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Discussione: Ritorno del nucleare in Italia?

  1. #706
    Senior Member Skifoso
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    Citazione Originariamente scritto da nanaccio Vedi messaggio
    Che poi vai a spiegarglielo oggi ad un bambino che la Germania aveva miseramente perso
    si perchè l'allora alleato era tecnicamente non pronto , e pensare che al primo tentativo d'annessione dell'austria e la successiva guerra in etiopia l'alleato era persino temuto dalla Germania

    /fine ot

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  3. #707

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    Avete mai visito un documentario al contrario? Con interviste a vecchi greci che raccontano come respinsero gli invasori italiani??

    Dicono che gli italiani erano meglio armati, meglio equipaggiati.... Eppure.... Ci rubarono il cannone

  4. #708

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    La natura ci offre una quantita' enorme di energia.
    Il nucleare e' solo per oligarchi e guerrafondai.
    Gli oligarchi ad es. volendo mettere il popolo nelle loro tasche cercano di sfruttare ogni cosa
    per i loro scopi: tecnologia energia ecc...
    L'energia solare ed eolica e' energia alla portata del popolo e questo va contro i loro scopi e quindi
    contro i loro principi

  5. #709

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    A me sembra invece che è proprio il popolo che si oppone a certi parchi eolici perché (a torto o ragione) sono impattanti...

    Non parlate poi di fotovoltaico se non avete conoscende di distribuzione e rete perché non è mia come la dipingono (rose e fiori)

  6. #710

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    Il nucleare purtroppo è un arma incredibilmente valida
    per i terroristi... è questo il guaio!
    L'Iran ad esempio dice di voler produrre energia dal nucleare,
    ma la puzza si sente a migliaia e migliaia di km di distanza.
    L'Italia dovrebbe munirsi di armi atomiche per legittima difesa,
    questo si. In Italia non è possibile produrre energia nucleare, ma
    non armi nucleari. Non capisco perchè si continui a dire di volere
    l'energia nucleare quando invece il nucleare serve solo per le armi,
    e su questo non ci sono referendum in Italia che lo vietino!!!

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    Citazione Originariamente scritto da fla5 Vedi messaggio
    A me sembra invece che è proprio il popolo che si oppone a certi parchi eolici perché (a torto o ragione) sono impattanti...

    Non parlate poi di fotovoltaico se non avete conoscende di distribuzione e rete perché non è mia come la dipingono (rose e fiori)
    anche l'ignorante è entusiasta per le pale eoliche che producono energia elettrica...
    gli unici ad essere contrari sono gli attivisti, praticamente dei mercenari.
    sia la sinistra che la destra e il centro sono favorevoli... non ci sono nemmeno motivazioni
    politiche per essere contrari.

  7. #711

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    I ricorsi al Tar per ogni impianto proposto mostrano ben altro.

    Realisticamente in Italia dall'idea alla realizzazione di un impianto eolico passano 10 anni, troppi per un paese civile che (a parole) è a favore delle rinnovabili.

  8. Lo skifoso fla5 ha 2 Skife:


  9. #712

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    Citazione Originariamente scritto da fla5 Vedi messaggio
    I ricorsi al Tar per ogni impianto proposto mostrano ben altro.

    Realisticamente in Italia dall'idea alla realizzazione di un impianto eolico passano 10 anni, troppi per un paese civile che (a parole) è a favore delle rinnovabili.

    Questo è un altro aspetto che non funziona. Non possono che essere ladri, cioè da archiviare in giornata con arresto.
    A loro piacciono i paesaggi con le scogliere a punta, mentre a noi i razionali piacciono le pale eoliche..ripeto, da archiviare in giornata!...

  10. #713

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    Su La7 parlano dei problemi dello smantellamento delle centrali e dai costi impossibili e incommensurabili.

    Anche la miniera di sale della bassa Sassonia che funge da deposito dei residui tedeschi e' a rischio: l'acqua si e' infiltrata e i bidoni stan rilasciando cesio...e sono 750m sotto terra in un posto teoricamente considerato "perfetto" e "sicuro".

  11. Skife per pat:


  12. #714

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    è più di 40 anni che quei bidoni sono lì sotto. per fortuna il cesio ha una emivita breve...

    ed è da più di 30 anni che il problema c'è in quella miniera. evidentemente fa comodo parlarne adesso che ci sono le elezioni in vista

  13. #715

    Predefinito

    ...che sian li' da anni e' vero; che ci sian problemi di allagamento, percolazioni e crolli forse e' un po' piu' recente... comunque alla fin della fiera stan cercando di tirar fuori i bidoni (ma non san dove metterli).

    Dal '90 stan cercando di smantellare una centrale nucleare sulle coste baltiche tedesche; pensavan di finire in 18 anni; sono ancora a meta' del guado e forse ci vorranno altri 40 anni per completare l'opera.

    Ne avran da parlare per altri 40 anni... elezione piu' elezione meno ... cambia poco.

  14. Skife per pat:


  15. #716

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    si lavora ancora oggi ad un nuovo nucleare?

    Centro Enea del Brasimone, una volta era il cantiere del reattore nucleare Pec. Incastonato in una gola, sul lago artificiale, persino poetico, con il cupolone di 52 metri che doveva essere pronto a parare incidenti paurosi e invece è diventato più modestamente soggetto da cartolina. Una storia maledetta, dall’inizio. Quando negli anni Sessanta si partì per realizzare il reattore Pro e si andò a sbattere nel processo Ippolito. L’avventura del Pec partì nel ’72. Nell’86 arrivò Chernobyl, l’anno dopo il referendum abrogativo del nucleare. La cittadella del Brasimone era quasi pronta, il reattore da montare. Più di mille persone all’opera, tutto da buttare via. Quanti miliardi? Nessuno lo sa. Di sicuro molte tonnellate di ferro (e intelligenza). A un certo punto pareva un discount, sono arrivati anche i cinesi a comprarsi le finestre, i vetri erano a prova di radiazioni.

    E OGGI? Che senso ha il Brasimone in un Paese che da 27 anni ha rinunciato al nucleare? «Che c’entra? L’Italia non ha abbandonato la ricerca», corregge Pietro Agostini, l’ingegnere che dirige 70 ricercatori «ma dovrebbero essere il doppio». Per fare che cosa? «Lavoriamo sul nuovo nucleare — chiarisce —, fusione e fissione di quarta generazione, cioé sostenibile. Se giochiamo a tennis? No, non c’è neanche il campo».

    Nel prossimo futuro, il Centro Ricerche ENEA del Brasimone sarà convertito in un polo internazionale nel campo dello studio sulla fusione nucleare per la produzione di energia "pulita", con un focusspecialistico relativo alla produzione di radiofarmaci per la diagnosi e la cura dei tumori. Il rilancio e la valorizzazione del sito, destinato a diventare un centro scientifico e tecnologico di importanza globale

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    la centrale--






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    Here under a scanned image, from a booklet titled "Il reattore PEC e l'area sperimentale del Brasimone", published by the then called C.N.E.N. (Comitato Nazionale Energia Nucleare, later renamed into ENEA).

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    Reattore P.E.C., lago del Brasimone, anno 1982





    CHIUDE IL REATTORE DEL BRASIMONE (archivio la repubblica 1987)

    ROMA Il Pec del Brasimone, il reattore sperimentale al centro di molte polemiche, chiuderà. L' annuncio è stato dato da Cesare Minghini, della Cgil di Bologna, nel corso di una conferenza stampa. L' Ansaldo ha comunicato alle imprese impegnate nei lavori del Pec che dal 21 dicembre o forse addirittura da lunedì prossimo il cantiere rimarrà chiuso, senza indicare però se e quando verrà riaperto. Cigl, Cisl e Uil hanno organizzato per martedì 15 uno sciopero dei lavoratori del cantiere (l' iniziativa era già in programma prima delle ultime comunicazioni dell' Ansaldo) con una manifestazione a Roma alla quale parteciperà anche una delegazione dei dipendenti Enea del Pec. A Montecitorio una rappresentanza dei lavoratori si incontrerà con esponenti di tutti i gruppi parlamentari. Chiederemo che vengano approvate le nostre proposte, ha dichiarato Minghini. Vogliamo che sia dichiarata la crisi territoriale e settoriale con la conseguente cassa integrazione. La stessa richiesta è stata avanzata dal presidente della Regione Emilia Romagna, Luciano Guerzoni, con un telegramma ai ministri del Bilancio e del Lavoro. Attualmente nel cantiere del Pec lavorano circa trecento persone. I sindacati chiedono che si avvii un confronto per decidere i destini dell' area di ricerca Enea del Brasimone e una riconversione sul territorio della manodopera. Il Pec, una sigla che sta a significare Prove elementi combustibile, è uno degli impianti nucleari più criticati d' Italia. I tempi di costruzione hanno continuato ad allungarsi mentre i costi crescevano. Il Pec era stato pensato per studiare tecnologie legate al decollo del progetto Superphénix. Il progetto Superphénix è diventato operativo ma il Pec è ancora in fase di realizzazione. Di qui le richieste di chiusura, diventate pressanti dopo Chernobyl. La sorte del Pec, del resto, è legata a quella del piano energetico nazionale che dovrà essere approvato nei prossimi mesi dal Parlamento. Per il responsabile ambiente del Psi, Di Donato, il nuovo piano dovrà tenere conto di alcuni obiettivi strategici: il risparmio energetico e l' aumento dell' occupazione.

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    Superphénix o SPX era una centrale elettrica nucleare francese sul fiume Rodano presso Creys-Malville, nel comune di Creys-Mépieu, a circa 60 km dal confine svizzero e 100 km dal confine italiano. Formata da un reattore nucleare veloce autofertilizzante (FBR) sperimentale, smise di produrre energia elettrica nel 1996 e l'impianto venne chiuso commercialmente nel 1997.

    Il Superphénix è stato l'ultimo reattore autofertilizzante veloce in Europa per la produzione civile di energia elettrica. Secondo un rapporto[4] del 1996 della Corte dei Conti francese il costo totale dell'impianto è stato di 60 miliardi di franchi (9,1 miliardi di euro).
    Le ultime delle 650 barre di combustibile furono rimosse dal reattore il 18 marzo 2003 e sono ora stoccate in vasche di raffreddamento. Per quanto riguarda il sodio di raffreddamento, devono essere costruite delle unità per il suo trattamento. Al momento, si tratta di 3000 tonnellate di sodio primario e 2500 tonnellate di sodio secondario o dei circuiti ausiliari[5]. Per la loro rimozione, il sodio viene mantenuto ad una temperatura di 180 °C perché sia liquido, e venga drenato verso l'impianto di trattamento chimico, chiamato TNA[5]. Una volta giuntovi, viene trasformato in soda caustica tramite un processo chimico ben collaudato, già provato a scala industriale nel 1993 a Cadarache (37 tonnellate di sodio) e nel reattore PFR di Dounreay (900 tonnellate di sodio); date le basse quantità di materiale in gioco, i pericoli di reazione sodio/acqua sono limitati[5]. L'impiego contemporaneo di due linee per il drenaggio, permetterà la rimozione di 5 tonnellate di metallo al giorno, cioè 1825 all'anno[5]. Per la stabilizzazione e la solidificazione della soda è stato anche costruito nella vecchia sala turbine un impianto di miscelazione del cemento, in cui verranno prodotti dei blocchi di calcestruzzo, classificati per la loro radioattività come VLLW ("very low-level waste")[5]. Alla fine delle operazioni, le 5500 tonnellate di sodio produrranno 24.000 m3 di soda che, miscelate con il cemento, produrranno 36.700 m3, circa 70 000 tonnellate, di calcestruzzo[5].
    Secondo altre fonti si tratta di 1500 tonnellate di sodio del circuito secondario e di 4.000 tonnellate di sodio radioattivo del circuito primario che attualmente si trova ancora nel nucleo del reattore e che deve essere mantenuto a 180 °C di temperatura (con enormi consumi di elettricità)[6]
    Elettrodotto Superphenix

    A seguito della costruzione della centrale , è stato costruito un elettrodotto aereo ad altissima tensione da 380 Kv , per trasportare l'eccesso di energia elettrica prodotto verso l'Italia al nodo elettrico di Rondissone , Il progetto era stato contestato per motivi paesaggistici ed ambientali in quanto avrebbe attraversato zone incontaminate delle Alpi valdostane , in seguito alla chiusura della centrale atomica , il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta ha richiesto lo smantellamento della linea , che non è stato eseguito[7].

  16. Skife per missouri:

    pat

  17. #717

  18. #718

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    Citazione Originariamente scritto da PaoloB3 Vedi messaggio
    Vorrei tanto sapere la fonte e la data dell' articolo pubblicato.
    quella sul reattore o quella sui nuovi studi? quella sul reattore viene dall'archivio storico della repubblica data 1987..l'altra parte invece non era particolarmente datata anche se ora purtroppo non ho più sottomano l'articolo
    Pensi che l'attività di ricerca che propone l'articolo sia stata del tutto abbandonata ad oggi? il centro di ricerche dell'enea in loco c'è..ci vado spesso..è tutto rigorosamente recintato ma la struttura mi è sempre parsa operativa..poi che ci facciano realmente là dentro non lo so.

  19. #719

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    Anche i francesi stanno avendo dei bei problemi con il nucleare.Diversi reattori spenti per controlli e/o manutenzione,ma soprattutto no sanno più dove mettere le scorie

  20. #720

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    Citazione Originariamente scritto da missouri Vedi messaggio
    quella sul reattore o quella sui nuovi studi? quella sul reattore viene dall'archivio storico della repubblica data 1987..l'altra parte invece non era particolarmente datata anche se ora purtroppo non ho più sottomano l'articolo
    Pensi che l'attività di ricerca che propone l'articolo sia stata del tutto abbandonata ad oggi? il centro di ricerche dell'enea in loco c'è..ci vado spesso..è tutto rigorosamente recintato ma la struttura mi è sempre parsa operativa..poi che ci facciano realmente là dentro non lo so.
    Il reattore del Brasimone non era stato progettato per produrre energia ma una centrale sperimentale di studio legata anche all’università. Attualmente non c’è nulla di operativo salvo le manutenzioni necessarie per tenere in piedi la baracca. Utilizzano il sito per l’addestramento della protezione civile.

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