Tecnica della curva in conduzione.

è gia stato detto tanto, io posso solo dire riguardo al fatto di condurre lo sci e nn farsi condurre dallo sci che nn ci si puo concentrare solo sul piegare lo scarpone, deve essere tutto il corpo a piegarsi col giusto tempismo e ci si deve concentrare sulla parte frontale degli sci, nn su tutta la lamina, nn basta un appoggio passivo sulla lamina, soprattutto nel cambio di spigolo si deve far condurre per prima cosa la parte frontale degli sci per poi appogiarsi su quella centrale a metà curva, e un altra cosa fondamentale è nn esagerare con la curva, nel senso, spesso presi dalla piega capita di volerla continuare troppo e il peso tende ad arretrare e a spostarsi sulle code, in questo modo la sciata diventa passiva e diventa anche difficile riportare la conduzione sulle punte....

quindi peso in avanti, piegare con le gambe (nn con gli scarponi), tempismo e ovviamente pratica... ;)

Quello di cui parli è una perdita di centralità,che non dipende dall'angolazione se eseguita correttamente. Nel caso continuando a piegarsi verso l'interno curva,senza compensare adeguatamente con la parte alta,si perde l'equilibrio e si "interna",o cmq estremizzando l'angolazione toccano gli scarponi e si scivola perdendo il vincolo dello spigolo con la neve
 
43711-laragutsemmering6401.jpg

Esempio di angolazione,compensazione...e conduzione...
 
scusa se arrivo cosi tardi alla discussione...ma quindi per diciamo imparare a condurre si deve cercare di mettere lo sci sulla neve in modo tale che tocchi solo la lamina e non tutta la soletta?

e per farlo dobbiamo farlo girare attraverso la rotazione della caviglia???

giusto o ho detto una enorme....S....a ?
 
Quello di cui parli è una perdita di centralità,che non dipende dall'angolazione se eseguita correttamente. Nel caso continuando a piegarsi verso l'interno curva,senza compensare adeguatamente con la parte alta,si perde l'equilibrio e si "interna",o cmq estremizzando l'angolazione toccano gli scarponi e si scivola perdendo il vincolo dello spigolo con la neve

si certo, si parlava di sentirsi portati dagli sci e nn viceversa, il mio post era riferito a questo, secondo me una delle principali cause di quella sensazione è proprio la perdità di centralità e la conduzione passiva cioè il non aggredire le curve con le punte e col peso in avanti ma usare la lamina come semplice punto di appoggio sulla neve che porta ad usare il corpo un po' come una zavorra.....

che poi tutto è soggettivo... ma dalla mia esperienza ho capito che concentrarsi su queste cose aiuta a sentirsi padrone del mezzo!!!
 
si certo, si parlava di sentirsi portati dagli sci e nn viceversa, il mio post era riferito a questo, secondo me una delle principali cause di quella sensazione è proprio la perdità di centralità e la conduzione passiva cioè il non aggredire le curve con le punte e col peso in avanti ma usare la lamina come semplice punto di appoggio sulla neve che porta ad usare il corpo un po' come una zavorra.....

che poi tutto è soggettivo... ma dalla mia esperienza ho capito che concentrarsi su queste cose aiuta a sentirsi padrone del mezzo!!!

In questo modo però tanti potrebbero ottenere il risultato opposto,trovarsi in appoggio solo sulla spatola,quando invece deve lavorare tutto lo sci. Si deve sempre mantenere la centralità e la perpendicolarità al terreno,su un pendio ripido si dovrà certamente portarsi più avanti per compensare il naturale gesto di arretrare per paura,ma se si avanza troppo,soprattutto su un piano,si hanno ugualmente problemi!
 

.

scusa se arrivo cosi tardi alla discussione...ma quindi per diciamo imparare a condurre si deve cercare di mettere lo sci sulla neve in modo tale che tocchi solo la lamina e non tutta la soletta?

e per farlo dobbiamo farlo girare attraverso la rotazione della caviglia???

giusto o ho detto una enorme....S....a ?

Nessuna rotazione della caviglia,lo sci è sciancrato e quindi se lo mettiamo di spigolo e lo carichiamo,anche solo a causa della forza centrifuga creata dal vincolo dello spigolo e della nostra inclinazione,questo gira da solo. Poi il tutto sta nel gestire e modulare la deformazione dello sci e a controllare le forze che si creano,mantenendo centralità e quindi controllo dell'attrezzo.
 
In questo modo però tanti potrebbero ottenere il risultato opposto,trovarsi in appoggio solo sulla spatola,quando invece deve lavorare tutto lo sci. Si deve sempre mantenere la centralità e la perpendicolarità al terreno,su un pendio ripido si dovrà certamente portarsi più avanti per compensare il naturale gesto di arretrare per paura,ma se si avanza troppo,soprattutto su un piano,si hanno ugualmente problemi!

si vero, diciamo che in genere è meglio concentrare il peso e la forza in avanti piuttosto che indietro!!! poi per i dettagli ci sono solo i maestri....
 
Se voi vi costruite un modellino di sci,con un cartoncino,esasperandone la sciancratura,e provate a metterlo di spigolo e a schiacciarlo,capirete come fa tutto da solo. Siamo poi noi che essendoci sopra dobbiamo gestire il carico senza subirlo
 
Tutto molto interessante.

Finchè la pista è facile o mediamente impegnativa,
tutto bene.

Sul ripido,tipico muro di una nera,
per quanto potenzialmente potrei applicare correttamente alcuni fondamenti teorici,per paura o che altro arretro automaticamente e quindi non scio come dovrei.

Qualche consiglio/esercizio/trucco per superare la "paura" del ripido?

Grazie.
 
@cinghio77: grazie per l'approvazione :oops:

@net-surfer: diciamo che l'affermazione "peso diviso in parti uguali sui due sci" è tipica del passaggio dalla vecchia alla nuova tecnica... alla vecchia maniera, la curva era più o meno spazzolata, e in fase di cambio la pressione sull'interno si alleggeriva fino ad azzerarsi completamente, spesso lo sci che sta per diventare il nuovo interno, nell'attimo precedente il cambio, veniva alzato in modo da svincolarlo, aumentare l'impulso sull'altro sci e svoltare così in modo più facile e rapido...

Più facile a farsi che a dirsi... e per chiarezza vediamo questo parallelo tra Thoeni (pettorale 1, in rosso-blu) e Stenmark (pettorale 3, divisa giallo-blu)... basta osservare il movimento di piedi di Thoeni, che poco prima del cambio curva alza l'esterno, e quindi il peso durante l'inizio della nuova curva sarà sull'altro sci, a questo punto diventato esterno... e così via per tutta la successione di curvette:

Con il carving, l'azione sterzante in superconduzione è completamente affidata alla sciancratura. Ne consegue che non è più necessario scaricare completamente l'interno in fase di cambio, anzi una distribuzione del peso non del tutto azzerata sull'interno concorre all'equilibrio generale, il peso si distribuisce in modo un po' più omogeneo nelle varie fasi di curva senza mai arrivare al 100% esterno-0% interno...

Ma, nel spiegare questo agli allievi, uno dei trucchetti didattici è quello di "enfatizzare" il concetto. Poichè il principiante ha una capacità e una sensibilità psicomotorie poco sviluppate, ecco che i movimenti che gli si fanno eseguire vengono esagerati, si esaspera l'esecuzione del gesto tecnico per far sì che la sua sensibilità dell'equilibrio, ancora grezza, riesca a percepire quelle variazioni tipiche del gesto dinamico...

Ecco perchè dicono (dicevano) 50% e 50%....

In fuoripista, invece, la ridistribuzione dei pesi è ancora più precisa, e si avvicina molto più al 50% e 50% teorico, altrimenti lo sci con più carico tende a infossarsi. Per non parlare della curva saltata, che viene fatta con entrambi i piedi, realizzato con una fase di chiusura dell'angolo della caviglia, di compressione del corpo, che fa perno e sfrutta l'inerzia per darsi la spinta e saltare curvando... e qui è necessaria una ottima centralità in ogni istante del movimento, e una ottima coordinazione di tutto il corpo, per eseguire bene il gesto...

Capito... beh a livello fisico in teoria il 50/50 è la cosa migliore, o meglio quella in cui il baricentro ha meno possibilità di uscire dalla base di appoggio, tu sai per caso quelli davvero forti in che percentuale caricano la spinta sugli sci a metà curva???
 
Tutto molto interessante.

Finchè la pista è facile o mediamente impegnativa,
tutto bene.

Sul ripido,tipico muro di una nera,
per quanto potenzialmente potrei applicare correttamente alcuni fondamenti teorici,per paura o che altro arretro automaticamente e quindi non scio come dovrei.

Qualche consiglio/esercizio/trucco per superare la "paura" del ripido?

Grazie.


...un bel grappino ??? :D
 
Qualche consiglio/esercizio/trucco per superare la "paura" del ripido?

Non lasciarsi condizionare dal ripido. Fare le stesse cose che fai sulla rossa, ma cercando di essere più rapido, più risoluto e più pronunciato nei movimenti. Maggior presa di spigolo, maggior distensione, maggior traslazione, buttati più deciso sull'interno-avanti...(tutto il contrario di quello che ti viene istintivo fare, cioè irrigidirti e stare arretrato!) e man mano che lo fai, con fluidità via via maggiore...

Non ti preoccupare, ci siamo passati tutti. E tu hai una buona attrezzatura per affrontare con sicurezza il ripido...
 
Capito... beh a livello fisico in teoria il 50/50 è la cosa migliore, o meglio quella in cui il baricentro ha meno possibilità di uscire dalla base di appoggio, tu sai per caso quelli davvero forti in che percentuale caricano la spinta sugli sci a metà curva???

Sì, in teoria il 50/50 sarebbe l'optimum...

Sciatori? Mmmhhh no, a dir il vero non guardo molto (nel senso che non mi metto ad analizzare in modo chirurgico) la sciata dei top skiers... ma mi ricordo di questo video, non recentissimo, dove quelli che più mi piacevano erano Guay e Nyberg...

[youtube]TTboYL8CjaU[/youtube]
 
Beh ... direi che il topic si è decisamente animato, segno che una sezione dedicata alla tecnica non andrebbe poi proprio desertissima ...

Dal canto mio, oltre ovviamente a leggere con molta attenzione quanto qui postato dai vari utenti, mi sto rileggendo anche gli articoli della Jam Session pubblicati su Sciare magazine: si tratta dei vari Check Point e Master delle annate dal 2003/2004 al 2008/2009, che davano a corredo del corso.
Sono senza dubbio illuminanti su parecchie cose.
 
io la chiamo concentrazione a lungo termine.
cominciare a mettere a fuoco i movimenti. i carichi. quasi come un ripasso spontaneo per fare diventare automatismi una serie di movimenti.

cercare poi sentire le risposte del proprio corpo e tradurle finalmente nella propria sciata. capire come quel gesto io lo sento e come sento che lo sto facendo bene o sbagliando. a me piace molto questo tipo di passione. e tra l'altro credo che sia la base di questo forum
 
Top