Lazio : situazione neve, aperture impianti, piste, strade...

Nel Lazio ci sono diverse notizie positive. Finalmente Livata ha un hotel importante che darà la possibilità a chi vuole e può di godersi una montagna a misura di famiglia. Dal Covid in poi Livata è rinata grazie alla professionalità di alcune persone. Penso a Diego Checchi che prepara alla grandissima le piste di sci. Penso a Emiliano Cellanetti di Livata Caffè e a Maurizio Orzella. Penso anche alle tante guide che portano le persone sui sentieri. Livata ha saputo sfruttare l'onda verde che è nata dal Covid.

Bene anche il Terminillo. La stazione quest'anno ha avuto un ottimo innevamento ed è stata ben gestita da Asm. Tanta gente in pista e nei locali della zona. I maestri hanno lavorato benissimo così come i ristoranti. Terminillo come Livata ha una sua clientela a prescindere dallo sci. Lo sci al Terminillo però ha un peso specifico maggiore rispetto a Livata.

Nel Lazio la rivelazione della stagione è stata Campocatino che ha chiuso ieri. A Campocatino stanno dimostrando che se si fa sistema, si lavora tutti nella stessa direzione, i risultati arrivano. Bravi. Quello che dovrebbero fare a Campo Staffi dove il solo Viperella, lavoro da 10 e lode, non basta. L'apertura del tappetto a Campo Staffi è stata un segnale.
 
Nel Lazio ci sono diverse notizie positive. Finalmente Livata ha un hotel importante che darà la possibilità a chi vuole e può di godersi una montagna a misura di famiglia. Dal Covid in poi Livata è rinata grazie alla professionalità di alcune persone. Penso a Diego Checchi che prepara alla grandissima le piste di sci. Penso a Emiliano Cellanetti di Livata Caffè e a Maurizio Orzella. Penso anche alle tante guide che portano le persone sui sentieri. Livata ha saputo sfruttare l'onda verde che è nata dal Covid.
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Ieri sono stato a Livata per sfuggire all’orribile tepore fuori stagione della città e godere un po’ del fresco: ho visto l’hotel da te citato e mi sembra proprio una bella struttura.
Abbiamo messo i piedi sotto al tavolo al Capriolo, a Campo dell’Osso: primi eccellenti, secondi di carne così così (delusi pure dalla non disponibilità in quel giorno dell’abbacchio).
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“Attualmente, tra i 1500 e i 2000 metri di quota del comprensorio, sono dislocate la storica funivia (risalente al 1938) e tre seggiovie, che servono i 40 chilometri delle dieci piste da discesa, di cui 4 chilometri sono dotati di innevamento artificiale.”

Be' certo ... Esattamente come Roma ha tutt'ora almeno 3 circhi per le corse di cavalli (Massimo, Massenzio e Domiziano meglio noto quest'ultimo come Navona).
Più un anfiteatro per i gladiatori che può essere annacquato per le battaglie navali.

Tutto torna 😄
 
Ultima modifica:
amara fine dell'utopia, ma il passare del tempo e il clima avevano già scritto la sentenza prima che venisse formalizzata.
Inutile girare il dito nella piaga, ma se invece di perdere impianti di anno in anno negli ultimi 20 anni si sarebbe mantenuto e "difeso" l'esistente, con il conetto su tutti, oggi si avrebbe arrivati con ancora un comprensorio sciabile, magari mal esposto ma non cosi ridicolo come quello attuale.
Il concetto logico, a prescindere dai banali slogan dei radical chic ambientalisti e caisti, sarebbe stato "salvaguardare e rilanciare l'esistente per poi puntare su possibili espansioni," dopo 50 anni di formichettitudine (degni di g. marquez) sei rimasto con 3 ferri vecchi e due cannoni sperando che prima o poi avresti fatto di colpo un "terminillo ronda".
Amara constatazione l'attuale perdiata del versante migliore, quello di leonessa, dove esposizione favorevole e condizioni di innevamento spesso consistenti (non sempre) avrebbero dato maggiore affidabilità allo sci, stazione ormai ridotta a un feudo dei karaokisti, senza impianti sciistici funzionanti ,malgrado il contesto grandioso in cui un tempo si sviluppava.
Il tutto in un contesto di assurdità dove pendio e crinali sono solcati da enormi tralicci ma una seggiovia sullo stesso versante sarebbe stato un impatto paesaggistico: purtroppo la ragione cessa dove inizia la montagna reatina...
Io penserei seriamente al rilancio estivo, li si che c'è tanto da fare, troppa arretratezza e un potenziale montano invidiabile per dislivelli, paesaggi, pareti rocciose considerata comunque l'ubicazione favorevole rispetto alla capitale .
 
amara fine dell'utopia, ma il passare del tempo e il clima avevano già scritto la sentenza prima che venisse formalizzata.
Inutile girare il dito nella piaga, ma se invece di perdere impianti di anno in anno negli ultimi 20 anni si sarebbe mantenuto e "difeso" l'esistente, con il conetto su tutti, oggi si avrebbe arrivati con ancora un comprensorio sciabile, magari mal esposto ma non cosi ridicolo come quello attuale.
Il concetto logico, a prescindere dai banali slogan dei radical chic ambientalisti e caisti, sarebbe stato "salvaguardare e rilanciare l'esistente per poi puntare su possibili espansioni," dopo 50 anni di formichettitudine (degni di g. marquez) sei rimasto con 3 ferri vecchi e due cannoni sperando che prima o poi avresti fatto di colpo un "terminillo ronda".
Amara constatazione l'attuale perdiata del versante migliore, quello di leonessa, dove esposizione favorevole e condizioni di innevamento spesso consistenti (non sempre) avrebbero dato maggiore affidabilità allo sci, stazione ormai ridotta a un feudo dei karaokisti, senza impianti sciistici funzionanti ,malgrado il contesto grandioso in cui un tempo si sviluppava.
Il tutto in un contesto di assurdità dove pendio e crinali sono solcati da enormi tralicci ma una seggiovia sullo stesso versante sarebbe stato un impatto paesaggistico: purtroppo la ragione cessa dove inizia la montagna reatina...
Io penserei seriamente al rilancio estivo, li si che c'è tanto da fare, troppa arretratezza e un potenziale montano invidiabile per dislivelli, paesaggi, pareti rocciose considerata comunque l'ubicazione favorevole rispetto alla capitale .

Tutto giusto, Turbo sempre impeccabile (non ho conosciuto Leonessa, ma ne leggevo qui un gran bene).

Mi permetto di aggiungere poi la salita al Rinaldi disseminata di palificazioni fossilizzate, probabilmente usate per impalare i rivoltosi di Spartaco... cavi d'acciaio abbandonati nascosti tra l'erba (altro che vipere!) a bordo sentiero e sempre pronti ad avvinghiarti le caviglie (+ bonus tetano) ... residui vari dei sogni del Ventennio (1 secolo fa almeno sognavano... ma, poi, gli impianti li realizzavano) ... piloni metallici e funicolari che non si vedono facilmente solo perché sono stati inglobati dai boschi (vedi arrivo a PdV a dx prima del residence, sotto ai 5 Confini nei pressi della Spada nella roccia, ed uno skilift veramente struggente per caparbietà del percorso e decadenza romantica che si scopre nel bosco scendendo verso la Fossa, addirittura passa sopra un ponticello in calcestruzzo che scavalca - tenace e orgoglioso - il sentiero/stradina).

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Il vero problema di quel faraonico progetto e’ che gli investitori privati, che dovevano portare 20 milioni, non sono mai esistiti e non sono mai stati cercati. Probabilmente dovevano far lavorare qualche studio di progettazione
 
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