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Discussione: WLF facile ma... [itinerari alpinistici Tofane]

  1. #31

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    Ciao!
    Rispondo prima a Botto poi a Macs.
    Botto
    Esatto:è la Torre Fanis la cima da cui ho scattato la foto alla Tofana.
    Se per local intendi una che è nata qui e ci è sempre vissuta, non è il mio caso!
    Frequento il Cadore dal 1988, assiduamente dal 1995 e ci sono venuta ad abitare stabilmente quando ho cominciato ad insegnare quassù, nel 2001.
    Sono originaria dell'Emilia-Romagna e i miei vivono ancora lì.
    Mi sono integrata benissimo e sono molto affezionata alla la gente di quassù! E' stata una mia scelta e non me ne andrei mai! Ogni tanto mi scappa anche di parlare (e di scrivere nel forum ) in cadorino!
    Le Dolomiti per me sino una splendida malattia incurabile!
    Però, mi permetto di fare una precisazione.
    Che ci siano una parte di locals che conoscono bene il proprio ambiente, è certo. Ma che essere locals significhi automaticamente conoscere l'ambiente... non ne sarei così sicura!
    La galleria di guerra austriaca e la Cengia Veronesi sono vie ferrate appena ripristinate e (Dio solo sa il perchè) per niente pubblicizzate. Fittoni e corde d'acciaio luccicanti, ma neanche un cartello o una pubblicazione recente che ne parli. E' un mistero!
    Ho bisogno di un po' di tempo per cercare il materiale, poi, in questo stesso topic, inserirò tutte le informazioni.
    Macs
    La Torre Fanis ci ha fatto un po' penare.
    A parte la normale, tutte le vie classiche che la raggiungono sono di Dibona (LO ADORO!)
    Noi avevamo provato a fare quella in versante ovest.
    Partiti su bella roccia (il primo tiro di V è molto bello), a metà via abbiamo fatto una desolante scoperta: gli ultimi due tiri si sono polverizzati.
    Il pezzo di montagna dove sorgeva la via è sceso a valle...
    Dal basso non si riusciva a capire. Va bè, ci siamo ritirati.
    Nel 2008, dopo aver rintracciato un bel articolo su un vecchio numero della rivista Le Alpi Venete, scritto da Marino dall'Oglio, abbiamo deciso di andare a fare la normale, di Von Glanvell e Von Saar (a proposito: ADORO ANCHE VON GLANVEL!).
    E' stata una giornata fantastica. Del resto, quando una cosa te la consiglia Marino...
    E il bello è che per fare la normale, devi raggiungere la Forcella di Torre Fanis. Ma non puoi farlo direttamente per i canali, perchè, specialmente quello a nord-ovest, è pericolosissimo e scarica in continuazione (lo dice Marino ma l'ho potuto constatare anch'io!).
    Devi passare per le Cime Cadin di Fanis: o per una via che parte dalla Selletta Fanis o per la via di Domenigg per parete sud-est. Poi ti cali alla forcella e finalmente attacchi la torre.
    Forse 'sta foto è più chiara



    Noi abbiamo fatto quella in rosso, di Domenigg. Dalla forcella c’è un tiro friabile, poi è una meraviglia. Non va oltre il III + ma, considerando il complicato percorso per raggiungere la sommità, è una bella avventura. Forse di quelle che non vanno più di moda…
    Comunque è poco frequentata. Quando siamo saliti noi, l’ultimo biglietto nel vasetto di vetta risaliva al 1999.
    Per quanto riguarda la galleria, come ho già scritto sopra, devo cercare materiale, poi posto!

    Allora. riepilogando:
    1 Tofana de Inze
    2 C'è una frana
    3 foto scattata da Torre Fanis
    4 La cima in primo piano è...

    Ciao a Tutti!

  2. #32

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da tantaneve Vedi messaggio
    Frequento il Cadore dal 1988, assiduamente dal 1995 e ci sono venuta ad abitare stabilmente quando ho cominciato ad insegnare quassù, nel 2001.
    Sono originaria dell'Emilia-Romagna e i miei vivono ancora lì.
    Mi sono integrata benissimo e sono molto affezionata alla la gente di quassù! E' stata una mia scelta e non me ne andrei mai! Ogni tanto mi scappa anche di parlare (e di scrivere nel forum ) in cadorino!
    Le Dolomiti per me sino una splendida malattia incurabile!
    Meraviglia delle meraviglie. Potrei quasi scrivere le stesse cose.
    Sono originario dell'Emilia Romagna, frequento il Cadore dal 1992, assiduamente dal 2005 da quando ho casa a san Vito ...... ma mi fermo qui! Abito tuttora a Bologna e quello di abbandonare la città è un sogno che devo cullare ancora per un bel po'

    Citazione Originariamente scritto da tantaneve Vedi messaggio
    La galleria di guerra austriaca e la Cengia Veronesi sono vie ferrate appena ripristinate e (Dio solo sa il perchè) per niente pubblicizzate. Fittoni e corde d'acciaio luccicanti, ma neanche un cartello o una pubblicazione recente che ne parli. E' un mistero!
    Ho bisogno di un po' di tempo per cercare il materiale, poi, in questo stesso topic, inserirò tutte le informazioni.
    Te ne sarei molto ma molto grato. Il fatto che ci sia qualche angolo nascosto, non è poi male, soprattutto se c'è qualcuno come te che poi fa la spia

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  4. #33

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    Roar!
    C'è una scuola superiore che cerca un insegnante in zona?

  5. #34

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    Grazie mille tantaneve! Anche a me piacciono molto queste cime un pò selvagge e dimenticate(devi venire, se già non ci vieni, a farti qlk giro nelle dolomiti friulane allora.. ).
    La via di dibona che citavo, non so di che versante sia, bisogna che verifichi. Ricordo che la relazione parlava di un tiro di V verso l'inizio e poi più facile e a zig zag...in generale cmq si parlava di "molto friabile"!

  6. #35

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    Botto
    Tranquillo! Appena posso inserisco le info qui!
    Fabio
    Certo! Sai quanti quassù vorrebbero andare a vivere in città o vicino al mare o in campagna o in pianura o... altrove????
    Basta fare cambio!!!
    Macs
    La via che dici è proprio quella franata. Ora mi è venuto in mente il nome per esteso: Dibona-Marpels.
    Gli ultimi due tiri non esistono più.
    Ultimamente sto incominciando a interessarmi anche alle Dolomiti Friulane! Bei posti!

    Ok! Mi arrendo!
    Mi rendo conto che indovinare la cima in primo piano non è facile.
    Non è nemmeno indicata sulle cartine!
    Di gente ne vede poca...
    Qualche anno fa qualcuno l'aveva citata in un libro di escursioni legate alla guerra… paragonandola a un dente cariato….
    Trovo questo accostamento infelice.
    Naturalmente neanche una riga di descrizione dell’itinerario (non troppo difficile) che la raggiunge.
    Ed è logico: chi ha scritto il libro, su quella cima non ci è mai stato…

    Ecco come si presenta la NEMESIS quando, scendendo dalla Tofana di Mezzo, si sta per raggiungerla.

    Nemess o Punta Carugati


    In guerra fu presa agli austriaci dal Tenente Gino Carugati con un pugno di uomini e fu massicciamente fortificata.

    Per chi fosse interessato a fare un giro da quelle parti:

    Itinerari sulle Tofane


    Legenda:
    Rosso: ferrata di collegamento tra le due Tofane e via normale.
    Rosa: sentiero CAI che scende in Val Travenanzes
    Verde: Cengia Paolina (percorso per escursionisti esperti, scarsamente segnalato)
    Azzurro: il percorso per raggiungere la Nemesis (non segnalato e privo di sede, per esperti)
    Giallo: Cengia “Superpaolina” (più difficile della Paolina e interessata dalla frana del 30/8/2008. Ignoro quale sia il suo stato attualmente)
    Cerchio giallo: il punto di distacco della frana.
    Non aggiungo altro. Non voglio togliere il gusto della scoperta!

    Concludo con un’immagine della “Superpaolina” del 28/7/2008

    Sulla "Superpaolina"


    Sì! Il cero l’ho acceso!
    A presto!

  7. Lo skifoso tantaneve ha 5 Skife:


  8. #36

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    Botto! Dimenticavo!
    Io ho lavorato 4 anni a Bologna (sono originaria di Monghidoro) e sono stata iscritta al CAI Bo per diversi anni!!!
    Ciao!

  9. #37

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    Nemesis? Con un nome così, giro alla larga

    Ne sai "tante" Tantaneve, mi sa che ti sfrutterò

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  11. #38

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    Citazione Originariamente scritto da botto Vedi messaggio
    Nemesis? Con un nome così, giro alla larga
    Una bella gita sulla Nemesis con quel tale del forum che si è dato per nome Deathbringer , praticamente un auto-voodoo !

  12. #39

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    Sì, in effetti, il nome non è troppo rassicurante!
    Ma c'è un perchè!
    Questa cima, che altro non è che una lunga propaggine della Tofana de inze, era stata battezzata così da un tenente austriaco che la considerava il punto di partenza per la riconquista della Tofana sopaccitata.
    Da lì doveva partire la vendetta!
    Ma gli austriaci non avevano che un piccolo presidio quando il tenente Carugati con 4-5 alpini arrivarono dalla tofana e misero in fuga gli avversari.
    Scapparono per un canale e poi per una cengia che si ricollega alla Paolina. Gli alpini, in una tenda, trovarono il caffè caldo che gli altri non avevano avuto tempo di bere!!!
    Da allora venne chiamata anche Punta Carugati, tenente degli alpini e, sopattutto, formidabile alpinista.
    I versi sulla fotografia sono suoi.
    Ciao!

  13. #40

    Predefinito

    Ciao!
    Qui diluvia (forse domani, da qualche parte, ci sarà la polverella!).
    Come promesso, ecco alcune delucidazioni sul percorso della Cengia Veronesi e dintorni, che grazie a questa meravigliosa giornata di svaccamento, ho tutto il tempo di inserire…
    Iniziamo dalla cartina (fa pena, l’ho fotografata poco fa…)

    Cartina percorso Cengia Veronesi


    Come potete notare, nell’ultima edizione della Tabacco, il percorso in questione è segnalato.
    Si tratta di un itinerario storico, percorso dagli austriaci in guerra. Non si può definirlo una vera e propria ferrata, si tratta del classico “percorso parzialmente attrezzato”.
    E’ per questo che lo segnalo: per il suo interesse storico.
    Io mi sono limitata a ripassare in giallo il percorso della cengia e in arancio l’accesso da Selletta Fanis. L’incrocio tra il percorso giallo e quello in arancio corrisponde al punto in cui si trova la galleria austriaca di guerra.
    Guardando la cartina, ognuno può decidere come organizzare il percorso.
    Io suggerisco questo.
    Dal rif. Lagazuoi o da forc. Travenanzes si va alla partenza della ferrata Tommaselli.
    Invece di attaccare la ferrata, si prosegue per il sentiero che sale a Selletta Fanis e lo si abbandona quando, sulla sx, si stacca un’evidente cengia (ometti).
    Si segue al cengia fino ad incontrare la ferrata Tommaselli. Se ne percorre un breve tratto in salita (non difficile) e la si abbandona (sempre verso sx) per continuare sull’evidente cengia.
    Ovunque evidenti testimonianze delle guerra: fittoni, putrelle, scale sospese….
    Percorso un buon tratto, si arriva all’imbocco della galleria austriaca.
    Io consiglio di percorrerla (5 min) per affacciarsi sul versante opposto e poi tornare indietro (pila!).
    Si continua verso il tratto più esposto e spettacolare della cengia (tratti attrezzati): siamo sopra il “Gran Portale”! Si arriva così al suo termine, sulla sella tra Cima Fanis di Mezzo e Cima Scotoni.
    Quest’ultima è raggiungibile in 20 min (no segnalazioni, pp.di II grado).
    Dalla sella si scende su sent. segnato alla forcella del Lago e per questa al Lago di Lagazuoi.
    Per sent. 20 si ritorna in zona rif. Lagazuoi.

    Ora alcune precisazioni.
    1) E’ un percorso per escursionisti esperti.
    2) E’ stato recentemente ripristinato (in molti punti i nuovi fittoni e cavi sono vicini alle vecchie attrezzature; il alcuni casi, se sicure, sono state riutilizzate le attrezzature originali).
    3) Solo i tratti più esposti, sono attrezzati.
    4) A meno che non siano stati posti in loco recentemente, non vi sono cartelli che indicano il percorso e lo stesso non è segnalato (solo vecchi segni di vernice e ometti; comunque il percorso è evidente). Non è segnalato l’accesso dal sentiero che sale a Selletta Fanis; non è segnalato l’accesso diretto alla galleria da Selletta Fanis (che presenta un breve tratto attrezzato non facile).
    5) Si può accedere alla cengia anche percorrendo il primo tratto (non facile) della ferrata Tommaselli. In questo modo , però, una parte della cengia non viene percorsa.
    6) Se si sceglie di seguire fedelmente la cengia, non ritengo sia necessario utilizzare imbrago e kit ferrata. Il casco, invece, va assolutamente indossato!!!

    Ora alcune foto (una mano per chi ha buona memoria visiva).

    Un tratto della cengia dopo l'incrocio con la ferrata Tommaselli


    La freccia indica un torrione che si incontra percorrendo la ferrata Tommaselli


    Angelo vicino all'imbocco della galleria austriaca


    All'uscita della galleria sul versante opposto


    L'imbocco della galleria austriaca


    Angelo e, molto più giù, in ombra, il Lago lagazuoi


    L'ultima parte della cengia


    La Cima Scotoni dalla sella al termine della cengia


    Il tracciato della cengia dalla Cima Scotoni


    A presto!

  14. Lo skifoso tantaneve ha 3 Skife:


  15. #41

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    Scusami, ma non c'è .... il bi-thank, dunque un solo thank. Ma sei pronta per scrivere una guida della zona.

    Devo farti qualche domanda "sensibile", ma lo faccio in MP. Mi sembra più opportuno.

  16. #42

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    Citazione Originariamente scritto da botto Vedi messaggio
    Scusami, ma non c'è .... il bi-thank, dunque un solo thank. Ma sei pronta per scrivere una guida della zona.

    Devo farti qualche domanda "sensibile", ma lo faccio in MP. Mi sembra più opportuno.
    Eh... veramente... una guida l'avrei già scritta...
    Poi ti dico in MP!
    Ciao!

  17. #43

    Predefinito

    ROAR+++!
    Che contributo spaziale, ecco che quest'estate ho già un altro giro da fare!
    L'ho inserito nella webzine, creerò la rubrica "escursioni" appena possibile. Eccolo: http://www.skiforum.it/forum/content...engia-veronesi
    Cengia Veronesi.... ma si fa "in scioltezza" come per esempio il percorso che arriva in forcella fontananegra (si chiama così quella sopra il giussani che scende dalla selle tra le tofane) oppure è rischioso per scivolate?
    Muuu

  18. #44

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Fabio Vedi messaggio
    ROAR+++!
    Che contributo spaziale, ecco che quest'estate ho già un altro giro da fare!
    L'ho inserito nella webzine, creerò la rubrica "escursioni" appena possibile. Eccolo: http://www.skiforum.it/forum/content...engia-veronesi
    Cengia Veronesi.... ma si fa "in scioltezza" come per esempio il percorso che arriva in forcella fontananegra (si chiama così quella sopra il giussani che scende dalla selle tra le tofane) oppure è rischioso per scivolate?
    Muuu
    E' il classico percorso per escursionisti esperti.
    I tratti più esposti sono attrezzati con fittoni e cavi nuovi di zecca che luccicano al sole!!!
    Il motivo per cui non c'è uno straccio di cartello che ne indica l'accesso proprio non riesco a capirlo!
    Comunque i piedi bisogna guardare dove si mettono! Anche scendendo dalle Tofane per la normale è meglio non distrarsi troppo!
    Le statistiche del Soccorso Alpino parlano chiaro: molti incidenti avvengono su percorsi relativamente semplici!
    Comunque sì, direi che i due itinerari si assomigliano!
    Una webzine anche per le escursioni! Bello!!!

    Ciao!

  19. #45

    Predefinito

    Dimenticavo!
    Mancava una foto!
    La cengia Veronesi vista dal Rifugio Lagazuoi!



    Bel saltino sotto i piedi, eh?
    Ciao!

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