Tecnica della curva in conduzione.

Per me la cosa più delicata è il passaggio tra una curva e l'altra...

Il buon Infinitosci aveva fatto una bella descrizione qui (pazienza se è di un altro forum)

Per la variazione del raggio di curva, entrano in gioco tantissimi fattori... posizione del baricentro durante la fase di sciata, distribuzione dei pesi sui due sci, geometria e struttura dello sci, velocità di ingresso curva, tipo di pendio...
Una immagine che riassume le varie linee durante l'esecuzione delle curve... ci vuole un po' a capirla e a interpretarla, ma non è difficile...

parallelo.jpg
 
E se nella tua percezione, oltre che al cambio di peso tra sci e sci pensi ad una azione di:
"tacco (fine curva) - piatto (cambio) - punta (inizio curva successiva)" migliori ancora l'azione.

E come se tu a fine curva pensassi "adesso pianto le code degli sci nella neve" quindi è come se pensassi di torcere le gambe per spostare verso monte le code. Così facendo per reazione il tuo baricentro scatta in avanti.

Porti il peso centrale, togli peso, NON TI DISTENDI MA RESTI COMPATTO, e poi inizi la curva successiva.

WOW, come una catapulta infernale (gemelli Derrik mi pare) ti ritrovi non nella curva successiva, ma nella fine della curva successiva :D

YO

[youtube]0xeH4wWi15M[/youtube]
 
Di nuovo grazie a tutti coloro che mi hanno segnalato discussioni varie che mi aiutano a capire.


Una immagine che riassume le varie linee durante l'esecuzione delle curve... ci vuole un po' a capirla e a interpretarla, ma non è difficile...
Interessante questa immagine Drey ... no, non è difficile da capire, anzi ... l'unica cosa che non mi è chiara è cosa si intende per "Balance point", in quanto mi verrebbe da dire che il punto di equilibrio è il baricentro stesso, quando questo rimane al'interno della base di appoggio (brutale semplificazione di un concetto molto più complesso).
 
Hey Skywalker, hai fatto l'esercizio in cui devi "percepire" la conduzione tentando di piantare le code degli sci nella neve, verso monte?

Lo trovo utile, fa sentire perfettamente cosa significa lasciar che lo sci conduca.
Poi percepito quello, poichè lo sci non è teoria, ma è azione, le discese dopo hai una percezione nuova da ricercare, da riprovare, con velocità e gesti più complessi.
 
La cosa più importante di tutte è saper *giocare* con le caviglie.

Tutto inizia da lì.

Devi inclinare lo sci iniziando il movimento di rotazione dalle caviglie, e non (come succede spesso) piegando i ginocchi e/o buttandosi da un lato.

Una volta che si è capaci di iniziare il gesto tecnico dalle caviglie, sempre e comunque (cosa molto tosta da assimilare), sciare in conduzione attiva sarà più abbordabile. Deciderai tu quanto vuoi piegare e quanto vuoi spingere (determinando così il raggio di curva ed anche la velocità).

Ovviamente poi oltre al saper padroneggiare il movimento rotatorio delle caviglie, bisogna imparare anche a saper stare centrali, a utilizzare correttamente i bastoncini, a tenere le spalle in modo corretto prima/durante/dopo la curva, a eseguire correttamente la traslazione avanti/interno...un sacco di cose quindi.
 
Hey Skywalker, hai fatto l'esercizio in cui devi "percepire" la conduzione tentando di piantare le code degli sci nella neve, verso monte?

No, non lo conosco.
Dal momento che al lavoro il firewall aziendale mi blocca sia Imageshack che YouTube, se questo esercizio si trova nel filmato che hai postato sopra, lo vedrò questa sera da casa.

In generale, la sensazione netta della conduzione degli sci l'ho avuta a L2A ad agosto, quando durante una discesa (per togliermi da davanti uno più lento di me che faceva esattamente la stessa traiettoria e sequenza di curve) ho deciso di "andare lungo" su una curva, lasciando scorrere lo sci invece di tentare di chiudere prematuramente la curva sterzando con i talloni.

L'impressione che ne ho ricavato è stata di enorme fluidità di scivolata (rispetto alle "grattate" precedenti), di equilibrio perfetto di forze, nel quale io non dovevo far altro sforzo che restare centrale sugli sci, direi quasi di restare ben ancorato a quel punto di equilibrio che avevo casualmente scoperto.
 
mamma mia magic, ci incontriamo ovunque....

per quanto riguarda il post, credo sia difficilissimo spiegare (e capire) la tecnica leggendo un forum

già è complesso davanti ad un maestro, figuriamoci così...

concordo alla fine uno si confonde idee peraltro già confuse...
però a me piace sempre andare a fondo anche alla teoria e sentire sempre più pareri; in più questo mi consente di pensare allo sci anche quando non scio...giusto per rimanere in esercizio...
Tanto poi anche se me la spiega un maestro (la tecnica intendo) non capisco una beata fava lo stesso...:hahaha::FRU
 
Grazie Net. :D

Questo è quello che ho cominciato a fare.

In realtà, così facendo, mi sembra che sia lo sci a portare a spasso me, e non viceversa.
Voglio dire, la curva che ne risulta è un bell'arco di cerchio, due incisioni pulite della neve, ma non mi sembra di essere io a deciderne il raggio, piuttosto è lo sci a determinarlo.

Quello che vorrei capire, dal punto di vista teorico, prima ancora che pratico, è cosa permette di variare il raggio di curva, magari anche durante l'esecuzione della curva stessa.

Intuitivamente capisco che la maggiore o minore quantità di spigolo (angolo di incidenza delle lamine?) potrebbe determinare ciò, ma immagino che non sia tutto qui.

In questo caso la direziona la da il ginocchio che rimane all'interno della curva.
 
Una volta che si è capaci di iniziare il gesto tecnico dalle caviglie, sempre e comunque (cosa molto tosta da assimilare), sciare in conduzione attiva sarà più abbordabile. Deciderai tu quanto vuoi piegare e quanto vuoi spingere (determinando così il raggio di curva ed anche la velocità).

Ecco, questo è il punto cruciale che mi piacerebbe affrontare dal punto di vista teorico, prima ancora che pratico (l'ho già detto, sono uno di quelli che per capire deve sviscerare in modo analitico ogni minimo dettaglio delle cose).
Spingere: come, con cosa, quando?
 
"center of mass" è la proiezione del centro di massa o baricentro

"balance point" è il vettore risultante dalla somma vettore forza centripeta (innescata dal centro di massa che cade all'interno della curva) + vettore forza centrifuga (la spinta apparente che percepisci percorrendo la curva).

Per capirci, guarda questa immagine:

43693-forze.jpg


Guardando la foto, il vettore verde (center of mass) traccia la linea che nello schema è rappresentata da puntini rossi, mentre la composizione dei 2 vettori (vettore rosso) traccia appunto la linea in azzurro (balance point)....

Più sei inclinato, più inneschi forza centripeta... e se non c'è un'adeguata spinta centrifuga... ecco che prendi la cosiddetta "internata" e cadi...

Mentre una spinta centrifuga maggiore maggiore di quella centripeta viene contrastata dal vincolo (sci che incide la neve), e capacità di questo vincolo di assorbire, deformandosi ma mantenendo al tempo stesso il vincolo, il surplus di spinta centrifuga....

Se lo sci non ha una buona rigidezza torsionale, perde il vincolo.

La fisica dello sci è utile a capire come certi gesti siano funzionali ad essa...

Scaricati questo ppt:

www.amsi.fvg.it/admin/docum/docs/presentazione_fisica.ppt
 
Ok, grazie, ora mi è tutto più chiaro: una (rossa) è la traiettoria descritta dalla proiezione a terra del baricentro (in cui si suppone applicata la forza peso), l'altra (azzurra) è la traiettoria descritta dal punto di intersezione tra la direzione della risultante delle forze (peso e centrifuga) ed il terreno.
 
Spingere: come, con cosa, quando?

spingere sull'esterno, o meglio, resistere il più possibile alla forza centrifuga opponendo con *solidità* lo sci esterno tramite la lamina (quindi con inclinazione massima dello sci/caviglie al terreno) e la forza delle gambe.

per quanto mi riguarda la cosa + difficile è ottenere solidità sulla gamba esterna senza compiere errori di rotazione del bacino che tendono a scaricare lo sci esterno a causa della mancanza di solidità...dura lotta!

per ottenere solidità occorre però avere una posizione del baricentro perfetta, con i pesi ben distribuiti....e qui entrano in gioco oltre che alle fondamentali caviglie, anche busto, braccia, spalle e bacino....che devono consentire di ottenere peso, pressione, carico sullo sci esterno in modo da deformarlo il + possibile....ecco xchè non basta "buttarsi" dentro la curva

ci sono delle videolezioni teoriche su www.lagrandeneve.tv fatte proprio da valerio della jam che spiegano molto meglio le cose.
 
Hey Skywalker, hai fatto l'esercizio in cui devi "percepire" la conduzione tentando di piantare le code degli sci nella neve, verso monte?

Lo trovo utile, fa sentire perfettamente cosa significa lasciar che lo sci conduca.
Poi percepito quello, poichè lo sci non è teoria, ma è azione, le discese dopo hai una percezione nuova da ricercare, da riprovare, con velocità e gesti più complessi.

...ho letto il tuo blog e questa cosa di cercare le code a fine curva mi ha lasciato quanto meno sconcertato ma incuriosito perchè dopo anni di frequentazione jam session pensavo di aver ormai visto e provato tutte le nuove didattiche ma evidentemente agosto ha portato consiglio anche alla fantasia inesauribile dei maestri jam :D:D:D:D
Scherzi a parte durante i lunghi pomeriggi apres ski passati a vedere i miei obriobrosi filmati (non c'è speranza) il concetto chiave di fine curva che mi ero fatto era quello di esasperare la pressione sullo sci esterno (semplificando..) deformandolo quanto basta a descrivere l'arco, e poi utilizzarne la forza elastica insieme al movimento di bacino per effettuare l'avanti interno per fiondarsi poi nella curva successiva.

Ora il punto chiave è proprio questo, se il movimento, aiutato da una piccola e impercettibile compressione è simmetrico, quindi assiale sulla gamba esterna distesa, la deformazione è simmetrica e centrale, se invece vado a premere sulla linguetta avrò una deformazione maggiore di spatola, e probabilmente, se la cosa non è graduale, potrei anche perdere il binario e la conduzione e chiudere la curva a z, perdendo l'ultimo terzo di curva, come faccio spesso.

Idem se vado a cercare la presa di coda,che peraltro sugli odierni sci è automatica se si sta centrali viste le sciancrature abbondanti.
In quest'ultimo caso, tuttavia, il modello mentale che mi faccio porta ad un arretramento evidente se esaspero la presa di coda con una pressione di tallone, probabilmente tu intendi, nella preparazione dell'avanti interno, una flessione di caviglia sulla coda che però fatico molto a visualizzare...

Inoltre, nell'economia di un movimento basato sulla centralità e lo spostamento del baricentro appunto avanti interno, mi sembra quantomeno singolare andare a caricare di più il retro dello sci.
Per cui non ho capito dato che conoscendo la gente di jam so sicuramente che se ti hanno fatto fare quel movimento un motivo serio c'è, se chiarisci le mie confuse idee :shock: ti sarò ultra grato.

Molto calzante, invece e sempre secondo il mio i parere, il concetto di molla corpo sci che ben si sposa anche con la ritmica e la fluidità del movimento, traguardo per me ancora ben da focalizzare direi...
 
La questione della ricerca mentale dell'aggancio della coda è un espediente per farti, per così dire, portare avanti ed in su il mento. Se tu ricerchi mentalmente l'aggancio della coda giri e togli peso, proprio come se attivassi un effetto giroscopico sul tuo corpo.

Come nella ruota della bicicletta quando la tieni in mano, mai provato quel giochino? Ecco stesso concetto, tu pensi ad agganciare le code (di piegare a lato la ruota della bici che gira e che hai in mano) e ti ritrovi allegerito, con gli sci che girano e proiettato nella curva successiva (e ti ritrovi la ruota che si ribalta dalla parte opposta). Spero che il paragone sia simil-percepito.

Ruota2.jpg


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