Discussione: Abruzzo: situazione neve, piste, aperture impianti, strade, etc.

  1. #27916

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    Citazione Originariamente scritto da 66luca Vedi messaggio
    Questa mattina stavo leggendo un articolo su montagna.tv, parlava di questo inverno strano e dell 'incremento delle famose " attività alternative allo sci " e di un webinair organizzato dalla Società Alpinisti Tridentini, ora logicamente gli ambientalisti si lamentano che ci sono troppi escursionisti, ciaspolatori, skialper in giro per i monti e si compromette l' equilibrio naturale disturbando la fauna locale. Sono arrivati a chiedere l' istituzione delle "aree di quiete", delle zone in cui l' accesso è vietato a chiunque.
    Quindi w le ciaspole e lo skialp...... ma per pochi, altrimenti mi rovinano il giocherello......
    Le famose alternative agli impianti ora non vanno più bene? Il turismo lento e green? Cosa si può fare in montagna? Perché mi sembra di ricordare che anche le MTB non vanno bene per queste persone.
    Quando leggo queste cose mi viene voglia di piantare piloni da Lisciano a Leonessa ogni 2 metri e far girare gli impianti h24

  2. Lo skifoso IlSabino ha 3 Skife:


  3. #27917
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    Citazione Originariamente scritto da IlSabino Vedi messaggio
    Le famose alternative agli impianti ora non vanno più bene? Il turismo lento e green? Cosa si può fare in montagna? Perché mi sembra di ricordare che anche le MTB non vanno bene per queste persone.
    Quando leggo queste cose mi viene voglia di piantare piloni da Lisciano a Leonessa ogni 2 metri e far girare gli impianti h24
    Non vanno bene no. Questo genere di turismo è fatto principalmente di persone che salgono e scendono in giornata, intasando parcheggi e costoni in modo ingestibile.
    In più:
    - non portano alcun giovamento all'economia locale (salvo che a qualche ristoratore, ma la maggior parte pranza "al sacco").
    - alimentano in modo esponenziale gli incidenti (andare per monti e per boschi è decisamente più impegnativo di quanto molti credano, certamente non è come fare una passeggiata in campagna... e neanche come fare il bagno al mare o al fiume, dove pure, affogano tanti continentali e/o montanari).

    I talenazi fintoambientali, dalle loro comodissime poltrone cittadine, in realtà, temo che, per la gran parte, vogliano due cose:
    - parchi e relativi posti per sistemare un pò di gente.
    - libertà di circolazione per se stessi e divieto d'accesso per chiunque altro.

    Se poi la cosa si abbina anche a qualche genere di "soddisfazione" vetero-ideologica, la cosa li manda persino in sollucchero.

    Di tutto il resto, ovvero dello spopolamento di intere aree, dell'inevitabile disoccupazione e della conseguente emigrazione nelle città, lasciando crepare DI INEDIA borghi interi, non gliene fotte assolutamente nulla.
    Anzi, taluni hanno proprio la deliberata intenzione di andare a colpire le "grette e insensibili" popolazioni montane, ree, a loro dire, di sfruttare la montagna (perchè fanno l'albergatore, il ristoratore, il gattista, il maestro di sci alpino, o persino - orrore - l'impiantista).
    Ultima modifica di MAXINMARE; 24-02-2021 alle 11:41 AM.

  4. Lo skifoso MAXINMARE ha 5 Skife:


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  6. #27918

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    Il Parco regionale e poi nazionale del Matese, i cui confini sono tracciati da persone che il Matese nemmeno sanno dove sta, è formato da un territorio sconfinato, inutilizzato ed abbandonato.
    Le poche genti rimaste si lamentano delle linee tracciate dagli incompetenti nominati dalla politica. Ci sono divieti su tutto, perfino per le opere provvisionali atte a mitigare le scorribande di tutti gli animali presenti (lince, volpe, cinghiale etc.).
    Perfino sui libri di scuola inseriscono il Lago Matese, che ricade nel territorio campano, tra le risorse del massiccio del Matese molisano.
    Non è una questione di poco conto, con la stessa approssimazione si tracciano linee di confine tra il nulla scambiato o spacciato per il bene e le zone antropizzate, ove illegittimamente secondo gli ambientalisti del piffero l'uomo avrebbe apportato modifiche significative e conseguenti alterazioni.
    Ai pochissimi pastori e coltivatori diretti rimasti, oltre il lavoro il territorio non offre nulla. Secondo gli scenziati in quelle zone non deve esservi niente. Ma chi vorrebbe abitare in un luogo in cui non vi è niente ?
    Max faceva riferimento ad albergatori, ristoratori, etc. Quelli pure sono una sparuta minoranza, perché laddove non vi è niente la gente nemmeno sale. E non si può tenere un'attività chiusa per tutta la settimana. Aprire il sabato e la domenica non è sufficiente, così la gente se ne va, i paesi si spopolano, muore il commercio. Ma lo abbiamo già ripetuto tante volte

  7. Lo skifoso il Matesino ha 2 Skife:


  8. #27919
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    nella disperazione ritorniamo a boomerang sui soliti riti folli della gestione appenninica...

    campo imperatore invece di pensare che all'hotel ci fu tenuto il duce prigioniero, si pensasse che sarebbe la "chamonix" degli appennini, sci primaverile e tardo autunnale, stagione 15 nov-5 maggio che con neve artificiale diventa garantito, impassibility di soggiorno in quota, accesso con viabilità spettacolare, una città (ahime terremotata e dormiente) a due passi, un potenziale per tutte le discipline alpinistiche e di mtb unici in appennino (accessible fino a 2500 metri, dislivello di oltre 1000, due versanti, sarebbe una monster del mtb),
    Con delle potenzialità turistiche , anche grande a una viabilità eccellente, la capitale a 1 h circa e un citta medio grande ai sui piedi, parliamo di una configurazione eccezionale, e invece pur di non fare un cappero ci si attaca a retoriche di trascurabili episodi storici del secolo scorso..

    L'Abbruzzo non si merita il gran sasso, portiamolo in trentino, dove i parchi naturali sono solcati da impianti di risalita e trail, dove la gente ti accoglie col sorriso, ci sono iniziative per valorizzare qualsiasi aspetto...

    da rodersi il fegato...

  9. Lo skifoso turbodream ha 5 Skife:


  10. #27920

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    Per una volta dissento parzialmente, ma solo per un motivo. Frequento saltuariamente l'Abruzzo ma non mi sembra che al centrosud qualche regione faccia meglio. Certamente non la Campania, che ha abbandonato tutte le pur modeste stazioni sciistische, non il Lazio per quello che leggo, non il Molise che per qualcuno non esiste ma invece è una regione con grandi potenzialità; nemmeno tanto aggrappata a Campitello Matese.
    Allora l'Abruzzo, spesso criticato dalle sue stesse genti, sicuramente non è il Trentino ma qui al centrosud assicura servizi più che sufficienti, sempre superiori alla media (Pescocostanzo e Pescasseroli per ristorazione, Roccaraso per lo sci).
    Potrebbe fare molto meglio, ma questa è altra storia e riguarda tutta l'Italia. Alcune Regioni del centrosud si sono messe a correre da anni, tra queste la Puglia e la Sicilia che hanno alzato a livelli molto importanti la qualità della loro accoglienza. Altre continuano ad arrancare o peggio ad arretrare (Calabria), altri campano di rendita (Campania).

  11. #27921
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    Tutto va in relazione alle potenzialità.

    L'abruzzo resta sicuramente la regione sciistica per eccellenza , ovviamente guardando al di fuori dall'arco alpino.

    Tuttavia, a parte le lodevolissime iniziative di alcuni privati (Alto Sangro in primis, ma anche le stazioni dell'altopiano delle Rocche), non ci si può nascondere che l'Abruzzo è una regione che sfrutta pochissimo (e spesso anche male) le sue potenzialità montane.
    Mentre dedica molte più energie al - a mio parere - non certo eccellentissimo comparto costiero, con un mare che, se va bene, si avvicina alla sufficienza, ma di sicuro non spicca in nulla.

    Non puoi avere PL e Majelletta scollegate da poche decine di metri, per giunta con con skipass e gestioni differenti.
    Non lasci crepare un luogo meraviglioso come Scanno
    Non puoi lasciare che OVO e CF restino senza - almeno. un servizio di skibus elettrici a collegarle (tanto più visto che hai fatto il tunnel).

    Ma, più di ogni altra cosa, non puoi avere una montagna unica, come è il Gran Sasso, e lasciarla crepare così, su entrambi i versanti.

    Non basta dire che c'è Roccaraso: ci sono una serie di superficialità, trascuratezze, se non proprio cattiverie, verso il reparto montano, che rasentano l'incomprensibile.

    Sarebbe come a dire che la Sicilia, o la Puglia, invece che sull'incredibile offerta di spiagge e mare da favola, investissero il 90% dei fondi per il comparto turistico montano (che la Puglia, per inciso, proprio non ha...). Se tu hai il Gargano, punti sulle spiagge, sulle calette rocciose, sul Windsurf, su Vieste e Peschici, e sul mare meraviglioso che lo contorna. Ma non pensi a fare una seggiovia a San Giovanni Rotondo, perchè magari, quando gira da est, ci fa 5 cm.

    Fatta questa iperbole, forse le critiche che muoviamo all'Abruzzo, cui peraltro siamo tutti affezionatissimi, si comprendono, forse, un tantino meglio.

  12. Skife per MAXINMARE:


  13. #27922

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    Si certo, ma siamo nell'italietta repubblicana che elegge i peggiori e gli conferisce incarichi di governo, tanto a livello centrale quanto periferico.
    Non ci si può aspettare molto di più finché la pseudo politica gestisce. Lo abbiamo detto tante volte.
    Se a dirigere una stazione sciistica nomini un avvocato in sostituzione di un ex azzurro di sci, stimato a livello europeo perchè di comprovate capacità, cosa ti puoi aspettare ? che forse distingua tra ipotesi colposa e dolosa del reato, come sfugge all'ex ministro dj fofò, ma non che sia bravo a disegnare piste, organizzare le discipline sportive etc. etc.
    L'Abruzzo soffre degli stessi problemi, salvo qualche eccezione segnalata (Tatone a Pescocostanzo) che con un lavoro serio riesce a tenere in piedi un comprensorio modesto.

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  15. #27923
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    Non è nanche sempre e solo una questione di direzione.

    Tatone a Pescocostanzo riesce perchè il sindaco (che pure politicamente è di segno opposto), oltre ad essere evidentemente capace (non trova neanche avversari che gli si candidino contro) fa squadra e lo supporta in toto: e i risultati si vedono.

    Ma il tutto si regge per continuità manageriale/amministrativa.

    Cambiassero loro per Pesco sarebbe difficile.


    A Campo Stella (Terminillo versante nord, giusto per fare un esmepio fuori dalla REGIONE ABRUZZO) le cose andavano divinamente bene, con una stazione in enorme crescita.
    Ma hanno funzionato solo finchè c'è stata un'amministrazione che aveva fatto dello sviluppo sciistico il suo fiore all'occhiello e che vi si impegnava in prima persona. Cambiata l'amministrazione è sceso il buio più pesto: per un motivo o per l'altro, non s'è sciato più da due anni (e va be il covid).


    Ma di dico di Più: a Campo Imperatore c'è Pignatelli di cui tutto si può dire tranne che non sia una persona capace e competente nel campo dello sci. Nella stagione scorsa - arida come mai da 30 anni - era riuscito a tenere aperto persino andando a raccattere la neve dalla piana (in quota, per il troppo vento delle pochissime perturbazioni che passarono, non ce n'era mai).
    Ma finchè al comune de L'Aquila continueranno a menar il can per l'Aia, con tante chiacchiere e fatti a zero, li non si muoverà un sasso.

    Insomma, va benone il manico, ma serva anche che la politica lo appoggi e fornisca la ciccia (in danaro ed autorizzazioni amministrative).

    Motivo per il quale: a prescindere da chi le guidi, salvo eccezionali casi di amministrazioni illuminate (ma si spegne la luce appena cambi colore politico), sul medio lungo periodo, almeno qui al centro sud (in TAA è indubbiamente diverso, ma per una quantità di ragioni), funzionano bene solo le stazioni "privatizzate".
    Mentre per quelle integralmente in mano al pubblico (come dimenticare Prati di Tivo) c'è un ecatombe a non finire.

  16. Skife per MAXINMARE:


  17. #27924
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    Citazione Originariamente scritto da il Matesino Vedi messaggio
    Per una volta dissento parzialmente, ma solo per un motivo. Frequento saltuariamente l'Abruzzo ma non mi sembra che al centrosud qualche regione faccia meglio. Certamente non la Campania, che ha abbandonato tutte le pur modeste stazioni sciistische, non il Lazio per quello che leggo, non il Molise che per qualcuno non esiste ma invece è una regione con grandi potenzialità; nemmeno tanto aggrappata a Campitello Matese.
    Allora l'Abruzzo, spesso criticato dalle sue stesse genti, sicuramente non è il Trentino ma qui al centrosud assicura servizi più che sufficienti, sempre superiori alla media (Pescocostanzo e Pescasseroli per ristorazione, Roccaraso per lo sci).
    Potrebbe fare molto meglio, ma questa è altra storia e riguarda tutta l'Italia. Alcune Regioni del centrosud si sono messe a correre da anni, tra queste la Puglia e la Sicilia che hanno alzato a livelli molto importanti la qualità della loro accoglienza. Altre continuano ad arrancare o peggio ad arretrare (Calabria), altri campano di rendita (Campania).

    ma li contesto geografico è assolutamente diverso, L'abruzzo ha catene appenniniche imponenti, rilievi di oltre 2500 m da est a ovest della regione anche a pochi km dal mare (maielletta), una persistenza media della neve al suolo che solo sulle alpi , non si può paragonare a regioni come lazio Campania etcc. che oltre ad avere una costa estesa e un clima costiero decisamente migliore (malgrado cio l'Abbruzzo che ha un discreto mare, aveva puntato in passato sul mare abbandonando la montagna)...L'abruzzo è un territorio fortemente montano, con poche pianure sopratutto in zone costiere, la piu grande piana interna, il fucino è un lago prosciugato ...

    L'Abbruzzo aveva decine di stazioni sul suo territorio, di cui molte con potenzialità di altitudine ed estensione che pochi appennini hanno, se proprio deve avere un rivale può essere l'appennino toscoemiliano non le confinanti (lazio, molise). Il tosco emiliano infatti annovera gli altri maggiori resort appenninici, che però forse malgrado a volte nevosità suprema (anche in primavera) è ancora più esposto a fattori climatici mutevoli e venti fotonici..
    I piccoli massici laziali, campani, molisani sono poca roba rispetto a quanto c'è in abuzz, inutile portare il discorso in situazioni climatiche come calabria e sicilia, dove neve e rilievi non mancano ma la vocazione turistica difficilmente sarà rivolta alla montagna..

    a mio avviso l'Abbruzzo è fortemente deficitario nella gestione pubblica e le eccellenze sono legate a caratteristiche locali specifiche o "Importate":
    Il sangritano, dove sorge la piu importante realtà turistica montana, e di proprietà local, ha una vocazione turistica di stampo campano, piu aperta, meno montanara evolta, accogliente, dinamica, i rilievi costieri (PE e CH) sono arretrati e sfruttano male immense possibilità, l'aquilano è inerme e tenta di tarparsi le ali in tutti i modi a livello legale e burocratico, la marsica va avanti solo perchè gli impianti non sono stati fatti da "stranieri", originari di altre realtà, se fosse per gli abruzzesi al posto di ovo e cf ci stavano ancora pecore e sassi...e il turismo non sarebbe esistito.

    Il molise non conosco la vocazione turistica, ma mi immagino che la mentalità non sia cosi dissimile...

  18. Lo skifoso turbodream ha 2 Skife:


  19. #27925

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    Aggiungo: gli albergatori molisani di Campitello Matese guardano alla regione Abruzzo come esempio virtuoso. Fosse per loro vorrebbero essere gestiti dall'Abruzzo.
    Per le stazioni campane a mio avviso le speranze sono poche.

  20. #27926
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    Citazione Originariamente scritto da il Matesino Vedi messaggio
    Aggiungo: gli albergatori molisani di Campitello Matese guardano alla regione Abruzzo come esempio virtuoso. Fosse per loro vorrebbero essere gestiti dall'Abruzzo.
    Loro guardano alla vicinissima Roccaraso... con cui 40 anni fa rivaleggiavano. Ma se immaginano che sia merito dell'amministrazione abruzzese, stanno fuori strada

    L'abruzzo sciistico, quanto a politici, può forse ringraziare gente antica e ormai trapassata, roba da anni 70/80, tipo Remo Gaspari.
    Ma poi mi par di capire che quelle cose che sono andate avanti, sono andate solo grazie all'iniziativa degli imprenditori privati autoctoni (Rocca/ALTO SANGRO) o addirittura "stranieri" (Famiglie Lallini e Bartolotti, per Campo felice ed Ovindoli).

    Tutto il resto, vedi immobilismo e disastrose gestioni pubbliche, Aquilane e Teramane sui versanti del Gran Sasso, paralisi delle ipotesi di collegamento sull'altopiano delle rocche, incapacità e mancanza di visione nel consorziare gli skipass (Abruzzo SUPER SKI, su cui non mi capacito da anni) Stazioni anche buone fatte morire (vedi Scanno), ed altre centinaia di scemenze su cui non mi prolungo, non mi pare un esempio a cui tendere.

    Citazione Originariamente scritto da il Matesino Vedi messaggio
    Per le stazioni campane a mio avviso le speranze sono poche.
    Vediamo che succede a Laceno: ci sono progetti di rilancio (del resto, ce ne sono anche nel Molise per Campitello, come sai).

    Ma temo faranno la fine dei (faraonici e mai concretizzati), cronoprogrammi di Passo Lanciano/Majelletta. Sbandierati e mai partiti.

    Per fare ste cose occorrono amministrazioni efficenti, gestioni affidate a privati con solidità economica e gestionale e, non da ultimo, comunità locali unite e stradeterminate.

  21. #27927

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    La Campania ha dimenticato lo sci e la montagna in generale per cui anche poco sarebbe "qualcosa".
    Il Molise guarda all'Abruzzo perché più efficace, con diverse stazioni funzionanti. Molise e Abruzzo sono vicinissime, un tempo una sola regione. Il primo arranca, il secondo ha diverse stazioni funzionanti ed organizzate, una che ormai ha spiccato il volo.
    L'Abruzzo ammira il nord, perché nettamente più organizzato.
    Se ognuno facesse la sua parte: la Campania avrebbe le sue 4 stazioni modeste ma almeno funzionanti, il Molise le due e l'Abruzzo almeno 7/8.
    Ma perchè ciò avvenga ci vorrebbe quello che hai indicato Tu.
    Piuttosto che lavorare, in ogni luogo vengono rimpianti alcuni politici di lungo corso che a vario titolo si interessarono delle zone di loro competenza (bacini elettorali). A Bocca della Selva (Bn) qualcuno ricorda che fino a che vi fu l'interessamento di Gava le cose andarono per il meglio, poi il declino ed ora il nulla. Non so quanto la cosa possa essere vera a proposito di Gava, ma ricordo che nell'hotel - ristorante principale, a ridosso delle piste, vi era la foto dell'allora ministro Giacinto Bosco che con il codazzo di sodali perlustrava la zona; era il 1969 la stazione entrava in funzione. Lo stesso ministro che quando si occupava di poste e telecomunicazioni sistemò diverse persone (i famosi posti di lavoro).
    Quell'epoca è finita da un pezzo, visto il degrado attuale non posso dire che fosse peggiore di questa, certamente quelli che vengono eletti oggi sono più ignoranti e saccenti. Gaspari sta a Razzi come Gava sta a di Maio.

  22. #27928

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    In Abruzzo com'è quest'anno la convivenza con gli sci alpinisti ?
    Gli impianti immagino abbiano battuto le piste, si può salire per le piste ? (a impianti chiusi)

  23. #27929

    Predefinito

    Dovrei fare alcune precisazioni perché in questa discussione oltre a tante considerazioni giustissime ne vengono scritte altrettante alla dick of dog.
    La stazione di Ovindoli è nata su un iniziativa dell’Ente Fucino assieme ad un consorzio di “pecorai” come simpaticamente veniamo descritti noi abitanti dell’Abruzzo interno e ne sono orgoglioso di farne parte. Successivamente la società che aveva dato il via è stata ceduta dapprima ad un avvocato americano che lavorava alla FAO assieme ad un avvocato pecoraio di Ovindoli e successivamente ad un industriale Avezzanese che faceva parte della famiglia Bombrini Parodi, prima di arrivare ad essere rilevata dalla famiglia Bartolotti (Ovindoli e la sua stazione già esistevano quando è arrivata la famiglia Bartolotti).
    Idem per Campo Felice, vero che la stazione è nata su impulso del Cav. Aldo Jacovitti che era nato a Roma, ma nato da genitori originari di Rocca di Cambio ed Ovindoli che avevano gettato le basi per la nascita a Roma di una delle più grandi imprese del dopoguerra nel settore degli idrocarburi e del loro stoccaggio (basta vedere cosa c’è a Civitavecchia). I Lallini hanno rilevato la società successivamente.
    Che se dobbiamo considerare Jacovitti una persona “straniera” (cosa che non lo è mai stata a Rocca di Cambio) allora è necessario che si consideri che gran parte degli industriali (per non parlare dei costruttori/palazzinari) di Roma sono tutti stranieri e se non arrivavano loro stranieri molto probabilmente tanti ancora pascolavano le pecore degli armentizi abruzzesi nella campagna romana...

  24. Lo skifoso skicentral ha 4 Skife:


  25. #27930

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    Citazione Originariamente scritto da skicentral Vedi messaggio
    Dovrei fare alcune precisazioni perché in questa discussione oltre a tante considerazioni giustissime ne vengono scritte altrettante alla dick of dog.
    La stazione di Ovindoli è nata su un iniziativa dell’Ente Fucino assieme ad un consorzio di “pecorai” come simpaticamente veniamo descritti noi abitanti dell’Abruzzo interno e ne sono orgoglioso di farne parte. Successivamente la società che aveva dato il via è stata ceduta dapprima ad un avvocato americano che lavorava alla FAO assieme ad un avvocato pecoraio di Ovindoli e successivamente ad un industriale Avezzanese che faceva parte della famiglia Bombrini Parodi, prima di arrivare ad essere rilevata dalla famiglia Bartolotti (Ovindoli e la sua stazione già esistevano quando è arrivata la famiglia Bartolotti).
    Idem per Campo Felice, vero che la stazione è nata su impulso del Cav. Aldo Jacovitti che era nato a Roma, ma nato da genitori originari di Rocca di Cambio ed Ovindoli che avevano gettato le basi per la nascita a Roma di una delle più grandi imprese del dopoguerra nel settore degli idrocarburi e del loro stoccaggio (basta vedere cosa c’è a Civitavecchia). I Lallini hanno rilevato la società successivamente.
    Che se dobbiamo considerare Jacovitti una persona “straniera” (cosa che non lo è mai stata a Rocca di Cambio) allora è necessario che si consideri che gran parte degli industriali (per non parlare dei costruttori/palazzinari) di Roma sono tutti stranieri e se non arrivavano loro stranieri molto probabilmente tanti ancora pascolavano le pecore degli armentizi abruzzesi nella campagna romana...
    Giuste precisazioni purtroppo su questo thread si leggono molte inesattezze e approssimazioni spesso passate come verità assolute.

  26. Lo skifoso big-powder ha 2 Skife:


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