Traversata delle Pale
L'altopiano delle Pale è uno degli ambienti più particolari delle Dolomiti: un, appunto, altopiano roccioso, levigato, tondeggiante, completamente senza vegetazione circondato da cime appuntite, verticali e spigolose.
Uno dei modi migliori per apprezzarne l'estensione è la traversata: noi abbiamo fatto quella Ovest - Est partendo da San Martino di Castrozza e scendendo in Valle di San Lucano (una laterale di Agordo).
Salita: si parte dai parcheggi della cabinovia Colverde. Il sentiero di salita è inizialmente un po' noioso (risale le piste da sci) dopo il rifugio diventa molto bello, senza strappi, lineare e con dei bei passaggi fin troppo attrezzati (ci sono dei veri e propri passamano di cordini metallici che potevano essere evitati). Ma la frequentazione è molto alta perciò hanno fatto bene a eccedere con la sicurezza.
Per la salita ho provato a salire spingendo e in circa 95 minuti dai parcheggi della cabinovia Colverde (11:25) sono arrivato al Rifugio Pedrotti alla Rosetta (13 e qualcosa). Mi sono sentito pimpante fino a sotto il pilone della funivia sopra un po' di arrancamento ma va bene: sono pronto per provare l'Anger.
Si vede bene il comprensorio sciistico di SMDC.
Ecco il rifugio Pedrotti al Rosetta, rifugio centrale delle Pale di San Martino, iper-frequentato a causa della vicina funivia (10 minuti per comodo sentiero).
Dal Rifugio Pedrotti si prende il sentiero 707 e ci si incammina verso est. Come per tutti i sentieri della zona è necessario avere bene in mente dove andare perchè il sentiero si perde molto spesso. Da evitare nel modo più assoluto qualsiasi escursione sull'altipiano delle pale in caso di nebbia.
Il magnifico ambiente "lunare" dell'Altipiano delle Pale di San Martino.
Panoramica qualche centianaio di metri dopo il rifugio.
Panoramica da una delle infinite "colline tondeggianti" dell'altipiano.
La Val Cantoni e il Passo del Travignolo.
La Fradusta e il suo ghiacciaio che fra pochi anni sarà scomparso.
A volte sembra di camminare sulla luna :shock:
Sentiero 707 che attraversa le Pale di San Martino.
Panorama che si gode dalle Pale di San Martino.
Avvicinandosi alla Forcella del Miel il panorama sul Civetta diventa meraviglioso! Non avevo mai "compreso" quanto fosse estesa il/la Civetta: è enorme!
Ecco la faticosa, infinita, difficile, spacca-ginocchia discesa di 1800 m di dislivello.
Il sentiero è molto selvaggio, bellissimo ma scivolosissimo in tutta la parte alta. Consiglio per chi ha unbuon allenamento, non sono ironico, di fare la traversata nel senso opposto salendo da Col dei Pra e scendendo a SMDC. Personalmente apprezzerei molto questa salita mentre la discesa seppur bellissima non me la sono goduta per il dolore alle ginocchia.
Discesa per il Vallon del Miel fino a Col dei Pra.
Inizio della discesa
Pale di San Lucano: spero un giorno di visitarle.
Pian del Miel
Il monte Agner fa compagnia per tutta la discesa (per fortuna).
La discesa ha un tratto che potrebbe mettere in crisi qualcuno, anzi, vista la manutenzione inesistente del sentiero, più di qualcuno. Ma nulla di che, con un po' di attenzione e prestando attenzione a non pestare l'erba che poi fa trappola si passa senza problemi.
Scendendo anche la tanto selvaggia quanto sconosciuta Val d'Angheraz si mostra in tutta la sua bellezza. Anche questa è un'altra zona da esplorare.
Panorama sulla Val d'Angheraz vista dal sentiero che scende per il Vallon del Miel.
E ancora Agner...
Tramonto sul Monte Agner visto dal Vallone del Miel (Valle di San Lucano).
Una traversata magnifica, da fare solo con il bel tempo che deve essere stabile e sicuro. Ci sono escursioni più difficili in cui la nebbia non dà grandi problemi, questa è molto facile ma in caso di nebbia è necessario avere le idee ben chiare e magari un gps.
Buona estate!
Il mio nuovo avatar arriva proprio da questa gita :fotografo:
L'altopiano delle Pale è uno degli ambienti più particolari delle Dolomiti: un, appunto, altopiano roccioso, levigato, tondeggiante, completamente senza vegetazione circondato da cime appuntite, verticali e spigolose.
Uno dei modi migliori per apprezzarne l'estensione è la traversata: noi abbiamo fatto quella Ovest - Est partendo da San Martino di Castrozza e scendendo in Valle di San Lucano (una laterale di Agordo).
Salita: si parte dai parcheggi della cabinovia Colverde. Il sentiero di salita è inizialmente un po' noioso (risale le piste da sci) dopo il rifugio diventa molto bello, senza strappi, lineare e con dei bei passaggi fin troppo attrezzati (ci sono dei veri e propri passamano di cordini metallici che potevano essere evitati). Ma la frequentazione è molto alta perciò hanno fatto bene a eccedere con la sicurezza.
Per la salita ho provato a salire spingendo e in circa 95 minuti dai parcheggi della cabinovia Colverde (11:25) sono arrivato al Rifugio Pedrotti alla Rosetta (13 e qualcosa). Mi sono sentito pimpante fino a sotto il pilone della funivia sopra un po' di arrancamento ma va bene: sono pronto per provare l'Anger.

Si vede bene il comprensorio sciistico di SMDC.

Ecco il rifugio Pedrotti al Rosetta, rifugio centrale delle Pale di San Martino, iper-frequentato a causa della vicina funivia (10 minuti per comodo sentiero).

Dal Rifugio Pedrotti si prende il sentiero 707 e ci si incammina verso est. Come per tutti i sentieri della zona è necessario avere bene in mente dove andare perchè il sentiero si perde molto spesso. Da evitare nel modo più assoluto qualsiasi escursione sull'altipiano delle pale in caso di nebbia.

Il magnifico ambiente "lunare" dell'Altipiano delle Pale di San Martino.
Panoramica qualche centianaio di metri dopo il rifugio.


Panoramica da una delle infinite "colline tondeggianti" dell'altipiano.

La Val Cantoni e il Passo del Travignolo.


La Fradusta e il suo ghiacciaio che fra pochi anni sarà scomparso.

A volte sembra di camminare sulla luna :shock:

Sentiero 707 che attraversa le Pale di San Martino.



Panorama che si gode dalle Pale di San Martino.





Avvicinandosi alla Forcella del Miel il panorama sul Civetta diventa meraviglioso! Non avevo mai "compreso" quanto fosse estesa il/la Civetta: è enorme!


Ecco la faticosa, infinita, difficile, spacca-ginocchia discesa di 1800 m di dislivello.
Il sentiero è molto selvaggio, bellissimo ma scivolosissimo in tutta la parte alta. Consiglio per chi ha unbuon allenamento, non sono ironico, di fare la traversata nel senso opposto salendo da Col dei Pra e scendendo a SMDC. Personalmente apprezzerei molto questa salita mentre la discesa seppur bellissima non me la sono goduta per il dolore alle ginocchia.

Discesa per il Vallon del Miel fino a Col dei Pra.

Inizio della discesa

Pale di San Lucano: spero un giorno di visitarle.

Pian del Miel


Il monte Agner fa compagnia per tutta la discesa (per fortuna).


La discesa ha un tratto che potrebbe mettere in crisi qualcuno, anzi, vista la manutenzione inesistente del sentiero, più di qualcuno. Ma nulla di che, con un po' di attenzione e prestando attenzione a non pestare l'erba che poi fa trappola si passa senza problemi.


Scendendo anche la tanto selvaggia quanto sconosciuta Val d'Angheraz si mostra in tutta la sua bellezza. Anche questa è un'altra zona da esplorare.

Panorama sulla Val d'Angheraz vista dal sentiero che scende per il Vallon del Miel.


E ancora Agner...

Tramonto sul Monte Agner visto dal Vallone del Miel (Valle di San Lucano).
Una traversata magnifica, da fare solo con il bel tempo che deve essere stabile e sicuro. Ci sono escursioni più difficili in cui la nebbia non dà grandi problemi, questa è molto facile ma in caso di nebbia è necessario avere le idee ben chiare e magari un gps.
Buona estate!
Il mio nuovo avatar arriva proprio da questa gita :fotografo:
