Dopo quasi 30 anni dall ultima sciata in codesto comprensorio, sono tornato ad Alpe di Mera.
Il martedì 26 con girnata di m, valutiamo opportuno evitare witheout sul rosa e puntare davanti casa a km 0 (forse 0,2) per Mera.
Pensavo di salirivi in auto per evitare la pioggia in basso, il meteo "di parte" dava qn impianti, ma una quasi assenza di precipitaizioni mentre stavamo in biglietteria ci convince a salire in sedia..
La lunghissima pista che si distircava in boschi autunnali, visibile (con bel tempo) dalla vallata salendo ci ha troppo incuriosito, non so "cosa mettono" nei cannoni a mera ma con una settimana di temperature sui 8-10 in valle, dubito mai a zero la notte, la neve resisteva. Una sorta di opera provocatoria nella guerra tra sci e gw, tra rassegnarsi e combattere per stare aperti, fatto sta che bisogna inginocchiarsi alla bravura di chi sta riuscendo a tenere aperta una pista con arrivo a 650 m nel 2025!!!!!! e garantendo oltre 1000 di dislivello a una staizone che i suoi massimi apici sui 1700 m, non in austria , ma in piemonte.
Sicuramente il clima valsesiano era speciale e favorevole nei secoli, la mia memoria ricorda nevicate fino a base impianti anche il 10 aprile e pista scesa "fai date", come una mera sempre aperta a pasqua malgrado la quota.
Nella autunnale e surreale giornata siamo 4 oligarchi russi con un propria stazione interamente a disposizione, raggiunti i fatidici 1000 m circa a cui si ricollegano la maggior parte delle piste e impianti, mi sopronede la qualità, larghezza e numero di piste.
Ci godiamo il millerighe su facilissimo frin umido per la capricorono e poi ci aggiriamo in quota, dove la visibilità e bassa, la pioviggine gira a neve con un po di vento e tratti di white out.
Malgrado la bimella chiusa, ma per il numero di avventori sarebbe stato veramente troppo, abbiamo girato tutta la mattina facendo tante piste, sempre piacevoli e affrontando in quota condizioni climatiche ostiche che mi lasceranno gravi conseguenze in serata.
Tariamo come previsto la fine delle risalite per il mattiniero e ci meritiamo un piacevole pranzo in locale carinissimo, ristrutturato, cordiale e con buona cucina e prezzi onesti.
Con le chiappe un po umide, ma riasciugati ci godiamo "la più bella pista di pappa delle alpi" (dedicata al povero miss
@missouri ), incredibile, eppure si scia e si scia molto meglio che sul rientro ad Alagna di fine giornata..Che sia pappa o marcia, rigelata o goduriosa noi da appennini e da talebani del "per sciare bene devi saper sciare ovunque"(impartito ovviamente ai bambini sin dagli esordi), ce la godiamo fino alla macchina.
In pista a ricordarci che la natura è ormai stravolta una salmandra, viva, e vegeta che attraversa il tracciato dubbiosa...
Purtroppo a me io mio figlio la "bagnata" eccessiva (non mi ero vestito super tecnico pensando di salire in auto), è costata molto cara, la famigerata influenza con la febbre monstre a 39 (per me quasi 40), con dolori da torture medioevali alle ossa, colpi di tosse che trafiggono il costato, e il restare 3 giorni quasi esanimi tra letti e divano, senza mangiare fino a cena.. con l'agrodolce paradosso che dal divano di casa avevi di fronte mera baciata dal sole ..
Tornando alla località Il mio giudizio è stra favorevole, perchè con 4 impianti mera ti offre una sciabilità che non è trascurabile, anzi, piste di ottima qualità, innevamento superlativo, battitura che sul rosa difficilmente riescono a garantire, comodità enorme di arroccamento e rientro con la pista. L'impegno è evidente, la monterosa 2000 ci ha messo l'anima, e ci metterà anche le cabine. Merita di sopravvivere e di essere rilanciata.
La conformazione in caso di nevicate garantirebbe una area freeride varia, divertente e piuttosto sicura seppure a una quota non facilissima da garantire.
Personale gentile, prezzi modici, impianti efficenti, a parte la riomuovenda biposto. Diciamo che a gressoney la trinitè se li sognano gli impianti di mera (cosa assurda a prescindere).
L'intera stazione è una cartolina vintage, anche in parte rivalorizzata dalle immagini di epoca riadattate, in parte penalizzata da strutture fatiscenti.
L'idea di un "Bourg" sci ai piedi, sarebbe apprezzatissima in francia o in svizzera, frega poco agli italiani sembebbe, ma andrebbe agevolato e rilanciato il turismo.
Il limite è quello che turisticamente si ha in piccolo o in grande ha tutto il Piemonte, o gran parte del nord ovest (eccette cervinia e courma direi): di non sapere attirare turisti al di fuori di quelli che ti cascano dentro da soli.
Se aspetti che gli sciatori siano quasi solo i "seconda casisti" rischi che 5 gg a settimana puoi pure stare chiuso, a natale hai la ressa, in alta stagione sei stranamente vuoto (cosa che accada anche nel vicino e più vasto monterosa).
Mera deve essere valorizzata come stazione certa in caso di vento e maltempo, navetta fissa da Alagna a mera con tutte le tappe necessarie, in modo che gli sciatori possano avere una alternativa anche dal comprensorio maggiore al minore .
Io penserei a fare un po di numeri in settimana e fuori da feste e weekend "pesanti", mera garantisce un terreno ottimo per leizoni a tutti i livelli, campo scuola perfetto e agevole (tutti aspetti molto carenti ad alagna per esempio) e le poche ormai semi abbandonate strutture recettive dovrebbero essere riattivate per dedicarsi a un mercato "Povero, ma affidabile"; le scuole, le comitve i gruppi le offerte, tappandosi il naso e prendendosi scolaresche di terroni che scierebbero su un bel comprensorio, belle piste una immancabile vista sul rosa, con borghi storici nei dintorni, specialità culinarie, sarebbe una soluzione.
Se vuoi raschiare i pochi e ricchi stranieri radical chic all'alta valle, senza farli sciare sul rosa , diventa difficile