Non guardo più la Rai ma ricordo bene l'accento della Fanchini, che ok si sente da dove viene, ma che problema c'è, mica sta leggendo un telegiornale. Secondo me nel commentare lo sci si può usare sia slang sciistico che montanaro e accenti o inflessioni regionali.
Poi scusate e Labate col suo accento? Io mi ci ero abituata dopo un paio d'anni a furia di sentirlo. Ma ha un suo accento bello forte e un timbro di voce non proprio adattissimo ad essere messo in vetrina.
Be' ma infatti qui effettivamente sono sempre stati criticati tutti i vari eccessi...
Purtroppo quando fai pause e incespichi si notano di più; giocoforza se sei fluido, preciso e hai tempismi giusti si nota di meno perché ascolti il contenuto ... Fate attenzione agli speaker radiofonici (esiste ancora la radio?) di cui - ad un certo livello - non percepisci facilmente la provenienza a differenza del loro parlato quotidiano.... oppure per rimanere in tema l'ottimo timbro di Cattaneo.
Poi saranno 20 anni che nei media prevalgono registri urlati, e infatti oggi strillano tutti ovunque fin dalle elementari e questo malcostume (che cela povertà comunicativa, e diffonde ansia sociale) non viene represso ma premiato.
Comunque sono caratteristiche che si possono mitigare facilmente prendendo lezioni... prima di questo secolo-scemo chiunque avesse qualche minima ambizione nello spettacolo faceva corsi per controllare questi ed altri difetti di pronuncia che tutti abbiamo... e si faceva anche a livelli davvero bassi eh! Oggi non lo so.
Poi anche prima c'erano le eccezioni; che però erano più un "marchio di fabbrica tipo l'ottimo Mario Riva o il più divisivo "gomblotto" di Biscardi ... oggi questa è la norma: pure seguire i tg nazionali è diventato fastidioso.
Paradossalmente tra gli adolescenti tramite i social si diffonde un miscuglio di regionalismi ed accenti diversi e totalmente avulsi dal luogo in cui vivono, per cui si perde pure quella sorta di "firma culturale"; e la scuola non insegna più quando una vocale è aperta o chiusa (non lo sanno).
Leggevo recentemente un articolo per cui l'italiano è una delle lingue più studiate (e ambite) all'estero, ma ignota agli italiani.
In un' epoca di diffusa ignoranza funzionale, usare inflessioni provinciali fa molto "democratico": invece è la svendita per liquidazione dei ns valori culturali - da Dante e S.Francesco a Manzoni - che nel linguaggio e non solo si fondano nei localismi ma per confluire in un'unicità più alta di valori comuni (si pensi al Risorgimento: con vere e proprie migrazioni di patrioti pronti a combattere indistintamente a Milano, Venezia, Roma o in Sicilia...).
Fine del pistolotto pseudo-sociologico, torno a dormire