Ci sono luoghi dove, per uno qualsiasi tra i milioni di motivi possibili, ci sentiamo come a casa. Il mio "luogo-casa" è l'alta valle Spluga e dintorni; per intenderci tutta l'area che orbita intorno a Madesimo.
So bene che ci sono posti sicuramente più belli, ma se voglio sparire per un po' e stare bene pur muovendomi da solo, io vado lì.
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Fiutata l'aria di un weekend all'insegna della noia, sabato dopo pranzo infilo un po' di cose nello zaino e, solo soletto, mi dirigo con l'auto sulla statale 36 e punto deciso verso la Valchiavenna, obbiettivo il Pizzo Stella.
Con una gamba allenata è una salita che si fa in giornata, ma dato che ero in ferie e non mi correva dietro nessuno, decido di prendermela con filosofia e opto per salire al rifugio Chiavenna e pernottare lì.
Mi limito ad una breve descrizione della salita in quanto non presenta particolari difficoltà, inoltre in rete si trovano già molte relazioni.
Partenza: Fraciscio - localita' Soste: mt. 1.440
Punto di appoggio: Rifugio Chiavenna, alpe Angeloga: mt. 2.042
Pizzo Stella - cima: mt. 3.163
Tempi: da Soste al rifugio Chiavenna h. 1,20
dal rifugio alla vetta: h. 3,30 - 4
Attrezzatura: in condizioni estive normale equipaggiamento da escursione. In caso di recente maltempo è opportuno portare i ramponi per precauzione.
Arrivati a Campodolcino, svoltare a destra in direzione Fraciscio e proseguire fino al posteggio alla fine della strada, in località Soste.
Lasciata l'auto, si imbocca il sentiero che si addentra nella Val Rabbiosa, sentiero che inizialmente costeggia dolcemente l'omonimo torrente per circa quindici minuti, poi inizia a salire deciso sul costone fino a sbucare dopo circa un'ora nel bellissimo, osereri dire bucolico, alpeggio dell'Angeloga, dove è situato il rifugio Chiavenna.
Dal rifugio si prosegue costeggiando brevemente il lago sulla sinistra e si imbocca il sentiero, ben visibile, che risale i pascoli fino ai detriti morenici di quel che rimane del ghiacciao del Morteé (ghiacciao ormai ridotto al lumicino, ha più l'aspetto di un nevaio). Qui è meglio piegare decisamente a destra e passare sotto al piccolo ghiacciaio per poi risalire la morena sulla destra su traccia ben visibile fino a raggiungere la cresta e da qui poi si prosegue per la vetta senza particolari difficoltà.
In caso di nebbia stare molto attenti in discesa, perché è veramente questione di un attimo spostarsi a sinistra e ritrovarsi a scendere dal versante sbagliato senza rendersene conto subito.
Un paio di note:
Durante la cena al rifugio ero al tavolo con altre persone e, chiacchierando del più e del meno, salta fuori che uno di loro ha una collezione di circa 7.500 dischi, suddivisi in circa 5.000 CD e 2.500 vinili. Io di solito non sono invidioso, ma in questo caso non ho potuto farne a meno... (Genepy, che ne dici?)
Il giorno successivo, mentre vagavo nella pietraia, dato che ovviamente avevo seguito degli ometti di pietra bastardi e infingardi, ho incontrato un ragazzo che vagava pure lui e così abbiamo proseguito insieme. Dopo un po' incontriamo un altro che aspettava una ragazza che era poco sotto, ci siamo fermati a far due chiacchiere e quando lei è arrivata siamo ripartiti tutti insieme per la vetta. Abbiamo mangiato e poi, ancora insieme, siamo ritornati al rifugio e lì, con i piedi a bagno nel lago, abbiamo scoperto che in realtà nessuno si conosceva prima di quel giorno, eravamo quattro singoli individui che si erano incontrati per caso nella pietraia durante la salita.
A questo punto dovrei trarre una morale. Dunque, adesso mi impegno...
La morale è che, se ti stai annoiando, prendi e vai; anche da solo che tanto in giro c'è gente e qualcosa di buono può sempre saltar fuori. In montagna poi, proprio per la natura del luogo, è molto più semplice socializzare.
Non avevo aspettative particolari, ho trovato due bei giorni,una bella gita e bella gente. Serve altro?
Il Pizzo Stella fa capolino salendo al rifugio Chiavenna
La corona del Pizzo Stella dall'alpe Angeloga
Al mattino, sul sentiero prima della pietraia
Pizzo Stella, dalla vetta il lago della Val di Lei
a sinistra il Groppera, il Canalone è lì dietro. Più sotto il lago nero e il lago Caldera. nell'angolo in basso a sx l'alpe Angeloga
Pizzo Stella, sullo sfondo da sinistra si vedono Bernina, Scalino, Disgrazia, Cengalo e Badile
Pizzo Stella, dalla vetta vista su Fraciscio e più sotto Campodolcino
Pizzo Stella, la Val Chiavenna, il Legnone e piccoli piccoli i Corni di Canzo
Pizzo Stella, in vetta la rosa delle cime all'orizzonte
Lago Angeloga e alcuni frequentatori abituali
Angeloga, un meritato bagno rinfrescante per i piedi
E ora un po' di fauna locale...
la mascotte del rifugio Chiavenna
a spasso in riva al lago
So bene che ci sono posti sicuramente più belli, ma se voglio sparire per un po' e stare bene pur muovendomi da solo, io vado lì.
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Fiutata l'aria di un weekend all'insegna della noia, sabato dopo pranzo infilo un po' di cose nello zaino e, solo soletto, mi dirigo con l'auto sulla statale 36 e punto deciso verso la Valchiavenna, obbiettivo il Pizzo Stella.
Con una gamba allenata è una salita che si fa in giornata, ma dato che ero in ferie e non mi correva dietro nessuno, decido di prendermela con filosofia e opto per salire al rifugio Chiavenna e pernottare lì.
Mi limito ad una breve descrizione della salita in quanto non presenta particolari difficoltà, inoltre in rete si trovano già molte relazioni.
Partenza: Fraciscio - localita' Soste: mt. 1.440
Punto di appoggio: Rifugio Chiavenna, alpe Angeloga: mt. 2.042
Pizzo Stella - cima: mt. 3.163
Tempi: da Soste al rifugio Chiavenna h. 1,20
dal rifugio alla vetta: h. 3,30 - 4
Attrezzatura: in condizioni estive normale equipaggiamento da escursione. In caso di recente maltempo è opportuno portare i ramponi per precauzione.
Arrivati a Campodolcino, svoltare a destra in direzione Fraciscio e proseguire fino al posteggio alla fine della strada, in località Soste.
Lasciata l'auto, si imbocca il sentiero che si addentra nella Val Rabbiosa, sentiero che inizialmente costeggia dolcemente l'omonimo torrente per circa quindici minuti, poi inizia a salire deciso sul costone fino a sbucare dopo circa un'ora nel bellissimo, osereri dire bucolico, alpeggio dell'Angeloga, dove è situato il rifugio Chiavenna.
Dal rifugio si prosegue costeggiando brevemente il lago sulla sinistra e si imbocca il sentiero, ben visibile, che risale i pascoli fino ai detriti morenici di quel che rimane del ghiacciao del Morteé (ghiacciao ormai ridotto al lumicino, ha più l'aspetto di un nevaio). Qui è meglio piegare decisamente a destra e passare sotto al piccolo ghiacciaio per poi risalire la morena sulla destra su traccia ben visibile fino a raggiungere la cresta e da qui poi si prosegue per la vetta senza particolari difficoltà.
In caso di nebbia stare molto attenti in discesa, perché è veramente questione di un attimo spostarsi a sinistra e ritrovarsi a scendere dal versante sbagliato senza rendersene conto subito.
Un paio di note:
Durante la cena al rifugio ero al tavolo con altre persone e, chiacchierando del più e del meno, salta fuori che uno di loro ha una collezione di circa 7.500 dischi, suddivisi in circa 5.000 CD e 2.500 vinili. Io di solito non sono invidioso, ma in questo caso non ho potuto farne a meno... (Genepy, che ne dici?)
Il giorno successivo, mentre vagavo nella pietraia, dato che ovviamente avevo seguito degli ometti di pietra bastardi e infingardi, ho incontrato un ragazzo che vagava pure lui e così abbiamo proseguito insieme. Dopo un po' incontriamo un altro che aspettava una ragazza che era poco sotto, ci siamo fermati a far due chiacchiere e quando lei è arrivata siamo ripartiti tutti insieme per la vetta. Abbiamo mangiato e poi, ancora insieme, siamo ritornati al rifugio e lì, con i piedi a bagno nel lago, abbiamo scoperto che in realtà nessuno si conosceva prima di quel giorno, eravamo quattro singoli individui che si erano incontrati per caso nella pietraia durante la salita.
A questo punto dovrei trarre una morale. Dunque, adesso mi impegno...
La morale è che, se ti stai annoiando, prendi e vai; anche da solo che tanto in giro c'è gente e qualcosa di buono può sempre saltar fuori. In montagna poi, proprio per la natura del luogo, è molto più semplice socializzare.
Non avevo aspettative particolari, ho trovato due bei giorni,una bella gita e bella gente. Serve altro?
Il Pizzo Stella fa capolino salendo al rifugio Chiavenna
La corona del Pizzo Stella dall'alpe Angeloga
Al mattino, sul sentiero prima della pietraia
Pizzo Stella, dalla vetta il lago della Val di Lei
a sinistra il Groppera, il Canalone è lì dietro. Più sotto il lago nero e il lago Caldera. nell'angolo in basso a sx l'alpe Angeloga
Pizzo Stella, sullo sfondo da sinistra si vedono Bernina, Scalino, Disgrazia, Cengalo e Badile
Pizzo Stella, dalla vetta vista su Fraciscio e più sotto Campodolcino
Pizzo Stella, la Val Chiavenna, il Legnone e piccoli piccoli i Corni di Canzo
Pizzo Stella, in vetta la rosa delle cime all'orizzonte
Lago Angeloga e alcuni frequentatori abituali
Angeloga, un meritato bagno rinfrescante per i piedi
E ora un po' di fauna locale...
la mascotte del rifugio Chiavenna
a spasso in riva al lago