatto bene a precisare la storia fondativa delle origini delle marsicane, e te ne ringrazio.

    Per il resto, pur condividendo la difesa del territorio, forse hai leggermente travisato il senso degli ultimi interventi.

    Personalmente, e l'ho scritto in modo testuale, sono affezionatissimo al vostro territorio e ai suoi abitanti.

    Idem dicasi degli altri: non devo difendere nessuno, ma lo so per discorsi vecchi, fatti di persona o via Forum.

    Quanto agli impianti: la critica maggiore é verso la politica locale. É un fatto oggettivo che tutte le stazioni in mano pubblica annaspino o stiano chiudendo.

    Sui privati: é stata fotografata la situazione, elogiando sia il dinamismo autoctono sangritano e l'operato degli imprenditori che operano sull'altopiano delle rocche

    Poi ci sono parossismi locali, come quelli di Passo Lanciano Majelletta. E lì mi pare che ci sia, oltre ad un incapacità del decisore pubblico, anche una discreta fetta di colpe per gelosie e rivalità private.

    Che, permettimi, lo so da fonte certa, hanno inciso (come co-causa) anche nel declino di Prati di Tivo, dove le faide sono antiche e distruttive.

    Detto questo, mi pare che davvero nessuno ce l'abbia con le popolazioni abruzzesi.
    Tanto meno con quelle interne o montane di cui, anzi, si e'spesso detto che vanno tutelate contro il rischio spopolamento, indotto da visioni assolutistiche ed integraliste, classiche di chi vorrebbe fare parchi in ogni dove scaccianoi residenti.
    Si vorrebbe, anzi, che fosse dato loro il modo ed i mezzi per convivere e far fruttare il loro territorio nella maniera migliore.
    E magari ci si arrabbia quando si vede che non avviene e ci sono enormi occasioni sprecate.

    Per me é tutto qui.

  2. Lo skifoso MAXINMARE ha 2 Skife:


  3. #27932

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    Un ulteriore precisazione, CF non è una stazione che si può definire Marsicana ma è assieme a CI una stazione Aquilana, se proprio volete dare definizioni quelle che potete definire Marsica sono oltre a Ovindoli, Pescasseroli (che inserite erroneamente nell’alto Sangro) e Marzia/Monte Rotondo

    @ Max non ce l’ho assolutamente con te, anzi condivido tante analisi che fai altre no ma penso che sia normale. Il fatto è che troppo spesso si divaga senza sapere di ciò di cui si scrive e come ha scritto big-powder, facendo credere a chi magari non sa nulla dei luoghi di cui si parla, facendo passare per verità assolute inesattezze e distorsioni che creano una visione distorta da quello che è realmente.

  4. Lo skifoso skicentral ha 3 Skife:


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  6. #27933
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    Vale per me come per altri: é un forum, stiamo qui per chiacchierare e darci reciproche informazioni. Se c'è qualche precisazione da fare, la si fa, se su qualcosa non si concorda, lo si dice tranquillamente.
    Siamo adulti (qui mediamente più che altrove) e nessuno se la piglia.

    Personalmente mi bastava ribadire (e non credo ce ne fosse bisogno, visti i fiumi di parole degli ultimi anni) che tutto si può pensare tranne che io abbia intenti denigratori verso luoghi e/o popolazionii che invece mi piacciono.

  7. Lo skifoso MAXINMARE ha 2 Skife:


  8. #27934

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    Fra le stazioni marsicane aggiungerei anche Camporotondo.

  9. Lo skifoso 66luca ha 2 Skife:


  10. #27935

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    Citazione Originariamente scritto da skicentral Vedi messaggio
    Dovrei fare alcune precisazioni perché in questa discussione oltre a tante considerazioni giustissime ne vengono scritte altrettante alla dick of dog.
    La stazione di Ovindoli è nata su un iniziativa dell’Ente Fucino assieme ad un consorzio di “pecorai” come simpaticamente veniamo descritti noi abitanti dell’Abruzzo interno e ne sono orgoglioso di farne parte. Successivamente la società che aveva dato il via è stata ceduta dapprima ad un avvocato americano che lavorava alla FAO assieme ad un avvocato pecoraio di Ovindoli e successivamente ad un industriale Avezzanese che faceva parte della famiglia Bombrini Parodi, prima di arrivare ad essere rilevata dalla famiglia Bartolotti (Ovindoli e la sua stazione già esistevano quando è arrivata la famiglia Bartolotti).
    Idem per Campo Felice, vero che la stazione è nata su impulso del Cav. Aldo Jacovitti che era nato a Roma, ma nato da genitori originari di Rocca di Cambio ed Ovindoli che avevano gettato le basi per la nascita a Roma di una delle più grandi imprese del dopoguerra nel settore degli idrocarburi e del loro stoccaggio (basta vedere cosa c’è a Civitavecchia). I Lallini hanno rilevato la società successivamente.
    Che se dobbiamo considerare Jacovitti una persona “straniera” (cosa che non lo è mai stata a Rocca di Cambio) allora è necessario che si consideri che gran parte degli industriali (per non parlare dei costruttori/palazzinari) di Roma sono tutti stranieri e se non arrivavano loro stranieri molto probabilmente tanti ancora pascolavano le pecore degli armentizi abruzzesi nella campagna romana...
    ...non posso che quotarti. Pienamente d’accordo

  11. Skife per RAFFAELE DI BARTOLOMEO:


  12. #27936

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    Citazione Originariamente scritto da MAXINMARE Vedi messaggio
    Guarda, vuoi sapere come la penso?
    Paradossalmente, senza quelle vicende storiche, Campo imperatore oggi sarebbe una normalissima stazione, con innevamento programmato, nonchè collegamento con i noti versanti di Fossa di Paganica e Monte Cristo.
    Ammirato e invidiato da mezza italia.

    Molti problemi politici, li esattamente come a Terminillo, derivano proprio da un idiota desiderio di determinate fazioni politiche, le quali, con la scusa di perseguire intenti green, pensano, in realtà, solo a boicottare le opere del ventennio.
    Ed allora li saltano fuori vipere ursini (solo sotto i piloni) tritoni di ogni tipo, persino orsi fantasmagorici.

    Poi vai a, che so, a pescasseroli, o a roccaraso o altrove, magari persino sotto parco nazionale e puff... tutte ste bestie mitologiche da tutelare, li non ci sono (e a Pescasseroli stanno in parco nazionale con gli orsi veri, bellissimi, che degli impianti e dellinnevamento pare se ne fottano altamente.).

    Lungi da me qualunque idea nostalgica: anzi, mi fanno letteralmente schifo tutti i totalitarismi (di qualunque colore però, perchè resta una distopia dovuta al fatto che gli altri hanno vinto la guerra e so più fighi, nonostante le decine di milioni di morti fatti anche da loro).

    Ma credimi, se c'è una chanche di rilancio di queste due stazioni, viaggia solo sotto la voce stazione sciistica: provare a dargli - quantomeno ora- anche un connotato di turismo storico farebbe venire ancor più l'itterizia a tutta una serie di settori ideologizzati i quali, anche se l'operazione di turismo storico fosse fatta in modo neutro ed anzi, virtuoso (nessuno va ad Auschwitz per omaggiare i nazisti, eppure ci fanno turismo), alzerebbero barricate più alte del corno grande.

    Starei al punto: li devono fare impianti e strutture dedite allo sci.

    E il tempo stringe.... anno dopo anno, sindaco di destra, o sindaco di sinistra, passa e stringe, sempre di più.
    Leggo solo oggi il tuo commento e vorrei esprimere un parere. Secondo me nel 2021 lo sviluppo e la tutela dell'ambiente devono andare di pari passo e non ostacolarsi a vicenda. Lo sviluppo infrastrutturale non va ostacolato ma va indirizzato verso obiettivi virtuosi. Pensare nel 2021 di costruire impianti a quote basse o male esposte(vedi Monte Cristo), oppure impianti di lunghezza risibile (vedi le 3 nuove seggiovie ad Ovindoli) che uno sciatore di medio livello non apprezza(si passa più tempo sugli impianti che in pista) non andrebbe neanche proposto. Nel 2021 un impianto deve avere 3 condizioni fondamentali : 1) Quota/ esposizione delle piste servite favorevole 2) lunghezza 3)miglioramento che apporta al comprensorio attuale in termini di presenze/attrattiva turistica . Senza queste 3 componenti sono solo progetti speculativi.

  13. #27937
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    Citazione Originariamente scritto da gioefilo Vedi messaggio
    Leggo solo oggi il tuo commento e vorrei esprimere un parere. Secondo me nel 2021 lo sviluppo e la tutela dell'ambiente devono andare di pari passo e non ostacolarsi a vicenda. Lo sviluppo infrastrutturale non va ostacolato ma va indirizzato verso obiettivi virtuosi. Pensare nel 2021 di costruire impianti a quote basse o male esposte(vedi Monte Cristo), oppure impianti di lunghezza risibile (vedi le 3 nuove seggiovie ad Ovindoli) che uno sciatore di medio livello non apprezza(si passa più tempo sugli impianti che in pista) non andrebbe neanche proposto. Nel 2021 un impianto deve avere 3 condizioni fondamentali : 1) Quota/ esposizione delle piste servite favorevole 2) lunghezza 3)miglioramento che apporta al comprensorio attuale in termini di presenze/attrattiva turistica . Senza queste 3 componenti sono solo progetti speculativi.
    Parliamone.

    Campo Imperatore.
    Le quote di Monte Cristo sono basse? Non direi proprio : si viaggia da 1500 a 1900.
    Gli impianti di Monte Cristo sarebbero esposti male?
    Solo un versante, quello della pista di rientro verso l'attuale rifugio: anche in caso di necessità basterebbe innevarlo. Cosa anche facile perchè è tutto un immenso pratone, senza sassi. E non bisogna disbascoare nulla, non c'è l'ombra di un albero.
    L'unica cosa che va "DISBOSCATA", nei paraggi, sono i relitti dei vecchi impianti, lasciati li dopo 20 anni di paralisi per battaglie legali infinite sulla proprietà dei luoghi di "campo nevada" e dintorni.
    L'altro versante verso fossa di paganica è esposto bene.
    E non venitemi a raccontare che la discesa da scindarella verso la Fossa non ha neve, perchè ne ho sempre vista tanta fino ad aprile. Anche li, si parte da 1600 e si arriva a 2100 e rotti... non mi paiono quote basse o scarsi dislivelli, tanto più se parliamo di appennino.

    Peraltro, avere un secondo ingresso da Monte Cristo, fatto con cabinovia, sarebbe utile per una miriade di altre cose: MTB ad esempio, d'estate. Inoltre consentirebbe anche il deflusso dei turisti in quota in caso di problemi all'altro impianto.
    E d'estate, non essendoci più il collo di bottiglia della funivia quale unico accesso, si potrebbe persino evitare il traffico veicolare selvaggio fino in quota: li fai parcheggiare a fonte cerreto e/o a Monte Cristo e si salirebbe da li.


    Ovindoli
    Le piste nella valle delle lenzuola per me hanno senso. Anzitutto, nella valle delle lenzuola, potrebbero svolgersi tranquillamente lezioni di sci da dicembre ad aprile. Le quote sono eccellenti.
    Inoltre, spostandosi da quella parte, si potrebe in futuro, trascciare facilmente una discesa fino alla Dolce vita, cosa che migliorerebbe enormemente la fruibilità della stazione, evitando il collo di bottiglia derivante dalla sua configurazione ad imbuto.
    Ne avevamo già parlato tempo fa e non è affatto irrealizzabile.
    Infine, ed è il motivo per il quale si cerca di osteggiarli, quegli impianti costituiscono un presupposto indispensabile per un futuro collegamento con CF: difficilissimo vi si riesca, ma se non fai un collegamento da quel lato, non si farà mai.
    Ultima modifica di MAXINMARE; 01-03-2021 alle 09:11 AM.

  14. Lo skifoso MAXINMARE ha 4 Skife:


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  16. #27938

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    Citazione Originariamente scritto da gioefilo Vedi messaggio
    Leggo solo oggi il tuo commento e vorrei esprimere un parere. Secondo me nel 2021 lo sviluppo e la tutela dell'ambiente devono andare di pari passo e non ostacolarsi a vicenda. Lo sviluppo infrastrutturale non va ostacolato ma va indirizzato verso obiettivi virtuosi. Pensare nel 2021 di costruire impianti a quote basse o male esposte(vedi Monte Cristo), oppure impianti di lunghezza risibile (vedi le 3 nuove seggiovie ad Ovindoli) che uno sciatore di medio livello non apprezza(si passa più tempo sugli impianti che in pista) non andrebbe neanche proposto. Nel 2021 un impianto deve avere 3 condizioni fondamentali : 1) Quota/ esposizione delle piste servite favorevole 2) lunghezza 3)miglioramento che apporta al comprensorio attuale in termini di presenze/attrattiva turistica . Senza queste 3 componenti sono solo progetti speculativi.
    Fai per caso parte del CAI?

    no perche quel che scrivi sono i loro cavalli di battaglia fondati sul nulla....anzi su cose palesemente false...manca solo la tutela del criceto preistorico e siamo apposto...

  17. Skife per Chicco#32:


  18. #27939

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    Proprio sabato ero in giro con una guida alpina / soccorso alpino abruzzese e abbiamo scambiato qualche parola sugli impianti di Campo Imperatore.
    È stata una chiacchierata interessante, anche perché "fuori da ogni pronostico" non era contrario alla possibilità di innevare artificialmente e al collegamento con Monte Cristo.

    Il suo discorso lo posso provare a riassumere così:
    a) ok allo sviluppo/recupero delle aree già antropizzate, ma regole stringenti per tutte le altre aree del parco
    b) capire come gestire/riparare 1000/2000+ persone che la mattina salgono con la funivia da Fonte Cerreto e a causa del vento/altro si trovano impossibilitate a scendere. Dove le fai riparare? E qui si è tornato a parlare del famoso hotel...

  19. Skife per IlSabino:


  20. #27940
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    La validità degli impianti e delle stazioni nel 2020 sono sicuramente legate all'efficienza e alla qualità delle gestioni che le hanno in carico negli ultimi 10/20 anni, la paleostorria delle proprietà originarie fa colore e folklore ma poco aggiunge alla realtà di strutture evolute che hanno obsolescenze inferiori a 20 anni per cui se non sono gestite e rinnovate "muoiono"; come la storia di tante stazioni sul territorio appenninico insegna.

    La fondazione di Campofelice da parte dei petrolieri jacorossi ,come tanti romani originari di quelle zone (a Roma sono tanti gli abruzzesi e anche i marchigiani), è nota a molti se non a tuti forse . meno nota quella ovindoliana. Ma la due stazioni, soprattutto Ovindoli, hanno fatto un enorme salto di qualità con le gestioni attuali, per cui gli onori e gli oneri spettano soprattutto a loro perché di skilift a palo e vecchie seggiovie lente oggi resterebbe poco se non fosse per loro. Soprattutto sono stati investiti soldi in impianti decenti, anche sovradimensionati a ovindoli, e innevamenti che gli consentono di tenere il passo, seppure con i noti limiti...e investire in quei territori non è mai facile, perchè le ostilità latenti o meno sono sempre presenti.

    La tutela del territorio in quasi tutto l'appennino (non solo in abruzzo) è vista esclusivamente come strumento/pretesto per impedire un certo sviluppo economico in aree in cui insistono stazioni montane, perchè vietando si uccide l'economia, lo sviluppo, e i soldi e clienti vanno altrove...e spesso l'ambiente riamane semplicemente abbandonato, non tutelato, con i relitti di impianti lasciati come ferite a memoria dei posteri.


    Al tempo in Abruzzo c'erano almeno altre 2 stazioni importanti una è Pescasseroli, che oggi sopravvive in inverno (con tutti i limiti imposti dal parco e alcuni impianti smantellati) e ha molto turismo in estate, con alcuni limiti di esposizione e quota base impianti come stazione invernale. L'altra era campo di giove, con oltre 1000 di dislivello, la più alta quota raggiunta sull'appennino a rivaleggiare con imperatore e rivisondoi (all'epoca non collegata a Roccaraso) , con un bel centro turistico a base impianti, oggi ne restano le briciole di una stagione mozzata, con molto rammarico.
    Dietro a queste c'erano realtà di buona tradizione come prati di tivo e le ormai quasi estinte le realtà di scanno e passo godi che avevano anche loro una discreta tradizione turistica...

    Ancora spesso baciata dalla neve la majeletta, rimasta ancora con skilif vetusti con la grande ferita nel cuore degli sciatori del mancato collegamento a passo lanciano che ne farebbe uno dei primi 3/4 resort abruzzesi come qualità e dislivello.


    Questo per dire che 50 anni fa in Abruzzo proliferavano le stazioni interessanti, legate o meno a realtà locali o imprenditoriali, ma oggi solo quelle che hanno affrontato le sfide economiche e burocratiche con il giusto piglio, capacità e disponibilità economica sono solide, altre agonizzano, altre sono gia semi sepolte...

    Aggiungiamo che il costo dell'impresa, l'investimento, le tempistiche realizzative e il contesto normativo erano assai molto più accessibili e agevoli 50-60 anni fa rispetto a oggi, per cui la storia delle origini imprenditoriali ha una componente sicuramente rilevante nello sviluppo del turismo di una stazione, ma passa in secondo piano rispetto alla complessità e alla rilevanza finanziari che una moderna gestione deve affrontare..

    Per finire se ancora si dubita sulla validità di ampliare Ovindoli verso le lenzuola o di fare un secondo arroccamento a imperatore con ampliamento degli impianti, penso che sia solo per motivi di ostilità politica, personale, o per volere un "orticello" per pochi amici (stile cai) , perchè tutti gli aspetti di quelle stazioni ne avrebbero enorme giovamento..

  21. Lo skifoso turbodream ha 2 Skife:


  22. #27941

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    Spesso chi "viene da fuori" conosce i fatti per come gli sono stati rappresentati. La rappresentazione degli accadimenti varia da soggetto a soggetto, generalmente nei luoghi più raccolti come i paesi appenninici chi appartiene ad una famiglia, schieramento pseudo - politico o fazione rappresenta la sua realtà che "gli altri" semplificano all'esatto opposto.
    Chi non è del posto conosce meno le questioni, anche se ha passione e legame con i luoghi come nel caso di Max per Campo Imperatore in particolare e per l'Abruzzo in generale oppure per il Matese come nel mio caso. Con questo non voglio dire che Max non si sia documentato.
    Da qui discendono o possono discendere alcuni dati imprecisi.
    Ciò che non è in discussione è l'affetto e la passione che si può nutrire anche per luoghi nei quali non si è nati e lo stato di abbandono o mediocre di certe realtà che si vorrebbero valorizzate o per le quali vi è la speranza di vederle rinverdire come negli anni ruggenti.
    Come di consueto, Turbodream ha saggiamente richiamato alcuni dati che sono difficilmente controvertibili.
    Uno in particolare ha sollecitato la mia attenzione: "La tutela del territorio in quasi tutto l'appennino (non solo in abruzzo) è vista esclusivamente come strumento/pretesto per impedire un certo sviluppo economico in aree in cui insistono stazioni montane, perchè vietando si uccide l'economia, lo sviluppo, e i soldi e clienti vanno altrove...e spesso l'ambiente riamane semplicemente abbandonato, non tutelato, con i relitti di impianti lasciati come ferite a memoria dei posteri.
    Aggiungiamo che il costo dell'impresa, l'investimento, le tempistiche realizzative e il contesto normativo erano assai molto più accessibili e agevoli 50-60 anni fa rispetto a oggi, per cui la storia delle origini imprenditoriali ha una componente sicuramente rilevante nello sviluppo del turismo di una stazione, ma passa in secondo piano rispetto alla complessità e alla rilevanza finanziari che una moderna gestione deve affrontare.."

    Ritengo trattarsi di una rappresentazione obiettiva.
    A mio avviso vi sono alcuni dati essenziali.
    La demenziale proliferazione di divieti che impedisce ciò che prima era legittimo, lecito e valutato come esatto. Più divieti, più norme contorte scoraggiano investimenti.
    I divieti, le competenze (sovintendenza, beni ambientali, ente parco, commissioni semplificate etc.) non fanno altro che deprimere le iniziative di chi pure vorrebbe impegnarsi in favore dei luoghi e per se stesso.
    L'asserita intransigenza e tutto il resto ha il demerito di opprimere ogni positività, di conferire poteri a chi non ha competenze, di non arresatare gli abusi edilizi, gli sversamenti di acque luride che giungono nelle falde etc.
    Anche io ho la sensazione che i relitti degli impianti vengano lasciati sul posto con il malcelato intento di fare da monito alle velleità di vorrebbe in qualche modo rinnovare quegli impianti al fine di creare un qualcosa in favore di un posto.
    Ultima modifica di il Matesino; 01-03-2021 alle 12:15 PM.

  23. Lo skifoso il Matesino ha 2 Skife:


  24. #27942

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    Citazione Originariamente scritto da Chicco#32 Vedi messaggio
    Fai per caso parte del CAI?

    no perche quel che scrivi sono i loro cavalli di battaglia fondati sul nulla....anzi su cose palesemente false...manca solo la tutela del criceto preistorico e siamo apposto...
    Scusami, ma non posso avere un'opinione differente?
    Io ho in mente tutt'altro tipo di sviluppo e te lo espongo qui di seguito:

    1) Campo Imperatore: dovrebbe a parer mio ampliare gli impianti in quota e non a valle. Io punterei per 3 impianti uno a dx della Scindarella, uno verso il Duca degli Abruzzi e uno nella conca di Campo Pericoli , migliorando la portata della Funivia. Sai che comprensorio che avresti con neve da Novembre a Maggio!!!!

    2) CF : ritorno in cima a M. Rotondo e ampliamento zona a dx degli innamorati

    3) Ovindoli: invece di 3 impianti "corti" realizzazione nella Valle delle lenzuola di 2 impianti di media lunghezza

    4) PL Maielletta: impianto collegamento (se ne parla da una vita ) e ammodernamento skilift

    Ti sembro uno del CAI??

    Bisogna essere oggettivi. La quota neve si è alzata rispetto agli anni 70 ( tranne questa anno e pochi altri a 1400 metri a Dicembre si salva solo chi ha innevamento artificiale) e la richiesta degli sciatori idem (si richiedono piste più lunghe e più tecniche e Ovindoli ad esempio ha già tra BIN e Anfiteatro tante piste adatte ai principianti sia per pendenze che per lunghezza).
    Ultima modifica di gioefilo; 01-03-2021 alle 02:06 PM.

  25. #27943

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    Citazione Originariamente scritto da turbodream Vedi messaggio
    La validità degli impianti e delle stazioni nel 2020 sono sicuramente legate all'efficienza e alla qualità delle gestioni che le hanno in carico negli ultimi 10/20 anni, la paleostorria delle proprietà originarie fa colore e folklore ma poco aggiunge alla realtà di strutture evolute che hanno obsolescenze inferiori a 20 anni per cui se non sono gestite e rinnovate "muoiono"; come la storia di tante stazioni sul territorio appenninico insegna.

    La fondazione di Campofelice da parte dei petrolieri jacorossi ,come tanti romani originari di quelle zone (a Roma sono tanti gli abruzzesi e anche i marchigiani), è nota a molti se non a tuti forse . meno nota quella ovindoliana. Ma la due stazioni, soprattutto Ovindoli, hanno fatto un enorme salto di qualità con le gestioni attuali, per cui gli onori e gli oneri spettano soprattutto a loro perché di skilift a palo e vecchie seggiovie lente oggi resterebbe poco se non fosse per loro. Soprattutto sono stati investiti soldi in impianti decenti, anche sovradimensionati a ovindoli, e innevamenti che gli consentono di tenere il passo, seppure con i noti limiti...e investire in quei territori non è mai facile, perchè le ostilità latenti o meno sono sempre presenti.

    La tutela del territorio in quasi tutto l'appennino (non solo in abruzzo) è vista esclusivamente come strumento/pretesto per impedire un certo sviluppo economico in aree in cui insistono stazioni montane, perchè vietando si uccide l'economia, lo sviluppo, e i soldi e clienti vanno altrove...e spesso l'ambiente riamane semplicemente abbandonato, non tutelato, con i relitti di impianti lasciati come ferite a memoria dei posteri.


    Al tempo in Abruzzo c'erano almeno altre 2 stazioni importanti una è Pescasseroli, che oggi sopravvive in inverno (con tutti i limiti imposti dal parco e alcuni impianti smantellati) e ha molto turismo in estate, con alcuni limiti di esposizione e quota base impianti come stazione invernale. L'altra era campo di giove, con oltre 1000 di dislivello, la più alta quota raggiunta sull'appennino a rivaleggiare con imperatore e rivisondoi (all'epoca non collegata a Roccaraso) , con un bel centro turistico a base impianti, oggi ne restano le briciole di una stagione mozzata, con molto rammarico.
    Dietro a queste c'erano realtà di buona tradizione come prati di tivo e le ormai quasi estinte le realtà di scanno e passo godi che avevano anche loro una discreta tradizione turistica...

    Ancora spesso baciata dalla neve la majeletta, rimasta ancora con skilif vetusti con la grande ferita nel cuore degli sciatori del mancato collegamento a passo lanciano che ne farebbe uno dei primi 3/4 resort abruzzesi come qualità e dislivello.


    Questo per dire che 50 anni fa in Abruzzo proliferavano le stazioni interessanti, legate o meno a realtà locali o imprenditoriali, ma oggi solo quelle che hanno affrontato le sfide economiche e burocratiche con il giusto piglio, capacità e disponibilità economica sono solide, altre agonizzano, altre sono gia semi sepolte...

    Aggiungiamo che il costo dell'impresa, l'investimento, le tempistiche realizzative e il contesto normativo erano assai molto più accessibili e agevoli 50-60 anni fa rispetto a oggi, per cui la storia delle origini imprenditoriali ha una componente sicuramente rilevante nello sviluppo del turismo di una stazione, ma passa in secondo piano rispetto alla complessità e alla rilevanza finanziari che una moderna gestione deve affrontare..

    Per finire se ancora si dubita sulla validità di ampliare Ovindoli verso le lenzuola o di fare un secondo arroccamento a imperatore con ampliamento degli impianti, penso che sia solo per motivi di ostilità politica, personale, o per volere un "orticello" per pochi amici (stile cai) , perchè tutti gli aspetti di quelle stazioni ne avrebbero enorme giovamento..
    Sottoscrivo tutta la tua analisi e mi soffermo solo sull'ultima frase . Io non dubito sull'ampliare Ovindoli verso le lenzuola o sull'ampliamento di C.I. anzi.....dico solo che quando si fa un investimento bisogna farlo nel miglio modo possibile sotto tutti i punti di vista; ad Ovindoli penso che quasi tutti noi preferiamo la Montefreddo alla Brin per lunghezza (ovviamente ci sarebbe bisogno di un impianto più veloce) (quindi per me i nuovi impianti/piste dovrebbero avere quel tipo di lunghezza) , mentre per C.I. le possibilità di ampliare il demanio (esigenza principale) secondo me sono in quota sono maggiori che a valle

  26. #27944
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    Provo a dirti la mia


    Citazione Originariamente scritto da gioefilo Vedi messaggio
    Scusami, ma non posso avere un'opinione differente?
    Io ho in mente tutt'altro tipo di sviluppo e te lo espongo qui di seguito:

    1) Campo Imperatore: dovrebbe a parer mio ampliare gli impianti in quota e non a valle. Io punterei per 3 impianti uno a dx della Scindarella, uno verso il Duca degli Abruzzi e uno nella conca di Campo Pericoli , migliorando la portata della Funivia. Sai che comprensorio che avresti con neve da Novembre a Maggio!!!!
    A) La portata della funivia non può essere facilmente ampliata: per quegli sbalzi e quel dislivello non credo proprio sia facile. Mgari fla5 ne saprà di più ma se si volesse aumentare la portata sostituendo l'attuale va e vieni con una ovovia/cabinovia, su un percorso del genere, credo che a quel punto bisognerebbe spezzare in più tronconi.

    B) Ci vorrebbero un botto di soldi che ad oggi non metterebbe nessuno

    C) Non avresti comunque risolto il problema dell'accesso alternativo in caso di tormenta e/o malfunzionamenti.

    D) Continuerebbe comunque ad esserci il problema delle code per l'arroccamento ... più smaltibili, ma non risolte.

    E) Anche a me piacerebbero altri impianti su in quota ma, ad oggi sono sia irralizzabili. Anzitutto, ed è dirimente, il parco, assurdamente calato su quell'area, vieta - ad oggi - ogni nuovo impianto sopra i 2100 metri. In secondo luogo, se anche per assurdo il "problema parco" sparisse all'istante, mentre per il collegamento con M. Cristo e Fossa c'è un progetto già approvato e (in teoria) finanziato, per fare quel che dici tu bisognerebbe ripartire da capo.


    Citazione Originariamente scritto da gioefilo Vedi messaggio
    2) CF : ritorno in cima a M. Rotondo e ampliamento zona a dx degli innamorati
    Nulla questio. Specie l'idea di ripristinare il collegamento fino in cima a M. Rotondo (attualmente impedito- spiece rilevarlo - dalle solite beghe tra amministrazioni locali). Ma sono cose già previste e non certo alternative all'idea del collegamento.

    Citazione Originariamente scritto da gioefilo Vedi messaggio
    3) Ovindoli: invece di 3 impianti "corti" realizzazione nella Valle delle lenzuola di 2 impianti di media lunghezza
    La lunghezza è parametrata al dislivello: li nella valle delle lenzuola non è che si possan fare grandi miracoli perchè parti già alto ed arrivi poco più su. Io penso sia una zona che sarebbe ottima per i principianti, che potrebbero sciare con neve migliore della pappetta che sta giù a pattinare sull'acqua quando fa caldo sulle Topolino, Minnie e Dolce vita (già meno esposta al sole). Poi se si riesce a fare un impianto in meno, va bene, basta si facciano.

    Citazione Originariamente scritto da gioefilo Vedi messaggio
    4) PL Maielletta: impianto collegamento (se ne parla da una vita ) e ammodernamento skilift
    Li siamo agli anni 70, quando in tv c'era una bellissima serie: "ai confini della realtà"

  27. #27945

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