Ecco il puntuale richiamo del Mck. Si va a Fusine per la classica mattinata in ambiente.
Arriveremo a Forcella Lavina? Mah, chi può dirlo... intanto si parte in un ambiente reso magico dall'ultima debole nevicata e dagli effetti di una temperatura sempre sorprendente nonostante questa sia notoriamente tra le zone più fredde d'Italia. Sì, siamo in Italia! Oddio, il telefono pare fregarsene, infatuato com'è dei potenti e deregolamentati ripetitori sloveni ma sì, siamo in Italia, seppure di poco.
Partiti, addirittura a batter traccia su per le piane, in mezzoretta penso avremo percorso 25 metri di dislivello, garantendoci la traccia per il ritorno senza faticare. Pian piano, seguendo ora il corso di un torrente pressochè defunto anche in piena stagione, prendiamo a salire in maniera un poco più decisa districandoci tra la boschina mai fitta tenendo a riferimento i segnavia estivi bianco-rossi.
Una volta giunti alla base delle forcelle, laddove gli alberi lasciano posto a spazi più aperti, cominciamo ad avvertire forti segnali sulla circolazione dell'aria dei giorni precedenti che ci costringono a rallentare via via la progressione per esaminare il manto nevoso - ahimè - sempre meno convincente. Possiamo avanzare vista la pendenza scarsa ma via via si alterna sempre più il classico cartone dal suono vuoto ad una polvere notevolissima accumulata dal vento. Questo ci rende difficile il compito, al di là del fatto che nella nostra mente la decisione sul non portare a termine la gita sia già ben nitida.
Vogliamo arrivare dove la valle piega seguendo la via per la Forcella Ratece, avendo già scartato la più esposta e classica Forcella Lavina, ma anche in un tratto assolutamente privo di pendenza e pericolo al mio passaggio il pendio (che quasi non è neanche un pendio
) si assesta rumorosamente, convincendomi a terminare lì ogni velleità.
Convinco senza gran problemi il Mck, provato soprattutto dallo zaino pesantissimo portato a supporto delle sue intenzioni fotografiche per la giornata, e quindi scendiamo non senza qualche problema per l'alternanza dei tipi di neve.
Più sotto entriamo finalmente nei comodi - ma piatti - pendii polverosi di inizio gita, dove è necessario lanciarsi sulla traccia di salita per uscire poi a fare qualche curvetta vagamente omosessuale prima di perdere velocità. Ma questo ci basta perchè siamo qui per l'ambiente, come sempre capita in occasioni come quella di oggi. Anzi, abbiamo anche una mezzoretta per fare due passi sul bel lago e fare qualche scatto.
La gita in programma, non completata, e le condizioni trovate:
Forcella della Lavina (2055m) - accesso dal Lago di Fusine Sup. (929m)
BS - 1130m - exp. N-NE - h. 3.30
temp. h. 8.30 @ Lago di Fusine Sup. -14°C
vento assente in lieve rinforzo da W - cielo sereno con qualche nuvola in arrivo da W da metà mattinata
Arriveremo a Forcella Lavina? Mah, chi può dirlo... intanto si parte in un ambiente reso magico dall'ultima debole nevicata e dagli effetti di una temperatura sempre sorprendente nonostante questa sia notoriamente tra le zone più fredde d'Italia. Sì, siamo in Italia! Oddio, il telefono pare fregarsene, infatuato com'è dei potenti e deregolamentati ripetitori sloveni ma sì, siamo in Italia, seppure di poco.
Partiti, addirittura a batter traccia su per le piane, in mezzoretta penso avremo percorso 25 metri di dislivello, garantendoci la traccia per il ritorno senza faticare. Pian piano, seguendo ora il corso di un torrente pressochè defunto anche in piena stagione, prendiamo a salire in maniera un poco più decisa districandoci tra la boschina mai fitta tenendo a riferimento i segnavia estivi bianco-rossi.
Una volta giunti alla base delle forcelle, laddove gli alberi lasciano posto a spazi più aperti, cominciamo ad avvertire forti segnali sulla circolazione dell'aria dei giorni precedenti che ci costringono a rallentare via via la progressione per esaminare il manto nevoso - ahimè - sempre meno convincente. Possiamo avanzare vista la pendenza scarsa ma via via si alterna sempre più il classico cartone dal suono vuoto ad una polvere notevolissima accumulata dal vento. Questo ci rende difficile il compito, al di là del fatto che nella nostra mente la decisione sul non portare a termine la gita sia già ben nitida.
Vogliamo arrivare dove la valle piega seguendo la via per la Forcella Ratece, avendo già scartato la più esposta e classica Forcella Lavina, ma anche in un tratto assolutamente privo di pendenza e pericolo al mio passaggio il pendio (che quasi non è neanche un pendio
Convinco senza gran problemi il Mck, provato soprattutto dallo zaino pesantissimo portato a supporto delle sue intenzioni fotografiche per la giornata, e quindi scendiamo non senza qualche problema per l'alternanza dei tipi di neve.
Più sotto entriamo finalmente nei comodi - ma piatti - pendii polverosi di inizio gita, dove è necessario lanciarsi sulla traccia di salita per uscire poi a fare qualche curvetta vagamente omosessuale prima di perdere velocità. Ma questo ci basta perchè siamo qui per l'ambiente, come sempre capita in occasioni come quella di oggi. Anzi, abbiamo anche una mezzoretta per fare due passi sul bel lago e fare qualche scatto.
La gita in programma, non completata, e le condizioni trovate:
Forcella della Lavina (2055m) - accesso dal Lago di Fusine Sup. (929m)
BS - 1130m - exp. N-NE - h. 3.30
temp. h. 8.30 @ Lago di Fusine Sup. -14°C
vento assente in lieve rinforzo da W - cielo sereno con qualche nuvola in arrivo da W da metà mattinata