Lanzinger è tornato a casa
Lo sciatore austriaco, amputato della gamba sinistra, ricoverato a Salisburgo, dove divampano le polemiche sui soccorsi. Per questo motivo il suo avvocato ha chiesto di conservare l'arto perso
MILANO, 6 marzo 2008 - Matthias Lanzinger, lo sciatore austriaco feritosi nel superG di Kvitfjell domenica scorsa e poi amputato alla gamba sinistra in un ospedale norvegese, è stato trasferito nel pomeriggio in una clinica di Salisburgo (Austria). Il 27enne, le cui condizioni cliniche generali sono sensibilmente migliorate dopo l'amputazione, dovrebbe restare nell'ospedale austriaco per circa tre settimane.
Intanto su questa vicenda non si placano le polemiche, e la stampa austriaca mette sotto accusa le modalità di intervento della sicurezza della pista norvegese: in primis l'assenza di un elicottero di soccorso al momento dell'incidente e poi l'inadeguatezza dello staff medico dell'ospedale di Lillehammer, il più vicino al luogo dell'accaduto, accusato di aver fatto perdere troppo tempo per il trasporto dello sciatore infortunato. Il presidente della Federsci austriaca, Gian Franco Kasper ha risposto alle accuse sollevategli precisando che l'elicottero utilizzato era dotato dell'apparecchio previsto per il soccorso e che la scelta della modalità e del luogo di evacuazione era di pertinenza dello staff medico intervenuto sul posto."Quella di Lanzinger è una tragedia, ma è difficile dire di chi sia la colpa. La caduta sembra uno sbaglio dell'atleta, poi il servizio medico che era presente lo ha trasportato: a quel punto i responsabili sono i dottori e non noi. Noi dobbiamo assicurare che ci siano dottori dappertutto, e lo abbiamo fatto - ha proseguito Kasper -. L'elicottero sarebbe potuto partire, ma i dottori hanno detto di non essere pronti e hanno preso più tempo del normale per paura di una lesione al cervello e non volevano metterlo sull'elicottero. Per la seconda operazione, poi, hanno dovuto aspettare uno specialista austriaco". "Mi hanno detto che in massimo un anno potrà riprendere la deambulazione senza aiuti - ha concluso il presidente Kasper-. Gli auguro di trovare il morale per accettare la vita per come sarà. Spero che trovi tanta forza per riprendersi". Interviene anche Guenter Hujara, direttore di gara della Fis. "Mi pongo una domanda: se l'elicottero fosse andato direttamente a Oslo e lo sciatore avesse corso ulteriori rischi? Tutti avrebbero detto che bisognava andare a Lillehammer. Qui, però, decidono i medici".
La famiglia dello sciatore ha affidato il mandato a un avvocato, Manfred Ainedter, per determinare se sussistono le basi giuridiche per richiedere i giusti risarcimenti. Come primo atto, il legale ha chiesto la conservazione della gamba amputata in vista della causa da intentare agli organizzatori del superG. "Bisogna chiarire se sono state prese le necessarie misure di sicurezza e se ci sono gli estremi per l'omissione di soccorso", ha dichiarato.
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