Il turismo della montagna è un volano che ha bisogno di tutte e due le stagioni. Se in inverno trovo una stazione vivace ed efficiente spesso ci vado anche in estate e viceversa. Se una delle due stagioni è "morta" ne risente anche l'altra.
Riguardo la bike, un amico ha provato a fare qualcosa, ma il "vecchio" ha detto no e Max era ancora in vita. Immagina cosa si può fare dalla montefreddo a scendere fino giù usando la seggiovia fontefredda per risalire......e anche il titolare di oneleven farebbe qualcosa con le bici.......
Devo dire che ho praticato mtb nei park per qualche anno, e probabilmente da fuori si ha una percezione troppo semplificata di cosa ci sta sotto.
Oggi col sentierino preparato "artigianalmente" su qualche discesa non ci fai piu niente, perchè l'Abruzzo ha già delle stazioni ottimamente gestite con i furgoni (cese il top in centro italia probabilmente) e il 98% dei mtbiker usa le eletteriche, per cui i trail senza impianti decentemente manutenuti vanno a coprire gran parte della domanda. La trail area strutturata con impianti di risalita è una cosa seria assai, parlando con operatori di paganella, forse il più completo ed evoluto bike park/trail area in Italia, mi è stato deto che per avere un trail lavorato in modo ottimale ci vogliono più di 5 anni dalla sua creazione perchè si assestino le curve, sponde, salti etcc. Certo non c'è tutto il lavoro che si fa in inverno, ma la preparazione richiede macchine dedicate, ingenti movimentazioni terra con ruspe e pale meccaniche (che gli ambientalisti romperebbero i coglioni figuariamoci quanto) manufatti in legno, manutentori che lavorano quotidianamente, progettisti dei tracciati di grande competenza ed esperienza che sanno tracciare sfruttando le pendenze, ma evitando i problemi delle "vie dell'acqua", terreni instabili etcc.
Aggiungiamo che come noto con le difficoltà annesse per lo sci, il fondo di Ovindoli è una durissima pietraia per cui i lavori di preparazione delle tracce sarebbero estremante complessi e onerosi richiedendo macchine e interventi costosissimi.
Alla fine si fa presto a dire "bike park", ma se non riesci a fare una struttura di altissimo livello e con investimenti non trascurabili, se apri due tracce "caserescce" ti trovi un pugno di biker per cui tenere aperti gli impianti, con incassi che non coprono i costi.
Sicuramente la Mtb copre bene la stagione rispetto allo sci, ma consideriamo che in centro Italia potrebbero sostenersi massimo un bike park con impianti per regione, oggi abbiamo due eccellenze all'Amiata (esempio assoluto di rivalutazione di una stazione sciistica morente) e a Frontignano (dove sono possibili importantissimi ulteriori sviluppi col nuovo impianto), in Abruzzo abbiamo a l'Aquila le Cese che con meccanizzate furgonate lavora tantissimo, non sarebbe facile nella stessa area creare un bike park che possa sottrargli clienti, forse il buon Max già all'epoca aveva la corretta percezione di quanto sarebbe stato complesso e difficile utilizzare la stazione per il dh.