Aprica - Archeologia sciatoria


"Palabione e i suoi storici impianti.
Una volta giunti alla stazione di arrivo di seggiovia e cabinovia,
ad attendere gli sciatori c’erano altri impianti di risalita, che
permettevano loro di giungere ancora più in quota e di sfruttare
le piste più belle e impegnative.
Per i principianti c’erano una manovia e lo skilift Baby, di colore
giallo, a sua volta demolito per essere sostituito con quello detto
delle Plane (impianto Marchisio del 1980), che nel 2010 è stato del tutto dismesso.
Gli altri skilift presenti erano il Salina e il Lago (entrambi impianti Marchisio attivi dal 1962 al 1995). Lo skilift Lago prendeva
il nome dalla destinazione cui era prossimo, il lago Palabione;
nel 1981 venne affiancato da una seggiovia biposto, sempre della
Marchisio.
Entrambi gli impianti furono poi sostituiti dall’attuale e unica
seggiovia a quattro posti denominata Quadrifoglio, della Dop-
pelmayr.
A testimonianza dello skilift sono rimasti, sotto una sorta di in-
cavo nella roccia sulla sponda più a nord del lago Palabione, gli
ultimi due piloni e la ruota della stazione di rinvio.
Anche lo skilift Salina è stato sostituito con uno skilift Doppel-
mayr.
Altro discorso vale per il mitico skilift Dosso Pasò, che aveva un
tracciato più lungo rispetto all’attuale (impianto Doppelmayr del
1999) e allo stesso tempo molto più impegnativo, considerate la
pendenza e un tratto del tracciato, in cui si passava tra una parete di roccia e una zona pressoché a strapiombo. Alcuni ricordano, alla partenza dell’impianto, un apposito cartello che avvisava che la “sciovia” non era adatta ai principianti.
Tratto da "Aprica. La mappa dei ricordi" di I.E.Ferrario, disponibile su Amazon.
@inprimopiano
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#apricalamappadeiricordi
#valtellina
#libri"

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Oh là, sono giusto nella mia fase archeologica, ci voleva qualcosa di buono anche qua :cool:
I pali della sciovia nella prima e ultima foto, così asimmetrici, sono uguali a quelli del primo Angelo di Ponte, degli anni 50. Qualcuno sa chi era il costruttore?
 
Marchisio, si direbbe. Certo che quella selva di pali arrugginiti nei prati resiste, e fa abbastanza schifo. Non conosco altre stazioni attive in cui rimangano in piedi tanti scheletri arrugginiti come lì.
 
Un po' di archeologia sciatoria "live"
Vecchi campetti:

Visualizza allegato 180458
Non capirò mai, anche se me lo spiegassero, perché si dismettono impianti ma non tutte le strutture che li compongono. Spesso i verdi alzano la voce quando c'è da costruirli ma non si contempla mai lo smantellamento sembra che è importante solo che i motori non girino più, per il resto....
 

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Marchisio, si direbbe. Certo che quella selva di pali arrugginiti nei prati resiste, e fa abbastanza schifo. Non conosco altre stazioni attive in cui rimangano in piedi tanti scheletri arrugginiti come lì.

Non capirò mai, anche se me lo spiegassero, perché si dismettono impianti ma non tutte le strutture che li compongono. Spesso i verdi alzano la voce quando c'è da costruirli ma non si contempla mai lo smantellamento sembra che è importante solo che i motori non girino più, per il resto....

Ipotizzo: secondo me i terreni dove ci sono quei vecchi skilift sono privati e non demaniali, quindi i proprietari non vogliono spendere soldi per smantellarli.
Certo se dal punto di vista archeologico-sciatorio e dei ricordi conservano un po' di fascino, dal punto di vista estetico danno sicuramente una immagine di trascuratezza.

Oggi per esempio riflettevo per l'ennesima volta sul vecchio rifugio in Palabione (quello a destra dell'arrivo della cabinovia); la struttura architettonicamente è anche particolare e secondo me avrebbe meritato un restauro invece di recuperare l'edificio dove c'è il Ristoro Pasò.
Lasciata lì all'abbandono invece fa abbastanza schifo.

In Aprica bisognerebbe proprio fare qualche intervento per togliere quella patina di trascuratezza che aleggia in molti posti...
 
Ultima modifica:
Marchisio, si direbbe. Certo che quella selva di pali arrugginiti nei prati resiste, e fa abbastanza schifo. Non conosco altre stazioni attive in cui rimangano in piedi tanti scheletri arrugginiti come lì.

Comunque prima o poi mi piacerebbe fare un censimento fotografico di tutti i vecchi impianti rimasti...
 
Credo che le case editrici che pubblicavano cartoline venti, trenta o settant'anni fa siano ormai estinte.
Mi chiedo se l'autore delle scansioni potrebbe vantare diritti riservati, ma ritengo che il fatto stesso di condividere contributi in rete renda le scansioni seduta stante di dominio pubblico. Ma forse mi sbaglio. Bisognerebbe sentire un giurista.
Esattamente, tutte le immagini della mia collezione di oltre 30.000 cartoline/brochure ecc ecc in continuo aggiornamento, sono a disposizione di tutti in un profilo aperto a tutti. Questa è la mia priorità nella divulgazione, catalogazione e conservazione di immagini di impianti di risalita della storia sciistica italiana e mondiale. Però, un piccolo "contentino", visto il tempo che perdo nella ricerca, sarebbe gradito. Collezione Angelo Fiore "Ski Posters Angie" su FB.
 
Quello è un patrimonio impressionante, a volte mi ci perdo per ore cercando la tal sciovia o il tale scorcio della pista dismessa dei tempi che furono. Grazie.
Grazie, tranquillo sto riorganizzando tutto aggiungendo il nome di tutti gli impianti ad ogni immagine (quello che riesco) piano piano ricaricherò tutti gli album aggiornati.
 
Più lo vedo e più penso che invece che fare il Ristoro Pasò dove c'era l'arrivo della cabinovia (costruzione bruttina e anonima) avrebbero dovuto ristrutturare questo invece che lasciarlo all'abbandono.
Magari sarebbe stato meno funzionale (anche se di spazio sotto ce ne è) ma di sicuro sarebbe stato un rifugio più sui generis.
Magari arredato in stile anni '70 sarebbe stato molto particolare...
 
Qualche foto dello skilift in zona Colonia c'è in giro? Di fianco al Ristorante Abete c'era una manovia e uno skilift che serviva una pista molto bella dove mi sono divertito parecchio (fine anni 80)!
 
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