Abruzzo: situazione neve, piste, aperture impianti, strade, etc.

secondo me CF e OVO "hanno vinto loro", se la gente gli lascia 40 euri e passa per 3/4 piste o poco più manco ne vale la pena di sprecare tempo e denaro a innevare aprire gli impianti.
A cf le poche piste sono quasi tutte disastrate (a detta dei maestri locali) a ovo si scia fondamentalmente su ben 150 /250 m abbondanti di dislivello su triposto affollate, con eventuale discesa dal canalone "a rischio dello sciatore" , la gente pare pure soddisfatta. Con un impianto nuovo realizzato e mai aperto..roba fantozziana.
Mi sembra che la "scimmia" vada a favore degli operatori marsicani, pure con innevamento da schifo.

Ribadisco che in queste condizioni RR, gia decisamente superiore, sia un incrocio tra 3V, DDS per impianti ed estensione e oberauten come innevamento in queste condizioni. Poi difficile che si scii bene di domenica a prescindere.
Come su altri topic indicato lo sciatore appenninco ha una fantozziana tolleranza a sciare in condizioni pessime, ormai pagando profutametne peraltro.
Se avessi un gg libero feriale lo spenderei in altosangro, ma sempre piu convinto ad accorpare 3/4 gg di sci e scappare per un weekend lungo a nord, alla fine dividendo il viaggio seriamente anche economicamente piu conveniente, ma sopratutto sci su piste degne di tale nome.
Poi l'economia delle stazioni è in mano ai consumatori finali, se ci vanno e gli portano incassi gli operatori fanno bene ad andare avanti così, chi la pensa diversamente si organizza per andare altroe."De gustibus non disputandum est" dicevano i nostri avi...
 
Turbodream abbiamo capito il tuo pensiero che tra l'altro non e' lontano dal mione da quello di tanti in questo forum. Domani lavoro di pomeriggio. Prendendo 2 ore di permesso posso sciare 5 ore. Ovo e CF le stazioni piu' vicine. Siamo a gennaio e mi viene naturale pensarci. Siamo appassionati. Tutto qui
 
piu che le piste nel bosco, è nei boschi senza piste che sarebbe veramente godurioso, tanta robba... ma è fondamentale che sia aperto ovetto di Pratello per accedere e che ci sia almeno un minimo di visibilità in quota (per i tratti aperti prima dei boschi). Se sali da sulmona venendo da A25 non trovi per niente lo scenario delle auto incasinate, uno perchè la strada è molto agevole, due perchè la puliscono bene sempre, tre perchè i napoletani passano d'altra parte..
domenica a rr per trovare buona sciabilità ci vuole mal tempo e freddo a dissuadere metà napoli dal salire

Siete un po ossessionati da sta nebbia, mica è Campitello Matese, visibilità bianca e piatta ma sciabilissimo, soprattutto per chi va dentro i boschi...

comunque ribadisco che il 15 è stato "the day"
Confermo il 15 è stata una giornata spettacolare a RR, come da report che segue. Temperatura perfetta, qualche tratto ghiacciato, zero fila ovunque. Un altro mondo. Impegno totale per innevamento proseguito dalle 09.00 alle 16.30 quando ho chiuso la giornata.
Roccaraso conferma una organizzazione diversa, simile a quelle delnord.
A Campitello, purtroppo, il mal tempo dei giorni scorsi ha fatto molti danni su Colle Del Caprio, motivo per cui l'impianto è stato riaperto solo per i pedoni.
Ad oggi non sono mai salito, per Lavarelle e San Nicola non ne vale la pena. Attendiamo tempi migliori
 

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Io domenica sono stato a Roccaraso, quasi tutto aperto e meteo completamente pazzo (nella stessa giornata sole, nuvole, nebbia, nevischio e pioggia, ovviamente conditi da vento a tratti).
Tanta gente, davvero pieno. Alle 7,40 i parcheggi gratuiti erano già praticamente esauriti!
Ma tanta gente anche che non scia: va detto che lì hanno messo in piedi un carosello di attività notevole, che attira chiunque, anche chi non ne vuole sapere di sciare: ad esempio l'area fun a Coppo dell'Orso praticamente presa d'assalto, macchine parcheggiate anche in verticale, strapieno di gente all'interno.
Ma anche rifugi che organizzano gite in motoslitta (pienissimi anche questi), area Gym a Pizzalto, almeno d luoghi con musica a tutto volume, disco e drinking (Gravare + Paradiso)...
Tanta gente cmq anche in pista, non facile sciare.
Al di là del fastidio e delle difficoltà, e fatta la tara alla situazione climatica che favorisce la zona, è inevitabile fare alla gestione i complimenti: il loro business gira eccome.
E, aggiungo, almeno metà di quella gente sarebbe stata lì anche senza sciare, il che è il sintomo di quanto il loro sistema, in quella realtà, funzioni bene!
 

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Purtroppo per chi ama lo sci, lo scenario raccontato da thefabius è una delle principali caratteristiche del circo equestre roccolano (nel fine settimana). Gente che sta li "perché stanno tutti li". Musica, drink e affari pazzeschi per i gestori. Lo sci diventa un dettaglio, sembra determinante avere il suv, spendere ed in alcuni casi esibire pellicce etc.
 
Ma a Roccaraso sapete perché è aperta la Nera Rocce Bianche e non la rossa Le Aquile?
In effetti è strano, quando sono stato io il 31 erano chiuse entrambe anche se dalla seggiovia poco sotto la rossa delle Aquile sembrava quasi pronta.

Quella pista chiusa è una bella rottuna perchè per tornare all'Aremogna da Gravare bisogna prendere due seggiovie lente.
 
Purtroppo per chi ama lo sci, lo scenario raccontato da thefabius è una delle principali caratteristiche del circo equestre roccolano (nel fine settimana). Gente che sta li "perché stanno tutti li". Musica, drink e affari pazzeschi per i gestori. Lo sci diventa un dettaglio, sembra determinante avere il suv, spendere ed in alcuni casi esibire pellicce etc.

evoluzione dei consumi dettata dai social:, prima, quando nei eravamo giovani se andavi, andavi sulla neve per sciare, magari col gigirizzi e lo sci di zio senza lo skistop, magari i bambini a fare due slittinate. Oggi la montagna "del sud" diventa meta dell'intrattenimento a prescindere, aperispritz, musica, balli di gruppo, escursioni delle piu improbabili. Chi ha ancora rari sprazzi di lucidità pensa perchè farsi 2 ore di auto, pagare parcheggi, affrontare clima avverso quando la stessa cosa la potevi fare anche con qualità migliore a roma o napoli? li sta il genio è la potenza dei social, creare esigenze e tendenze prive di fondamento logico..

ormai la montagna "di prossimità" è uno dei must della filosofia moderna della ricerca del "come si mangia, dove si mangia", indicata genialmente da @Vettore2480 . Io conosco assai bene la carina monte Livata, nel lazio, 4 piste senza innevamento artificiale e una area giochi con tappeto mobile, impianti aperti circa un mese l'anno a date alterne in assenza di innevamento artificiale, i gestori sono allo stremo..ma a fronte di una sola seggiovia, un albergo in costruzione, tante seconde case, molte in evidente abbandono, ogni anno apre un nuovo ristorante senza che ne falliscano altre. Ci saranno una dozzina di ristoranti vari, in una stazione che turisticamente muove un decimo di quello che faceva 40 anni fa (e ristoranti erano meno della metà) eppure ristoranti a pranzo e cena nel weekend quasi impossibile trovare un posto...
La gente va in montagna per magnà, poi magari qualcuno accenna anche a uno sport montano ma il core business è mangiare.

Probabilmente anche al nord il fenomeno prende piede, a mio avviso con connotati diversi e comunque senza prevalere sulla stazione sciistica in quanto tale

Morale la domenica se non sei "costretto" devi evitare la stazione sciistica appenninica, a meno di località minori improbabili e quasi sconosciute (ormai tutte chiuse o quasi), il bagno di folla, di umanità di casino, file ai parcheggi, schiamazzi, file agli impianti, code al rientro in autostrada sono più nocivi per la salute di quanto siano positivi il paesaggio montano, l'aria pulita, lo sport all'aria aperta. Meglio dedicarti alla mtb, alla corsa, al padel, al riposino sul divano che spendere soldi, tempo e affrontare queste situazioni, almeno per me a 50 erotti anni è così.

Assolutamente diverso il discorso di potersi godere durante un giorno feriale una stazione appenninica di primo livello come RR come @il Matesino può confermare, senza pellicce, senza balli di gruppo, senza macchine parcheggiate in piedi, piste quasi in solitaria, un "Panino per l'anima"...sazia senza troppe raffinatezze..
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Veramente le spa, l' apreski, lo struscio sul corso, i ristoranti stellati etc., etc., nascono sulle alpi, Cortina è da sempre una località frequentata in maggior parte da gente che non scia, del resto bisogna rendersi conto che una stazione sciistica come la vorremmo noi, senza folla, frequentata solo da sciatori bravi, che mangiano un panino di corsa a pranzo e che la sera vanno a letto presto dopo una polenta, durerebbe una settimana, quando si dice che le stazioni devono destagionalizzare ed offrire servizi oltre lo sci significa, anche, questo, se per attirare giovani devi offrire un apreski, o fare una spa per non far infuriare le mogli ci si tura il naso e si offre ciò che viene richiesto, perchè non è vero che " hanno vinto loro " vince il cliente che vede soddisfatta la propria richiesta. E se si continua a dire che il DSS è il modello vincente non ci si può lamentare se poi lo si imita e quindi, fra un pò, avremo le cubiste a Capanna Brinn. Capitolo prezzi skipass, non capisco questo continuo paragonare il costo dello skipass al numero delle piste aperte, da sempre ed ovunque il costo dello skipass varia in funzione del calendario, le famose basse, alte, altissima stagione, trovatemi una località che, nel periodo natalizio applica la tariffa da bassa stagione perchè ha poche piste aperte. Capitolo poche giornate ma sulle Alpi, questo è semplicemente un fatto personale, chi ama sciare, lo considera uno sport che ama praticare , considera una giornata di sci un ottimo modo per staccare con lo stress, cerca di sciare più giornate possibile, ritagliandosi degli spazi infrasettimanali e quindi deve per forza rimanere entro le due ore o poco più di viaggio, deve quindi accettare dei compromessi ed a fine stagione si porta a casa, fra we ed infrasettimanali appenninici ed alcune puntate sulle alpi 30\40 giornate, chi invece considera lo sci una vacanza preferisce fare meno giorni divisi in due o tre puntate alpine, sono semplicemente due modi di vivere la stessa passione e vanno bene tutti, trovo però fastidioso essere considerato un " pollo da spennare " se domani pago 38 € per andare a sciare su 8 piste aperte di Ovindoli, sono semplicemente un cliente che ha accettato la proposta commerciale di un' impresa, non è difficile da capire.
 
Ultima modifica:
Ma al giorno d'oggi indossare la pelliccia ancora è figo? Illuminatemi, poiché non seguo la moda e non saprei, nel mio immaginario no....
Alcuni anni fa, una commerciante di Roccaraso, mi raccontò che, specialmente nel periodo Natalizio, molti turisti venivano addobbati con Suv e pelliccia a nolo,,,, non credo che sia cambiato tanto.....
Altro aneddoto, un caro amico di famiglia, molti anni fà divenne la terza carica di una importante banca, all' epoca aveva casa in montagna dove la ho anche io e viveva a Roma, logicamente si trasferì nella città dove c'era e c'e' tuttora la sede principale della banca, poco dopo vendette la casa in montagna e la comprò a Roccaraso, ci disse che un napoletano con una posizione importante come la sua " doveva avere " casa a Roccaraso, anche questo non è cambiato molto.... come per molti romani " bene " avere casa a Cortina, dove si va a Natale, principalmente per fare affari nella tranquillità delle Tofane e delle ville.
 
La gente va in montagna per magnà, poi magari qualcuno accenna anche a uno sport montano ma il core business è mangiare.

Hai ragione ... lo sport è uscire a fumare tra una portata all'altra, e poi - dopo 3h di libagioni, e 5 portate - arrancare fino alla macchina ... e se è in salita sono guai.

Però è sempre piaciuto magna' fuori porta il fine settimana - nel Centro Italia; al nord non lo so - ma quello che è venuto meno è stato il gusto di vivere all'aria aperta e trarre gioia da un'attività che non è atletica, ma semplicemente motoria, come giocare a nascondino ecchissenefrega se l'esterno è scarico. Ma quanti ragazzini ormai si incontrano il sabato ai giardinetti, solo per fingersi calciatori ? Io non ne vedo, eppure mi ricordo che noi agognavamo il sabato non (solo) perché finiva la scuola, ma perché il pomeriggio facevamo LA Partita (che poi più che altro non era una partita, ma un campo di battaglia che manco il Gladiatore: 4-6 ore di calcio estenuante, fino a notte fonda se era inverno...).

Quindi ciò che era di moda a Cortina, e poi al Sestriere, si è prima esteso al centro-sud ma poi, ai giorni nostri, si è ritirata la parte sciistica (non credo sia colpa del GW) ed è rimasto il folklore, la festa strapaesana, la caciaronata, la discoteca ... anzi espandendosi per colmare (ristoranti) gli spazi lasciati vuoti (noleggi). Secondo me (per quel poco che vedo io, frequento sempre la stessa zona in VdA) il cambiamento è in corso pure al nord tra le popolazioni settentrionali, ma più lento per l'abbondanza e vicinanza di stutture, perché gli appassionati resistono, per una certa profondità culturale degli sport invernali, ma anche per l'apporto dei turisti stranieri (che generalmente non sanno neppure cosa sia l'Appennino: forse conoscono il Vesuvio perché ... yeah Pompei-pizza-linguini-mandolini!).
Questo secondo me si concilia anche con quel che sostiene Luca: l'esplosione c'è stata quando? Anni 70-80 ? Col benessere e le grandi infrastrutture Nord-Sud; prima mica era così facile raggiungere le Alpi, qualcuno ci passava durante il viaggio di nozze ... era come andare a Venezia, vedere il Nord.
Ecco, credo che stiamo tornando indietro.

E se vuoi ancora qualcosa di particolare, e demodé, be' giusto che devi spendere ... non perché sei un pollo ma perché senza fare profitti la ruota non gira, e la neve non si spara.
Il mondo ha creato bisogni nuovi, quelli vecchi sono in via di abbandono (anche perché l'entusiasmo naturista post-Covid mi pare stia scemando).
 
Alcuni anni fa, una commerciante di Roccaraso, mi raccontò che, specialmente nel periodo Natalizio, molti turisti venivano addobbati con Suv e pelliccia a nolo,,,, non credo che sia cambiato tanto.....
Altro aneddoto, un caro amico di famiglia, molti anni fà divenne la terza carica di una importante banca, all' epoca aveva casa in montagna dove la ho anche io e viveva a Roma, logicamente si trasferì nella città dove c'era e c'e' tuttora la sede principale della banca, poco dopo vendette la casa in montagna e la comprò a Roccaraso, ci disse che un napoletano con una posizione importante come la sua " doveva avere " casa a Roccaraso, anche questo non è cambiato molto.... come per molti romani " bene " avere casa a Cortina, dove si va a Natale, principalmente per fare affari nella tranquillità delle Tofane e delle ville.
pur non essendo stato a Cortina, trovo imbarazzante ma ragionevolmente calzante (come molte disamine di Luca) il quasi paragone tra Roma e Napoli. RR che diviene una sorta di Cortina all'amatriciana fa rabbrividire ma sembra verosimile
 
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