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Discussione: Ritorno del nucleare in Italia?

  1. #586

    Predefinito

    ma allora il nucleare non era così indispensabile

    Referendum/ Romani, lavoreremo per annullare quota nucleare
    Martedi, 14 Giugno 2011 - 10:57

    "Lavoreremo perche' la quota nucleare si annulli completamente come avevamo gia' deciso abrogando la norma". Cosi' il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, ha risposto a chi gli chiedeva quali saranno gli scenari sul piano energetico all'indomani dell'esito del referendum. "Faremo a mio avviso - ha spiegato Romani, a margine dell'assemblea di Confartigianato - una strategia energetica che ha bisogno di una conferenza nazionale dell'energia e in base a questa sara' fatta una nuova suddivisione delle fonti: ovviamente la parte riservata alle rinnovabili sara' molto piu' ampia". A chi gli chiedeva poi quale sara' il ruolo del gas, il ministro ha risposto: "Il fossile gia' oggi rappresenta il 94%" dell'approvvigionamento. "Continuera' a fare la sua parte ma ci sono altre fonti - ha concluso - dalle biomasse alla geotermia".


    a parte la cazzata in grassetto della prima riga (non era stata annullata la quota, ma si era preso un anno sabbatico per decidere di ritornare al nucleare, la gente era "scottata" dal Giappone), ora sembra che le rinnovabili siano alla nostra portata, fino a quando un mese fa senza il nucleare non si andava da nessuna parte.

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  3. #587
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    Magari, grazie al referendum, sono venute fuori considerazioni degne di nota?

  4. #588

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    E dopo il nucleare facciamo un referendum per avere Tutti noi una festa con le olgettine ! Topa per tutti!

  5. #589

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    Topa e minetti per tutti.

    Una bella notizia, anche la Svizzera si impone una sfida e decide di abbandonare il nucleare:
    http://www.ilsole24ore.com/art/notiz...o-165932.shtml
    E non è una cosa da poco mi pare di capire:
    Circa il 40% dell'elettricità prodotta in Svizzera è attualmente di origine nucleare e proviene dalle cinque centrali di Beznau I e II, Mühleberg, Gösgen e Leibstadt. Questi impianti producono annualmente 26 miliardi di kilowattore. I due reattori di Beznau sono entrati in servizio nel 1969 e nel 1971. La disattivazione delle centrali nucleari e la diversa copertura del fabbisogno energetico avranno un costo, che secondo il Governo sarà compreso tra lo 0,4% e lo 0,7% del PIL, ossia tra i 2,2 e i 3,8 miliardi di franchi. La graduale minore produzione delle centrali nucleari dovrà appunto essere compensata dall'energia idroelettrica, dalle energie rinnovabili, dagli impianti di cogenerazione e dalle centrali a gas a ciclo combinato. Nel 2050, l'aumento della quota di elettricità di origine termo-fossile genererà un incremento delle emissioni di CO2 compreso tra 1,09 e 11,92 tonnellate.
    Speriamo riescano a scoprire modi democratici e condivisi per superare l'ostacolo dell'accettabilità sociale per l'idroelettrico, così potremo copiare.

  6. #590

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    Un caro saluti a voi nel NordOvest...addio è stato bellissimo !!

    Francia: esplode forno in un impianto nucleare, rischio fughe radioattive
    Allerta della Protezione civile

  7. #591

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    Citazione Originariamente scritto da PaoloL Vedi messaggio
    Un caro saluti a voi nel NordOvest...addio è stato bellissimo !!
    beh che dire....e poi chi propone l'addio al nucleare viene tacciato di catastrofismo e qualunquismo.....
    Io sono al Nord ( non esattamente Nord Ovest ma poco ci manca..) eppure quella sottile paura la comincio a sentire....

  8. #592

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da PaoloL Vedi messaggio
    Un caro saluti a voi nel NordOvest...addio è stato bellissimo !!

    noooooooooooooo, un PaoloL a due teste noooooooooooooooooo

  9. #593

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da CrasHBoneS Vedi messaggio
    noooooooooooooo, un PaoloL a due teste noooooooooooooooooo

    Quì non arriva nulla. Non è un caso che andiamo tutti verso le dolomiti
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  10. #594

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    Recupero questa discussione anche se la notizia che riporto riguarda tutta l'Unione Europea.

    La commissione europea, dopo Fukushima, ha recentemente valutato con una serie di stress-test tutti i 145 reattori nuclari presenti in Europa. Il responso? Un disastro, tutti bocciati, alcuni proprio sono sprovvisti di basilari sistemi di sicurezza, in Finlandia e Svezia le peggiori situazioni. Pochi quelli a norma antisismica e pronti a eventuali esondazioni di fiumi/mari. Insomma non un bel quadro.

    Hundreds of safety issues found at European nuclear plants : Nature News Blog

  11. #595

    Predefinito Chissà se nei costi dell'energia nucleare i Giapponesi avevano incluso anche questi:

    Nagasaki Bomb Maker Offers Lessons for Japan’s Fukushima Cleanup
    2013-08-15 21:00:01.0 GMT


    By Shigeru Sato and Yuji Okada
    Aug. 16 (Bloomberg) -- Hanford Engineer Works produced the 20 pounds of plutonium for the bomb dropped on Nagasaki. It’s among the most toxic nuclear waste sites and the place Japan is turning to for help dealing with melted reactors in Fukushima.
    Tokyo Electric Power Co. has sent engineers on visits to the Hanford site in Washington state this year to learn from decades of work treating millions of gallons of radioactive waste. Hanford also has a method to seal off reactors known as concrete cocooning that could reduce the 11 trillion yen ($112 billion) estimated cost for cleaning up Fukushima.
    Hanford stretches over 586 square miles of scrubland southeast of Seattle where thousands of technicians are decommissioning the nine reactors in operation from 1944 to 1987. Its laboratories and plutonium facilities were integral to the Manhattan Project to make the first atomic bomb.
    “The U.S. has vast experience in nuclear technology with their military activity, including decontaminating soil and managing river contamination,” Masumi Ishikawa, general manager of Tokyo Electric’s radioactive waste management, said in an interview. “There’s a lot we can learn from them.”
    Japan Prime Minister Shinzo Abe agreed with that last week when he told his fellow citizens for the first time that Tokyo Electric alone isn’t able to handle the disaster at the Dai-Ichi plant. He promised more government funds for the cleanup without saying how they’d be used.

    Hanford Leaks

    Abe’s comments followed a long series of mishaps by the utility known as Tepco, resulting in its admission last month that hundreds of tons of radioactive water is flowing into the Pacific Ocean more than two years after three reactor cores melted down at the plant.
    Hanford has its own share of containment challenges. Six underground tanks leaking radioactive waste may offer lessons to Tepco in dealing with substances that contaminate everything they come in contact with. The tanks are among 177 buried at Hanford, about 200 miles (320 kilometers) southeast of Seattle along the Columbia River.
    The U.S. Department of Energy has spent more than $16 billion since 1989 to clean up Hanford. The weapons production generated 56 million gallons of radioactive waste, enough to fill a vessel the size of a football field to a depth of 150 feet, according to a December report by the U.S. Government Accountability Office.

    Fukushima Fifty

    Tepco’s Ishikawa said visits by him and other company engineers to Hanford are part of an agreement with the Department of Energy to evaluate the technology for possible use at Fukushima.
    Ishikawa, 46, studied nuclear engineering at Tohoku University in Sendai City, northeast Japan, and is one of the Fukushima Fifty.
    The name refers to a group of engineers who stayed in the Japanese plant to fight the disaster as power was lost and reactor buildings exploded. Ishikawa was the right-hand man of Masao Yoshida, who led the group. Yoshida died on July 9 of esophageal cancer. He was 58.
    At Hanford, the energy department finished a $65 million cocooning project in June last year, the DOE said in a statement. That involved demolishing the last one of the nine reactor buildings down to the four-foot- (1.2 meter) thick concrete shield around the reactor core.
    More concrete was added to the shield, along with a new concrete roof to put the reactor into so-called safe storage for
    75 years. This allows radiation levels to decay to safer levels in the core and gives the operator time to determine the final disposal method, according to the statement.

    Cocooning Reactors

    There are three ways to decommission nuclear reactors, said Ishikawa. One is immediate dismantling. Another, used at the wrecked Chernobyl plant in Ukraine, entombed the whole building in concrete. The third is cocooning used at Hanford. Entombing and cocooning cost less than immediate dismantling as it reduces the expense for handling and moving highly radiated material, Ishikawa said.
    Tepco is talking with the DOE on whether cocooning could work for the crippled reactors in Fukushima. Sealing them off in concrete for 75 years would allow more focus on cleaning up surrounding areas so that residents could return, said Ishikawa.
    Around 160,000 people were forced to evacuate from towns and villages when the Dai-Ichi plant released clouds of radiation after it was hit by an earthquake and tsunami on March 11, 2011.
    “Decommissioning is vital for the areas around Fukushima Dai-Ichi to move ahead with restoration,” Ishikawa said.

    Visiting Fukushima

    Officials from the DOE involved with Hanford have visited the Fukushima Dai-Ichi plant three times as part of a six-month agreement with Tepco to investigate the conditions there and what solutions they can offer, he said.
    “We identified seven areas of U.S. expertise that can be tapped,” said Ishikawa. “That includes decommissioning, nuclear waste disposal, removal of melted fuel, and restoration of surrounding areas.”
    Ishikawa said talks with the DOE continue and he couldn’t provide a date on when any agreement may be reached for using expertise and technology developed at Hanford.
    “The United States remains committed to working with Japan in their remediation efforts and believes that Japan can continue to leverage U.S. knowledge and experience in the environmental management area,” said Lindsey Geisler, a DOE spokesperson.
    “The Energy Department’s environmental cleanup mission is one of the world’s largest programs of its type,” Geisler said in an e-mail response to questions.
    Ishikawa said in his visits to Hanford he’s seen decontaminated areas coming back to life, noting for example a winery that’s been built. That, he said, is what he wants to see in Fukushima.

  12. #596

    Predefinito

    Uranio a Bolzano
    La concentrazione di uranio nelle acque del bolzanese finisce sotto il monitoraggio della Commissione europea che ha deciso di aprire un’indagine per fare chiarezza sulle alte percentuali riscontrate negli acquedotti della Provincia autonoma.
    Lo scorso 8 luglio l’eurodeputato Andrea Zanoni, membro della commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, aveva presentato un’interrogazione per rendere noti i risultati di una ricerca commissionata dall’Agenzia provinciale per l’Ambiente della Provincia autonoma di Bolzano sugli acquedotti nella quale erano emerse concentrazioni di uranio nell’acqua potabile superiori al limite consentito di 20 µg/l (microgrammi per litro). Le anomalie erano state riscontrate a San Genesio (22 µg/l), Postal (23 µg/l), Lana (36 µg/l), Silandro (62 µg/l) e infine a Martello, località nella quale la concentrazione era di 80 µg/l ovverosia quattro volte superiore al limite di legge.
    http://www.ecoblog.it/post/108345/uranio-fuori-norma-nelle-acque-del-bolzanese-lue-apre-unindagine

  13. #597

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    A Fukushima i problemi sembrano ben più grandi di quanto fin'ora dichiarato:

    "Fukushima, Tokyo ammette: il rischio-apocalisse è adesso
    Scritto il 17/9/13 • nella Categoria: segnalazioni Tweet

    Era tutto vero: il pericolo Fukushima comincia solo adesso e il Giappone non sa come affrontarlo. Le autorità hanno finora mentito, ai giapponesi e al mondo intero: Fukushima era una struttura a rischio, degradata dall’incuria. Un impianto che andava chiuso molti anni fa, ben prima del disastro nucleare del marzo 2011. Da allora, la situazione non è mai stata sotto controllo: la centrale non ha smesso di emettere radiazioni letali. Tokyo finalmente ammette che, da mesi, si sta inquinando il mare con sversamenti continui di acqua radioattiva, utilizzata per tentare di raffreddare l’impianto. Ma il peggio è che nessuno sa esattamente in che stato siano i reattori collassati: si teme addirittura una imminente “liquefazione” del suolo. L’operazione più pericolosa comincerà a novembre, quando sarà avviata la rimozione di 400 tonnellate di combustibile nucleare. Operazione mai tentata prima su questa scala, avverte la “Reuters”: si tratta di contenere radiazioni equivalenti a 14.000 volte la bomba atomica di Hiroshima. Enormità: bonificare Fukushima – ammesso che ci si riesca – richiederà 11 miliardi di dollari. Se tutto va bene, ci vorranno 40 anni.

    Gli scienziati non hanno idea del vero stato dei nuclei dei reattori, riassume il “Washington’s Blog” in un lungo reportage tradotto da “Megachip”: le radiazioni potrebbero investire la Corea, la Cina e la costa occidentale del Nord America. Perché il peggio deve ancora arrivare: gli stessi tecnici incapaci, che hanno prima nascosto l’allarme e poi sbagliato tutte le procedure di emergenza, ora «stanno probabilmente per causare un problema molto più grande». Letteralmente: «La più grande minaccia a breve termine per l’umanità proviene dai bacini del combustibile di Fukushima: se uno dei bacini crollasse o si incendiasse, questo potrebbe avere gravi effetti negativi non solo sul Giappone, ma sul resto del mondo». Se anche solo una delle piscine di stoccaggio dovesse crollare, avvertono l’esperto nucleare Arnie Gundersen e il medico Helen Caldicott, non resterebbe che «evacuare l’emisfero nord della Terra e spostarsi tutti a sud dell’equatore». Un allarme di così vasta portata, che disorienta anche gli esperti più prudenti. Come Akio Matsumura, già consulente Onu, secondo cui la rimozione dei materiali radioattivi dai bacini del combustibile di Fukushima è «una questione di sopravvivenza umana».

    Migliaia di lavoratori e una piccola flotta di gru, riferisce il “New York Times”, si preparano a «evitare un disastro ambientale ancora più profondo, che ha già reso la Cina e gli altri paesi vicini sempre più preoccupati». Obiettivo, neutralizzare le oltre 1.300 barre di combustibile esaurito dall’edificio del reattore 4. E’ come sfilare sigarette da un pacchetto accartocciato, avverte Gundersen: basta che due barre si urtino, e c’è il rischio che rilascino cesio radioattivo, xenon e kripton. «Ho il sospetto che nei prossimi mesi di novembre, dicembre e gennaio, sentiremo che l’edificio è stato evacuato, che hanno rotto una barra di combustibile, e che la barra di combustibile sta emettendo dei gas. Ritengo che le griglie si siano contorte, il combustibile si sia surriscaldato e il bacino sia giunto a ebollizione: la conseguenza naturale è che sia probabile che una parte del combustibile rimarrà incastrata lì per un lungo, lungo periodo». Le griglie sono contorte per effetto del terremoto, che ha fatto collassare il tetto proprio sopra il deposito nucleare.

    «Le conseguenze – conferma il “Japan Times” – potrebbero essere di gran lunga più gravi di qualsiasi incidente nucleare che il mondo abbia mai visto: se una barra di combustibile cadesse, si rompesse o si impigliasse mentre viene rimossa, i possibili peggiori scenari includono una grande esplosione, una fusione nel bacino o un grande incendio. Ognuna di queste situazioni potrebbe portare a massicci rilasci di radionuclidi mortali nell’atmosfera, mettendo in grave rischio gran parte del Giappone – compresi Tokyo e Yokohama – e anche i paesi vicini». Secondo la “Cnbc”, il pericolo maggiore riguarda il possibile sversamento di acqua in uno dei bacini, che potrebbe incendiare il combustibile. «Un enorme incendio del combustibile esaurito – dichiara alla “Cnn” il consulente nucleare Mycle Schneider – probabilmente farebbe apparire poca cosa le attuali dimensioni della catastrofe, e potrebbe superare le emissioni di radioattività di Chernobyl di decine di volte». Una sorta di apocalisse: «Le pareti della piscina potrebbero avere perdite al di là della capacità di fornire acqua di raffreddamento, o un edificio del reattore potrebbe crollare in seguito una delle centinaia di scosse di assestamento. Poi, il rivestimento del combustibile potrebbe incendiarsi spontaneamente emettendo il suo intero accumulo radioattivo».

    Sarebbe il più grave disastro radiologico mai visto fino ad oggi, conferma Antony Froggatt nel suo “World Nuclear Industry Status Report 2013”, redatto con Schneider. E per Gundersen, direttore di “Fairewinds Energy Education”, l’operazione si prospetta «piena di pericoli», e la verità è che «nessuno sa quanto male potrebbero andare le cose». Ciascun assemblaggio di barre combustibili pesa 300 chili e misura 4 metri e mezzo. Gli assemblaggi da rimuovere sono 1.331, informa Yoshikazu Nagai della Tepco, più altri 202 stoccati nel bacino: le barre di combustibile esaurito inoltre contengono plutonio, una delle sostanze più tossiche dell’universo, che si forma durante le ultime fasi del funzionamento di un reattore. «Il problema di una criticità che colpisca il bacino del combustibile è che non la si può fermare, non ci sono barre di controllo per gestirla», sostiene Gundersen. «Il sistema di raffreddamento del bacino del combustibile esaurito è stato progettato solo per rimuovere il calore di decadimento, non il calore derivante da una reazione nucleare in corso».

    Le barre sono rese ancora più vulnerabili agli incendi nel caso debbano essere esposte all’aria. Il quadro è estremamente precario: l’operazione si svolgerà sott’acqua, in un bacino all’interno di un edificio lesionato, che la Tepco ha già puntellato. «La rimozione delle barre dal bacino è un compito delicato», testimonia Toshio Kimura, ex tecnico della Tepco, al lavoro a Fukushima per 11 anni. «In precedenza era un processo controllato dal computer che memorizzava al millimetro le posizioni esatte delle barre, ma ora non se ne può più disporre: il processo deve essere fatto manualmente, quindi c’è un alto rischio che si possa far cadere e rompere qualcuna delle barre di combustibile». In più, la situazione è assolutamente instabile. Secondo Richard Tanter, esperto nucleare dell’università di Melbourne, il reattore 4 di Fukushima «sta affondando». Lo conferma l’ex premier giapponese Naoto Kan: sotto il grande deposito di combustibile atomico, il terreno è già spofondato di circa 31 centimetri.

    Per tentare di stabilizzarlo e isolarlo dall’acqua, la Tepco sta considerando la possibilità di congelare il suolo attorno all’impianto. Essenzialmente, riferisce “Nbc News”, si tratta di costruire un muro sotterraneo di ghiaccio lungo un miglio, cosa che non è mai stata tentata prima: in pratica, stanno cercando di arrampicarsi sugli specchi perché non sanno come risolvere il problema. «Un altro errore che venisse fatto dalla Tepco potrebbe avere conseguenze perfino esiziali, per il Giappone», sottolinea “Japan Focus” puntando il dito contro l’azienda elettrica responsabile del disastro. La Tepco ha infatti taciuto la verità sul degrado dell’impianto prima ancora del sisma, poi ha sbagliato tutto il possibile. Il governo di Tokyo ha concluso che il disastro ha avuto “cause umane”, ed è stato provocato da una “collusione” tra il governo stesso e la Tepco, oltre che da una cattiva progettazione del reattore. Già all’indomani della tragedia, «la Tepco sapeva che 3 reattori nucleari avevano perso capacità contenitiva, che il combustibile nucleare era “scomparso”, e che non vi era di fatto alcun vero contenimento».

    L’azienda, ricorda il “Washington’s Blog” ha cercato disperatamente di coprire la verità per due anni e mezzo, «fingendo che i reattori fossero in fase di “spegnimento a freddo”», e solo ora ha ammesso che da due anni sta rilasciando enormi quantità di acqua radioattiva che, attraverso le falde sotterranee, si riversano nell’Oceano Pacifico. La dimensione del pericolo lascia sgomenti: nessuno, al mondo, è preparato a fronteggiare una catastrofe come quella evocata dai tecnici più pessimisti. Ma l’aspetto più sinistro, forse, è proprio quello che riguarda l’informazione e l’assoluta mancanza di trasparenza: la verità è stata negata dai tecnici, minimizzata dai politici, oscurata dai media. Molti blogger hanno incessantemente rilanciato l’allarme, fino alla notizia – qualche mese fa – degli sversamenti radioattivi in mare. Solo ora – di fronte all’impossibilità di continuare a negare, alla vigilia della pericolosissima operazione di bonifica – si giunge ad ammettere tutto. Colpisce l’appello di Mitsuhei Murata, ex ambasciatore giapponese in Svizzera, che chiede che il Giappone rinunci ad ospitare a Tokyo le Olimpiadi 2020, perché non potrebbe garantire la sicurezza degli atleti. Così, il Sol Levante tramonta nella vergogna."

    Come direbbe Thomas Milian "E 'mo so' cazzzzi tua !"

  14. #598

    Predefinito

    Tempi ECCITANTI per il nucleare, dicono: http://www.agienergia.it/Analisi.asp...2&id=68&ante=0
    Non saprei, io non vedo e non provo tutta questa eccitazione per il nucleare.

  15. #599

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    Articolo interessante ... Poi mi ricordo che siamo in Italia, provo ad immaginare i magna magna che ci sarebbero in progetto di tale portata e il mio interesse scende.

    Ciao

  16. Lo skifoso Tooyalaket ha 2 Skife:


  17. #600

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    L'articolo mi interessa molto! Però ormai, con i debiti fino al collo e lo Stato in recessione non so se mai si potrà fare una cosa del genere. Secondo me non avremmo mai dovuto abbandonare il programma nucleare negli anni 80..... tanto le centrali sono ancora qui, le scorie pure, il rettore anche....
    Quindi alla fine tanto valeva continuare a beneficiarne

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