Test ski Fischer: la prova di un argento base

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filippoilbello

Guest
Buongiorno a tutti, adesso vi racconto una storia incredibile….o forse no, giudicate voi.
La storia è lunga, per cui mettetevi comodi e armatevi di santa pazienza!!!

Prologo: La carriera di uno sciatore autodidatta.
Sono alto 172 cm e peso 68 Kg; sciisticamente autodidatta, ho iniziato in età adulta (27 anni); ho sciato per una decina d’anni, poi ho smesso, sciando solo molto saltuariamente; negli ultimi 3 anni ho ripreso, sciando un po' con i miei vecchi sci un po' noleggiando. Vado dappertutto, livello stimato argento base con forse qualcosina in più, livello da voi confermato quando ho postato il mio video. A inizio stagione ho definitivamente abbandonato i vecchi sci da 2 metri e acquistato gli Atomic GS10 da 174 (quelli 2009 molto ammorbiditi x intenderci). Trovato subito molto bene, riuscito anche a sfruttare abbastanza bene la sciancratura, naturalmente su piste facili con neve buona, e anche con neve molle.
Pero, passato l’iniziale entusiasmo, dopo una dozzina di uscite, ho incominciato a sentire che manca qualcosa: sul ripido, specie molto duro, gli sci vibrano e sbattono; inoltre, mentre su fondo liscio girano sempre bene e sono maneggevolissimi, su pista non perfettamente liscia, con cuneette, sciando in derapata, tipo cristiania classico, tendono a “impuntarsi” e si fatica a farli girare.
Le cose migliorano un po’ (ma non molto) stringendo al parossismo i mie vecchi scarponi tecnica, molto morbidi e imbottiti e un po’ sformati.
Per cui, forte anche dei preziosissimi consigli del forum, decido di cambiare scarponi.

Capitolo primo: Quando monta la scimmia….
Essendo di Torino, martedì scorso, con i miei calzettoni, sono andato da Grassi sport: spiego ad un signore gentilissimo che voglio dei buoni scarponi con flex superiore a 100, e lui, dopo avermi misurato il piede, e fatte alcune domande sul mio modo di sciare, tira fuori alcuni modelli e comincia a provarmeli; alla fine quello che “sento” meglio è il Fischer RC4 soma racing da 110; me li fa infilare entrambi, serriamo i ganci e dovrò starci una mezz’oretta almeno, poi se ne riparla…nel frattempo lui si dedica ad un altro cliente, ed io, per ingannare il tempo, passo in rassegna la rastrelliera degli sci.
Ed a questo punto il Destino (si, quello con la D maiuscola), bussa (sciisticamente parlando) alla mia porta; sento una vocina ironica che mi chiama:
“hei tu, signor GS10, che ne dici di comperare uno sci serio?”
La voce viene da uno sci giallo e nero, solo in mezzo a tanti modelli di altre marche; il mio buon senso risponde, leggermente piccato:
“io ho un ottimo paio di sci, appena comperati e pagati profumatamente!!!”
E la vocina (sempre + ironica):
“allora che ci fai qui?”
“lo vedi, cambio gli scarponi, il problema sono gli scarponi”
“si, gli scarponi, ok, continua pure a pensarlo, se ti fa piacere…magari è anche vero, con quelle pantofole che usavi prima…comunque questi che stai per prendere sono miei parenti, e maledettamente tosti, e tu vuoi infilarci su i GS10 ammorbiditi?”
Non rispondo, perché mi conosco, e so che la cosa sta prendendo una brutta piega (per il mio portafoglio); mi avvicino allo sci giallo e nero: ha un buffo buco in punta, chiuso da un diaframma di plastica opaca, la coda tagliata a mezzaluna e una spessa piastra con 4 molle; sul giallo, a caratteri cubitali, oltre la marca (Fischer, ovviamente) spicca la magica scritta “worldcup”; sulla coda nera “RC4 worldcup rc pro”. 175. 3 cm più di me. La mia misura.
Gli scarponi vanno proprio bene, e decido che li prendo; gli sci non li conosco, non li ho mai sentiti nominare, anche se il nome RC4 lo vedo da sempre sui Fischer; non so come vanno (non ricordo di aver mai letto un test di questi sci sul forum).
Il signore gentile si avvicina e mi chiede come va: scarponi ok, li predo; mentre me li sfilo, gli chiedo dello sci; mi dice che è il top di gamma assoluto, (escludendo i FIS, ovviamente) e quando gli chiedo, ingenuamente, come va, sorride e dice “noi qui siamo tutti Fischeromani…”
Basta, avrete già capito come va a finire: un’ora dopo esco dal negozio con gli scarponi in mano, gli sci in spalla (…zzo ma quanto pesano, che ci hanno messo dentro, il piombo?) e il conto in banca moooolto alleggerito (sono riuscito a ridurre il prezzo optando per gli attacchi da 12 DIN, tanto io li tengo a 6, ma è sempre un bel salasso), dandomi del coglione mentre li carico in macchina.
A casa li appoggio al muro e li fotografo, per documentare ai posteri la mia follia: eccoli qui.

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Cerco su forum: test non ne trovo, e le poche notizie non sono per niente rassicuranti: si parla di sci tostissimi, velocissimi, per quadricipiti allenati, delle vere “putrelle”.
Li voglio provare, LI DEVO PROVARE!!!! Devo sapere quanto sono stato incosciente: domani mollo il lavoro e vado a Pila!

Capitolo secondo: La prova
Mercoledì 17 febbraio - 8:40 – Pila.
Tempo (ovviamente) orribile; nevica, è umido, c’è un po’ di nebbiolina; esco dalla stazione dell’ovovia, ci sono pochi sparuti sciatori che si preparano…sul fondo battuto due dita di nevina: condizioni ideali per un argento base autodidatta alla prima uscita con dei gigante negozio tra i più tosti del mercato…
Vabbè, non prolunghiamo l’agonia: li calzo e timidamente mi avvio verso la seggiovia Chamolè; i primi 20 metri sono in piano, e gli sci scivolano come tutti gli sci…poi comincia la discesina (non so se avete presente) che porta ai tornelli della seggiovia: sono tentato di aprire a spazzaneve, tanta è la strizza, poi invece decido di provare una curva: la velocita è minima, ma i mostri, inaspettatamente, disegnano un perfetto cristiania, quasi prima che io accenni il movimento; sembrano senza peso…la pendenza aumenta un pochino, penso di curvare lì e poi là e loro lo fanno; non mi accorgo di aver fatto alcunchè, semplicemente ho “pensato” di curvare e loro hanno obbedito; inoltre non sento affatto la antipatica “resistenza” delle due dita di nevina: la pista sembra totalmente liscia; strano…
Ma ecco i tornelli: gli addetti stanno levando le cuffie, sono proprio il primo. Beep. Si sale.
Sulla seggiovia, tra la neve che cade rada e la nebbiolina grigia, il giallo fluorescente delle spatole sembra ancora più “cattivo”. Dopo il dialogo nel negozio gli sci sono rimasti muti. Sono in cima.
Avevo pensato di prendere il raccordo e la pista blu (n.5), ma chissà perché gli sci (sempre loro!) girano verso la 2 (Du Bois “Renato Rosa”, omologata FIS). Ok, ok, curvette leggere, vanno proprio col pilota automatico, non so che dire, tutto mi sarei aspettato meno questo…la pista è ben lisciata con le solite 2 dita di nevina, la visibilità scarsa, ma non c’è nessuno…e se provassi a metterli sugli spigoli, qui all’inizio che non è ripido? Massi, dai, proviamo!
E gli sci parlano di nuovo. E dicono una cosa assurda.
Dicono: “ladies and gentlemans, the captain and his crew welcome you aboard this Fischer RC4 flight from Chamolè to Pila. Please fasten your seat belt. Enjoy your flight!”
E decollano. Con un rumore cupo. Il pilota automatico è ancora inserito, destra-sinistra-destra-sinistra. Due rotaie. Senza vibrazioni. Senza sbandare. Il rombo del vento sul casco. Il primo muro…ma è gia dietro, forse hanno anche saltato un po’. Adesso rallento, se no mi ammazzo.
Disinserisco il pilota automatico e nel pianetto tiro la cloche. Incasso una botta di G nelle gambe quando gli sci chiudono il raggio istantaneamente. E dicono “ah, ma allora ci sei, ci stavamo chiedendo dove fossi finito; guarda che tra le curvette e il Super-G c’è una via di mezzo. Dimenticati di averci ai piedi. Devi sciare come hai sempre fatto, noi siamo qui per aiutarti.”
Ecco, ho capito (almeno credo): sono sci che si adattano al tuo livello, qualunque esso sia! Sembra incredibile ma è così: quando ho iniziato erano maneggevoli come degli allround, quando li ho lanciati sono diventati dei veri “uorcup”; adesso faccio i miei curvoni dolci e sono stabili e sicuri, mi sembra di averli ai piedi da sempre.
Però la pista è già finita…strano, mi è sempre sembrata molto più lunga…ecco l’ultimo muretto, quello stretto, bastardo, perché sotto lo strato di nevina (la cui presenza gli sci continuano ad ignorare sprezzantemente) quasi di sicuro c’è la lastra assassina; si, c’è ma gli sci la addentano e passano oltre senza scartare di un millimetro.
Tornelli. Beep. Seggiovia. La rifaccio, senza forzare, sciando come so, curve dolci, in relax, nella nebbiolina. Ma faccio partire il cronometro; all’arrivo: 2 minuti 0 secondi 7 decimi per i 2300 metri abbondanti della pista. Velocità media circa 70, ma non sono andato dritto, ho fatto le curve.
Il resto della mattina lo passo a fare cose che non sapevo di saper fare, (specialmente con quella visibilità) senza mai il minimo rischio o spavento; alcuni esempi:
-Tutta la nera del belvedere senza fermarmi e curvando esattamente dove, quando e come voglio io.
-Ultimo pezzo della pista che arriva a Pila con mucchi di neve molle, senza rallentare, passando attraverso i suddetti come una lama rovente nel burro.
- Dulcis in fundo, pista non battuta, tutta a gobbe fino alla prima intermedia della cabinovia (girano sulle gobbe come degli sci da freestyle)
E sulla cabinovia, scendendo, l’ultima constatazione: normalmente, sciando con questa neve e questa visibilità e tenendo questo ritmo, dovrei avere le gambe a pezzi; ma invece no, mi sento benissimo!
Gli sci, appesi fuori, sorridono con compatimento e dicono “Ciccio, non montarti la testa, per forza non sei stanco, guarda che hai sfruttato si e no il 20%; la strada è ancora lunga…la faremo insieme”

Epilogo: Sarà vero, sarà falso, Sara Ferguson?
Se avete avuto la pazienza di leggermi fino qui, oltre a ringraziarvi per l’attenzione, posso solo garantirvi che quello che avete letto è la assoluta verità; l’ho solo abbellita un po’, senza che vi venga chiesto alcun sovraprezzo.
I Fischer Worldcup RC pro sono, a mio parere, degli sci talmente fenomenali da poter essere considerati unici; ma è il mio parere. Ci fai tutto, e tutto sembra facile.
E gli scarponi? Ecco, di loro posso solo dire che li ho allacciati alla partenza e mi sono dimenticato di averli ai piedi…e non so cosa si possa chiedere di più.
 
Ultima modifica:
bello ! è stato un piacere leggerti.Questi sci non li ho mai provati e a dire il vero non ho mai provato un fischer ma mi hai fatto venir voglia di farlo.
Ciao
 
scusa la mia domanda,e gli altri sci che avevi comprato e pagato profumatamente?

Aaaaaargh!! Non girare il coltello nella piaga!!!:(:(:(
Prima di provare questi, credevo che gli Atomic fossero, per me, già molto buoni.
Quando ho comperato questi mi sono detto: "adesso, quando voglio divertirmi userò gli Atomic, e quando voglio impegnarmi, con condizioni perfette di neve, affollamento e meteo, mi impegnerò a usare i Fischer".
Dopo averli provati (e li ho usati anche ieri, col sole e le piste perfette, ma non vi dico come ho sciato, tanto non mi credereste...) gli Atomic li ho degradati a "sci da sassi" (fine stagione, piste disastrate)....
 
no, aspetta, tu questa la devi mandare alla fischer e farti pagare, perche se non fosse per l'ora, sarei gia in macchina per andarli a comprare (nonostante sia un argento base base)
 

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Wow complimenti per la storia... molto bravo a descrivere ogni sensazione ed ogni particolare... l'ho letta con piacere! Molto convincente:D
 
sarà....ma e proprio una favola......sul molle questi sci sono armi letali....non rimbalzano sembrano putrelle....ma non per questo e un pregio....sul ghiaccio poi nulla da dire...
ma per favore....sulle gobbe e sui cumuli....non sono certo come li descrivi....
 
Hai raccontato bene le tue sensazioni...che siano stabili è sicuro!
Di sicuro non sono sci da freestyle...sulle gobbe e sul molle soffrono!
Armare un argento base con un GS negozio...è esagerato...mia personale opinione!
 
sto imparando sui materiali, ma sono ancora alle basi... però sto migliorando!!
:B:
te ne devo sempre una... ricordati!!!

tonio basta che vedi la struttura del tuo sci...e del Fischer... fai il confronto e vedi che sono due sci diversi...
per quanto riguarda la birra...io difficilmente mi dimentico :DDD
 
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