@cinghio77: grazie per l'approvazione
@net-surfer: diciamo che l'affermazione "peso diviso in parti uguali sui due sci" è tipica del passaggio dalla vecchia alla nuova tecnica... alla vecchia maniera, la curva era più o meno spazzolata, e in fase di cambio la pressione sull'interno si alleggeriva fino ad azzerarsi completamente, spesso lo sci che sta per diventare il nuovo interno, nell'attimo precedente il cambio, veniva alzato in modo da svincolarlo, aumentare l'impulso sull'altro sci e svoltare così in modo più facile e rapido...
Più facile a farsi che a dirsi... e per chiarezza vediamo questo parallelo tra Thoeni (pettorale 1, in rosso-blu) e Stenmark (pettorale 3, divisa giallo-blu)... basta osservare il movimento di piedi di Thoeni, che poco prima del cambio curva alza l'esterno, e quindi il peso durante l'inizio della nuova curva sarà sull'altro sci, a questo punto diventato esterno... e così via per tutta la successione di curvette:
[youtube]Ycy4gwAhPig[/youtube]
Con il carving, l'azione sterzante in superconduzione è completamente affidata alla sciancratura. Ne consegue che non è più necessario scaricare completamente l'interno in fase di cambio, anzi una distribuzione del peso non del tutto azzerata sull'interno concorre all'equilibrio generale, il peso si distribuisce in modo un po' più omogeneo nelle varie fasi di curva senza mai arrivare al 100% esterno-0% interno...
Ma, nel spiegare questo agli allievi, uno dei trucchetti didattici è quello di "enfatizzare" il concetto. Poichè il principiante ha una capacità e una sensibilità psicomotorie poco sviluppate, ecco che i movimenti che gli si fanno eseguire vengono esagerati, si esaspera l'esecuzione del gesto tecnico per far sì che la sua sensibilità dell'equilibrio, ancora grezza, riesca a percepire quelle variazioni tipiche del gesto dinamico...
Ecco perchè dicono (dicevano) 50% e 50%....
In fuoripista, invece, la ridistribuzione dei pesi è ancora più precisa, e si avvicina molto più al 50% e 50% teorico, altrimenti lo sci con più carico tende a infossarsi. Per non parlare della curva saltata, che viene fatta con entrambi i piedi, realizzato con una fase di chiusura dell'angolo della caviglia, di compressione del corpo, che fa perno e sfrutta l'inerzia per darsi la spinta e saltare curvando... e qui è necessaria una ottima centralità in ogni istante del movimento, e una ottima coordinazione di tutto il corpo, per eseguire bene il gesto...
@Skiwalker67: in teoria i due sci dovrebbero essere sempre alla stessa distanza... nella pratica è difficile che si realizzi, perchè è molto difficile ottenere una perfetta distribuzione dei pesi in ogni momento della curva, che si ottiene con una corretta esecuzione del movimento e una simmetria del corpo molto precisa. Ma l'uomo si sa che non è perfettamente simmetrico, e tra sinistro e destro ha una differente sensibilità, una lievemente differente struttura muscolare, una differente percezione psicomotoria... e praticamente tutti facciamo la curva in una direzione, meglio dell'altra (nel mio caso, mancino, mi riesce meglio la curva verso destra, per la maggior parte dei "destri" riesce meglio quella verso sinistra), e l'allontanamento o l'avvicinamento degli sci è una conseguenza di questo. Occorrono tanti anni, e tantissimo allenamento per arrivare a una esecuzione decente del gesto motorio...
Per non parlare delle competizioni, dove il gesto è esasperato, e vediamo esterni che scappano e che vengono richiamati non appena si è esaurita l'azione propulsiva data dal rilascio della deformazione dell'attrezzo, sforbiciate, e cose così...
Senza trascurare la semplice considerazione geometrica che lo sci esterno fa più strada dello sci interno.... e che questo si compensa con un leggero avanzamento dello sci interno nella seconda metà di curva...
Comunque non incasinarti, Skiwalker67: focalizza di volta in volta un singolo aspetto, poco alla volta si arriva a migliorare la sciata nel suo insieme...
