Le montagne più belle del mondo". Lo affermano da secoli alpinisti, scrittori, filosofi, architetti e ambientalisti di fama mondiale. Ma oggi a Siviglia, l’ha dichiarato ufficialmente l’Unesco: le Dolomiti sono "Patrimonio Naturale dell’Umanità". Le nostre montagne ora fanno parte dei 50 paesaggi più belli d’Europa e dei 199 a livello mondiale.
Le Dolomiti sono entrate a pieno titolo tra i luoghi più stupefacenti della Terra per i loro indubbi pregi estetici, la composizione geologica unica al mondo e la ricchezza della flora che conta più di 2.400 specie diverse. In particolare, l’Unesco ha insignito di quest’importante riconoscimento i gruppi di: Marmolada, Catinaccio, Latemar (in gran parte sul territorio della Val di Fassa) e Sciliar, Pale di San Martino, Dolomiti di Brenta, Cadini e Dolomiti di Sesto, Dolomiti di Fanes, Senes e Braies, Puez-Odle, Rio delle Foglie, Pelmo e Croda da Lago, Pale di San Lucano e Dolomiti Bellunesi, Dolomiti Friulane e d’Oltre Piave. Complessivamente si tratta di un’estensione di 142.000 ettari, integrati da una zona cuscinetto di altri 90.000 ettari, distribuiti tra le province di Trento, Bolzano, Belluno, Udine e Pordenone.
Adesso, quindi, al piacere di tornare o di esplorare per la prima volta i "Monti Pallidi" si aggiunge la consapevolezza di vivere un autentico privilegio. Come lo è assistere a quello che i ladini chiamano "Enrosadira", il fenomeno che avviene all’alba e al tramonto quando i raggi del sole colpiscono la roccia dolomitica colorandola delle più intense sfumature dall’arancione al viola. Anche questo spettacolo della natura unico al mondo, da ora, è un patrimonio dell’umanità.



Le Dolomiti sono entrate a pieno titolo tra i luoghi più stupefacenti della Terra per i loro indubbi pregi estetici, la composizione geologica unica al mondo e la ricchezza della flora che conta più di 2.400 specie diverse. In particolare, l’Unesco ha insignito di quest’importante riconoscimento i gruppi di: Marmolada, Catinaccio, Latemar (in gran parte sul territorio della Val di Fassa) e Sciliar, Pale di San Martino, Dolomiti di Brenta, Cadini e Dolomiti di Sesto, Dolomiti di Fanes, Senes e Braies, Puez-Odle, Rio delle Foglie, Pelmo e Croda da Lago, Pale di San Lucano e Dolomiti Bellunesi, Dolomiti Friulane e d’Oltre Piave. Complessivamente si tratta di un’estensione di 142.000 ettari, integrati da una zona cuscinetto di altri 90.000 ettari, distribuiti tra le province di Trento, Bolzano, Belluno, Udine e Pordenone.
Adesso, quindi, al piacere di tornare o di esplorare per la prima volta i "Monti Pallidi" si aggiunge la consapevolezza di vivere un autentico privilegio. Come lo è assistere a quello che i ladini chiamano "Enrosadira", il fenomeno che avviene all’alba e al tramonto quando i raggi del sole colpiscono la roccia dolomitica colorandola delle più intense sfumature dall’arancione al viola. Anche questo spettacolo della natura unico al mondo, da ora, è un patrimonio dell’umanità.


