I Warriors sul tetto del mondo

Una volta a 33 anni il 90% dei giocatori doveva sperare in scampoli di partita, raramente titolari, preparare le canne da pesca e le mazze d golf per un futuro da pensionati.
Oggi invece a quasi 33 anni Kevin Durant è leader (pur con qualche riserva) dei redivivi Nets, sbraita (a volte a caso) in campo, segna e corre anche se con un grave infortunio sulle spalle.
LeBron James, che di anni ne ha fatti 36 da un mese e mezzo, guida i Lakers da MVP, gioca dove e e come gli pare.
Step Curry, coetaneo di Durant, fa il career high, lo sfiora e lo sfiora.

Darwin direbbe: l'evoluzione della specie.

Ciao
 
Sicuramente c'è molta più scienza nella preparazione atletica, poi forse non solo. Guardo il tennis e vedo i soliti tre noti (adesso Federer è acciaccato) che hanno bruciato due generazioni di promesse...
 
Sono capitato per caso in questa discussione.

QUESTA E' UNA BESTEMMIA CHE NON SI PUò LEGGERE dettata , spero , dalla tua giovane età.

Latito, purtroppo mio malgrado, da tempo.
Sono del 1975, non credo di essere giovane.

Maurice Cheecks è uno dei playmakers più sottovalutati della storia.
I motivi sono semplici: uno stile di gioco e di vita poco appariscente, una difesa solidissima (in un periodo in cui quella fase del gioco non era apprezzata come oggi), un fisico normale, una totale abnegazione verso la squadra, verso Doctor J.
Cheecks è stato l’antesignano di Stockton, il suo Malone era Julius. Per esempio in pochi ricordano che John è stato tra i migliori play in grado di fare blocchi. Oggi è normale vedere play che bloccano ma un conto è Simmons da Philadelphia (giusto per stare in tema) che blocca chi vuole, è alto 210cm e pesa un quintale. Vai a bloccare con Stockton alto poco più di di 180cm. Anche Cheeck lo era un ottimo bloccatore, anche Cheecks era un grande difensore, anche Cheecks aveva un fisico normale.
Tutto ciò non è per sminuire Doctor J ma dare la giusta luce a Maurice, sempre stato in ombra.

Il basket di oggi è diverso da quello dei tempi di Doctor J.
All’epoca della vittoria di Philadelphia, il gioco era ancora un retaggio dei tempi di Chamberlain: il pivot andava a rimbalzo, teneva palla per qualche attimo, nel frattempo la squadra si preparava per l’attacco, il centro passava al play che dettava i tempi, gli schemi e forniva il passaggio giusto.
Anche la pluri inanellata dinastia Celtics del grande Red era fondata su quel gioco solo che al posto di Chamberlain c’era Russell.
Un abbozzo di cambiamento lo ha messo Magic perché giocava da pivot, poi dopo 3s giocava da ala piccola, poi dopo 10s giocava da play.
Il vero cambiamento lo ha fatto Jordan che non aveva bisogno di un play, il gioco se lo faceva lui per 1000 motivi, alcuni di essi erano: ego smisurato, capacità di palleggio fuori dal comune, ottima visione di gioco, velocità superiore, difesa asfissiante, ecc.

[Digressione: un bel contropiede con punti facili può nascere da un buon rimbalzo e successiva rapida apertura ma anche da una palla recuperata e in questo Jordan era insuperabile ma uno dei migliori in questa classifica è stato Cheeks. La differenza era che Jordan andava dritto per dritto al ferro (purtroppo non infrequenti gli sfondamenti specie nei primi anni NBA causa del suo ego smisurato, della foga e dell’inesperienza) mentre Maurice apriva subito per Julius che era sempre in posizione perfetta conscio del fatto che 2-3 palle recuperate gli sarebbero arrivate da Maurice.]

Al massimo alcune volte il gioco lo impostava Pippen, altro grande cambiamento by Jackson (che non era solo triple post): la point forward. Oggi all’ordine del giorno con super assi quali LeBron ma anche giocatori più normali quali Jae Crawford capace di dare respiro a Chris Paul.
Doctor J pur potendo giocare anche ala (oggi ne sarebbe venuta fuori una point forward da paura) si limitava al ruolo di guardia. Non per scarsità di talento, non per scarsità di visione di gioco, non per incapacità; solo perché all’epoca si giocava così.
Oggi, parlando di Julius, abbiamo memoria di un pilastro della pallacanestro all time ed è giusto perché è stato un grandissimo giocatore, un innovatore per la verticalità mai vista prima in quel ruolo; ma per il gioco che si faceva all’epoca, se non ci fosse stato Cheecks, staremmo a parlare di un ottimo giocatore pur se incompiuto e la stessa cosa vale per l’apporto alla causa di Moses Malone, senza i suoi rimbalzi ci sarebbero state meno possibilità.
In questo i 76ers e i Bulls di Jordan si somigliano un po’: entrambe le squadre con una guardia spumeggiante, altri 2 ottimi giocatori (Cheecks e Malone da una parte con Pippen e Rodman/Grant dall’altra).
La differenza sta però in Jordan che, sulla spinta di Magic e del suo grande talento (superiore a quello di Erving, su questo siamo d'accordo), ha perseverato nei suoi assoli andando spesso contro corrente (vedi NCAA), rompendo schemi vecchi di 20-30 anni e rendendo spesso ininfluente l'apporto di un play.
Sono certo al 90% che anche Julius avrebbe potuto fare questi cambiamenti ma forse non ha avuto il coraggio?

Ciao
 
Ultima modifica:
Se menphis passa contro golden state, potrebbe essere il loro anno. Poi ja morant è forse il giocatore che mi piace di più attualmente (sperando che riesca a rientrare).
 
Se milwaukee batte i celtics anche secondo me sono i favoriti. Avrei detto anche phoenix, ma viste le difficoltà che sta avendo con dallas dubito che possa battere i bucks.
 
Intanto Memphis senza Ja ha bastonato GS, senza senso. Come il finale tra Bucks e Celtics. Boh, non vedo dei favoritissimi ma neanche ho seguito la regular season. Doncic bel giocatore, visto che @rbodini parlavi di Dallas...
 
GS alla fine porta a casa game 6 ed è in finale di conference.

In difesa mi sembrano abbastanza ballerini e in attacco perdono troppe palle, ma se riescono ad alzare il livello nei momenti che contano possono giocarsi l’anello, probabile ultima chance per questo team.
 
E quindi niente più milwaukee e niente più phoenix, tutte e due demolite in gara 7. Le quattro rimaste se la giocano tutte, difficile trovare una chiara favorita. Forse Boston, ma di misura.
 
Guardando solo i racaps è difficile capire cosa sia successo per avere due risultati così netti, Giannino ha sbagliato parecchi canestri ma da solo non spiega.
 
Bucks doppietta
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