Tecnica della curva in conduzione.

Una immagine che riassume le varie linee durante l'esecuzione delle curve... ci vuole un po' a capirla e a interpretarla, ma non è difficile...

Drey ma... dopo che ho letto distrattamente 1000000 topic sulla tecnica dello sci non ho ancora capito una cosa...

Ma il peso non va caricato su entrambi gli sci in parti uguali????? Un tempo sono sicuro che mi avevano detto 'sta cosa (gente abb. preparata mi pare...), ultimamente invece mi pare di sentire sempre più spesso il contrario.

In powder sono sicuro che io spingo uguale sui due sci, in pista non saprei...
 
mi permetto di intervenire. premetto che non sonoun mostro di tecnica anzi sono completamente autodidatta ma forse per questo ho identificato un elemento esplicativo che ta da l'intenzione di fare una cosa ma il risultato poi è altra.

fabio non ha mai parlato di arretramento del peso quando dice di incastrare la coda dello sci. piuttosto credo che quel dire sia semplicemente una immagine che fa rimandare la distribuzione del peso sull'arco della pianta del piede. il fatto che sia esasperata la pressione su una zona dell'arco del piede non vuol dire perdere il baricentro o spostare i pesi.

se non erro questo concetto della gradualità dello spostare il peso dagli alluci al tacco sia un concetto anche agonistico. mi pare che lo scrisse proprio chegve (che è un agonista appunto). ricordiamoci che lo sci sta nei piedi. la posizione che assume il resto del corpo è una risultante. se mi concentro a spostare il peso sul mignolo del piede e l'altro sull'alluce non sto facendo altro che mettere lo sci sullo spigolo. le ginocchia le anche le spalle in realtà vengono di conseguenza. ed aiutano questi movimenti.

la didattica è un'arte difficile. evidentemente a fabio la jam ha detto di pensare a questo poichè lui ha recepito questo come consiglio vincente ed ha evidentemente saputo metterlo in pista senza particolari difficoltà. da qui a capire come gradualizzare la forza impressa sullo sci è una strada infinita ma in discesa.

la teoria la conosciamo. è la pratica che spesso ci frega.

PS. mentre scrivevo fabio ha spiegato meglio il concetto......mi sento inutile!
 
Ciao a tutti,provo a dare una risposta a skywalker 67,che possa ridurre un po la confusione...
dei vari interventi prenderei in considerazione quelli di drey che hanno un fondamento tecnico condivisibile.
quanto agli altri seppur tutti in buona fede ne sono certo, si va da cose non proprio ortodosse a cose corrette ma "spiegate attraverso i propri sensi",che possono forse rendere l idea ma possono pure creare confusione,come "agganciare le code verso monte" potrebbe indurre a poco profiqui schiacciamenti a fine curva che sono inutili e controproducenti..
lo sci si esperisce attraverso i propri sensi percio occorre che quelle che sono correzioni e suggerimenti anche del maestro non vengano usati cosi in maniera universale,perche bisogna vedere in che contesto sono state usate...spesso si usano spiegazioni non corrette ma che rendono a quel cliente e solo a lui l idea,ma perche magari in altro modo non si arrivava a farlo capire...
purtroppo non esiste un modo universale per far capire un gesto motorio a tutti..e sopratutto non serve a molto provare a supercondurre se mancano velocita di avanzamento e orizzontalita dei movimenti,che sono prerogative di sciatori evoluti..un primo livello oro non superconduce perche gli mancano degli elementi ,un argento ovviamente se prova a supercondurre "fa un altra cosa" ...sarebbe come derapare in piega con una moto a 30 all ora..o faccio un altra cosa o vado in terra..
il testo tecnico al limite puo dare un idea ma molto spesso va filtrato perche tutti siamo diversi e sentiamo carichi,pressioni inclinazioni in maniera del tutto soggettiva...quando le sentiamo..che e gia tanto
ciao a tutti
 
Riguardando la "scia" di fotogrammi dello sciatore che esegue una S, nell'immagine postata da Drey, mi sembra di notare una cosa: gli sci non rimangono sempre alla stessa distanza tra loro durante tutta l'esecuzione.
Anzi, l'impressione è che nell'intorno della zona di massima pendenza questi siano decisamente più aperti, per poi riavvicinarsi durante la fase di diagonale ed inverisone degli spigoli.

Questo serve a favorire la fase di deformazione degli sci, in special modo quello esterno, che riceve la pressione della gamba quasi competamente distesa?
 
beh le gambe proprio distese non lo sono mai.
quando entri in curva poichè stai modificando la posizione del tuo baricentro ovviamente allarghi le gambe per aumentare lo spazio nel quale esso dovrà cadere. questo per piegare le caviglie e fare entrare lo sci in curva mettendolo sullo spigolo
 

.

Concordo in pieno con cinghio77,lo sci alla fine è molto semplice,il più delle volte bisogna correggere movimenti superflui che portano all'errore. E questi movimenti causano errori nella centralità, nelle rotazioni e nel controllo dei segmenti corporei che dovrebbero sempre "copiare il terreno" nel senso di essere sempre paralleli ad esso(occhi,spalle,mani,bacino)ed allo stesso tempo essere perpendicolare ad esso(essere centrali). Gli errori sono molte volte causati dall'istinto di sopravvivenza,non essendo noi abituati alla sensazione di scivolare,a maggior ragione su un piano inclinato.
Nella conduzione le azioni di rotazione delle caviglie,come qualcuno ha scritto,non c'è,o per lo meno nella teoria non c'è in quanto la conduzione si ha con il minor sbandamento possibile rispetto alle condizioni,che sono materiali,della neve,del pendio,ecc. Ad alto livello c'è questa azione di pilotaggio e quindi rotazione per controllare la traiettoria nella prima parte di curva,prima della massima pendenza (vedi curva "alla blardone" sul ripido e su tracciati stretti che praticamente derapa ad inizio curva in quanto la sola deformazione dell'attrezzo non gli permetterebbe di rimanere nel tracciato,facendo meno strada possibile...).
Cmq,senza andare a complicarsi la vita,per capire la sensazione di conduzione è necessario provare su pendii poco ripidi e a velocità abbastanza sostenuta,lateralizzando e quindi ricercando angolazione e presa di spigolo. Il vincolo che si crea tra lamine e terreno deve compensare la forza centrifuga che si crea e deve essere tanto maggiore quanto più è accentuata la velocità e l'angolazione e quindi anche la forza che si scarica sugli sci,che deve essere gestita e controllata resistendo muscolarmente,senza quindi piegare le articolazioni per non cedere e quindi arretrare,ruotare e non caricando così correttamente gli sci.
I concetti di piegamento e dispensione vengono un po' stravolti,in quanto il piegamento non è un piegare volontariamente le articolazione degli arti inferiori,ma una resistenza alle forze che tendono a schiacciarci al terreno e a portarci all'esterno della curva,contemporaneamente dalla massima pendenza si diminuirà l'angolazione in vista del cambio degli spigoli,in quanto il terreno nella seconda parte di curva porta a creare automaticamente una maggior presa di spigoli . La distensione,effettuata verso l'avanti-interno e non più verso l'alto come nei livelli più bassi,consente di mantenere il carico sugli sci,a riportarsi in condizione di centralità per poter gestire la curva successiva,cambiare gli spigoli,evitare una staticità che ci porterebbe ad un veloce affaticamento.
Tutto molto più facile a farsi che a dirsi!
 
L'allargamento degli sci non è da ricercare,al massimo può essere una conseguenza...sempre attenti a causa-effetto....
 
@cinghio77: grazie per l'approvazione :oops:

@net-surfer: diciamo che l'affermazione "peso diviso in parti uguali sui due sci" è tipica del passaggio dalla vecchia alla nuova tecnica... alla vecchia maniera, la curva era più o meno spazzolata, e in fase di cambio la pressione sull'interno si alleggeriva fino ad azzerarsi completamente, spesso lo sci che sta per diventare il nuovo interno, nell'attimo precedente il cambio, veniva alzato in modo da svincolarlo, aumentare l'impulso sull'altro sci e svoltare così in modo più facile e rapido...

Più facile a farsi che a dirsi... e per chiarezza vediamo questo parallelo tra Thoeni (pettorale 1, in rosso-blu) e Stenmark (pettorale 3, divisa giallo-blu)... basta osservare il movimento di piedi di Thoeni, che poco prima del cambio curva alza l'esterno, e quindi il peso durante l'inizio della nuova curva sarà sull'altro sci, a questo punto diventato esterno... e così via per tutta la successione di curvette:

[youtube]Ycy4gwAhPig[/youtube]

Con il carving, l'azione sterzante in superconduzione è completamente affidata alla sciancratura. Ne consegue che non è più necessario scaricare completamente l'interno in fase di cambio, anzi una distribuzione del peso non del tutto azzerata sull'interno concorre all'equilibrio generale, il peso si distribuisce in modo un po' più omogeneo nelle varie fasi di curva senza mai arrivare al 100% esterno-0% interno...

Ma, nel spiegare questo agli allievi, uno dei trucchetti didattici è quello di "enfatizzare" il concetto. Poichè il principiante ha una capacità e una sensibilità psicomotorie poco sviluppate, ecco che i movimenti che gli si fanno eseguire vengono esagerati, si esaspera l'esecuzione del gesto tecnico per far sì che la sua sensibilità dell'equilibrio, ancora grezza, riesca a percepire quelle variazioni tipiche del gesto dinamico...

Ecco perchè dicono (dicevano) 50% e 50%....

In fuoripista, invece, la ridistribuzione dei pesi è ancora più precisa, e si avvicina molto più al 50% e 50% teorico, altrimenti lo sci con più carico tende a infossarsi. Per non parlare della curva saltata, che viene fatta con entrambi i piedi, realizzato con una fase di chiusura dell'angolo della caviglia, di compressione del corpo, che fa perno e sfrutta l'inerzia per darsi la spinta e saltare curvando... e qui è necessaria una ottima centralità in ogni istante del movimento, e una ottima coordinazione di tutto il corpo, per eseguire bene il gesto...

@Skiwalker67: in teoria i due sci dovrebbero essere sempre alla stessa distanza... nella pratica è difficile che si realizzi, perchè è molto difficile ottenere una perfetta distribuzione dei pesi in ogni momento della curva, che si ottiene con una corretta esecuzione del movimento e una simmetria del corpo molto precisa. Ma l'uomo si sa che non è perfettamente simmetrico, e tra sinistro e destro ha una differente sensibilità, una lievemente differente struttura muscolare, una differente percezione psicomotoria... e praticamente tutti facciamo la curva in una direzione, meglio dell'altra (nel mio caso, mancino, mi riesce meglio la curva verso destra, per la maggior parte dei "destri" riesce meglio quella verso sinistra), e l'allontanamento o l'avvicinamento degli sci è una conseguenza di questo. Occorrono tanti anni, e tantissimo allenamento per arrivare a una esecuzione decente del gesto motorio...

Per non parlare delle competizioni, dove il gesto è esasperato, e vediamo esterni che scappano e che vengono richiamati non appena si è esaurita l'azione propulsiva data dal rilascio della deformazione dell'attrezzo, sforbiciate, e cose così...


Senza trascurare la semplice considerazione geometrica che lo sci esterno fa più strada dello sci interno.... e che questo si compensa con un leggero avanzamento dello sci interno nella seconda metà di curva...

Comunque non incasinarti, Skiwalker67: focalizza di volta in volta un singolo aspetto, poco alla volta si arriva a migliorare la sciata nel suo insieme... ;)
 
Ultima modifica:
Ops... Skywalker, non Skiwalker... camminatore dello spazio e non sugli sci... non camminare troppo con la mente, in ogni caso ;)
 
@Skiwalker67: in teoria i due sci dovrebbero essere sempre alla stessa distanza... nella pratica è difficile che si realizzi, perchè è molto difficile ottenere una perfetta distribuzione dei pesi in ogni momento della curva, che si ottiene con una corretta esecuzione del movimento e una simmetria del corpo molto precisa. Ma l'uomo si sa che non è perfettamente simmetrico, e tra sinistro e destro ha una differente sensibilità, una lievemente differente struttura muscolare, una differente percezione psicomotoria... e praticamente tutti facciamo la curva in una direzione, meglio dell'altra (nel mio caso, mancino, mi riesce meglio la curva verso destra, per la maggior parte dei "destri" riesce meglio quella verso sinistra), e l'allontanamento o l'avvicinamento degli sci è una conseguenza di questo. Occorrono tanti anni, e tantissimo allenamento per arrivare a una esecuzione decente del gesto motorio...

Per non parlare delle competizioni, dove il gesto è esasperato, e vediamo esterni che scappano e che vengono richiamati non appena si è esaurita l'azione propulsiva data dal rilascio della deformazione dell'attrezzo, sforbiciate, e cose così...


Senza trascurare la semplice considerazione geometrica che lo sci esterno fa più strada dello sci interno.... e che questo si compensa con un leggero avanzamento dello sci interno nella seconda metà di curva...

Anche perchè scaricando un po' di peso dall' interno all' esterno perdi sensibilità e controllo sul primo. Per quello secondo me alcuni li hanno più "pari" e in altri l' interno scappa, dipende dalla potenza muscolare e dalla velocità..farne una regola o trovare un modo molto rigido di chiarire questo aspetto è piuttosto improbabile...
 
Condivido steu su tutta la linea e sopratutto sul fatto che lo scia sia e debba essere il modo più semplice possibile per assecondare o contrastare le forze che agiscono sullo sciatore....secondo un principio di efficacia e efficienza dove se allontano o avvicino il baricentro al terreno e solo perche e quello il miglio modo per gestire le forze in gioco...per tanto non serve "buttare le code a monte " se ce angolazione e vincolo a fine curva non le sposti nemmeno se vuoi..cosi come il buttarsi verso l avanti interno non si tratta di una roba cosi complicata perche gia il momento ribaltante mi ci butta lui senza che mi inventi io cose che spesso innescano più problemi che altro
Saluti
 
Nella conduzione le azioni di rotazione delle caviglie,come qualcuno ha scritto,non c'è,o per lo meno nella teoria non c'è in quanto la conduzione si ha con il minor sbandamento possibile rispetto alle condizioni,che sono materiali,della neve,del pendio,ecc.

Forse bisogna intendersi sui termini.
La rotazione delle caviglie nella conduzione c'è, ma non è quella che hai descritto.
Per rotazione delle caviglie si intende come "inclinare i piedi verso l'interno curva". Come se idealmente li inclinassi rispetto al terreno sul lato pollice (piede sx) lato mignolo (piede dx) nella curva verso destra e viceversa nell'altra curva.
Quella che tu hai descritto è la "sterzata delle caviglie" come se ruotassi entrambe le punte dei piedi verso l'interno curva. E' questo il movimento da *NON* fare.
 
è gia stato detto tanto, io posso solo dire riguardo al fatto di condurre lo sci e nn farsi condurre dallo sci che nn ci si puo concentrare solo sul piegare lo scarpone, deve essere tutto il corpo a piegarsi col giusto tempismo e ci si deve concentrare sulla parte frontale degli sci, nn su tutta la lamina, nn basta un appoggio passivo sulla lamina, soprattutto nel cambio di spigolo si deve far condurre per prima cosa la parte frontale degli sci per poi appogiarsi su quella centrale a metà curva, e un altra cosa fondamentale è nn esagerare con la curva, nel senso, spesso presi dalla piega capita di volerla continuare troppo e il peso tende ad arretrare e a spostarsi sulle code, in questo modo la sciata diventa passiva e diventa anche difficile riportare la conduzione sulle punte....

quindi peso in avanti, piegare con le gambe (nn con gli scarponi), tempismo e ovviamente pratica... ;)
 
La rotazione delle caviglie,e di tutti gli arti inferiori lungo il loro asse longitudinale è una prerogativa dell'azione di guida degli sci,caratteristica dei livelli più bassi. La "rotazione" di cui parla PaoloL si dice angolazione,e cioè un movimento che determina una presa di spigolo.
Non esistono rotazioni sugli sci! E se ci sono sono errori...a meno che non vi chiamate Bode...
Cmq,alle prime esperienze di conduzione sarebbe meglio provare la sensazione di conduzione vera e propria evitando guida e pilotaggio dei piedi(tra l'altro azioni difficili rispetto al puro percorrere la curva sfruttando la geometria degli sci),e quindi eseguendo solo delle azioni di spostamento del baricentro verso l'interno curva,creando così angolazione e presa di spigolo che ci faranno automaticamente curvare nella direzione voluta. Effettuando questo esercizio su terreni poco impegnativi chiuderemo la curva verso monte,rallentando e fermandoci automaticamento e sentendo così in sicurezza questa sensazione di "scorrevolezza". Da qui si inizia poi a "costruire" tutti i gesti motori che caratterizzano la vera sciata in conduzione,ma è importante approcciarsi ad essa gradualmente,e minimizzando i movimenti superflui che creerebbero solo confusione.
Una discesa sulla massima pendenza spostando alternativamente il nostro baricentro a destra e sinistra,mantenendo il vingolo degli spigoli con il terreno,ci aiuterà poi a capire la transizione tra uno spigolo e l'altro e a cominciare a compensare con la parte alta del corpo lo spostamento di carico per mantenere l'equilibrio. Cosa che avrete di sicuro visto fare ai bambini,che sciano sugli spigoli semplicemente spostando il peso e appoggiandosi all'esterno,senza altri particolari movimenti. Non si può parlare propriamente di conduzione,ma siamo sulla buona strada...
 
Top