vedo che mancano aggiornamenti da tempo, in attesa di nevicate decisive per un quasi inizio stagione dal 10 gennaio , la situazione a oggi è mediamente disastrosa. La stagione sciistica si tende a ridurre ad un paio di mesi effettivi (eccetto imperatore), e a dicembre sempre più difficile avere qualcosa di fruibile, con alcune stazioni pure avendo neve in quota hanno risparmiato e non hanno aperto niente tra 8 dicembre e natale prima dell'arrivo delle lavate a quote medie.
Lo sci dell'Abruzzo si è concentrato su campo imperatore, sui social impazzano i reportage delle file di ore alla funivia, a mio avviso sono il segnale che se hai le piste aperte e la neve la gente che viene a sciare in appennino c'è eccome, e lo stesso succede se apre terminillo, livata, prati di tivo, etcc etcc. Cosa ormai piu sporadica che rara.
Purtroppo il clima e le gestioni hanno lavorato ad una consistente riduzione dell'offerta sciistica.
Roccaraso non va considerata in questo ragionamento, anzi non è neanche "Abruzzo" nel connotato di offerta, ne come impianti, ne come innevamento ne come costi, in quanto è l'unica stazione "turistica" dell'appennino: oltre ad un consistente e benestante zoccolo duro di fidelizzati e stagionali, al 90% napoletani, offre una soluzione vacanziera ai piu sfortunati meridionali, per i quali "qualche giorno al nord" diventano una sfida insormontabile, per cui più di una eventuale settimana al nord non si considera e "per tutto il resto c'è Roccaraso". La stazione è stata comunque l'unica ad aver capito la centralità dell'innevamento artificiale, che pure in condizioni di merda alla fine ti permette di aprire 4-5-10 piste, niente rispetto al comprensorio, ma tantissimo rispetto all'offerta media dell'Abruzzo.
I miei riscontri oggettivi sono che lo sciatore appenninico non ha nessuna pretesa su qualità e portata di impianti, purché chi siano piste sciabili. Anzi il potenziamento "eccessivo" degli impianti porta a contraddizioni in cui sulle piste ci sono troppe persone, troppo pericolo, e le stesse si rovinano rapidamente, mentre un bel "tappo" in arroccamento o in accesso fa si che a fronte di file lunghissime le piste siano sempre sciabili. Questo discoro secondo me non è stato chiaro per stazioni che si sono svenate su impianti costosi ormai mai aperti, cito come esempio fulgido la telemix del fallimento a pdt, ma anche la esposto ormai probabilmetne "smontata" a ovindolo per arroccamento a montefreddo. Con banali biposto o quadriposto piu che bastanti allo scopo, questi impianti oggi sarebbero probabilmente aperti a prescindere dagli errori gestionali.
In questo periodo Imperatore, unica innevata a "costo zero", grazie alla fortuna di trovarsi sopra una QN autunnale/tardo primaverile, ha fatto da padrona. La stazione è la dimostrazione che basta solo la neve per attirare la gente, il resto è futile se non inutile DI fatto "impero" offre un minimo sciabile in un contesto paesaggisticamente grandioso, con rimembranze di scenari alpini.
La fortuna e la condanna di imperatore è il "tappo" creato dalla funivia, nei giorni festivi le file mix tra casse e funivia raggiungevano tranquillamente le 2-3 ore di attesa, con parcheggio pieno, ma di contro sopra arrivato alle piste le file erano soprattutto dovute all'inefficienza della scinderella e le piste erano poco affollata se non a tratti vuote, consentendo videodidattica in tutta tranquillità.
Una sovradimensionata breve e mal posizionata esaposto seve 2 piste ridicole, male esposte , sassose, brevi e poco pendenti oltre alla "strada" trasformata in pista "scuola", mentre sull'altro versante si annoverano 4 piste in croce, con qualità neve impensabile alle ns. latitudini, ben esposte, carine e oltremodo corte servite dal peggior impianto mai costruito dalla leitner, la famigerata scinderella, quadriposto ad ammorzamento con disfunzioni genetiche dalla nascita, spesso guasta, spesso ferma, viaggia a velocità ridicola con continui rallentamenti, garantendo una fila di circa 10/20 min alla partenza, di contro permettendo di sciare in sicurezza si piste sempre poco affollate.
Servizi pochi o nulli, navetta efficace per il parcheggio, costo skipass basso, arrosticini al piazzale fanno a mio avviso una dimensione ottimale economico funzionale dello sci da criceto in appenino.
In settimana 20 euro un mattiniero, 25 a/r di autostrade, zero tornanti, zero salite in auto, parcheggio comodo e gratuito, ti fai mezza giornta in contesto grandioso e mediocre sciisticamente, neve ottima, a pranzo ti sei piu che stufato, scendi arrosticini birra, gli sci si asciugano, carichi la macchina e tonri a roma priam del caos totale sul raccordo. Assai diverso il valore scialpinistico in quota, o freeride in caso di neve fino a fondovalle
nella sua pochezza qualità prezzo nulla a che vedere con aperture parziali di stazioni marsicane che offrono poco di piu o poco di meno a costi doppi, qualità neve inferiore. Altra cosa sciisticamente un feriale a roccaraso se tutto aperto, ma un costo complessivo da roma circa triplo, che avrebbe senso facendo un sano "car poooling".
Di fatto lo sciatore appenninico dal Molise all'Emilia Romagna si adatta a subire condizioni impensabili per lo sciatore "alpino", file immonde, piste brevi, sevizi scadenti, lo sci appenninico non è neanche un lontano surrogato del vero sci di pista, è una ripetizione del gesto tecnico in contesti limitati, per me è calzante il raffronto tra il mare, la sua immensità, la sua estensione (sepppure anche affolato) e una piscina, sia essa grande o piccola, una misera gonfiabile che può essere la stazione laziale o un grandissimo resort di costose piscine multifunzionali come puo essere RR, ma sempre piscina che non sarà mai mare.
In passato non percepivo cosi forte la differenza perchè l'Appennino abruzzese era vissuto in ottica freeride, innanziutto in presenza di neve e poi scevro dalla limitazioni delle piste battute e dei percorsi obbligati, anche una banale stazione monoimpiantoto mono o bi pista ma con contesto adeguato diventa godibilissima in fresca mentre ha pochissimo da offrire in pista.
Preso atto che come da sempre sostenuto la necessità primaria è innevare le piste, non installare impianti potenti senza aver garanzia di sciabilità, trovo assurdi al di fuori di roccaraso gli scenari di richieste di investimento milionarie in impianti enormi e moderni per le misere stazioni appenniniche, meglio impianti basici, poco costosi e funzionanti: nessuno si lamenta per 2 ore di fila alla cabinovia del gran sasso, nessuno per le ore in fila alle seggiovie di campo felice, tutti si lamentano se le piste sono chiuse o non si puo sciare.
In abruzzo si fa la fila di weekend e di festa e si scia bene di settimana, in quest'ottica serve solo innevamento (visto che nevica sempre meno) e non grandi impianti...
Nel suo piccolo, minimo, contesto sciistico la pescasseroli con quota base impianti impensabile a 1200-1300 metri rimane aperta in condizioni ostiche, grazie ad investimenti su innevamento (non a caso il gestore è il "solito", nonché probabilmente unico capace nel Abruzzo), l'apoteosi inversa sono stati pdtv innevata ma fallita con la gestione pubblica ed investimenti spropositati , o la pessima situazione che si crea in quella come impianti dovrebbe essere la 2a stazione di abruzzo, ma di fatto mai completamente aperta, ovvero la leggendaria Ovindolo.
L'impianto piu in quota, sempre innevato, nel contesto paesaggistico piu bello, con le relative piste sempre chiuso perchè da anni non si sono messi "d'accordo" su chi dovesse mettere i necessari paravalanghe (o strumenti di prevenzione), una suntuosa esaposto, che sarebbe impianto "top" anche in stazioni grandi della vda, praticamente dismessa e cannibalizzata per "parti di ricambio" (cosi si narra) con la principale pista nera sistematicamente chiusa anche in condizioni di innevamento "discrete", il rientro alla base molto spesso chiuso o inagibile, seppure servito da suntuosa cabinovia, nel frattempo sopra si espandono brevi seggiovie che aumentano i costi di gestione, in una strana commistione tra privato e demanio, impianti configurati senza rientro alla base e con quelli esistenti non coperti da innevamento garantito. Ovvero milioni di investimento che di fatto non permettono una completa fruibilità della stazione, ormai spesso condannata ad aperture parziali, in molti continuano a sostenerla, a me sembra un esempio di scelleratezza gestionale.
Cf avra i suoi limiti, ma almeno gli impianti minimali sono ammortizzati, entrambe peccano di innevamento inadeguato, purtroppo ancora oggi fa il suo unico investimento per una seggiovia "mozza" e inutile invece che in necessari impianti di innevamento moderni. Come a dire "la risposta è dentro di te epperò è sbagliata"
Dove il pubblico è ridicolo il privato o è ormai stufo e demotivato in memoria dei vecchi facili guadagni, o si è intestardito in decisioni poco remunerative. Lo scenario non è molto motivante, dove ci sarebbe ancora speranza e futuro per lo sci l'accanimento del parco per vietare ogni sviluppo ha condannato il gran sasso, mentre dove la neve non manca quasi mai l'ottusità raggiunge i vertici sommi a p. lanciano dove maieletta e passo sono divisti da pochi metri, fruibili con unico skipass ma non collegati neanche da una misera manovia con motore a scoppio.