Spinti dalla nevicata di venerdì, che qui a ridosso del Canin ha concentrato i maggiori accumuli, decidiamo di rinunciare alla lunga trasferta cortinese giocando più in casa, a un'oretta da Udine.
Finalmente riesco a vedere questa località da questa stagione collegata con l'italiana Sella Nevea grazie a un nuovo Funifor, con gli impianti arroccati sulle pendici sud-orientali del M. Canin, e a completare con essa la visita sciistica a tutte le nazioni dell'arco alpino, visto che mancava solo la Slovenia.
Purtroppo la settimana di vacanza delle scuole slovene, mista alla mancata apertura del collegamento (e agli italici versanti N-NW), ci complica un po' i piani. Ci si mettono poi i gattisti che col verricello stanno battendo una pistina su in alto e ci è vietato risalire detta pista per accedere sci in spalla alla migliore zona per itinerari fuoripista, il Krnìca.
Beh, sono le prime tracce e il sole ci concede un paio di giri di prossimità schivando gli enormi buchi formati dai fenomeni carsici, qui davvero spaventosi per chi non vi è abituato.
Un altro giro ben più lungo dalla parte opposta del vallone ci porta fino alla prima stazione intermedia dell'interminabile cabinovia, tra buona neve, un po' di crosta e molto ravanage nella parte bassa a prova di soletta.
Dopo qualche esitazione nel sole cocente convinciamo i più scettici a portare a casa un altro paio di giri su in alto dove ora è meglio cercare il sole che ha già trasformato bene la neve, e lasciar perdere l'ombra che invece ha già creato la nefasta crosticina. E' solo nell'ultima discesa che perdiamo un po' di tempo a fare qualche foto ricordo di una comunque ottima giornata in compagnia, preludio di una trionfale grigliata di carni slovene giù in paese.
Grazie per la compagnia a Marti, Giacomo "vis", Seba, Daniel, Peppe e Stefano "snowste" (loro due di Snowfriends.it)!
Finalmente riesco a vedere questa località da questa stagione collegata con l'italiana Sella Nevea grazie a un nuovo Funifor, con gli impianti arroccati sulle pendici sud-orientali del M. Canin, e a completare con essa la visita sciistica a tutte le nazioni dell'arco alpino, visto che mancava solo la Slovenia.
Purtroppo la settimana di vacanza delle scuole slovene, mista alla mancata apertura del collegamento (e agli italici versanti N-NW), ci complica un po' i piani. Ci si mettono poi i gattisti che col verricello stanno battendo una pistina su in alto e ci è vietato risalire detta pista per accedere sci in spalla alla migliore zona per itinerari fuoripista, il Krnìca.
Beh, sono le prime tracce e il sole ci concede un paio di giri di prossimità schivando gli enormi buchi formati dai fenomeni carsici, qui davvero spaventosi per chi non vi è abituato.
Un altro giro ben più lungo dalla parte opposta del vallone ci porta fino alla prima stazione intermedia dell'interminabile cabinovia, tra buona neve, un po' di crosta e molto ravanage nella parte bassa a prova di soletta.
Dopo qualche esitazione nel sole cocente convinciamo i più scettici a portare a casa un altro paio di giri su in alto dove ora è meglio cercare il sole che ha già trasformato bene la neve, e lasciar perdere l'ombra che invece ha già creato la nefasta crosticina. E' solo nell'ultima discesa che perdiamo un po' di tempo a fare qualche foto ricordo di una comunque ottima giornata in compagnia, preludio di una trionfale grigliata di carni slovene giù in paese.
Grazie per la compagnia a Marti, Giacomo "vis", Seba, Daniel, Peppe e Stefano "snowste" (loro due di Snowfriends.it)!