Contro il turismo planetario di massa

Pensa che una volta al Despar trovai un dom a €125 🤭

Io sono in attesa di vedere che fine farà il prosecco con i dazi USA, anche se eri continuano a piantare nuove viti
Quello dipende da quando, ho i listini ufficiali di dom dai tempi delle lire, nel 1998 costava 110.000 lire + iva (al 20), con sconto 10+2 se ne compravi 120bt, praticamente 110000 lire finito e consegnato, direttamente dall'allora importatore.
 
Quello dipende da quando, ho i listini ufficiali di dom dai tempi delle lire, nel 1998 costava 110.000 lire + iva (al 20), con sconto 10+2 se ne compravi 120bt, praticamente 110000 lire finito e consegnato, direttamente dall'allora importatore.
ah parlo di euro e di pochi anni fa
sarà stato un falso
 
Dinamiche di mercato mi sono abbastanza chiare, chiedevo appunto di eventuali basi normative di reclamati interventi governativi.
Non sono considerabili come beni primari, una volta gli affitti a lungo termine erano tutelati dall'equo canone, ma l'offerta alberghiera è sempre stata libera da ogni limitazione di legge.
 
Io sono in attesa di vedere che fine farà il prosecco con i dazi USA, anche se eri continuano a piantare nuove viti
Il prosecco risente poco dei dazi... è un prodotto popolare, economico da produrre, un prosecco doc entry level costa a scaffale meno della metà di un metodo classico base...
La quota usa del prosecco è bassina, mentre è enorme il consumo in comunità europea...
 

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appunto, errare humanum...
Su questo concordo... cioè, scassi le palle a me che se vado a camminare nel bosco e mi perdo, mi fai pagare le spese di ricerca e soccorso, poi il turiglione che va nonostante le raccomandazioni della farnesina in paesi ad alto rischio a fare appunto il turista (non sono invece così tranchant su chi va a cercare di dare una mano con organizzazioni umanitarie) ti faccio magari rientrare in aereo pagato dallo stato con tanto di accoglienza manco arrivasse un eroe di guerra...

Circa 15 anni fa mi proposero di andare nello Yemen, la mia compagna faceva l'accompagnatrice turistica e l'agenzia per cui lavorava mi ha chiesto di andare a fare il fotografo, pagato e spesato.
Io ho rifiutato, perchè già allora, nonostante fossi giovane e mi piacesse molto viaggiare in posti particolari, avevo già maturato il mio pensiero contro tutti i paesi arabi...
Risposi no grazie adducendo tre motivi: in primis in posti del genere se fai la foto sbagliata muori, poi visto come trattano le donne sarei finito a litigare con qualcuno, con alto rischio di morire, e infine non volevo che neanche un solo soldo bucato passasse dalle mie tasche alle loro...

La mia compagna andò, passo 10 giorni da incubo, e da allora iniziò a condividere il mio pensiero...
Ed è il motivo per cui rifiuterei anche viaggi in paesi arabo/musulmani più tranquilli... mi piacerebbe un sacco andare a vedere la Dakar, avrei voluto vederla in argentina (a Dakar sono stato ma dopo che smisero di far arrivare li la gara), ma fino a che sarà in arabia saudita anche no...
 
ti faccio magari rientrare in aereo pagato dallo stato
Fortunatamente non l'ho mai dovuto sperimentare ma da ciò che ho letto questa cosa dovrebbe essere falsa. Di solito i voli aerei vengono fatti pagare. Tutti i voli organizzati per il rientro in Italia a marzo 2020 per esempio sono stati fatti pagare e pure a due o tre volte il prezzo di mercato. Cosa che ho letto non essere accaduta per cittadini di altre nazionalità.

Nel caso in questione poi non è accaduto niente di tutto ciò. Lo stato italiano, è stato riportato da persone che si trovavano in loco, è intervenuto per fornire assistenza a distanza ai connazionali là presenti (che hanno avuto parecchia difficoltà a trovare alloggio per le giornate rimanenti) e soprattutto per cercare accordi con le compagnie aeree disposte ad organizzare voli di rientro (a spese degli assistiti, e potrebbero pure chiedere cinquemila euro a tratta che tanto non ci sarebbero alternative a breve termine). Inoltre ha mediato con le autorità dell'Arabia Saudita affinché concedessero un visto gratuito valido per cinque giorni.

Magari il discorso è diverso quando viene rapito o trattenuto senza apparente motivo qualcuno che si trovava in un determinato luogo a rischio per un motivo di necessità.
 
Circa 15 anni fa mi proposero di andare nello Yemen, la mia compagna faceva l'accompagnatrice turistica e l'agenzia per cui lavorava mi ha chiesto di andare a fare il fotografo, pagato e spesato.
Io ho rifiutato, perchè già allora, nonostante fossi giovane e mi piacesse molto viaggiare in posti particolari, avevo già maturato il mio pensiero contro tutti i paesi arabi...
Risposi no grazie adducendo tre motivi: in primis in posti del genere se fai la foto sbagliata muori, poi visto come trattano le donne sarei finito a litigare con qualcuno, con alto rischio di morire, e infine non volevo che neanche un solo soldo bucato passasse dalle mie tasche alle loro...
Quindici anni fa era uno dei momenti nei quali era forse possibile viaggiare in Yemen con un rischio accettabile rispetto a subito dopo.

Isola di Socotra in ogni caso non ha quasi nulla a che fare all'infuori dell'appartenenza politica con quella nazione. Ed andarci da un po' di anni a questa parte è diventata una banalità. Nel senso che è sufficiente pagare la quota di iscrizione a uno dei innumerevoli tour operator che operano lì e che organizzano viaggi di gruppo e si potrà visitare l'isola senza alcuna fatica se non quella legata alla carenza di infrastrutture di livello confortevole essendo una isola remota e poverissima. Ben diverso il discorso sulla terraferma dove se uno vuole andare deve prepararsi ad un viaggio in un luogo estremo (e pure estremamente costoso perché senza i giusti contatti non si può andare) e molto rischioso. Limitandosi tra l'altro, suppongo e da ciò che ho letto in questi anni, ai territori del vecchio Yemen del Sud. Ma d'altronde nessuna agenzia di viaggio organizza itinerari lì come non li organizza in Somalia o in aree del mondo che vivono una situazione similare.
 
Quindici anni fa era uno dei momenti nei quali era forse possibile viaggiare in Yemen con un rischio accettabile rispetto a subito dopo.

Isola di Socotra in ogni caso non ha quasi nulla a che fare all'infuori dell'appartenenza politica con quella nazione. Ed andarci da un po' di anni a questa parte è diventata una banalità. Nel senso che è sufficiente pagare la quota di iscrizione a uno dei innumerevoli tour operator che operano lì e che organizzano viaggi di gruppo e si potrà visitare l'isola senza alcuna fatica se non quella legata alla carenza di infrastrutture di livello confortevole essendo una isola remota e poverissima. Ben diverso il discorso sulla terraferma dove se uno vuole andare deve prepararsi ad un viaggio in un luogo estremo (e pure estremamente costoso perché senza i giusti contatti non si può andare) e molto rischioso. Limitandosi tra l'altro, suppongo e da ciò che ho letto in questi anni, ai territori del vecchio Yemen del Sud. Ma d'altronde nessuna agenzia di viaggio organizza itinerari lì come non li organizza in Somalia o in aree del mondo che vivono una situazione similare.
Mah guarda, io so solo che l'anno prima nel deserto dove sono poi passati avevano sequestrato dei turisti e forse ci era scappato il morto, zona centrale.
E la mia compagna non ha vissuto situazioni serene, considerato che quelli che li scortavano erano ex soldati, quasi sempre fatti di qat... non ho poi mai approfondito più di tanto, ma l'unico ricordo divertente che ha è di quando uno dei suoi accompagnatori ha insistito che tutti sparassero qualche colpo con il suo AK-47...
 
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