Discussione: Abruzzo: situazione neve, piste, aperture impianti, strade, etc.

  1. #26836

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    Citazione Originariamente scritto da RAFFAELE DI BARTOLOMEO Vedi messaggio
    In arrivo le prime
    Nevicate tra venerdì e sabato..
    E no...le prime sono di ottobre ed io le ho viste e toccate con mano.....hahahhahha

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  2. Lo skifoso Chicco#32 ha 5 Skife:


  3. #26837

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    Eccola finalmente... peccato non poter andare questo WE in Abruzzo :-(

    Campo Imperatore

  4. Lo skifoso IlSabino ha 4 Skife:


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  6. #26838

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    http://compagniadelfreeride.altervis...nt/webcams.htm

    quota neve in diminuzione.
    In un'altra situazione a quest'ora saremmo stati qui a fantasticare

  7. Skife per jaws66:


  8. #26839
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    Neve a Campo Felice, Ovindoli, Campo Imperatore, Prati di Tivo, Roccaraso, Majelletta, eccetera.

    Praticamente NEVICA OVUNQUE e neanche poco.

    Temperature che rimarranno basse fino a tutto dicembre.

    Chi ha i cannoni avrebbe potuto aprire prestissimo.

    La comica è che CFS aveva "visto" questi scenari mesi fa e non li ha cannati.

    E' da quest'estate che continuo a pensare che questa stagione, meteorologicamente parlando, ci avrebbe dato le soddisfazioni che la scorsa ci ha tolto da dicembre a tutto frebbraio (che poi a marzo, arrivato il lockdown, arrivò pure la neve ).

    Sembra una presa in giro... sia stramaledetto sto "Coviddi"...
    Ultima modifica di MAXINMARE; 20-11-2020 alle 06:45 PM.

  9. Lo skifoso MAXINMARE ha 3 Skife:


  10. #26840

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    Citazione Originariamente scritto da MAXINMARE Vedi messaggio
    E' da quest'estate che continuo a pensare che questa stagione, meteorologicamente parlando, ci avrebbe dato le soddisfazioni che la scorsa ci ha tolto da dicembre a tutto frebbraio (che poi a marzo, arrivato il lockdown, arrivò pure la neve ).

    Sembra una presa in giro... sia stramaledetto sto "Coviddi"...

    quindi le mie sensazioni del 17/11 probabilmente diventeranno certezze?


    Citazione Originariamente scritto da Cambiasso Vedi messaggio
    c'è una cosa che mi fa pensare all'ennesima beffa..
    ho come la vaga sensazione che in Appennino la stagione andrà a "donne di facili costumi" e contemporaneamente, dopo anni di inverni di cacca, arriverà un inverno vero
    stagione con metrate di neve e noi dietro la finestra a rosicare

  11. #26841
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    Citazione Originariamente scritto da luka75 Vedi messaggio
    Ciao Max. Sul primo punto infatti ho specificato che non è detto che il limite legato alla sicurezza coincida con l’equilibrio economico. Però dovrebbero trovare qualcosa che si avvicini: meglio aprire come fosse marzo per tutta la stagione o rimanere chiusi? Non è proprio anno per fare i soldi veri.

    Sul secondo punto ovviamente parlavo di test rapidi, non quelli molecolari su cui ci sono attese e tempi biblici (e servono poi per la gestione già complessa del Covid). Gli stessi che fanno sugli aerei con responso quasi immediato.
    Adesso poi almeno nel Lazio il test antigenico si può fare a pagamento (22 euro) privatamente quindi non stai togliendo nulla al sistema covid esistente.
    Chiaro va studiato come (sul posto? All’arrivo? Test già fatto?) ma un modo si potrebbe trovare.
    Secondo me il vero problema di autorizzare lo sci quest’anno è quello detto da Fonzie: non ci si può permettere di aggiungere impegno nei pronto soccorso e nei reparti degli ospedali e purtroppo lo sci ogni anno di infortuni più o meno gravi ne genera in quantità.
    A me sembra una follia che si pensi a sciare in Abruzzo a dicembre e che si spari con i cannoni quando il 20 novembre l'Abruzzo si è "autodeclassato" a zona rossa..il discorso vale un po' in tutta italia, ma qui forse anche più grottesco.
    Il ragionamento percorso da luca, da max e sul quale mi trovo allineato e che, passata una eventuale crisi assoluta, ergo sicuramente nel 2021 non è cosi facile "sbandierare la sciabilità", perchè preso atto delle capienze impianti e delle capienze "complessive" con il limite di clienti per ora/per giornata e per capacità delle altre strutture (come si fa a considerare posti all'aperto su rifugi a 2500 metri di quota? e se nevica e fa vento chi ci sta fuori?) sorgono seri dubbi se convenga a stazioni, magari con conti gia in crisi, aprire a condizioni dove non ci sia alcuna possibilità di remunerazione _ Va considerato che a differenza che stare chiusi aprendo si sosterebbero interamente i costi variabili e quelli fissi, senza nessun risparmio. Adesso stanno scalpitando come se ci fossero reali possibilità di aprire "come se niente fosse" a dicembre ma qualora si parlasse di aprire nel 2021 o offrire forme di risotro/assistenza economica è proababile che gli operatori cambino assetto. Peraltro consideriamo che una volta aperto non è da escludere che si possa richiudere dopo 3 settimane..

    rimango un po basito oggi, a leggere di chi dall'abruzzo al alto adige alla vda si entusiasma a vedere i cannoni che sparano, come se fosse una stagione qualunque e non si trovassero in zone rosse...ma come si potrebbe sciare in zone rosse o anche arancioni? e come ci si arriva da altre zone? a me sembra una farneticazione generale..

    In caso di aperture nel 2021 anch'io vedrei avvantaggiate le stazioni "mordi e fuggi" senza pernotto e con tutti impianti aperti, senza cabinovie, come CF che sembrano piu "covid friendly", mentre vedo piu ostica la situazione della stessa RR e di tante stazioni del nord tempestate di cabinovie, oltre a tutto il discorso alberghi rifugi etc..

    Poi volendo girare il discorso, si potrebbe riflettere sul fatto che economie di interi settori, attività sportive o ricreative ma comunque importanti, sono in ginocchio non per una così drammatica letalità o diffusione del virus ( i numeri anche in alcune zone rosse non sono cosi eclatanti) ma per una totale inadeguatezza del sistema sanitario che obbliga a fermare tutto per non avere piu pazienti. L'abbandono e la chiusura negli anni di decine e centinaia di posti letto, di interi ospedali, la riduzione del personale perpetrata per anni oggi mettono in tutto il paese e in tutto l'occidente l'intero sistema socio economico in ginocchio..
    Molte regioni si fermano perchè hanno numeri di posti letto ridicoli, rianimazioni nulle o inesistenti, personale sotto dimensionato..

    da utente di mtb che utilizza i lbonus mi chiedo dove stia la logica di lasciare morire interi settori economici, tipo alberghiero ma di salvare invece i negozi di bici, come se la lobby dei ciclisti sia piu potente dei petrolieri...mentre tutti piangono miseria i biciclettai non sanno a chi dare i resti, e lo stato investe centinaia di milioni per alimentare il mercato delle bici (non per la mobilità, non prendiamoci per il c...) invece di comprare respiratori, caschi, saturimetri, posti letto, ospedali da campo??
    fa piu danni il virus o la follia del sistema? non solo a livello Italia ma quasi mondiale, ahime saranno i posteri a dirlo...

  12. Lo skifoso turbodream ha 2 Skife:


  13. #26842
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    Citazione Originariamente scritto da turbodream Vedi messaggio
    A me sembra una follia che si pensi a sciare in Abruzzo a dicembre e che si spari con i cannoni quando il 20 novembre l'Abruzzo si è "autodeclassato" a zona rossa..il discorso vale un po' in tutta italia, ma qui forse anche più grottesco.
    Il ragionamento percorso da luca, da max e sul quale mi trovo allineato e che, passata una eventuale crisi assoluta, ergo sicuramente nel 2021 non è cosi facile "sbandierare la sciabilità", perchè preso atto delle capienze impianti e delle capienze "complessive" con il limite di clienti per ora/per giornata e per capacità delle altre strutture (come si fa a considerare posti all'aperto su rifugi a 2500 metri di quota? e se nevica e fa vento chi ci sta fuori?) sorgono seri dubbi se convenga a stazioni, magari con conti gia in crisi, aprire a condizioni dove non ci sia alcuna possibilità di remunerazione _ Va considerato che a differenza che stare chiusi aprendo si sosterebbero interamente i costi variabili e quelli fissi, senza nessun risparmio.
    ..ti seguo...
    In effetti, almeno io, intendevo della possibilità di aprire dal punto di vista rischio infezione covid.

    Credo sia incontestabile che un gruppo di sciatori (con casco, visiera, guanti e mascherina) che scia in pista o che fa un fila distanziata ad un impianto (seggiovia o skilift) non costituisca un rischio infezione.

    Che poi l'apertura impianti sia utile/fattibile/vantaggiosa in tutti i comprensori è una questione che va verificato caso per caso.
    Similmente per i rifugi: un conto è prendere un panino all' aperto alla Chalet del lago a Campofelice (quota 1700 e spicci) e un altro è prenderselo al rifugio Salati sul monterosa (quota 2.700). Quei tipi di rifugi in caso di brutto tempo molto probabilmente non potrebbero aprire.
    Rimanendo qui in zona non conosco la struttura dei costi di CF e OVO per cui certo occorrerebbe preliminarmente valutare se sull'attesa di una stagione difficile dal punto di vista dell' utenza ci si rientra o meno.
    Aggungo poi che in ogni caso il tutto sarebbe fattibile solo in zone "gialle" e previa verifica situazione ospedali, non è pensabile gestire i possibili infortuni con gli ospedali al collasso.

    Fatte tutte le premesse e le verifiche del caso e stabilite le regole ogni gestore farà i suoi conti ma lascerei a loro la scelta se aprire o no piuttosto che bloccare tutto a priori, visto che dal punto di vista pandemico non sto inserendo fattori che alzino in maniera sensibile il tasso di infezione.

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  15. #26843

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    E’ chiaro che se i “numeri” non si ridimensionano a breve, è fuori luogo parlare della possibilità di andare a sciare. Ma qui due dobbiamo parlare di due scenari possibili. La situazione non migliora ( speriamo davvero di no!!) con un locdown generale fino a data da destinarsi e lo sci sarà l’ultimo dei pensieri. Viceversa, se i numeri da qui ad un mese rientrano in un “range” sostenibile, allora non capisco come lo sci ( largamente inteso, con tutte le realtà economiche ad esso collegate) non possa essere tutelato o comunque considerato più rischioso di andare in un ristorante o dal parrucchiere.

  16. Lo skifoso RAFFAELE DI BARTOLOMEO ha 2 Skife:


  17. #26844

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    gli ospedali saranno anche al collasso per il covid, ma i reparti di ortopedia li immagino vuoti e non credo che gli ortopedici siano in corsia a curare malati covid, o sbaglio?

    non è che sta cosa degli infortuni da sci sia un non problema?

  18. #26845

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    Citazione Originariamente scritto da testataecassa Vedi messaggio
    gli ospedali saranno anche al collasso per il covid, ma i reparti di ortopedia li immagino vuoti e non credo che gli ortopedici siano in corsia a curare malati covid, o sbaglio?

    non è che sta cosa degli infortuni da sci sia un non problema?
    l'Ospedale della mia città ha chiuso due o tre reparti, per convertirli a curare gli ammalati Covid. Sino ad ora la provicnia aveva un solo ospedale Covid.

  19. #26846

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    immagino da te non arrivino molti infortunati sulle piste però...

    bisognerebbe vedere gli ospedali vicino ai comprensori se davvero hanno chiuso ortopedia

    a Torino ad esempio non mi risulta

  20. #26847

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    Citazione Originariamente scritto da RAFFAELE DI BARTOLOMEO Vedi messaggio
    allora non capisco come lo sci ( largamente inteso, con tutte le realtà economiche ad esso collegate) non possa essere tutelato o comunque considerato più rischioso di andare in un ristorante o dal parrucchiere.
    Beh oddio, calma.

    A Marzo dottore* di PS conoscente intasò una chat comune di bestemmie perchè un ciclista medioanziano che era uscito nonostante i divieti arrivò con braccio fratturato. Quando penso allo sci penso ad uno sport dalla alta probabilità di trauma.

    Opinione personale, non me ne vogliate: non sto intervenendo sul forum da tempo (ma leggo) perchè mi scontrerei violentemente con molti utenti. E' un forum sul nostro sport preferito e mi aspetto come ovvio posizioni radicali, però personalmente in questo momento sono ben predisposto ad accettare anche 2 anni di "fermo biologico" (o più se chi ne sa più di me (tutti) mi dice di farlo). Non mi esprimo sulle conseguenze economiche perchè non riesco ad anteporre una visione così "lungimirante" al vecchio detto "Primo, non prenderle": riesco solo a vedere la non-sofferenza immediata del mio prossimo. Al futuro ci penseremo: mi sento come in guerra ecco, giorno per giorno.

    A volerla dire tutta (e scusate per il "populismo" del seguente pensiero), non ho proprio voglia di passare altri mesi/anni ad accudire persone a me care malate in ospedale come accadutomi dal 2012 in poi, pertanto darò pure un rene in maniera cieca e sconsiderata se serve a scongiurare ciò.

    *ieri il suddetto ha mandato un altro messaggio colmo di tristezza direttamente dall'ospedale. Quando lo fa un addetto ai lavori, io mi genufletto. Ah il doc è superciclista e sciatore.


    PS.: E non crediate che sta situazione non mi sta pesando. La montagna resta il Toradol della mia vita: diciamo che in questo pasaggio a parte il bimbo appena arrivato per il resto mi viene solo da piangere.

  21. Lo skifoso Fonzie ha 4 Skife:


  22. #26848
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    Intanto circola la bozza delle linee guida.
    Agibili (con limiti evidenti) solo zone arancioni e gialle.
    Zone rosse ovviamente no.

    Covid, pochi margini per lo sci: tutto vietato in zona rossa. Mascherine e impianti pieni al 50% in zona gialla e arancione - La Stampa

    Per ora l'Abruzzo è in zona rossa quindi non se ne parla proprio.

    Resterebbero agibili il Lazio ed il Molise... con rischio notevole di assembramento laddove la gente vada davvero a pensare di affollare Terminillo Livata e Campocatino.

    Peraltro immagino che a breve vedremo alcune regioni retrocedere magicamente a gialle per le due settimane natalizie.
    Salvo poi pagare tutto dopo le feste.

    Apro un inciso: mi ritrovo moltissimo in quel che dice Fonzie.

    Io continuo a ritenere che sarebbe meglio ridurre drasticamente il virus ora, piuttosto che rischiare l'ecatombe poi. E faccio davvero fatica a capire certi discorsi egoistici (tanto io non mi ammalo "pecchè sso ggiovane e forte") quando sappiamo tutti che uno può essere asintomatico e fare da superdiffusore, creando focolai ovunque vada. Focolai che, persino nella migliore delle ipotesi, andranno ad accoppare qualcuno tra le fasce più deboli della popolazione.
    Questa è di oggi, ma non era un segreto per nessuno
    https://www.repubblica.it/esteri/202...46038-P2-S4-T1

    Ora, a parte il fatto che nessuno conosce come il proprio sistema immunitario si interfacci davvero con questo virus bastardo (tanto è vero che crepano alcuni di quelli giovani e forti) ma davvero possiamo pensare di barattare il nostro "diritto" di andare a sciare col rischio (elevatissimo) di contribuire ad accoppare altre persone??

    Leggo certi discorsi assurdi nelle sezioni OFF TOPIC e evito anch'io di intervenire, se non sul piano tecnico-giuridico.
    Perchè, a prescindere da enormi castronerie dette con assurda leggerezza sul piano medico sanitario, dal punto di vista etico e morale vedo cose che mi fanno orrore.

    Chiariamo. Voglio andare anch'io a sciare, così come vorrei tanto fare le vacanze di natale assieme ai miei genitori in Puglia.

    Ma, così come ho spiegato a mio figlio ancora rabbuiato da mesi per l'annullamento della sua gita scolastica (settimana bianca sul monte rosa a marzo scorso), i nostri desideri non corrispondono affatto a nostri diritti. Né possiamo pensare di coltivarli ad ogni costo.
    E' una roba infantile e non siamo infanti.

    Ribadisco: preferirei che si saltassero a piè pari le festività, ma so che quasi certamente non accadrà.

    Eppure mi sentirei enormemente meglio se, almeno stavolta, si comprendesse che certe scelte (apriamo per far fatturare un pò) pesano non solo su coloro che poi si ammalano e crepano. Ma sulla stessa economia del paese: se per far fatturare un po' il turismo invernale (che poi vorrei proprio capire quali sarebbero i margini di guadagno reali) poi toccherà chiudere di nuovo l'intero paese fino a maggio, ritengo che questo, dal punto di vista economico, prima ancora che etico e morale, sia un azzardo che non dovremmo permetterci.

    Già sapendo che alla fine cederanno e lo pagheremo.
    Ultima modifica di MAXINMARE; 21-11-2020 alle 05:09 PM.

  23. Lo skifoso MAXINMARE ha 2 Skife:


  24. #26849
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    ..premesso che il rischio minimo si ha sicuramente stando a casa da soli e non vedendo nessuno, fuori da casa il rischio può rimanere minimo oppure salire vertiginosamente.
    Dipende da cosa faccio e quali comportamenti metto in atto.

    Qui di seguito un paio di esempi:
    esco da casa la mattina presto con la mascherina, arrivo ad un parco e inizio a correre, finita la corsa rientro a casa (con la mascherina). Qual' è stato il mio incremento di rischio contagio? Prossimo allo zero
    idem se (sempre da solo) vado in bici, vado a sciare, vado in canoa, vado a golf, etc..(tutti sport all' aperto e individuali)

    esco di casa la mattina, passo a prendere due amici in macchina (naturalmente tutti con la mascherina) per andare a sciare, in canoa, a giocare a golf etc. Qualè stato il mio rischio incremento contagio? Variabile ma comunque rilevante, dipende dalla durata del tragitto fatto assieme in macchina

    esco di casa la mattina, mi infilo (con la mascherina) in una metropolitana super affollata, prendo un caffè al bar (dentro il bar), vado a pranzo con dei conoscenti in un locale chiuso, ritorno a casa su un autobus (con mascherina) super affollato.
    Qualì è stato il mio incremento di rischio contagio? Altissimo


    Arrivando quindi a noi se ci fossero le condizioni (regione gialla o meglio bianca e ospedali non intasati) perchè bloccare lo sci e le classiche giornate Roma-CF, Roma OVO etc..?
    A fronte di un variazione di rischio minima/nulla comunque si farebbe girare un pochino di economia:
    benzina/pedaggio per arrivare al comprensorio
    skipass
    panino al chioschetto
    eventuali lezioni di sci
    eventuali acquisti di attrezzatura
    Non è un gran che ma non vale neanche zero e ripeto a fronte di un rischio sulla carta minimo.

    Certo ci vuole responsabilità se poi a fine giornata ci si chiude tutti in un rifugio e si fanno 2 ore tutti appiccicati dall' antipasto al dolce, la questione cambia radicalmente

    Poi d'accordissimo che si può benissimo aspettare e saltare un giro (le montagne li rimangono) e "passà 'a nuttata".

    La decisone va ben ponderata e analizzata da chi in questo momento ha il compito di gestire l' epidemia.

  25. #26850

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    Poi la smetto: io parlavo di trauma e non di contagio. O anche di superfluo e non di bisogno primario, perché lo sci checche ne dica un qualsiasi appassionato, è superfluo, è un lusso sacrificabile.

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