Curiosità geografiche naturali e antropiche - O vero come si divertono i Nerd skifosi

Mi sono imbattuto recentemente in una fattispecie affatto diversa, e che suppongo molto rara se non unica, ovvero in un accordo di rettifica di confine consistente nella cessione da uno Stato all’altro di una determinata area senza nessun tipo di compensazione territoriale equivalente.
Qualcuno sa indovinare a cosa mi sto riferendo? :unsure::)

L'unica cosa che per ora mi viene in mente è quella di cui avevo parlato al #471 di questa discussione.

Però in questo caso non sembra esistere alcun "accordo", solo un regalo dalla Siria al Libano.
 
Città del Vaticano? La compensazione è in Paradiso?
🤣
Probabilmente una rettifica per via delle variazioni dei ghiacciai di confine.
No no, non mi riferivo a situazioni del genere. In tali casi gli Stati confinanti concordano che il confine segue la linea di displuvio la quale può essere, per esempio se coperta dai ghiacci, per sua natura mobile; e allora eventuali rettifiche non sono altro che degli aggiornamenti dello stato di fatto.

Allora, ho visto sulla cartina storica, alla Svizzera è stato dato un pezzo di terra che va da metà diga di Livigno, ora condivisa, e la porzione di montagna che dalla diga arriva al torrente Chaschabella, all'angolo nordorientale del lago. Ma l'Italia non ha ottenuto niente in cambio?
“A parziale modifica della Convenzione del 24 luglio 1941 tra la Confederazione Svizzera e il Regno d’Italia per la determinazione del confine italo‑svizzero nel tratto compreso fra Cima Garibaldi e Run Do e il Monte Dolent, il tracciato della frontiera italo‑svizzera nel tratto Ova Chaschabella o Torrente della Cera – Ova del Gal o Acqua del Gallo – Fiume Spöl, tra i cippi 6E (R) e 5A, è rettificato, mediante uno scambio di uguali superfici tra i due Stati, di m2 21020 circa, conformemente al piano a scala 1:5000 che fa parte integrante della presente Convenzione”

Se hai la possibilità di caricare le due cartine ante e post modifica, a scala sufficientemente grande, possiamo vedere dove sono esattamente le porzioni scambiate.
 
L'unica cosa che per ora mi viene in mente è quella di cui avevo parlato al #471 di questa discussione.

Però in questo caso non sembra esistere alcun "accordo", solo un regalo dalla Siria al Libano.
Invece nel caso in questione la cessione è avvenuta dopo la firma di un accordo bilaterale; il cessionario voleva quel pezzo di terra, e il cedente ha acconsentito al trasferimento di sovranità.
Siamo in montagna, comunque.
 
Sarà qualche fiume. Anche il confine Emilia-Lombardia passa di qua e di là dal Po perché è rimasto tale anche dopo che il grande fiume si è spostato.
 
Sarà qualche fiume. Anche il confine Emilia-Lombardia passa di qua e di là dal Po perché è rimasto tale anche dopo che il grande fiume si è spostato.
Tra Emilia e Lombardia il Po si sposta perché ci sono le condizioni orografiche (pianura) e idrauliche (altezza solitamente maggiore dell’altezza critica, alveo fluviale) adatte.
In montagna non ci sono né le condizioni orografiche né quelle idrauliche perché un corso d’acqua possa modificare il suo alveo.

Concludendo, e in sintesi: non si tratta di un confine intrinsecamente mobile quello in oggetto.
 
Siamo probabilmente lungo la Mosa: in una porzione tra Visé (Belgio) e Eijsden (Paesi Bassi), alcune modifiche idrauliche avevano creato una striscia di terra belga accessibile solo via terra dai Paesi Bassi. Questo rendeva il controllo di polizia e amministrativo quasi impossibile. il Belgio cedette unilateralmente circa 14 ettari di territorio ai Paesi Bassi. L'accordo fu firmato nel 2016 ed entrò in vigore nel 2018. Pur abitando "in zona", non ne avevo mai sentito parlare.
 
Un caso interesante, non so magari ne avete già parlato, nel paese Basco (al confine Fr-Es) c'è un isolotto che cambia "cittadinanza" (è disabitato 🙂) ogni 6 mesi, mi pare da febbraio ad agosto appartiene ad uno dei 2 stati e poi i restanti 6 mesi all'altro.
 
La val Fabiolo era il vecchio sbocco della val Tartano, ad esempio.
… ma gli alvei sono rimasti quelli. E poi modifiche come quelle del tuo esempio avvengono su scale temporali completamente diverse, magari innescate da eventi puntuali di grande portata (come una frana che blocca completamente il decorso di un torrente e lo costringe a un nuovo percorso).
Insomma, è un’altra cosa rispetto ai mutamenti rapidi e costanti di un fiume in pianura.
 
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