FRANA zona Pralongià-Costes da l'Ega - Corvara

Oggi non ho letto nessuna notizia riguardo la frana, immagino quindi che sia stata di lieve entità e non abbia convolto piste da sci/impianti/strade.

@Matsci: su impianto di innevamento e tanti altri argomenti potremmo stare a parlarne per giorni, ma va sempre considerato che altrove (in Austria per esempio, ma non solo) sono peggio di noi e investono su queste cose il doppio/triplo. Un esempio su tutti Ischgl, se poi noi non siamo al passo con i tempi ci lamentiamo perché il vicino ha l'erba più buona... non ne usciamo più ;)

Verissimo, ma bisogna vedere il contesto ambientale dove effettui gli interventi.....non è che tutte le montagne son uguali....non è che si ha un distacco di una parte di montagna ovunque avendo determinati fattori....se sulle Dolomiti scavi fai presto....se lo fai a neanche 100 km di distanza fai una fatica boia......In determinate zone delle Alpi potresti costruire tanti impianti uno vicino all'altro.......prova a farlo sulle Dolomiti e ti vien giù la montagna....

:skiciao:
 
Non posso che darti ragione su tutto, ma consentimi che tra i tecnici esiste una certa "paraculaggine"... nel senso che spesso, molto spesso, si tende ad "esaltare" il rischio (non una situazione di dissesto solo rischio) idreogeologico questo proprio per quelle leggi dove una certa responsabilità il tecnico la ha ed in questo modo la scarica.

A questo punto data la geomorfologia dell'Italia ci si dovrebbe trasferire tutti... ovviamente infattibile. L'alternativa al trasferimento in zona meno rischiosa sarebbe quello di posare delle opere per ridurre il rischio (RIDURRE).

Sai che succede a gridare continuamente "al lupo! al lupo!"? che non ci si crede più... e allora accade che il tecnico esprime un parere dove esalta tanto i rischi in modo da stare al sicuro e poi le amministrazioni o i privati trovano il modo di realizzare l'opera ugualmente. Va quasi sempre bene... quasi... quindi a chi credere? se sto dietro ai geologi non potrei mettere neanche una tenda da campeggio, se sto dietro a costruttori e speculatori potrei costruire un grattacielo senza plinti sull'alveo della frana...

Purtroppo questo modo di fare è prettamente italico, ma non solo quello di voler speculare a tutti i costi... quello è globale, ma quello di eccedere nelle perizie per non avere rogne in caso di incidenti... se ora ti vai a guardare le perizie di ogni nuovo manufatto vedrai che quasi tutte hanno parere negativo.

Ora... Leggi, regolamenti ecc... ci sono, ma se non ci sono molti tecnici "responsabili" e non si vogliono fare le opere accessorie per contenere i costi e allora o non si fa nulla o si deroga. A mio avviso gli studi preliminari andrebbero fatti più responsabilmente e andrebbero adottate le misure suggerite in fase di relazione per assicurare le zone.

Esempio, voglio costruire un maso per appenderci lo speck :D, la perizia mi dirà certamente che esiste un rischio, ma non mi dirà soltanto quello, mi dirà quale stratificazione del terreno è presente, e che di che tipo di stratificazione si tratta e quali opere dovrei effettuare per mettere in sicurezza l'area.

[AGGIUNTA]
prova a farlo sulle Dolomiti e ti vien giù la montagna....
Guarda che quelle vengono giù anche senza farci nulla... è nella loro natura.
 
E' anche vero che anche in Alto Adige certi errori se li potevano risparmiare: capisco che se un centro abitativo o una impianto è sempre esistito in una determinata zona è impossibile trasferire tutti, ma errori come il Cianross di San Vigilio di Marebbe si sarebbero dovuti evitare.

una immagine più di mille parole

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Ad occhio... la struttura era su detrito di falda ed è avvenuta una frana di scivolamento (classica).. l'opera era sulla corona... che vuoi di più dalla vita? se non metti dei controlli qui è per negligenza...

Ma guarda che non dico che l'opera non dovesse essere posta il quel luogo, la tecnologia oggi ci consente di conoscere anticipatamente una situazione a rischio di dissesto... in quel caso anche dei piezometri soltanto avrebbero fatto il loro lavoro... non avrebbero fermato la frana di certo, ma avrebbero segnalato con laaaaaaargo anticipo la situazione di rischio. A quel punto si poteva procedere più economicamente attraverso la canalizzazione dell'acqua o più pesantemente con l'installazione di una palificata contenitiva con tiranti obliqui (che avrebbe risolto in maniera definitiva il problema).

Io non credo che gli operatori non possano permettersi un paio di tecnici che tengano stotto controllo il territorio... ecco questo è business... ed anche la provincia autonoma ha certamente la sua brava pletora di tecnici... non sono controlli costosissimi.
 
Io non ho seguito la vicenda Cianross per cui non ne so molto ma vorrei capire: che senso poteva mai avere mettere un ovetto su una pista corta, isolata e utilizzata pochissimo..? E' praticamente un campetto... Qualcosa non torna...
 

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Io non ho seguito la vicenda Cianross per cui non ne so molto ma vorrei capire: che senso poteva mai avere mettere un ovetto su una pista corta, isolata e utilizzata pochissimo..? E' praticamente un campetto... Qualcosa non torna...

La Cianross permette l'accesso diretto alle piste della parte terminale del paese di San Vigilio di Marebbe evitando così ai clienti di tanti alberghi di evitare lo Ski bus ed il pedi bus :D. Anche qui vale l'italica legge.....

:skiciao:
 
Io non ho seguito la vicenda Cianross per cui non ne so molto ma vorrei capire: che senso poteva mai avere mettere un ovetto su una pista corta, isolata e utilizzata pochissimo..? E' praticamente un campetto... Qualcosa non torna...

La Cianross serve anche per la pista di slittino e la pista da sci anche in notturna. Il ragionamento è stato (così come per la Korer) per lo slittino una cabinovia è più comoda, in notturna meglio stare in cabina che in seggiovia e per i maestri di sci più sicura la cabinovia.

La Cianross, precedentemente uno skilift, era stata sostiuita nell'estate 2005 e ha funzionato regolarmente nella stagione 2005/06, poi ad aprile 2006 (fine aprile) una conduttura dell'innevamento artificiale si è rotta e ha iniziato ad allagare il versante che ha fatto effetto spugna.
Il venerdì pomeriggio (21 aprile) si iniziano a notare i primi segni dell'acqua e si scopre il guasto, il pomeriggio stesso (a impianto chiuso) vengono segnalate le prime anomalie dall'allineamento della fune.
Sabato mattina le prime crepe sul terreno (impianto chiuso) ci si rende conto di quello che stava accadendo, la sera la frana si muoveva 1 metro all'ora, la domenica si è stabilizzata.

Dopodiché tutta l'area fu posta sotto sequestro, si smonto quel che rimaneva dell'impianto, solo nell'estate 2009 fu possibile ricostruire l'impianto e il versante con degli imponenti opere di consolidamento e si riaprì l'impianto per la stagione 2009/10.

Il geologo che si era occupato dei rilievi della zona fu rinviato a giudizio, alla fine il processo finì con l'assoluzione. Le motivazioni: http://altoadige.gelocal.it/bolzano...s/frana-cianross-assolto-il-geologo-1.4282980

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Il geologo che si era occupato dei rilievi della zona fu rinviato a giudizio, alla fine il processo finì con l'assoluzione. Le motivazioni: http://altoadige.gelocal.it/bolzano...s/frana-cianross-assolto-il-geologo-1.4282980

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E alla fine si torna li, io do parere negativo sullo stato delle cose ed indico delle opere di consolidamento allucinanti... non le fai? fatti tuoi!

In questo modo un tecnico non dirà mai che un'opera è irrealizzabile.

Nello specifico, dall'articolo leggo:
Al geologo finito sotto processo venne imputata la decisione di non effettuare una prova «penetrometrica dinamica» prevista nella parte alta del versante, proprio nei pressi della futura stazione a monte dell'impianto di risalita. In pratica l'accusa sostenne che questa mancata verifica tecnica avrebbe indotto l'imputato a dare per scontato ciò che scontato non era, non accorgendosi di una copertura detritica di spesso(RE) rilevante. Queste considerazioni tecniche sono state però confutate, in sede di giudizio, dal consulente della difesa che ha provato la presenza di roccia ad appena due metri di profondità.

Quella è scesa per un evento eccezionale come la rottura di una condotta... in effetti non è il semplice peso in se a causare la frana, molto spesso non basterebbe a vincere la forza di coesione dei terreni, ma è uno strato impermiabile al di sotto di quello permeabile che fa accumulare l'acqua in uno strato definito e ne consente lo scivolamento.
 
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