aggiungo, anche se indirettamente già citato, il fatto di valutare eventuali snervature e "decamberizzazioni" dello sci: appoggiati a terra, valutare che entrambi gli sci abbiano lo stesso arco di camber sotto lo scarpone, quindi che in sostanza vi sia la stessa luce.
Dopodichè, pigiare nel punto di maggior camber con il dito, così da vederne la risposta, che dovrebbe essere "viva" e soprattutto uniforme (a parità di punto sollecitato) sui due sci.
I fianchetti dicono molto dello sci, perchè ABS e gli altri materiali hanno molta "memoria", mantenendo il segno di qualunque shock e botta presi: intaccature ed anomalie sui fianchetti, potrebbero significare un danneggiamento delle linguette di aggancio delle lamine (non visibile magari all'esterno), o peggio ancora, una cricca nell'anima dello sci.
In generale poi, è chiaro che va fatto un grande distinguo in termini di tolleranze: se ad es. su uno sci da pista la soletta deve essere priva di solchi, graffi, e disomogeneità, su uno sci da freeride un paio di "rattoppi" sono fisiologici e non precludono la sciata.
I materiali stessi sono diversi, poichè una soletta nera classica da pista, dovrà risultare "grassa" al tatto, ben tenuta, magari con traccia, etc. Mentre uno sci da freeride o freestyle, facilmente sotto avrà materiali più "grezzi", peraltro mediamente più "secchi".
A proposito di "secchezza" (ci sono altri thread in merito, ne ricordo uno di Drey, se non erro): in generale è normale vi sia un pò di soletta secca vicino alle lamine, perchè la velocità scalda la lamina, che a sua volta secca la soletta. Interessante notare come l'usura della soletta in tal senso, ci dice che tipo di sciatore abbiamo davanti, nei limiti del possibile (ad es. secchezza circoscritta alla parte posteriore, sciatore "seduto", etc.).
Su sci fat (over 115) è poi abbastanza comune avere una soletta meno "grassa" di quello che ci si aspetta, vuoi per la superficie enorme, vuoi perchè (almeno per quello che ho visto) i materiali usati assorbono un botto la sciolina. Ocio però che non si sia sotto la soglia di "sopportazione", perchè una soletta lasciata a sè stessa, dopo un pò perde parte delle sue proprietà e si fa poi fatica a farla ritornare "grassa".
Insomma, se avete per le mani uno sci con la soletta "sbiancata", soprattutto se in modo disomogeneo (sintomo di non complanarità del piano di scivolamento, o torsione dell'anima), qualche domanda ponete(ve)la..
Il topsheet (la parte superiore) non è a mio avviso indicativa in termini funzionali, ma sicuramente è un elemento di valutazione generale della capacità di manutenzione e della cura del precedente proprietario. Però su questo andrebbe aperta una parentesi, perchè ci sono particolari modelli di sci con topsheet veramente fragili, che quindi uno rovina a prescindere dalla sciata e dalle abitudini.
Sugli attacchi, come già detto, l'ideale è aprire/chiudere il tutto (il top è provare con scarpone e simulare anche lo sgancio), verificare che non vi siano giochi anomali sui carrelli e piastre degll'attacco, nonchè sugli skistopper (che peraltro non devono esser storti, per dirne una).
Queste son le prove "a secco": se uno ha chiaramente la possibilità di provarli sulla neve, a quel punto il comportamento dello sci è presto verificato, ivi compreso cose come la complanarità della soletta, per dirne una.
Sorry per la disorganicità, ma sono andato a braccio.
