Mamma provincia non si tira mai indietro [crash Funivie Val di Sole]

alessandro MN

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Folgarida-Marilleva

Spa Funivie. Dellai: «Pronti a intervenire»


Stiamo lavorando tutti, non solo la Provincia, per trovare una soluzione alle difficoltà che sta vivendo la società Funivie: e non può che essere così, perché non sfugge a nessuno l'importanza strategica che la società ha per lo sviluppo della valle di Sole e non solo. È una vicenda che sto seguendo con molta attenzione e su cui è bene, in questa fase, mantenere la massima riservatezza». Il presidente della Provincia, Lorenzo Dellai , da settimane ha sul suo tavolo la «pratica» Funivie Folgarida Marilleva i cui sviluppi stanno tenendo in apprensione un'intera valle, centinaia di azionisti, decine di fornitori e dipendenti, oltre che il mondo bancario locale (alcune Casse Rurali, dall'AltavaldiSole e Peio alla Rurale di Trento) e nazionale. La società Funivie, la cui attività caratteristica è in linea con la redditività garantita da decenni in cui sono sempre stati assicurati dividendi ai soci, rischia di rimanere vittima dell'investimento immobiliar-speculativo avviato a fianco dell'aeroporto Marco Polo, che si somma agli investimenti realizzati per i nuovi impianti di Daolasa-Mastellina. L'operazione condotta attraverso Aeroterminal Venezia spa al cui controllo la spa Funivie è subentrata acquisendo in marzo il pacchetto degli immobiliaristi Arrigo e Ugo Poletti dopo la scoperta di un «buco» di 50 milioni di euro, è di fatto congelata tra ricorsi al Tar e controricorsi al Consiglio di Stato. In questo contesto, con l' affaire Aeroterminal che può avere effetti dirompenti sugli equilibri finanziari sulla società solandra, il presidente della spa Ernesto Bertoli ha proposto a Dellai un'operazione di leaseback : che la Provincia acquisti gli impianti della società Funivie per poi concederglieli in leasing. «Sul punto» dice Dellai «voglio essere chiaro: non ho detto sì alla proposta di acquisto degli impianti. Osservo solo che se c'è un problema, bisogna andare alla radice di esso per trovare una soluzione. E in questo caso il problema è altrove, è a Venezia. Lì si origina il problema, non sul nostro territorio, e prima di tutto è a questo problema che va data una risposta. Dopo di che ci sono mille forme per aiutare un'impresa e la Provincia, quando c'è un'azienda in difficoltà, strategica per l'intera filiera dell'economia di un territorio, non può stare indifferente». Quanto alle soluzione concrete, Dellai è prudente: «Le forme possono essere le più diverse (l'utilizzo del leaseback nel caso di impianti di risalita sarebbe una novità), ma prima dobbiamo capire bene il quadro generale e finanziario dell'impresa. Ed è quello che stiamo cercando di fare».


Se realmente dovesse accadere una cosa del genere si rischierebbe molto...non solo per i soldi che verrebbero spesi ma perche altre località trentine potrebbero chiedere la stessa cosa...sono favorevole alle sovvenzioni per costruire impianti ma solo sovvenzioni stop non altro se uno non è in grado di automantenersi si deve pagare le conseguenze da solo e non fare investimenti non coperti e poi dire tanto arriva la mamma provincia che mi sistema tutto
 
Sinceramente si parla di una situazione molto delicata, in ogni modo potrebbe trattarsi anche di una situazione straordinario che non per certo dovrebbe creare precedenti su cui poi future società di controllo degli impianti potrebbero appellaris.
La cosa su cui rimango perplesso è piuttosto come si faccia a fare un'investimento senza aver appurato bilanci e situazioni finanziarie varie, partecipazioni etc....di una società nel quale si è deciso di entrare a far parte!

Io comincerei da qui ad analizzare il problema, nella speranza che qualcuno già non sapesse!!!
 
Mamma provincia rischia un abbraccio fatale (o meglio per le tasche dei trentini e ancor più del resto dei contribuenti italiani) con certe società che investono con scarsa ponderatezza... la risposta di Dellai mi pare corretta, il guaio si è creato a Venezia e lì va risolto, troppo facile chiedere l'aiuto della "mamma" dalla borsetta sempre aperta, già una volta ha usato questa sorta di "ricatto" con la provincia sta società... non è che ci piglia il vizio?
 
il fatto è che cose del genere succedono solo in trentino perche in tutte le altre regioni un azienda cosi con debiti di questo genere sarebbe fallita senza nessun aiuto...non credo che esista un' altra provincia in grado di tirare fuori 50 milioni senza fare una piega..comunque ben venga se ci sono le possibilità economiche pero veramente non mi sembra giusto nei riguardi di quelle società che magari non si fanno l impianto automatico ma fisso perche devono guardare al bilancio...tanto vale coprirsi fino alla testa di debiti e dopo andare a bussare alla porta di trento
 
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