muore sonwboarder vicentino

garmont

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Muore snowboarder vicentino
E' accaduto in Svizzera. Stefano Paiusco aveva 30 anni
(ANSA)- VICENZA, 21 MAR - Uno snowboarder vicentino, Stefano Paiusco, 30 anni, e' morto in un incidente sciistico sul monte Titlis, cantone di Obwald, in Svizzera. L'uomo, che faceva l'operaio e viveva con la compagna a Torri di Arcugnano, e' caduto in un crepaccio durante una discesa fuoripista ed e' morto prima dell'arrivo dei soccorsi. I genitori del giovane hanno appreso della disgrazia mentre stavano caricando il loro camper per andare in vacanza. I due si sono cosi' subito recati in Svizzera.

http://www.ansa.it/site/notizie/regioni/veneto/news/2008-03-21_121186082.html

pace all' anima sua e stare sempre su con le orecchie
 
no voglio riaprire il tema della sicurezza, per carita', anche xche' non son di certo quello con + esperienza. pero' in montagna tenersi sempre a vista e scendere con attenzione.
anche negli itinerari facili, non bisogna sottovalutare nulla.
quando si e' lontani da tutto anche la minima cazzata diventa un grosso problema.

azzerare il pericolo e' impossibile, ma cerchiamo di diminuirlo piu' possibile.

poveraccio :(

forse era in classe in prima media, o e' lui o un omonimo.
 
Ma era su un ghiacciao?? cazzo a me fa una paura.... ho letto di alpinisti a cui si è aperto il baratro sotto i piedi...
 

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la montagna è una cosa tanto stupenda quanto letale.........
mio nonno mi dice sempre che bisogna avere rispetto della montagna se no lei ti tradisce .............
povero ragazzo..........RIP
 
la sconparsa di una persona a noi cara ci aiuta a capire e amare la vera vita...sciamo e surfiamo x questo ragazzo e per la sua famiglia....
 
K@@@O!!!!!!!

credo possa comunque servire a tutti sapere com e' andata! quanti erano, attrezzatura, situazione del tracciato!
 
Ma era su un ghiacciao?? cazzo a me fa una paura.... ho letto di alpinisti a cui si è aperto il baratro sotto i piedi...
Sì, la variante fuoripista denominata "Steinberg" che porta dal Titlis (3000m) al Trübsee (1800m) e che passa proprio sotto la funivia girevole Stand-Titlis.

La prima parte é ghiacciaio e di conseguenza ci sono crepacci.

Si trovava su un ponte di neve a 2800m che ha improvvisamente ceduto, facendolo precipitare per 18m.

A causa delle condizioni meteo il recupero é stato molto difficoltoso; inoltre l'elicottero di soccorso non é potuto volare sino alla zona della disgrazia.

Tristissimo. Mi accomuno al vostro dolore.
 
da gg di vicenza:

Una vacanza sognata da tempo e finita in tragedia. È morto cadendo con il suo snowboard in un crepaccio a tremila metri d’altitudine. Stefano Paiusco è stato trovato fra le nevi e le rocce solo grazie all’Arva, la trasmittente che si era portato con sè.
Il terribile incidente è avvenuto giovedì intorno a mezzogiorno e mezzo sul monte Titlis, nei pressi di Engelberg, nel cantone di Obwald, in Svizzera. Paiusco, 30 anni, magazziniere che viveva a Torri di Arcugnano con la fidanzata Paola e che lascia nel dolore anche i famigliari che abitano in via Orlando, al Tormeno, in città, era partito una decina di giorni fa con altri cinque amici vicentini appassionati di snowboard. Uno sport che praticava da una decina d’anni. «Era da due anni che organizzavano queste ferie - ricorda addolorato il padre Tiziano, agente di commercio -. Dieci giorni fra le nevi più belle di Austria e Svizzera per saggiare le piste. Quasi ogni giorno cambiavano località. Quella del Titlis era una delle ultime discese. Ci eravamo sentiti al telefono mercoledì, sarebbe tornato a casa stasera (ieri, ndr)».

Stefano seguiva un amico a qualche metro di lui. È stato lui a dare l’allarme, poiché non lo ha più visto.

Paiusco deve aver poggiato la tavoletta su un punto in cui il terreno è franato per il peso, e il giovane è caduto fra le rocce lungo un crepaccio per una quindicina di metri.

«Bastava che passasse venti centimetri più in là. È stata una tragica fatalità, poiché erano tutti attrezzati. Mio figlio sciava sì lungo un fuoripista, ma molto battuto e non difficile, dove passano migliaia di persone perché corre parallelo ad una pista».
Appena l’amico ha dato l’allarme, la polizia gli ha chiesto di aspettare in loco. I soccorritori hanno recuperato Stefano quando ormai non c’era più nulla da fare. «Sia la polizia elvetica, quando siamo arrivati, sia i carabinieri, che ci hanno avvisati giovedì sera, sono stati molto gentili. Ci sono stati vicini, ci hanno dato anche supporto psicologico. Volevamo ringraziarli», precisa il padre, che ha parole di conforto anche per gli amici di suo figlio che lo hanno atteso sconvolti.
La magistratura svizzera ha avviato un’indagine per ricostruire le cause dell’incidente, che paiono ormai chiare. Non vi sono state responsabilità.

povero era in classe con me in 1 media, era proprio un bravo ragazzo, non lo dico per le circostanze, lo era davvero. nn lo vedevo da 13 anni.

ste cose mi mettono davvero tanta paura. chissa quante volte e' successo a noi di evitare il cedimento per un istante...
 
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